In questi giorni TG e giornali parlano solo di due cose: l’affondamento del Concordia e delle liberalizzazioni taxi. Questi due argomenti sono riusciti a spodestare anche l’omicidio di Sara Scazzi, le borse europee che cadono a picco etc. etc. Mi va di spendere due parole sulle liberalizzazioni, non su tutte, perchè non conosco il mercato nè la categoria dei farmacisti, dei notai, medici etc etc. Lavorando nel mondo dei taxi, ma non essendo una tassista, credo di poter dire di conoscere abbastanza bene questo mondo.
Se c’è una cosa che in questi giorni mi ha infastidito come una merda acciaccata con una Geox, è il parlare per luoghi comuni. Ora io non voglio convincere nessuno che i tassisti guadagnano poco, ma sono anche convinta che il discorso di lobby e di guadagni alti era credibile 10 anni fa, quando tutte queste tesi erano vere. Sì 10 anni fa i tassisti guadagnavano bene ed è per questo che si faceva un mutuo per comprare una licenza che poteva costare tra i 150 e i 200 mila euro. Più o meno come comprare casa. Il guadagno netto poteva girare tranquillamente attorno ai 3-4 mila euro al mese, per un lavoro che non richiedeva particolari capacità se non le patenti, l’iscrizione al ruolo, conoscere la rete stradale e altre piccole cose. Ora però non è più così. Vuoi per l’uscita di 2500 licenze in sei mesi nel 2006, vuoi che la crisi colpisce tutti, gli stipendi dei tassisti si sono abbassati notevolmente, arrivando a un media di 1800- 2500 €. Dite che sono sempre tanti? Sicuramente si collocano in una fascia medio-alta, ma ricordiamoci anche che se il tassista sta male, gli si rompe la macchina o vuole/deve prendersi un giorno di ferie, non percepisce stipendio. Inoltre lavorano circa 10 ore al giorno, in mezzo al traffico, notte e festivi, con i rischi che tutto ciò comporta. Quindi credo possiamo dire che per il lavoro che fanno, aggiunto ai rischi che corrono 2000€ possano andare più che bene (ricordo che sto parlando di stipendio netto).
“Ma i tassisti sono tutti ladri!” Ecco questa frase che sento spesso ripetere mi fa riflettere. Sicuramente non sono proprio degli angioletti riguardo alle tariffe e, anche i più onesti, almeno una volta nella vita hanno dato qualche fregatura a qualche straniero. Ma non è liberalizzando le licenze, le tariffe o altro che questi problemi si risolvono. Cioè invece di attuare un piano per aumentare i controlli nei confronti dell’applicazione delle tariffe taxi, aumentiamo il numero delle licenze? Sono perplessa. Non capisco il nesso.
Sono d’accordo anche che sbagliano il modo di manifestare: interrompere un servizio, così di punto in bianco non serve a nulla. Anzi fa il gioco di chi li vuole bollare come gente gretta, violenta e ignorante. Forse se si fossero organizzati manifestando fuori turno sarebbe stato meglio. Se garantissero veramente un servizio minimo anche, invece di prendere a sassate i pochi che hanno deciso di trasportare gratis alcuni clienti. Sì perchè tv e giornali non ne parlando, ma in questi giorni sono tante le mail che mi arrivano di persone che ringraziano la cooperativa per il servizio effettuato a rischio del tassista, gratis. Sono i “famosi” servizi sociali che per molti sono solo uno specchietto per le allodole, ma che invece sono una realtà esistente e importante. Non sto parlando di corse di 500metri, ma di persone che sono andati a prendere clienti anche lontano per portarli a lavoro senza chiedere un soldo (parlo di 20 km di distanza). Però di queste cose nessuno ne parla, nessuno ne scrive.
Tanto, quasi sicuramente finirà tutto in un “nulla di fatto”. Sono entrata in questa coop. durante le “leggi Bersani” e invece che liberalizzare si riuscì a limitare all’uscita di 2500 licenze (dopo 20 anni che non ne rilasciavano, darne 2500 in sei mesi è stato veramente molto furbo, eh?) e anche a questo giro ho l’impressione che la svangheranno, perchè il problema non è così come lo vogliono dipingere, ma semplicemente la categoria si presta, e molto a fare da capro espiatorio a tagli, tagliuzzi e tagliolini che pare sia inevitabile fare.