One flew east, one flew west, one flew over the cuckoo’s nest
Alla fine di una dura giornata non c’è niente di meglio di un bel film rilassante come Qualcuno volò sul nido del cuculo di Milos Forman. Il suddetto regista ha fatto fior fiori di film da Hair a Men on the Moon passando per Amadeus. Il film ha vinto 5, dico 5 premi oscar di cui miglior attore protagonista a Jack Nicholson (1 di 3). Che bisogna dire di lui..è nei sui anni migliori (1975) ed il matto gli è sempre venuto bene. Il film denuncia la condizione degli istituti psichiatrici all’inizio degli anni ’60 e esamina il tanto caro limite tra la normalità e la pazzia…Puo essere visto anche come film sulla liberta e sullo ribaltare le regole imposte dall’estabilishment. D’altronde il periodo di scrittura del romanzo (1962) queste erano le idee..l’autore del romanzo era la bonanima di Ken Kesey….non lo conoscete? Cliccate qui…è il vecchio in piedi sul tettuccio del pullman Further..Entrò nella sperimentazione dell’LSD da parte della CIA nel 1959 presso l’università di Stanford e gli piacque cosi tanto che fu l’organizzatore degli Acid Test nella Frisco anni ’60.
Tornano al film, i "malati" diventeranno poi attori noti come Christopher Lloyd,Danny DeVito, Vincent Schiavelli ( l’uomo con gli occhi tristi…si ghost….si il video di annina di Gazze), Brad Dourif ( vermilinguo nel signore degli anelli)etc etc…
Ammetto che a me veniva da ridere perche pensavo alla versione corretta:

in my rear view mirror the sun is going down
che mi aveva sempre attirato per il titolo "Tokyo blues- Norwegian wood" di Haruki Murakami (1987). Il titolo originale è solo Norwegian Wood, oscura canzone dei Beatles di Rubber Soul dal cui testo emerge uno scenario incendiario. Nel libro di Murakami il protagonista, Tooru Watanabe, mentre è in aeroporto ascolta la suddetta canzone dei Beatles e viene trascinato a quando era ancora matricola all’università di Tokyo negli anni ’60.
tello errante di howl alla fine sarà una unica recensione sul lavoro di Hayao Miyazaki(
a le difficolta della vita anche se aiutata da un po’ di magia. Per Nausicaa non posso dire nulla in modo oggettivo, visto "da grande", ho capito meglio il tema che magari "da piccolo" era comunque penetrato incosciamente muovendo l’attezione su cose che prima non avevi mai pensato. E’ ancora una volta un’accusa profonda al male proprio dell’uomo che porta nel mondo con la guerra e la devastazione, un mondo dove però basta un singolo gesto per tornare alla speranza. In Howl le tematiche sono le stesse con un tocco forte di magia ma questa volta è l’amore a risolvere tutto. Dal punto di vista artistico, lo studio Ghibli non perdona….tutto ancora disegnato a mano a partire dalle singole foglie o capelli nella migliore tradizione miyazaki. Elemento fisso oltre le sembianze delle donne, le immancabili macchine volanti (il padre di miyazaki aveva una fabbrica di aerei) bizzarre e fantastiche senza mai essere troppo fantascientifiche. Aggiungo anche la nota che di solito i film sono sottolineati dal piano di Joe HisaishI, compositore e pianista giapponese, il morricone orientale.