Le festività civili

Posted: 23rd agosto 2011 by poliblog in Senza categoria

La ipotesi di accorpamento delle fesitività civili con lo scopo di risparmarmiare qualche euro sta vedendo uno schieramento di vario genere alla difesa di queste festività.

Ora il fatto che si debba lavorare il 25 Aprile o il 1 Maggio, cosa che in molti campi lavorativi è la regola, non mi sembra un modo per "attaccare" il significato più profondo della festa.

Forse siamo troppo legati ad un unico modo di fare le cose: la giornata festiva si trasformava un po' ovunque in manifestazioni che partivano alle 10 si trovavano alle 12 per il comizio e alle 13 tutti a pranzo. Oppure per il 1 Maggio, il concertone romano.

Le manifestazioni ed i comizi si faranno di sera dopo aver finito di lavorare: che cambia? E' il significato della celebrazione più importante del modo in cui si celebra? Secondo me si: onorare chi ha lottato per la nostra Libertà e per i diritti dei Lavoratori è fondamentale sia che lo si faccia alle 10 del mattino sia che lo si faccia alle 10 di sera. Perderemo qualche euro in busta paga questo è sicuro ma forse pochi hanno capito che questa è un'epoca di rinunce. Si deve cercare di far e in modo che queste siano il meno impattanti possibile, ma sempre di rinunce si tratta.

Le rinunce di oggi dovrebbero servire a garantirci un domani una possibile anzi più che probabile riconquista di queste piccole cose.

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