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A Day In The Life |
Capitolo 12 – Epilogo
Il sapore metallico dell’acido ha invaso tutta la mia bocca in un attimo. Ancora è tutto normale. Riprendo in mano il libro. Improvvisamente le lettere del nome dell’autore cominciano a muoversi ed a confondersi come a mischiarsi. Distolgo lo sguardo e fisso Giuliano, sta parlando ma vedo solo nuvole uscire dalla sua bocca. Una ha una forma strana, sembra più densa delle altre…bianco panna…Squilla il telefono, il suono rosso è insistente…entra nel mio cervello e continua a squillare, cerco di urlare a Giuliano di rispondere, ma lui mi guarda, la sua testa cambia lentamente forma, passando da un fungo ad un alfiere degli scacchi circondato da un alone viola. Il telefono squilla ancora…basta …basta…fallo smettere Giuliano…lo squillo arancione è più forte e frequente…non resisto…basta…ora sembra il suono di una sveglia fucsia…mi sento toccare la spalla…sobbalzo…la nuvola panna è ora un coniglio…E’ chiaro che se non voglio rimanere con il suono della gigantesca sveglia fosforescente devo seguire il coniglio…lo hanno fatto tutti… intorno a me l’ufficio si è allungato in un lungo corridoio ed il coniglio mi porta verso la fine. Sulle pareti enormi quadri….uno con una distesa di erba e un cavallo in corsa…che corre davvero…di fronte un altro quadro con un clown che affonda sempre più nella sabbia…mi guarda e chiede aiuto ma io non posso perché il coniglio non vuole. La strada si fa in salita ma non sento affanno…in cima c’è un giullare viola e verde che suona un flauto ruotando su se stesso. Al suo suono giallo migliaia di ragni risalgono la collina disegnando con le loro tele scintillanti strane forme….ho paura…una rosa rossa spunta dal nulla ai piedi del giullare e cresce fino a sbocciare all’altezza dei miei occhi , fisso l’interno della rosa, ed improvvisamente seguito da suoni stridenti mi ritrovo dentro di lei. Tutto è scarlatto, i petali interni della rosa vibrano al suono di canne di organo..una tartaruga stanca e fucsia si avvicina improvvisamente…la musica ocra ora è di sitar e dalle pareti escono grandi strutture di cristallo dalla forma di frutta..la tartaruga è al mio fianco mi guarda con gli occhi come diamanti,mi invita a salire sul suo dorso e mentre ci avviciniamo alla grande fragola di cristallo color mandarino mi dice:- Spegni la mente, rilassati e galleggia lungo la corrente, questo non è morire, rilascia tutti i tuoi pensieri, arrenditi al vuoto, questo è brillare, potrai vedere il significato che c’è dentro, questo è essere, quell’amore è tutto, quell’amore è ogni cosa, questo è conoscere, l’ignoranza e l’odio possono intristire i morti, ma ascolta il colore dei tuoi sogni, questo non è vivere, partecipa al gioco dell’esistenza fino alla fine…dell’inizio.- La Fragola non è dura ma è come gelatina, entriamo dentro, la tartaruga scompare e mi trovo a cadere in un tunnel verde fosforescente, ma sono tranquillo, in pace. Mentre io cado noto davanti a me qualcuno che procede a forte velocità verso di me, un uomo di mezz’età o meglio uno splendido quarantenne. Mentre ci incrociamo facciamo in tempo a scambiarci un rapido sorriso prima di proseguire veloci per le proprie strade. Sono felice,anche quando il tunnel finisce e torno alla cadere alla luce del sole. Posso notare la curvatura della terra, la superficie si avvicina, sento di non avere nessun peso, sono su Roma… casa alla Romanina, il parcheggio…la macchina sta arrivando ora…ma chi guida?Sfioro il tettuccio, dentro ci sono io. Un forte flash di luce purpurea mi acceca….C’è Cyrano alla radio…Fermo la macchina al solito parcheggino sotto casa. La chiudo. Mi viene da vomitare…Mi squilla il cellulare, è Mario:- Mi sono scordato di dirti una cosa prima. Non sai chi ho beccato al Rock Castle ieri sera, indovina!- Ed io istintivamente e mestamente: -Franc…RagazzaTriste.- -Come hai fatto? Te l’avevo già detto io oppure Francesco?- -No, ho molte cose da raccontarti, semmai le scrivo a puntate sul blog.- -Vai che sono curioso, ma non mi puoi dare un accenno? Va tutto ok?- – Si, è stato un giorno qualsiasi nella mia vita, più o meno…-