Come volevasi dimostrare la Val di Susa non è violenta e nulla ha a che fare con i picchiatori, manganellatori e devastatori di professione che hanno rovinato e infangato la protesta NOTAV.
Gli arresti di oggi vedono coinvolte persone che non vivono in Valle addirittura non vivono in provincia di Torino e nemmeno in Piemonte.
Tra gli arrestati ci sono professionisti dell’antagonismo, gente che non sa forse nemmeno perchè è contro qualcosa poichè è sufficiente sapere di esserlo. Tra gli arrestati ci sono vecchi e nuovi cattivi maestri.
Il movimento NOTAV oggi dovrebbe festeggiare e ringraziare il Procuratore Caselli perchè ha fatto luce e perché ha tolto di mezzo elementi pericolosi per l’ordine pubblico, per la salute di tutti, ma soprattutto pericolosi per il movimento NOTAV, perchè ci sono persone, comunità che si battono da almeno vent’anni contro questa opera e lo hanno fatto sempre in modo pacifico all’interno delle istituzioni e ai tavoli negoziali.
Oggi si dice a chiare lettere che l’escalation violenta di questi ultimi anni è estranea alla Valle. Oggi si dice che chi si è battuto pacificamente ha ragione e chi ha voluto infangare questo movimento popolare ha perso finendo finalmente in galera. Oggi i NOTAV devono festeggiare, ma non lo fanno perchè preferiscono sentirsi vittima di una persecuzione fascista nei loro confronti. Ecco che allora mi chiedo se chi ora è a capo del movimento non abbia intenzioni pacifiche ma voglia veramente e solamente alzare il livello dello scontro mettendo a repentaglio l’esistenza di un movimento nato pacifico ma cresciuto violento.
Oggi i responsabili del movimento NOTAV si schierano con i violenti ancora una volta. Forse è giunta l’ora per la Val di Susa e per i suoi abitanti, e solo loro, di ripensare a chi si è delegato per la conduzione di questa battaglia e di pensare se non sia il caso di esautorarli prima che possa essere veramente troppo tardi.

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