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Archivi autore: strepitio-di-vetri
…
grazie degli auguri nella mia stanza, di là: vi auguro un natale meraviglioso incantevole mozzafiato! un abbraccio fortissimo a presto
Maalox 1
(riporto, con la quasi certezza che trovi riscontro negli intenti e nelle opinioni di chi scrive qua, questo post di Giacomo Cerrai, ottimo padrone della casa di locanda di poesia dal nome Imperfetta Ellisse – link in fondo) “Dovevo fare … Continua a leggere
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Poesie a Dio – after eden
Ci alziamo dal nostro amore di decubito soltanto per pisciare il resto del tempo trascorre come un palinsesto inerte.Quello che ci viene bene: scopare, mangiare, ballare.Nemmeno dormire è luogo sacro.Dio è la quotidiana irregolarità per cui il mondopuò continuare a … Continua a leggere
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Contrassegnato bio, dead book, gettare alle ortiche, il mediacre, nudo, pubicità processo, raschiando il fondo del secchio
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Festival
1. I giovani poetihanno sempre successocomprano casa, diventano padrisanno essere relatorismettono in realtà presto di essere giovaniContinuano però a dirsi giovanicome facendo parte di una corporazionea statuto speciale Sanno nominarsi addetti ai lavoriespongono teorie, stilano manifesticercano il modo di far … Continua a leggere
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Contrassegnato gettare alle ortiche, idioti, la terra di mezzo, pubicità processo, raschiando il fondo del secchio, spruzza ovunque
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racconti in forma di cinque righe
Vedi quell’uomo? Si è sposato tre volte e ha fatto figli con ogni donna. Ora vive solo, ma mantiene tre famiglie. Io dico, se fossimo qualcosa di opinabile. Ma gli accadimenti non danno scampo.
senza progetto
brevemente si veste in attesa che si rapprendano gli orli delle mani sul giorno cuce uno spessore appena visibile sull’iride sguainata piano si tira i capelli per allungarli, precisamente fino ai seni del ventre fa grotta inquieta, nodosa, secca al … Continua a leggere
Queste cose terrestri
Queste cose terrestri che scoppiano tra i piedi come rose le raccatti ammirato le porti ai più alti ripiani e perdi il lume degli occhi non vedi le altissime cose cadute in frantumi. (bartolo cattafi)
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Contrassegnato catalogo, latitudini, trenofotogrammi
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Non posso dissuadermi anch’io se anch’io ripenso. Un passo lugubre sul corpo, una cometa erano e perché la gioia non sia sempre quieta tenuta con furia, più porosa di una vetta d’aria tumida che costa troppo non poteva più essere. … Continua a leggere
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Contrassegnato il mediacre, raschiando il fondo del secchio, trenofotogrammi
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La mia puttana preferita è un tubo che s’attorciglia su di una centralina elettrica. Come ogni cosa che vedo per strada non esiste e vede solo me. Così manca di alcune cose fondamentali: l’odore dell’assenza di dita dietro le orecchie … Continua a leggere
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Contrassegnato la terra di mezzo, molteplicità dellessere, trenofotogrammi
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Sette note atroci a ritroso, dicono possa abrogare certe apocalissi, e si portò avanti la Colonia, la Colonia instabile.
1 -E quali linee percorrere sempre, per non finire basse, deformi, infine schiantate? -Mi muovo talvolta sotto nomi diversi, nomi che hanno i bambini che nessuno picchia mai. Ogni giorno mi guarderanno negli occhi senza sapere che quando a casa … Continua a leggere
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Contrassegnato gettare alle ortiche, la terra di mezzo, pubicità processo
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piano cartesiano
Se assi ci fossimo se solo ci fossimo incontrati trovati come da piano cartesiano incrociati in un punto se un postulato fosse stato a unirci e farci necessariamente punto c’avesse deciso una formula di dati di ricevuti di ordinati Insomma … Continua a leggere
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Contrassegnato cortolinguaggio, raschiando il fondo del secchio
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memorialabile – comunicazione di disservizio
Per questo blog sono una madre eccellente, perfetta, insomma: smemorata e incostante. L’ho lasciato a parte e dimenticato. Per questo blog non sono più in grado di fare nulla. Non posso tenerlo. Questo blog è in regalo, in regalo a … Continua a leggere
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Contrassegnato comunicazione di servizio, la terra di mezzo
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cose che dire altre
—Cose che mi prendono, appena, come capelli o tenui (come tenui i capelli) giornate che giù da un sistema fallato e il disturbo affettivo stagionale che senza onestà mi conservo a trincea. —Ma dove infilare poi e celato l’esubero d’altre … Continua a leggere
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Contrassegnato cortolinguaggio, gettare alle ortiche, la terra di mezzo, raschiando il fondo del secchio
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verbale del cameraman(stralci)
e poi io sono vivo e voglio stare fra i vivi, e quando sarò morto vorrò stare fra i morti, e non ci tengo e rimanere fra i morti ora che sono vivo così dice e rientra con le ginocchia … Continua a leggere
serale (titolo sgradito, eppure)
se posso, per favore, installarmi lì e semplice e senza la programmata dedizione come sulle tue ginocchia, e lì come il naturale prolungamento bianco del gatto sulle tue ginocchia, lì installarmi e prolungarmi ma semplicemente, tolta la di-sperata dedizione che … Continua a leggere
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l’influenza puck
fabrizio è ammalato, ammalatissimo anzi. lui dice che è perchè ha mangiato il puck. cerchiamo di mandargli good vibration.
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Contrassegnato comunicazione di servizio, il clown palloncino, solidarietà
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ESTATE
Estate Sei calda come i baci che ho perduto Sei piena di un amore che è passato Che il cuore mio vorrebbe cancellare Estate Il sole che ogni giorno ci scaldava Che splendidi tramonti dipingeva Adesso brucia solo con furore … Continua a leggere
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Contrassegnato different drum, pubicità processo, trenofotogrammi
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didascalia a un pomeriggio fuori fuoco
poi ci si abituerà a tutt’altra musica, le cantilene impiegatizie cui tutti siamo soggetti ma con i mastroianni che al mondo stanno per guardare e farsi guardare e a guardarli guardarci fanno sempre luce un po’- solo aspettando quell’inverno impetuoso … Continua a leggere
trittico in forma di anelli di catena
1 La motivazione in sè, nella sua purezza emotiva, l’ha dimenticata. D’altra parte non le è d’utilità alcuna ricordarla ora. Meglio impegnarsi nell’assecondare con il bacino docile i sobbalzi del pulman all’uscita dalla città, non cadere dal sedile, sperare di … Continua a leggere
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Contrassegnato cortolinguaggio, different drum, latitudini, molteplicità dellessere
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universare
il mio ciclope ha un occhio solo che piange sangue Le cose possono essere il peggior tradimento alle cose stesse Io stessa non so porre fine al mio turbolento malumore L’afa è un parallelepipedo dalle forme castranti Dire non so … Continua a leggere
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Contrassegnato gettare alle ortiche, latitudini, raschiando il fondo del secchio, senzasuono
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altroluglio
Blaterava piano, col ventre in fuori sotto glicini e meli, ombre, l’abito a fiori le segnava graziosamente i fianchi e l’ignoranza Attorno il prezzo del pollo saliva le penasionate litigavano per il mancato periodo di fioritura degli interessi bancari.
tette per tutti!
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Contrassegnato bio, comunicazione di servizio, different drum, il clown palloncino, molteplicità dellessere, orgasmi multipli, pubicità processo, solidarietà
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(poco maggio)
Fuori rumore freddoVento chiaro, ammoniaca al cieloEvapora l’idea dei miei muscoli a corteggiare fatica e stradeMi dispiego davanti alla finestra Sfuma la cortesia degli orologi, passare avanti è il monito che cadeVeli che piego e metto sotto canfora. Che noia … Continua a leggere
REVUE
-(editoriale) La strategia verbosa poco divina èguardare al futuro che si fa spontaneo, radicale, maturo,un composto lisciato di-———————————persone che mi vogliono bene———————————sicurezza del potere———————————(una non dichiarata conforme umiliazione) -(news)Premio all’attrice che non si sposerà finchè non saranno permessi i matrimoni … Continua a leggere
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Contrassegnato different drum, idioti, il mediacre, la terra di mezzo, latitudini, pubicità processo, sondaggi
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considera, ora, un pasto.
in generale tutti gli alimenti nati per conservare nel tempo le materie prime (vedi sottoli, marmellate, insaccati & so on) hanno un notevole e constante successo di mercato.
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Contrassegnato comunicazione di servizio, pubicità processo
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ore
E’ che il tempo esiste, e noi non siamo che aquilotti pazzi come schegge quando crediamo di avercelo sotto, o di volerne tenere un poco in tasca. Non danneggiano, le tue assenze in realtà piccole e lievi, un parte di … Continua a leggere
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Contrassegnato gli elisir del dialogo, la terra di mezzo
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essere sul punto di immergersi nella cittadina simil-pulsante conla testolina bagnata e il sorriso che mi hai lasciato stamane così lieve- questo, questo è tutto.
emiliassenza
riprendi ancora una volta l’epiteto fumante che innumerevoli volte ti sei fermata adauscultare neanche fosse l’invidia folle di maggiori aderenze mi sembra stupidocontinuare ad offrirti ciò che hai creato a tua immagine e sofferenza? come lame di stagnodicevo di un … Continua a leggere