LA FIABA DI BENEDETTA

"Ero andato mendicando di uscio in uscio lungo il sentiero del villaggio, quando, nella lontananza, apparve il tuo aureo cocchio come un segno meraviglioso; io mi domandai: Chi sara’ questo Re di tutti i re?

Crebbero le mie speranze e pensai che i miei giorni tristi sarebbero finiti; stetti ad attendere che l’elemosina mi fosse data senza che la chiedessi, e che le ricchezze venissero sparse ovunque nella polvere.

Il cocchio mi si fermo’ accanto.
Il tuo sguardo cadde su di me e scendesti con un sorriso.
Sentivo che era giunto alfine il momento supremo della mia vita.

Ma Tu, ad un tratto, mi stendesti la mano dritta dicendomi: -  Cosa hai da darmi?-

Ah!, qual gesto regale fu quello di stendere la tua palma per chiedere a un povero!
Confuso ed esitante tirai fuori lentamente dalla mia bisaccia un acino di grano e te lo diedi.
Ma qual non fu la mia sorpresa quando, sul finir del giorno, vuotai per terra la mia bisaccia e trovai nello scarso mucchietto un granellino d’oro!

Piansi amaramente di non aver avuto il cuore di darti tutto quello che possedevo".

(Rabindranath Tagore)

 Era la fiaba preferita di Benedetta Bianchi Porro e pare la sintesi della vita di ciascuno: Dio  tende la mano come Gesù con la Samaritana. E noi spesso diamo solo briciole.

Non sappiamo che tutto quello che gli restituiamo – perché tutto gli appartiene – Lui lo trasforma in oro prezioso.

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