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….enno 5 (versione aggiornata e cliccabile)
guccini_b_1

Concerto di Guccini a Spoleto,
partiamo in ampio ritardo io e Lore in direzione nord (Spoleto è sempre pià lontano di quanto uno immagini), innanzitutto ringrazio Lore, non sarebbe stato lo stesso senza, grazie!
Arriviamo che il Maestro è già sul palco e dopo poche battute (e diverse lamentele sul freddo) si comincia, ovviamente con Canzone per un’amica, Guccini fa subito capire il tema di questo nuovo troncone del tour, il tempo e come seconda canzone parte Il tema (e via e via e via).
Come sempre si comincia seduti per terra, la piazza di Spoleto è grande e piena, l’aria è perfetta…se fosse Dicembre, già, perchè tira un’aria gelida che mancano solo le lucine dell’associazione dei commercianti ed un babbo natale gigante appeso ai balconi, Guccini si lamenta per tutta la durata del concerto, ironizza sulle colpe di quel freddo fuori stagione…. non a torto, visto che la mulinobianchica famiglia seduta davanti a noi tira fuori i GUANTI DI LANA!!!
Ma vabbene lo stesso, prosegue il discorso sul tempo e partono in fila Noi non ci saremo e le Osterie di fuori porta, due battute con Lore seduta a sinistra e poi mi giro a destra e mi rendo conto che qualcosa manca….alla mia destra siede un giovine…ma ha i capelli lisci e non porta gli occhiali….continua a mancarmi qualcosa, lui fa il vago e (probabilmente) non mi capisce quando gli ululo POPOLAATAA alla maniera di Augusto….così è!
Si prosegue con un preambolo: "questa canzone è stata tacciata di maschilismo"….io già gongolo mentre Biondini comincia a suonare Vedi cara.
Il maestro è in piena forma anche se lamentosissimo nei confronti del freddo, si parla d’amore, o più realisticamente dei tentativi dell’amore: parte Canzone quasi d’amore.
A questo punto in scaletta ci sarebbe…ci sarebbe…non si sà, il maestro ci ripensa ed improvvisa voce e chitarra L’ubriaco, sfoggiando doti canore inaspettate! Gli applausi si sprecano ed io vorrei cantare col mio degno compare gucciniano…invece mi ritrovo a lanciare occhiate di intesa al mio sconosciuto vicino (che ora comincia a guardarmi con sospetto)
E correndo…comincia Incontro, la testa incespica nei pensieri chiari e nei ricordi confusi (o forse è il contrario), ma dura poco, pochissimo, parte Ti ricordi quei giorni e nella testa ho solo una strofa "…e ti stringevi a me nella mia stanza, solo un respiro, poi mi dicesti…", a chiudere il tris arriva Farewell, lascio in pace il mio vicino e cerco solo il cellulare.
Su in collina (un pò d’allegria ci vuole) ed Eskimo (ed a volte non mi spiacerebbe, essere quelli di quei concerti là), parte Don chiscotte ed io duetto con il mio vicino che non solo non risponde, ma mi guarda impaurito….io come sempre sono Sancio, ma manca Don chisciotte, probabilmente gira la california sul suo fido Ronzinante.
Una versione oggettivamente non bella di Cyrano e poi tutti in piedi per il gran finale, Il vecchio e il bambino, Auschwitz (che passo a pensare a questo post) e poi Un altro giorno è andato con cui si chiude il cerchio sul discorso del tempo e del freddo, probabilmente la canzone che ascolto con più entusiasmo (versione quasi rock), c’è il tempo per Dio è morto e per chiudere La locomotiva, questa volta la ascolto con discreta tristezza ed un pensiero speciale al mio omonimo che associo sempre alla macchina a vapore.
Lasciamo la piazza ma non riusciamo a tornare a casa prima di 2 ore a causa di una storia di preti e cameriere……ma questa è un’altra storia!

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E ogni tanto una promessa vien mantenuta:

il lodo Alfano è legge.

171 si’, 128 no e 6 astenuti.

TI PIACE VINCERE FACILE!

ponci ponci po po po

un  grazie a Vauro come sempre