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  1. Google+ impara dagli errori di Facebook

    VALERIO MARIANI Abbiamo bloccato gli inviti durante la notte: la domanda è incredibile ma vogliamo procedere in maniera attenta e controllata” parola di Vic Gundotra, vice presidente della divisione social di Google. La casa di Mountain View lancia la sperimentazione al nuovo servizio social Google+ e prima che il gallo canti di nuovo la interrompe. “Traditori” avranno urlato in quel di Menlo Park, California, o più prosaicamente “copioni”, le tute blu del social network per eccellenza. Non avevano ancora smaltito i postumi della sbronza post funerale di My Space che eccoli qui i due simpaticoni, Brin e Page, con la loro diavoleria, Google+. Nessuno ha la sfera di cristallo, pochi hanno realmente provato il servizio, molti ne scrivono, e noi non siamo da meno, alcuni hanno già pronosticato la data di decesso, altri hanno detto tutto definendolo un perfetto clone di Facebook, altri ancora ricordano Buzz, Wave e tutto quello che Google ha lanciato e poi abbandonato o addirittura chiuso. Cosa diventerà Google+ e, soprattutto, se batterà Facebook, non è dato sapere, come per esempio non è dato sapere il tasso di disiscrizione dal social network per eccellenza. Qualcuno però coglie l’occasione per sottolineare che di Facebook ci si sta iniziando a stufare accennando ai 100mila utenti inglesi – su quasi 30 milioni – ma di fronte a 700 milioni di utenti registrati, prima di dichiarare morta la piattaforma ce ne vuole. Può essere vero che di Facebook ci si sta stufando. O meglio, probabilmente la piattaforma sta naturalmente maturando grazie a una selezione naturale che ne eleverà la qualità. Un esempio? Non avete mai pensato a eliminare dalla vostra bacheca gli amici che davvero, neanche con tutta la buona volontà, non pubblicano mai qualcosa di interessante? Magari sostituendoli con la fan page del vostro feed di notizie preferito? In fondo è la strada, molto intelligente, che ha preso Linkedin con il suo, ottimo, servizio Linkedin Today. Dagli errori, o meglio dalla paura/incapacità di Zuckerberg e compagni di toccare una macchina fin troppo perfetta, per ora, dipende il successo di Google+. E infatti la casa di Mountain View parte da quello che NON ha Facebook. Per esempio Sparks, un aggregatore di feed che permette di personalizzare la bacheca in base ai propri interessi, con la differenza rispetto a una pagina di Google News che quella bacheca sarà visibile a una definita cerchia di amici. Una definita cerchia di amici, i Circle, che finalmente permettono di distinguere i post goliardici da quelli intelligenti, salvando, così, la reputazione professionale. E poi Hangouts, una video chat multipla che, diciamolo, è una feature semplice, semplice da inventarsi. Non manca poi la versione mobile con chat intensa integrata: detto, fatto, altro che mobile chat di Facebook. Bene, dunque, anche se l’interfaccia di Google+ è mooolto simile a quella di Facebook, e in fondo perché scervellarsi a inventarne una diversa con il rischio che fosse meno usabile, le feature presentate sono qualcosa di più. Partono da due concetti di fondo un po’ sottovalutati da Zuckerberg e compagni, anche questi semplici, semplici: personalizzazione e privacy. Del primo abbiamo detto e del secondo? Basti dire che proprio la personalizzazione, che non può prescindere dall’azione voluta dell’utente, è il lasciapassare per salvarsi dai patemi della privacy. Questo magari non basterà a raggiungere e superare il 700 milioni di utenti in poco tempo però è un buon inizio, e senza neanche pensare ai milioni di utenti che hanno un account Gmail.
  2. Zuckerberg salvo, Vinklevoss ritirano ricorso

    Contro accordo su loro ruolo in nascita Facebook, come spiega ‘The Social Network’

    Mark Zuckerberg NEW YORK – Due ex compagni d’università del fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, hanno rinunciato ieri a chiedere alla giustizia l’annullamento di un accordo che aveva procurato loro più di 65 milioni di dollari per il loro ruolo nella creazione del social network. Secondo un documento presentato a un tribunale federale di San Francisco, i gemelli Tyler e Cameron Winklevoss, campioni di canottaggio, che erano come Zuckerberg studenti ad Harvard ai tempi della creazione di Facebook, nel 2004, insieme al loro amico Divy Narendra dichiarano di non voler più contestare l’accordo davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti. “Posso confermare che Tyler e Cameron Vinklevoss hanno deciso di non fare appello sull’accordo davanti alla Corte Suprema, ha confermato lo studio legale Howard Rice, che rappresenta i gemelli. Come ha raccontato il film ‘The Social Network’, i gemelli Winklevoss e Narendra avevano preso contatto con Zuckerberg alla fine del 2003 perché lui li aiutasse a mettere in piedi una rete di contatti su internet. I tre affermano che Zuckerberg ha rubato la loro idea e che ha deliberatamente ritardato il loro progetto mentre lavorava al proprio sito, che ha finito per essere il più grande social network al mondo. I ricorrenti, che in seguito hanno fondato il loro sito, ConnectU, erano stati risarciti con 20 milioni di dollari in contanti e 45 milioni di dollari in azioni Facebook (sulla base di una valutazione di 36 dollari per azione), grazie ad un accordo privato con Zuckerberg concluso nel 2008. In seguito i tre avevano affermato di essere stati ingannati sul valore reale delle azioni Facebook a quell’epoca. Secondo loro, avrebbero dovuto ottenere più soldi o più quote del social network. Alcune stime recenti apparse sulla stampa finanziaria valutano il sito, che sta per essere quotato in Borsa, a più di 100 miliardi di dollari. ansa.it
  3. Facebook perde utenti, lasciano in 6 milioni

    Il calo in Usa e Canada. Gli esperti: il mercato americano ormai è saturo

    Facebook perde utenti NEW YORK – In Usa e in Canada, Facebook, il principe dei social network, inizia a perdere colpi. A maggio, il numero degli utenti e’ diminuito di 6 milioni di unita’ negli Stati Uniti, passando da 155,2 milioni all’inizio del mese a 1489,4 milioni alle fine del mese. E la tendenza e’ analoga nel vicino Canada, secondo Inside Facebook, il blog specializzato che segue passo a passo il social network di Mark Zuckerberg. Complessivamente le cose continuano ad andare bene per Facebook, con quasi 700 milioni di utenti nel mondo, mentre si moltiplicano le voci di un ingresso in Borsa, l’anno prossimo, per il gruppo, con una Ipo che potrebbe generare ricavi fino a 100 miliardi di dollari. Su Zuckerberg continua pero’ a gravare una grossa incertezza, perche’ il ricorso avviato dai gemelli vogatori Winklevoss, Cameron e Tyler, potrebbe finire nei prossimi mesi dinnanzi alla Corte Suprema degli Stati Uniti. Come racconta il film The Social Network, i due sostengono di essere stati truffati da Zuckerberg che aveva offerto loro 65 milioni di dollari nel 2008. Ma e’ anche vero che Cameron e Tyler avevano accettato a suo tempo la somma, per poi accorgersi che era davvero poco visto il valore di Facebook. Mentre Facebook inizia a sentire le prime arie di crisi, social network come Twitter e LinkedIn continuano a ‘tirare’, alla grande, anche negli Stati Uniti. Twitter, in particolare e’ diventato numero due in assoluto negli Usa, in Gran Bretagna, in Germania, in Francia e in Australia. Secondo gli esperti del settore, Facebook sta iniziando a saturare il mercato americano, dove gli spazi di crescita appaiono ormai molto contenuti: per tale ragioni si suggerisce a Zuckerberg di rivolgersi sempre di piu’ ai mercati europeo ed asiatico, con ampi potenziali spazi di crescita. Parte del fenomeno del rallentamento Usa e canadese viene pero’ considerato stagionale. All’inizio dell’estate molti studenti ed ex studenti si cancellano dal social network, per non lasciare tracce imbarazzanti sul web (sbornie e feste, per esempio), che potrebbero compromettere la ricerca di un primo posto di lavoro. Ci sono quindi le pressioni dei genitori di studenti minorenni, preoccupati per la protezione della privacy o anche per i fenomeni di bullismo, sempre piu’ frequenti negli Usa, legati al social network. ansa.it
  4. L’IDEA DI DUE RAGAZZI SPOPOLA SUL WEB

    I numeri di Logga.me di Simon Wide e Tommaso Da Dalt sono impressionanti: 117mila pagine visitate ad aprile, 80.624 utenti unici da aprile a metà  maggio per una media di duemila al giorno Cernusco sul naviglio. Una vetrina gratuita su Internet. Sta riscuotendo un incredibile successo la struttura creata da Simon Wide , 28 anni, programmatore e sistemista a Cernusco e socio dell’agenzia di advertising Pecora Nera, e Tommaso Da Dalt (collaboratore e uomo marketing) , 29 anni, laureando in informatica residente a Pioltello. Logga.me, l’ultima nata in agenzia è una piattaforma realizzata dai due esperti informatici attraverso la quale chiunque può promuovere se stesso e i propri prodotti. «Abbiamo notato che sul web mancava una piattaforma del tutto free, totalmente gratuita – hanno detto – e abbiamo deciso di colmare questo vuoto per dare la possibilità  agli utenti di creare infiniti blog. Logga.me, infatti, è un sistema multi blog nel quale si possono creare gratuitamente infiniti blog e gestirli autonomamente, trovare tante funzioni, condividere video e musica e utilizzare chat, video chat e forum di supporto. Non ci sono limiti e si può contare sul nostro supporto». Attualmente, infatti, su Internet è possibile creare solo un blog, su strutture preimpostate e poco personalizzabili: i due giovani, invece, mettono a disposizione le loro competenze informatiche, seguendo passo passo chiunque desideri aprire un blog e personalizzando la grafica a richiesta gratuitamente, in modo da avere un prodotto unico proprio come lo desidera l’utente, fornendo anche il supporto per la registrazione del dominio. «Non pensavamo di avere tutto questo successo in così poco tempo: Logga.me è nato a ottobre ed è passato da 300 a duemila accessi unici al giorno in pochi mesi. Hanno cominciato a contattarci sponsor di importanza nazionale e Win magazine ci ha anche inserito nelle nomination per il blog awards 2012 a Montecarlo. Abbiamo realizzato anche dei moduli che permettono più interattività  tra le attuali piattaforme. E’ una sorta di ponte tra Facebook e i blogger che usano il social network». I numeri di Logga.me sono notevoli: 117mila pagine visitate nel mese di aprile, 80.624 utenti unici da aprile a metà  maggio, una media di duemila al giorno. Anche a livello locale c’è chi ha notato l’exploit dei due ragazzi, in primis il sindaco Eugenio Comincini che, da un anno, utilizza il proprio blog per comunicare (oltre a Twitter e Facebook). «Abbiamo proposto una collaborazione – hanno detto i due – per dare visibilità  alle associazioni no profit del territorio offrendo loro un sito Internet dedicato all’interno di Logga.me, proposta che sottoporremo anche ad altri Comuni, offrendo sempre il nostro supporto tecnico, grafico e strumentale. La piattaforma utilizza un codice comune di wordpress e stiamo collaborando con i programmatori per poi creare un brevetto per la struttura. Il mezzo è universale ma ci interessa molto il rapporto con il territorio, Cernusco, dove è nato e dove può essere molto utile in una città  nella quale ogni realtà  crea il proprio sito su piattaforme diverse: già  ora c’è chi si propone per un lavoro, vende oggetti realizzati a mano o pubblica materiale da scaricare, come film e musica. Siamo tra i primi risultati su Google per “download e streaming” e spesso superiamo Ebay. Su Facebook tutte le pagine sono standardizzate mentre su Logga è possibile avere una propria identità  grafica. L’obiettivo non è quello di lucrare su servizi a pagamento ma di generare più utenza possibile, creare movimento». fonte: (la martesana) maggiori info: http://www.lamartesana.it/login.php?artID=1927437 NB: C’è da dire che la giornalista ha commesso un errore nell’articolo (povera, non è neanche colpa sua…) con i nomi e sulle nomination agli awards (dei blog), ma non è un problema. Approfitto per specificare che, Win Magazine è solo una piacevole collaborazione nata con un commerciale del settore etc… chi ci ha segnalati è stata un’altra società, la stessa ci ha messi in lizza per questo ambito premio (volevo giusto puntualizzare e scusarmi personalmente con gli interessati per questo “qui pro quo”).

    A questo punto cosa state aspettando?! REGISTRATEVI SUBITO e… CREATE IL VOSTRO BLOG!!!

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