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  1. Fukushima, radiazioni record: peste nucleare a orologeria

    Come volevasi dimostrare: i reattori “impazziti” della centrale nucleare di Fukushima stanno dando il peggio di sé a quasi cinque mesi di distanza dalla doppia tragedia dell’11 marzo, terremoto e tsunami, che ha messo in ginocchio il Giappone costringendo il mondo a interrogarsi ancora una volta sul problema della “impossibile” sicurezza atomica. A smentire i minimizzatori, che negavano l’evidente incapacità di Tokyo di fronte all’emergenza e la pericolosità a lungo termine dell’impianto, capace di contaminare il resto del mondo attraverso l’atmosfera, è ora la cronaca: radiazioni-record, superiori ai 10.000 millisievert l’ora, sono state riscontrate nell’area fra i reattori 1 e 2. Il mostro è tutt’altro che domato e, da allora, probabilmente, non ha mai cessato di minacciare il pianeta. Mentre si ripetono le surreali rassicurazioni della società energetica Tepco, che a marzo ritardò la diffusione di informazioni-chiave mettendo in Fukushimapericolo la popolazione, gli autorevoli esperti consultati dall’agenzia di stampa nipponica “Kyodo” sostengono che la fuoriuscita radioattiva abbia ormai raggiunto «livelli estremamente pericolosi per l’uomo». Il massimo delle radiazioni è stato accertato nei pressi di un condotto d’aerazione, attraverso il quale erano stati fatti fuoriuscire i vapori formatisi dentro l’impianto, nel tentativo di farne calare la pressione. Le autorità giapponesi hanno completamente «isolato» l’area colpita da emissioni letali, ma la Tepco – denunciata persino dal Codacons della Liguria per rilevazioni che hanno riscontrato un anomalo tasso di radioattività sulla riviera ligure dopo l’incidente in Giappone – continua minimizzare, sostenendo che il combustibile fuoriuscito dal reattore 1 potrebbe essersi raccolto nel condotto durante le prime ventilazioni dall’esterno eseguite in seguito al disastro. Il ministero dell’agricoltura di Tokyo ha disposto accertamenti speciali sul raccolto del riso, di cui potrebbe essere bloccata la vendita, con disastrose conseguenze economiche. Esami a tappeto anche sul grano, mentre i consumatori non si fidano più neppure della carne bovina, dopo il bando imposto agli allevamenti delle prefetture di Fukushima e Miyagi in seguito alla scoperta di tracce di cesio nelle carni. Mentre i giapponesi scendono in piazza per chiedere inutilmente la fine dell’era nucleare, Tokyo annuncia di voler erigere una “muraglia” per evitare che l’acqua contaminata finisca in mare. E spera di riuscire a raggiungere entro il gennaio 2012 “l’arresto a freddo” dei reattori danneggiati: che nel frattempo continuano a suscitare allarme, senza che sia possibile verificare a fondo la reale gravità della situazione. articolo pubblicato su LIBRE associazione di idee scritto il 3/8/11
  2. L’ATOMO CHE CI FA PAURA

    Con il dossier Disastro – Fukushima

    Cosa davvero è successo in Giappone. E cosa davvero può succedere nell’Italia che si avvia al voto referendario. Ecco la mappa delle centrali europee a rischio, la mappa dei 50 siti possibili dei 4 reattori progettati dal nostro governo e la storia dei “nearmisses”, tutti i casi in cui si è sfiorata la tragedia

    L’atomo in casa

    La mappa delle centrali europee. Oltre la metà sono a rischio: l’esperto spiega perché. La situazione italiana: il passato e il futuro. Il piano, le localizzazioni, il problema delle scorie e i costi sulla bolletta
    L’ESPERTO 1

    Europa, queste centrali fanno paura

     Europa, queste centrali fanno paura
    Giuseppe Onufrio, fisico, ex ricercatore Enea oggi direttore di Greenpeace ha analizzato per noi la situazione degli impianti nucleari del vecchio continente. Oltre la metà sono troppo vecchie o tecnologicamente obsolete o costruite in zone sismicamente non sicure.e “presentano delle criticità” di ANTONIO CIANCIULLO Acqua bollente o pesante: le diverse tecnologie
    LA MAPPA 2

    Un continente, 143 reattori il nucleare che ci circonda

    Dal Portogallo all’Ucraina, le centrali atomiche europee sono oltre una sessantina. Quasi tutte ospitano più di un motore atomico. Ecco la cartina geografica con tutti i siti, le diverse tecnologie installate, gli anni di costruzione
    ITALIA – LA STORIA 3

    Quell’eredità di scorie che viene dal passato Un peso insopportabile sulla bolletta energetica

    Quell'eredità di scorie che viene dal passato Un peso insopportabile sulla bolletta energeticaIn Italia ci sono ancora quattro centrali da smantellare (Trino, Caorso, Garigliano, nella foto, e Borgo Sabotino) più quella di Montalto di Castro mai finita. Ma abbiamo tonnellate di materiale fissile mandato in Francia e Gb per essere riprocessato e altri rifiuti stoccati in diversi siti. Il tutto costa agli italiani circa 285 milioni all’anno di VALERIO GUALERZI Da Trino Vercellese al Garigliano, il nucleare abbandonato
    ITALIA – IL FUTURO 4

    Nei piani quattro nuovi impianti Ancora tremano quindici regioni

    Nei piani quattro nuovi impianti Ancora tremano quindici regioniL’accordo italo-francese firmato dal governo nel 2009 prevede un poker di reattori (prodotti da Areva). I criteri di scelta restringono il campo e permettono di individuare una cinquantina di possibili siti. Ma altre aree si sentono a rischio come possibili depositi di scorie e di materiali già esistenti di VALERIO GUALERZI Cinquanta siti possibili: a chi toccherà il bidone?
    I COSTI 5

    Meno economico delle fonti rinnovabili Così il nucleare si spegnerà da solo

    Meno economico delle fonti rinnovabili Così il nucleare si spegnerà da soloFino al 1990, nel mondo si costruivano diciassette centrali all’anno. Adesso, non più di un paio. E, al di là dei rischi, l’energia prodotta con l’eolico sarà meno costosa di quella dei reattori di ultima generazione (Nella foto: la centrale nucleare dismessa di Kalkar in Germania, trasformata in un parco giochi) di ANTONIO CIANCIULLO
    LA SCELTA 6

    Green economy e pale eoliche così la Germania uscirà dall’atomo

    La Merkel accelera i tempi. Entro il 2022 ne resterà solo una (per l’emergenza) di diciassette. I costi oscilleranno tra i 90 e i 200 miliardi di euro. Subito cinque miliardi da investire in fonti rinnovabili dal nostro corrispondente ANDREA TARQUINI Cohn-Bendit: ”Perché il nucleare è follia” Anche la Svizzera dice addio all’atomo
  3. Fukushima, i tecnici nel reattore per la prima volta dall’esplosione

    Gli esperti, in tutto 12, si alterneranno in gruppi di tre persone lavorando all’interno dell’edificio per un massimo di 10 minuti, in modo da non superare un’esposizione superiore a 3 millisievert

    Fukushima, i tecnici nel reattore per la prima volta dall'esplosione
    TOKYO – I tecnici della Tepco sono entrati oggi nell’edificio che ospita il reattore n.1 della centrale nucleare di Fukushima per la prima volta dal 12 marzo, il giorno della forte esplosione causata dall’idrogeno, nella prima fase dei lavori per ripristinare il raffreddamento stabile del reattore in avaria. Secondo quanto riferito dalla Tepco, il gestore dell’impianto, due tecnici sono entrati alle ore 11.32 locali (le 4.32 in Italia), aprendo la doppia porta che collega gli edifici del reattore n.1 e della turbina. I tecnici, in tutto 12, si alterneranno in gruppi di tre persone lavorando all’interno dell’edificio per un massimo di 10 minuti, in modo da non superare un’esposizione superiore a 3 millisievert. Le operazioni di oggi, che si concluderanno nel pomeriggio, prevedono l’installazione dei tubi necessari per aspirare dall’esterno l’aria contaminata, in modo da permettere ai tecnici nei prossimi giorni di rimanere più a lungo all’interno dell’edificio e riparare le apparecchiature. Secondo quanto riferito dalla Tepco, i lavori di oggi sono cruciali per procedere alla messa in sicurezza del reattore, che viene tuttora raffreddato con sistemi di emergenza, e che, secondo le ultime stime della compagnia, contiene barre di combustibile nucleare danneggiate al 55%. Una volta installate e messe in funzione le apparecchiature di ventilazione, il gestore elettrico conta di abbassare significativamente il livello di radioattività all’interno dell’edificio nell’arco dei prossimi tre giorni. In seguito, i tecnici torneranno
    nei locali dove si trova il reattore n.1 per controllare lo stato delle apparecchiature e delle tubazioni, danneggiate dall’esplosione di idrogeno del 12 marzo e dalle elevate temperature raggiunte nei giorni successivi al sisma/tsunami. Se tutto andrà come previsto, intorno alla metà del mese inizieranno i lavori per installare il nuovo sistema di raffreddamento stabile, che andrà a riciclare, dopo averla depurata mediante un trattamento chimico, l’acqua altamente contaminata proveniente dal reattore. Gli alti livelli di radioattività registrati nell’edificio hanno finora impedito ai tecnici di condurre direttamente le operazioni di emergenza. Il mese scorso, un robot inviato in perlustrazione nei locali del reattore n.1 aveva rilevato valori di radioattività tra 10 e 49 millisievert all’ora.

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