perilmioquartiere

il primo quotidiano online del II° Municipio di Roma


DA NoiRoma.it di Antonella Scaramuzzino 

NON FATEVI INCANTARE DA CHIACCHIERE E VECCHI DIVIETI: IL REGOLAMENTO COMUNALE PARLA CHIARO
 

 Poste Italiane, ufficio di Viale Beata Vergine del Carmelo, ore 11 di Sabato 17 Settembre. Coi miei due cani, entro nell’agenzia per pagare un paio di bollette. Sto per sedermi in fondo alla fila quando un solerte e vigile impiegato, che si rivelerà essere il nuovo direttore della filiale, mi invita ad accomodarmi all’esterno perché i quattrozampe, lì, non possono entrare.

Di fronte a decine di testimoni, divisi in opposte fazioni, mi accompagna fuori per indicarmi un cartello che mostra un presunto divieto di ingresso ai cani. Conosco la normativa e so che quel pezzo di carta non vale nulla. Non solo: chi espone il divieto ha l’obbligo di installare all’esterno dell’esercizio le placche per il “parcheggio cani”, di cui ovviamente non esiste traccia .

Tuttavia, ho fretta di saldare le bollette e assecondo il direttore in attesa di contestare le sue infondate richieste, assicurando guinzagli e quattrozampe alla prima ringhiera disponibile. Pago le utenze e riprendo l’argomento col solerte dirigente, cui non interessano le ordinanze e le disposizioni vigenti in materia, che gli snocciolo con sicurezza mentre lui continua a cantilenare risposte fuori contesto: non sa che il divieto può essere autorizzato solo dall’Ufficio competente per la tutela degli animali, attraverso un nulla osta da esporre all’ingresso dei locali o mostrare al cittadino che lo richiede. Sto solo perdendo tempo: lo saluto e contatto immediatamente il numero verde 800974466, per segnalare l’accaduto agli operatori del contact center del Comune di Roma, gestito dagli operatori di “Codici”, sotto l’illuminata supervisione di Valentina Coppola.

Ecco cos’è successo dopo: il “Codici” ha contattato la guardia zoofila, che si è recata nell’ufficio postale di Viale beata Vergine del Carmelo e, udite, udite, lo stesso direttore che di fronte a decine di testimoni mi ha invitata ad abbandonare l’agenzia, ha negato ogni addebito. Anzi, ha affermato che i cani sono sempre stati ben accetti e che in tal senso non è posto in essere alcun divieto. Il fatto si commenta da solo, ma almeno abbiamo ottenuto lo scopo. Del resto la verità è una sola: quella del Regolamento Comunale del 24/10/2005, in vigore dal 9/11/2005, in particolare l'art. 32, che recita: “ I cani…hanno libero accesso, a tutti gli esercizi pubblici situati nel territorio del Comune di Roma (comma 1) “ , ovviamente con guinzaglio e museruola al seguito.Ovvero, ad eccezione dei laboratori di produzione di sostanze alimentari, i romani e i loro cani possono entrare ovunque: banche, uffici postali, bar e ristoranti, e in qualsiasi altro luogo pubblico ove non sia presente e dimostrabile il nulla osta che autorizza il divieto. Perciò, non fatevi intimidire da chi ignora il regolamento: ora sapete cosa dire. O cosa fare. 

Oggi anche altri cittadini, ci hanno chiamato per lamentarsi della "strage" degli alberi lungo le mura Aureliane, i cominicati che annunciavano la chiusura del sotto passo direzione noscocomio, parlavano di potatura di essenze forse tra le essenze vi erano anche i 4 pini abbattuti, tale che la skyline delle mura è completamente modificata, qualcuno potrebbe dire violentata, comprendiamo che nel nostro caso, l'energumeno con motosega ha pensato bene di intimidire una persona che stava documentando il taglio radicale di 4 pini che li dimoravamo da almeno 50 anni. Ci dicono che prima l'ufficio stampa dell'Assesorato dell'Ambiente poi lo stesso assessorato, hanno parlato di provvedimento d'urgenza richiesto dalla Polizia di Roma Capitale in quanto i pini erano pericolosi per il traffico urbano del sotto passo. Domanda dopo tanti anni, ci si accorge che alcuni pini sono pericolosi e guarda caso sono pericolosi e malati tutti e quattro? Ringraziamo i cittadini , che leggendo il nostro articolo, senza nessuna censura ci hanno mandato un'ampia documentazione fotografica, della cosidetta "potatura delle essenze".

Per far capire che i cittadini non sono stupidi, pubblichiamo un commento di una residente indignata, per la potatura estrema di 4 pini che hanno visto trasformarsi il nostro quartiere.

Carissimi,
altro che potatura il tratto menzionato tratto prospicente l'ex-gelateria Fassi di piazza Fiume non è stato potato bensì eliminato!
Quei bellissimi alberi che costeggiavano il muro torto sono stati completamenti cancellati dalla storia secolare che si portavano addosso.
Lo credo che non potevate fotografare quello che hanno fatto a mio giudizio è fuori da ogni logica, potare e mettere in sicurezza un albero su un tratto di strada è routine normale, ma come ogni cosa in questo II Municipio si deve sempre esagerare e così via tutti gli alberi che facevano verde e producevano ossigeno.
Forse domani ci avviseranno che metteranno delle nuove piante, ma dovrebbero dirci perchè da potare si è arrivati ad ELIMINARE.
Così se ne va un altro pezzo di storia di questo nostro quartiere.
Cordiali saluti
Maria Lucia

 Guardate cosa ci vuole per il cittadino suddito se vuole abbattere un albero in area sottoposta a vincolo paesaggistico. (dal sito di Roma Capitale).
A) Alberature ubicate in aree sottoposte a Vincolo Paesaggistico. 

Per l'abbattimento di un'alberatura ubicata in area sottoposta a Vincolo ai sensi art. 134C – 136 e 142 D.Lgs. 42/04, in osservanza all'art. 146 stesso Decreto, occorre richiedere preventiva autorizzazione paesaggistica. Tale richiesta in base alla L.R. 59/95 va presentata a Roma Capitale – Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione Civile – U.O. Verde Pubblico e Decoro Urbano – Ufficio Protocollo, Piazza di Porta Metronia 2 00183 Roma, allegando in duplice copia la documentazione richiesta e la ricevuta di versamento di Euro 200 ( ai sensi Del. C. C. n° 68/2010)
N.B. A fronte di alberature oggettivamente pericolanti ( Classe D F.R.C. ), il pagamento può essere effettuato anche dopo il rilascio dell'autorizzazione e comunque entro il termine di 30 giorni. 

 

Non era un'operazione top-secret lo sapevano tutti :

SABATO 10 E DOMENICA 11 DICEMBRE dalle ore 07,00 alle ore 17,00-
VIA LUISA DI SAVOIA:chiusura al traffico veicolare nel tratto compreso da via Maria Adelaide a piazzale Flaminio.
PIAZZALE FLAMINIO:chiusura nel tratto da via Luisa di Savoia a viale del Muro Torto.
VIALE DEL MURO TORTO:chiusura della carreggiata in direzione Corso d'Italia.
SOTTOVIA CORSO D'ITALIA:chiusura della carreggiata in direzione Nosocomio con chiusura di tutti gli accessi. Per consentire l'esecuzione dei lavori di potatura delle essenze arboree .

A proposito delle potature di essenze arboree, abbiamo scritto all'Asserore all'Ambiente Marco Visconti questa email.

Egr. Assessore

Avvertiti da alcuni cittadini, questa mattina ci siamo recati lungo il muro Torto, per documentare la bella iniziativa di procedere alla potatura degli alberi e delle essenze che da piazzale Flaminio fino a piazza Fiume costeggiano il sottopasso di corso d'Italia.Questa potatura fatta d'inverno, evitava le solite lagnanze cui abbiamo assistito,per esempio per le potature dei platani su via Nomentana. Con nostra sorpresa siamo stati redarguiti di non fare foto e minacciati di prendere la targa della nostra autovettura, da un energumeno che dall'alto per rendere l'idea delle sue minacce, mulinava nell'aria una motosega con cui sta potando gli alberi nel tratto prospicente l'ex-gelateria Fassi di piazza Fiume. Mi dispiace che alcune persone di scarsa intelligenza, prendono il diritto di cronaca, con il quale si voleva lodare dopo tanti anni d'incuria questa iniziativa del Comune di Roma Capitale, per un reato, non ci risulta che per fotografare una potatura ci sia il diritto all'immagine. Forse per il tipo sopra descritto lo scatto di una foto dove si documentava la potatura di un albero o un'essenza, era proibito come in prospicenza di caserme, invece qui si riprendeva un'operazione che tutti noi cittadini contribuiamo a realizzare con le tasse comunali. Ma ci domandiamo per riprendere uno che pota un'albero dovevamo avere un N.O.S. (nulla osta segretezza) forse documentare con una foto un'operazione da tanto tempo attesa si minacciava la  sicurezza nazionale?

Con stima

La Redazione di Riprendiamoci il quartiere

www.perilmioquartiere.splinder.com 

 

Ordine del giorno           
 


Premesso che in via Nizza sono stati eseguiti lavori a cura di Italgas;  
che a pochi giorni dalla riapertura della via, si sono già prodotti numerosi avvallamenti del manto stradale;  
che i tombini non sono stati portati a livello;   
che per la somma di tali cause il transito dei mezzi pubblici dà effetto a sussulti e vibrazioni di notevole entità tali da essere percepite con profondo disagio e preoccupazione dai residenti;  
constatato che a fine lavori l’Atac non ha installato le previste telecamere;  
constatato altresì, che a pochi giorni dalla riapertura della strada in oggetto, in prossimità dell’incrocio tra via Mantova e via Nizza, si è verificato l’ennesimo grave incidente con conseguenze gravissime rispetto a persone e cose, in particolare: un ferito in codice rosso e tre feriti lievi, distruzione totale di due autovetture e parziale di altre due, lesioni a muri perimetrali di civile abitazione, abbattimento di segnaletica orizzontale;  

  
           Il Consiglio del II Municipio impegna il presidente e l’assessore competente
  

a porre a verifica la congruità dei lavori effettuati e ad intraprendere gli  atti necessari per        il compimento dei lavori a regola d’arte;   
ad attivarsi presso l’assessorato alla mobilità del Comune e presso l’Atac, affinché le telecamere oggetto di progetto esecutivo vengano installate senza ulteriori differimenti;  
a provvedere affinché il marciapiede all’incrocio tra via Mantova e via Nizza, lato sx in provenienza da piazza Alessandria, venga allargato in modo da impedire la sosta dei veicoli che ostacolano la visuale complessiva in fase di attraversamento dell’incrocio stesso;  
a verificare l’opportuno e stabile posizionamento dello specchio a favore dei provenienti dal senso unico di via Mantova in attraversamento di via Nizza.
 
 
Roma, 24 novembre 2011                                                                    Consigliere
                                                                                                           Alessandro Ricci

  

Il piano posteggi del Comune, varato nel 1997 dall'Amministrazione Rutelli a seguito della legge Tognoli che semplificava l'iter dei parking urbani, non mette al riparo da «attività meramente speculative» ed è in contrasto con la stessa legge perché non vincola in maniera certa i posti auto all'acquisto dei residenti nelle vicinanze delle autorimesse.Lo sottolinea la Cassazione. Così è stato confermato il sequestro del cantiere di un parcheggio di 497 posti auto, a Villa Ada, ad opera della «Panama Giardini srl», società nei confronti della quale è aperto un procedimento per abuso edilizio. In particolare, la Corte ha sposato in pieno la tesi della Procura di Roma, in base alla quale le norme attuative della Tognoli, scritte dal Campidoglio , «non rispondono ai requisiti fissati dalla legge» . In pratica «non esiste alcuna garanzia che i posti macchina troveranno un'effettiva destinazione come da progetto e difetta una relazione tra spazi destinati a parcheggio e mobili ricompresi nell'area individuata». Nel mirino la parte della delibera che definisce «prossimi» gli edifici potenzialmente interessati dai parcheggi e chi si trovino a 1km in linea d'aria dall'area stessa. Tale distanza è eccessivo perché si possa configurare il necessario rapporto di «pertinenzialità» tra abitazioni e garage come stabilito dalla Legge. I progetti inoltre devono indicare gli immobili a cui è destinata la vendita. Altrimenti si versa «in ipotesi di iniziativa speculativa». Quei costruttori che vogliono edificare senza rispettare i paletti della Tognoli – conclude la Cassazione – possono farlo senza però servirsi del «regime agevolato», ma seguendo «l'ordinario regime del permesso di costruire» e «sottoponendo l'opera ai controlli preventivi necessari anche in relazionall'impatto sul tessuto urbano».
 

Sulla C.A.M. Edilizia srl che alcuni fanno passare come una società benemerita sponsorizzatrice di opere utili per i romani si possono ancora fare ulteriori riflessioni,a partire dal fatto che la “Concessionaria numero 1” per numero di posti auto da costruire a Roma, ha un capitale sociale di appena 100.000 euro (il costo di un box!).
Alcuni di queste migliaia di posti auto assegnati alla CAM Srl poi, fanno parte dell’ampliamento di parking multipiano di proprietà del Comune, che fanno a loro volta parte di un “pacchetto” oggetto di una controversa permuta immobiliare – di cui si sono occupati anche i giornali bloccata “in extremis” in Consiglio comunale nel febbraio 2010. In pratica la bozza del contratto prevedeva per la CAM: l’acquisizione della proprietà di una porzione degli immobili comunali, manufatti e sottosuoli, costituiti da aree mercato, spazi parcheggio e locali commerciali (con l’esclusione delle aree di mercato) in via Chiana, via Antonelli e via Magna Grecia; l’acquisizione della proprietà di un immobile in via Giolitti tra via Manin e via Gioberti (circa 1250 mq a fianco della Stazione termini); l’ampliamento delle autorimesse esistenti per realizzare nuovi posti auto. Tutto questo in cambio di: ristrutturazione delle aree di mercato e 88 appartamenti a Casal Bertone/Ponte Mammolo (la cui ultimazione è prevista nel marzo 2011). È da notare che la pubblica utilità dell’acquisizione degli 88 miniappartamenti è piuttosto dubbia, dato che non si tratta di alloggi di edilizia “popolare” ma destinati “a categorie sociali diverse da quelle a cui tradizionalmente è rivolta l’offerta di alloggi di edilizia pubblica” (cioè benestanti) motivo per cui “l’acquisizione delle unità immobiliari in questione presenta elementi irrilevanti sotto il profilo della convenienza economica”. Ma la giunta Alemanno, non aveva promesso una politica abitativa per i giovani e perle giovani coppie, come mai gli appartamenti della Cam Srl a Casal Bertone vengono dalla stessa società così descritti "Un complesso residenziale e commerciale di altissimo livello. Realizzato secondo i più avanzati standard abitativi in posizione dominante sul quartiere. A Roma: a pochi passi dal centro, nel cuore di Casal Bertone stiamo realizzando appartamenti di alta rappresentanza con rifiniture di lusso. La posizione degli stabili, la particolarità dello stile architettonico, le grandi terrazze, le tipologie degli appartamenti adatte a soddisfare qualsiasi esigenza abitativa e capaci di offrire un elevato comfort ne fanno un Progetto Unico e un investimento destinato a crescere nel tempo. La residenza "Casal Bertone": collegamenti facili, spazi verdi, rifiniture di pregio, impianti all'avanguardia, sicurezza, servizi adeguati sono tutte caratteristiche desiderate". Che c'entrano gli appartamenti di Casal Bertone con un edilizia rivolta alle famiglie e ai giovani?.Nella bozza di contratto, la stima delle porzioni degli immobili era la seguente: via Chiana 8.211.073,90 euro, via Antonelli 4.015.694,55 euro, via Magna Grecia 6.378.227,20 euro e immobile sito in via Giolitti 8.222.579,00 euro. Gli 88 appartamenti erano valutati 22.183.096,00 euro e il credito di 4.644.478,65 euro a favore del Comune sarebbe stato impiegato per l’adeguamento strutturale e impiantistico dei tre mercati. L’attuale destinazione d’uso delle porzioni acquisite sarebbe durata solo 30 anni. Nessuna gara è stata prevista per questo affidamento. Le ultime notizie (febbraio 2010) parlano di una nuova valutazione degli immobili.

 

DA NoiRoma.it di Antonella Scaramuzzino 

NON FATEVI INCANTARE DA CHIACCHIERE E VECCHI DIVIETI: IL REGOLAMENTO COMUNALE PARLA CHIARO
 

 Poste Italiane, ufficio di Viale Beata Vergine del Carmelo, ore 11 di Sabato 17 Settembre. Coi miei due cani, entro nell’agenzia per pagare un paio di bollette. Sto per sedermi in fondo alla fila quando un solerte e vigile impiegato, che si rivelerà essere il nuovo direttore della filiale, mi invita ad accomodarmi all’esterno perché i quattrozampe, lì, non possono entrare.

Di fronte a decine di testimoni, divisi in opposte fazioni, mi accompagna fuori per indicarmi un cartello che mostra un presunto divieto di ingresso ai cani. Conosco la normativa e so che quel pezzo di carta non vale nulla. Non solo: chi espone il divieto ha l’obbligo di installare all’esterno dell’esercizio le placche per il “parcheggio cani”, di cui ovviamente non esiste traccia .

Tuttavia, ho fretta di saldare le bollette e assecondo il direttore in attesa di contestare le sue infondate richieste, assicurando guinzagli e quattrozampe alla prima ringhiera disponibile. Pago le utenze e riprendo l’argomento col solerte dirigente, cui non interessano le ordinanze e le disposizioni vigenti in materia, che gli snocciolo con sicurezza mentre lui continua a cantilenare risposte fuori contesto: non sa che il divieto può essere autorizzato solo dall’Ufficio competente per la tutela degli animali, attraverso un nulla osta da esporre all’ingresso dei locali o mostrare al cittadino che lo richiede. Sto solo perdendo tempo: lo saluto e contatto immediatamente il numero verde 800974466, per segnalare l’accaduto agli operatori del contact center del Comune di Roma, gestito dagli operatori di “Codici”, sotto l’illuminata supervisione di Valentina Coppola.

Ecco cos’è successo dopo: il “Codici” ha contattato la guardia zoofila, che si è recata nell’ufficio postale di Viale beata Vergine del Carmelo e, udite, udite, lo stesso direttore che di fronte a decine di testimoni mi ha invitata ad abbandonare l’agenzia, ha negato ogni addebito. Anzi, ha affermato che i cani sono sempre stati ben accetti e che in tal senso non è posto in essere alcun divieto. Il fatto si commenta da solo, ma almeno abbiamo ottenuto lo scopo. Del resto la verità è una sola: quella del Regolamento Comunale del 24/10/2005, in vigore dal 9/11/2005, in particolare l'art. 32, che recita: “ I cani…hanno libero accesso, a tutti gli esercizi pubblici situati nel territorio del Comune di Roma (comma 1) “ , ovviamente con guinzaglio e museruola al seguito.Ovvero, ad eccezione dei laboratori di produzione di sostanze alimentari, i romani e i loro cani possono entrare ovunque: banche, uffici postali, bar e ristoranti, e in qualsiasi altro luogo pubblico ove non sia presente e dimostrabile il nulla osta che autorizza il divieto. Perciò, non fatevi intimidire da chi ignora il regolamento: ora sapete cosa dire. O cosa fare. 

Con l'interesse dei consiglieri Cappiello ed Inches, si è impegnata la presidenza del 2° Municipio per l'installazione di parapedonali nel famigerato incrocio, tra via Nizza e via Mantova , aspettiamo ora i segnalatori ottici di pericolo, già esistenti in altre strade della nostra città, alimentati con pannelli solari.~max0003

 

Oggi anche altri cittadini, ci hanno chiamato per lamentarsi della "strage" degli alberi lungo le mura Aureliane, i cominicati che annunciavano la chiusura del sotto passo direzione noscocomio, parlavano di potatura di essenze forse tra le essenze vi erano anche i 4 pini abbattuti, tale che la skyline delle mura è completamente modificata, qualcuno potrebbe dire violentata, comprendiamo che nel nostro caso, l'energumeno con motosega ha pensato bene di intimidire una persona che stava documentando il taglio radicale di 4 pini che li dimoravamo da almeno 50 anni. Ci dicono che prima l'ufficio stampa dell'Assesorato dell'Ambiente poi lo stesso assessorato, hanno parlato di provvedimento d'urgenza richiesto dalla Polizia di Roma Capitale in quanto i pini erano pericolosi per il traffico urbano del sotto passo. Domanda dopo tanti anni, ci si accorge che alcuni pini sono pericolosi e guarda caso sono pericolosi e malati tutti e quattro? Ringraziamo i cittadini , che leggendo il nostro articolo, senza nessuna censura ci hanno mandato un'ampia documentazione fotografica, della cosidetta "potatura delle essenze".

Per far capire che i cittadini non sono stupidi, pubblichiamo un commento di una residente indignata, per la potatura estrema di 4 pini che hanno visto trasformarsi il nostro quartiere.

Carissimi,
altro che potatura il tratto menzionato tratto prospicente l'ex-gelateria Fassi di piazza Fiume non è stato potato bensì eliminato!
Quei bellissimi alberi che costeggiavano il muro torto sono stati completamenti cancellati dalla storia secolare che si portavano addosso.
Lo credo che non potevate fotografare quello che hanno fatto a mio giudizio è fuori da ogni logica, potare e mettere in sicurezza un albero su un tratto di strada è routine normale, ma come ogni cosa in questo II Municipio si deve sempre esagerare e così via tutti gli alberi che facevano verde e producevano ossigeno.
Forse domani ci avviseranno che metteranno delle nuove piante, ma dovrebbero dirci perchè da potare si è arrivati ad ELIMINARE.
Così se ne va un altro pezzo di storia di questo nostro quartiere.
Cordiali saluti
Maria Lucia

 Guardate cosa ci vuole per il cittadino suddito se vuole abbattere un albero in area sottoposta a vincolo paesaggistico. (dal sito di Roma Capitale).
A) Alberature ubicate in aree sottoposte a Vincolo Paesaggistico. 

Per l'abbattimento di un'alberatura ubicata in area sottoposta a Vincolo ai sensi art. 134C – 136 e 142 D.Lgs. 42/04, in osservanza all'art. 146 stesso Decreto, occorre richiedere preventiva autorizzazione paesaggistica. Tale richiesta in base alla L.R. 59/95 va presentata a Roma Capitale – Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde – Protezione Civile – U.O. Verde Pubblico e Decoro Urbano – Ufficio Protocollo, Piazza di Porta Metronia 2 00183 Roma, allegando in duplice copia la documentazione richiesta e la ricevuta di versamento di Euro 200 ( ai sensi Del. C. C. n° 68/2010)
N.B. A fronte di alberature oggettivamente pericolanti ( Classe D F.R.C. ), il pagamento può essere effettuato anche dopo il rilascio dell'autorizzazione e comunque entro il termine di 30 giorni. 

 

Che cosa succederà ad alcuni mercati comunali di Roma? Una delibera della Giunta Alemanno si appresterebbe a quanto pare a garantire un trattamento alquanto favorevole, perlomeno sulla base delle prime valutazioni, a una società di costruzioni che scambia appartamenti in periferia con prestigiosi immobili comunali in centro, che se non altro per il valore delle preselle in questione rappresentano un sicuro affare. Perché tutto ciò? Che cosa rappresenta la Cam Edilizia, società che verrebbe ad acquisire questi immobili?
La Cam Edilizia Srl come lei stessa si definisce,
nasce dall'iniziativa di importanti Manager(ci piacerebbe conoscere i nomi di questi manager, visto che i nomi che girano a Roma sono sempre i soliti) provenienti da Imprese operanti nel settore degli Appalti Pubblici, che vantano la realizzazione d'interventi nell'ambito dell'Edilizia Civile, Industriale e delle Infrastrutture.
La Società allo stato attuale svolge un ruolo di Concessionaria del Comune di Roma e sviluppa attività immobiliari private, mentre per la realizzazione e costruzione delle opere, si avvale della Società M.A.C..
La complessa mutazione nel settore delle costruzioni che ha caratterizzato l'evolversi della domanda negli ultimi anni, ha costituito per le Società "C.A.M” e "M.A.C.", un punto di svolta della politica aziendale, per essere in grado di offrire prodotti con prestazioni di assoluta qualità e competitività.
La struttura organizzativa è impostata sul massimo potenziamento dei profili professionali, sull' affidamento a strutture collaudate delle attività progettuali ed a strutture esterne indipendenti per la realizzazione di opere specifiche.

Una bella presentazione per una società di costruzioni moltiplica i profitti grazie alla svendita del patrimonio pubblico. Il Comune di Roma Capitale si appresta ad approvare una delibera collegata al “Piano casa” con cui cede alla società CAM srl quattro complessi comunali di via Chiana, via Antonelli, via Magna Grecia e via Giolitti costituiti da appartamenti, mercati, parcheggi e servizi commerciali per il valore di 26.830.000 € in cambio della cessione di 88 appartamenti che verranno costruiti nelle zone a Casal Bertone e Ponte Mammolo.Con questa operazione l’amministrazione svende un immenso patrimonio pubblico pagando alla CAM circa 300.000 € ad appartamento (tra i 50 e i 65 mq), cioè al prezzo di un mercato immobiliare impazzito.
Questo non è il primo regalo che la CAM ottiene dalle amministrazioni comunali, ricordiamo anche i regali della precedente giunta.Infatti gli appartamenti che il Comune acquista a peso d’oro sono costruiti su terreni che il Comune stesso aveva in precedenza ceduto alla CAM, attraverso un accordo di programma stipulato dalla giunta Veltroni, all’interno del progetto di riqualificazione di Casal-Bertone.In cambio dell’acquisizione dei terreni e della possibilità di edificare appartamenti privati la CAM, dopo una lunga contrattazione con il V Municipio e le associazioni del territorio, aveva sottoscritto un accordo per la realizzazione di una serie di servizi pubblici di “compensazione” per il quartiere ,che a distanza di anni a tutt’oggi non sono mai iniziati.

Siamo di fronte a uno strano affare, se lo vogliamo chiamare affare: un terreno del Comune viene ceduto (in cambio di piccoli lavori di miglioria al quartiere) a un privato, che rivende a un prezzo completamente sproporzionato allo stesso Comune (mantenendo la proprietà del terreno). Ricordiamo che il prezzo di costruzione a Roma è di circa 2.500,00 euro mq.