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Ho leggicchiato su facebook la notizia. Cercato sul web ma non ho trovato nulla. Penso che però le fonti siano attendibili e quindi sembrerebbe che il compagno Paolo Vinti se ne sia andato proprio oggi.
Senza fare retorica, penso che chiunque abbia vissuto per un pò a Perugia non possa non ricordare questo personaggio. Penso che sia da porgergli un saluto in un blog fondato su una via, per noi, storica di questa città. Come Paolo è stato un personaggio nell'attualità storico, di questa città.
Compagni e compagne, con emozione altissima.

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Prendendo anche un pò spunto dal precedente post di Stuffs, riflettevo sui neri nella mia musica.
Premettendo che non ci vuole essere nulla di razzista o razziale in questo post, mi sono accorta che nella mia playlist c'è una forte carenza di cantanti neri o afro-americani, per voler usare un termine migliore. E allora mi sono messa a ripercorrere un pò i filoni musicali che seguo o ho seguito nel passato, anche se ho sempre avuto problemi con queste catalogazioni, come quando entro in crisi alla domanda di rito "Scusa, ma tu che musica ascolti?". Direi che non è sempre facile distinguere un genere da un altro. Per certi autori o interpreti è fin troppo facile ma per altri è davvero un'impresa.
Ad ogni modo, ditemi un cantante di colore (anche questa definizione un pò opinabile, come se i neri fossero in technicolor e i bianchi in grigetto), dicevo, ditemi un cantante nero che abbia fatto o faccia musica tipo, indie pop, o gothic rock/post punk, come Cure (ecco, prova di quelle band che dicevo difficili da categorizzare) o come Joy Division, o musica melodica cantautorale (forse questa è un pò troppo italiana come definizione, ma ormai nel nostro paese ci sono persone di colore, perfettamente  italiane, ancora troppe poche, forse…ma questa osservazione riguarda un'altra sfera discorsiva), o musica rock (anche qui come non aprire una parentesi, visto che nella stessa categoria ci puoi infilare David Bowie e Bon Jovi?), io mi riferisco più al rock/ alternative rock tipo Queen, o tipo Smiths o tipo Pearl Jam o (ci vogliamo mettere anche loro? ma sì dai) Pink Floyd o Smashing Pumpkins o Radiohead o Depeche Mode, insomma, tutti diversi tra loro ma in qualche modo assimilabili alla suddetta categoria. Non ditemi che certi gruppi musicali di quelli citati sopra sono troppo vincolati al tempo e al luogo in cui sono nati, perchè tanti nuovi gruppi si ispirano a loro e anche se l'effeto è diverso, le affinità si fanno sentire e come, pensiamo agli Interpol o i White Lies, per esempio.
Insomma, fatemi qualche nome, please!

Tanto tempo dall'ultimo film della domenica pomeriggio. La scelta è caduta qui.
Signoreesignoribuonanotte-1976-titoliditestaQualcuno lo ha citato e andando a spulciare, mi hanno incuriosito il titolo ed il cast. L'idea di scrutare il paese attraverso il palinsesto televisivo, l'amara ironia che lo pervade, la spietatezza senza tanti fronzoli me lo  hanno fatto proprio apprezzare. E quindi,come al solito, se non l'avete già visto, io ve lo consiglio.

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Murakami Haruki
La fine del mondo e il paese delle meraviglie

Primo libro, per me, di questo autore giapponese già recensito dal nostro Japanfangaspad.
Non avendo letto Tokyo blues-Norwegian wood, non posso fare un confronto tra i due libri (perchè farlo, del resto), ma rileggendo la recensione  di Aprile, anche in questo libro ho trovato nel protagonista una sorta di eterna adolescenza, intesa come "affidarsi al corso degli eventi".
Eppure quest’uomo è estremamente chiaro e a mio avviso saggio, nel delineare alcuni punti fondamentali dell’esistenza ("Col passare degli anni, sono sempre meno le cose in cui si ha fiducia, – risposi. – Come i denti, a forza di strofinarci sopra si consumano. Non è che si diventi cinici, e nemmeno scettici, semplicemente ci si consuma.").
La narrazione va avanti da sè, con una fluidità pazzesca, nonostante l’impostazione di due racconti paralleli, apparentemente lontani l’uno dall’altro, spingerebbe a una frammentazione narrativa.
L’autore è così efficace.
Senza essere noioso, riesce a far visualizzare al lettore chiaramente la situazione, i luoghi, i profumi, le vibrazioni.

L’ironia non manca, giusto ingrediente della vita.
E così spuntano anche fantastici monologhi sulla scelta di divani ed automobili, perchè un divano dice molto della persona a cui appartiene!

Quindi che altro dire se non che sono entusiasta di questa lettura che vi consiglio vivamente.

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Tra le recensioni di questo blog non poteva mancare questa:
Fight club-movie/book/movie.
(Non mi dite che c’è già, ho spremuto le mie piccole meningi cercando di ricordare se qualcuno tra voi ci aveva già pensato, e mi è sembrato di no.
In caso contario, sorry! Sapete che la memoria non è il mio forte ;-) ).
Penso che ognuno ha avuto la sua storia con questo film e con il libro da cui è tratto, io vi dico la mia.
Visto il film tanto tempo fa, un colpo di fulmine, questa è la definizione esatta.
Poi gli anni son passati, dicendo ogni tanto a me stessa che avrei dovuto leggere il libro e penso di aver trovato uno dei momenti migliori per farlo.
L’ho letto nelle tre settimane appena passate, qualche pagina al giorno, durante i dieci minuti di metro  tra casa-lavoro e gli altri dieci tra lavoro-casa.
Quale luogo migliore, tra le centinaia di persone concentrate nello stesso posto, per lo stesso motivo: entrare in ufficio per le nove.
Spostarsi tutti assieme, come un esercito, con il rumore delle scarpe quasi sincronizzato, nella stessa direzione, con le stesse facce.
E aver letto poco prima di come il sangue ribollente di Tizio possa scaricare una fucilata nel suo "petulante, inefficiente, gretto, piagnucoloso capo ciucciaculi chiappemolli".
Destabilizzante, non c’è che dire.
E poi non tralasciamo il "catalogo ikea" disseminato nella strada sotto il grattacielo del protagonista.
Come non associare al posto in cui mi trovo la poltrona Johanneshov, la lampada Rislampa/Har, il servizio di posate Alle, l’orologio Vild?
Poi ieri ho rivisto il film, ed è successo qualcosa di molto strano.
Per quanto mi riguarda il libro ha sempre superato il film, anche nel caso in cui sia stato comunque fatto un buon lavoro. Ma per Fight club sono davvero in seria crisi.
Le poche modifiche apportate alla storia per rendere la lettera più cinematografica, sono proprio azzeccate.
Insomma il film continua ad essere uno tra i miei preferiti.
Il mio consiglio? Mangiatene dell’uno e dell’altro, per chi non avesse ancora avuto il piacere di goderne.

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Continua la mia vita svedese, caspita, ormai ho superato il mese e mi sembra di essere qui da appena una settimana. Come al solito il tempo corre troppo in fretta…uffa.
Oggi è il giorno della cinnamon roll, un dolce internazionale che io adoro (come tutto ciò che contiene cannella) e che pare sia stato inventato qui.
Ed è partita subito la discussione casalinga sul nome svedese, io sono per la traduzione letterale, quindi kanelrulle, ma c’è chi dice che invece sia kanelbulle (cioè brioche alla cannella).
Se ci aggiungi  che del plurale e del genitivo svedesi non ho la più pallida conoscenza, ne consegue che da ieri continuo a cambiare il nome sul fumetto del mio contatto skype tra kanelrulle rullens bullens…riso sorriso, come me viè da ride…

Riguardo al resto, c’è da dire che comincia a fare decisamente freschino.
Per la luce ancora niente di strano, abbiamo ancora le nostre sane ora di giorno.
Ma ve l’ho detto che i canarini del mio padrone di casa son morti a causa  della mancanza di luce? In pratica non mangiavano mai, dormivano soltanto…ed io…chissà se farò la stessa fine!?

Intanto stiamo pian piano cercando di capire come funziona la vita sociale, certo che iniziare a cenare alle 7 sarebbe un buon inizio. Ma decisamente non è facile a farsi.
Abbiamo perlustrato uno dei Debaser, locale concertoso, sembra un pò piccolo ma vedremo come sarà lì il concerto dei Motorpsycho a fine mese. Vi dirò.
Una cosa è certa, Stoccolma sembra offrire parecchio, peccato che il tempo sia sempre così poco.

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Quasi una settimana a Stoccolma.
Domani primo giorno di lavoro e a parte l’edificio dove andare non so molto di più.
Questa settimana non posso dire di aver visto molto, la pulizia della casa ci ha sommersi più del previsto.
Il padrone di casa, simpaticissimo, per carità, ma decisamente un pò zozzone!
Non vi dico cosa non abbiamo trovato…
E poi, supermercati, ne ho girati un pò.
Uffici pubblici per un pò di sana burocrazia (anche qui a file non scherzano mica).
E ikea, non potevo non andare a dare una sbirciata, qualcosa a casa serve sempre. E poi c’è anche un cuscino che si chiama Gåspa.
Comunque è identica a quella in Italia, in tutto. Sembrano fatte con lo stampino. E anche qui vige una bizzarra regola fisica secondo la quale entrando vieni risucchiato in un vortice in cui il tempo scorre molto più velocemente.
E alla fine ti trovi a chiederti perchè hai buttato quattro ore di una delle ultime giornate di sole…

Comunque di questi primi giorni impressioni un pò confuse, ma è presto, troppo presto.
Per ora, come nella buona tradizione di questo blog, vi propino due microliste flussive, per lo più alimentari, ma già vi ho spiegato il perchè.
Evviva l’acqua del rubinetto, buona buona e gratis; il burro giallo, morbido e salato; arachidi, anacardi e scrocchiarelle di questo genere a costi bassissimi, le bucchette della posta incastonate nella porta di casa.
Abbasso i conservanti e i coloranti, di cui pare qui non possano fare a meno; la non raccolta differenziata; il no ai fustoni di detersivo ma il sì a confezioni giganti di latte e burro.
Dovrò comunque indagare un pò a riguardo.

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Il momento è arrivato!

Avevo iniziato questo post con il solito veleno che sputo ogni volta che parlo dell’Italia degli ultimi anni, ma ho cancellato tutto perchè voglio iniziare a chiudermi al risentimento e aprirmi alla positività.
Ho un biglietto aereo datato 31 Agosto, solo andata, per Stoccolma.
Inizierà una nuova storia e non voglio che l’entusiasmo necessario per ogni nuova avventura venga soffocato da pensieri di biasimo per un paese che ora detesto ma che continuo a sperare che possa cambiare.
Sono contenta di poter sperimentare sulla mia pelle come è vivere fuori da qui, se davvero è tutto così bello o se forse ogni paese ha i suoi tarli.
Una cosa è certa, è un passo che sentivo di dover fare, che ho avuto la fortuna di poter fare e perciò…

partiamo, partiamo, non vedi che siamo partiti già!

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Periodo di cambiamenti, fine e inizi di tante cose.
Una strana smania si impossessa di me (qualcosa di astratto…)

Mi allontanerò dalla Bassa Padana (macchè balere estive con coppie di anziani che ballano
vecchi Valzer Viennesi!) e cercherò di seguire il mio destino, la prossima tappa
del mio cammino.

Quanti fantasmi mi attraversano la strada…
Certe notti per dormire mi metto a leggere, e invece avrei bisogno di attimi di silenzio.

Cercherò un vento a trenta gradi sotto zero, perchè questa patria è schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore.
Perchè questo secolo saturo di parassiti senza dignità mi spinge solo ad essere migliore con più volontà.

Intanto intorno, chi va nel Giappone delle geishe e non si abbandona all’amore.

Chi sta nell’Irlanda del nord ma presto vivrà bene d’Inverno come di Primavera! Sì sì proprio così.

Chi vaga per i campi del Tennessee (non è proprio lì, ma Massachusetts non ci stava bene allo stesso modo, no?! )

Chi ritorna a sud
(anzi più a sud, nella terra dei giardini di aranci e limoni, di balconi  traboccanti di gerani, dove
per Pasqua oppure quando ci si sposa si usano per lavarsi petali di rose)

La primavera intanto tarda ad arrivare…

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Ci sono.

Ci sono momenti difficili da comprendere nella loro interezza, troppo complessi e articolati.

Ci sono persone che ti restano nel cuore, nonostante il tempo passi e le cose cambino.

Ci sono, allora, telefonate che superano lo spazio e si contraggono nel tempo facendo durare un’ora un minuto.

C’è poi un blog, dove se ti va, puoi scrivere queste cose e dove le citazioni la fanno da padrone.

E allora ci "sono qui nei pensieri le strade di ieri, e tornano visi e dolori e stagioni, amori e mattoni che parlano… "

E a questo punto c’è la cazzata di turno, perchè "Amico è un frontino inaspettato…uno scherzetto improvvisato"