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Archivi autore: sistdiast
Le Porte
…socchiusa Terza Porta Questa gola e le pareti che stringono stingono ogni passaggio e il sole mi fa orrore e smettetela di ridere coibentando l’aria non ne varrà alcuna economia alle mie orecchie stanche Giungete . Aghi di ruggine sibili … Continua a leggere
Le Porte
…socchiusa seconda porta Alfredo soppesa la durezza della sua coscia sinistra, appoggiato alla sedia da barbiere avuta in pegno per un credito di gioco. Durezza di caviglia, di coscia propriamente localizzata dalla geometria del dolore. Fuori dalle tende accennate sull’estate … Continua a leggere
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Le Porte
…Socchiusa prima porta é un continuo salire e ridiscendere per questi sentieri proposti di nuovo in fondo riposti e poi darci il vero percepire il duro comprendere attraverso le vette sognate o i greti solo accennati di questi fiumi tra … Continua a leggere
Il Rovescio del Vetro
Ecco dove sei da quella parte dal rovescio del vetro non congiungi i gesti. Ancora in errore un ritardo di nervi indice verso lo sterno dall’altra parte del vetro Non congiungi gesto a intenzione rigetto subentrato sotto pelle ti vesti … Continua a leggere
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Cadute e attrito
In ticchettìo lento volvente cospargo cadute su cammini e stasi. Giù in Piazza Giorgio parla di calcio e gesta ,e torba e destino. Ed è forse lo stesso,il nostro dialogo muto dal Bar Della Pesa a qui su affine, legato … Continua a leggere
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La Muta
Sai…Lo sai?Sai che forseora (forse)io ti sezionoti rendo spazio all’internoper idee o forse nullama che tu possa giocarlonello spazio tra te e tee carne divisa carnetra te e mee giocarlo e perderloil senso della finee dell’inizio.
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Contrassegnato il mediacre, molteplicità dellessere
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Parco giochi (fatti)
Ti inseguo senza muovermisolo sguardopochi nervi tesisolo a mantenermi drittocontro un vento immaginatosolo e comunquein attesa. Io lo solo sentoil gioco delle distrazioniche disseminate da abile manominano il grande castello d’equilibriodi ogni uomoschiacciandolo prima o poi all’angolosenza giustificazioniper lacrima alcuna. … Continua a leggere
mi dici che presto pioverà. mi alzo dal prato, lascio la piantina di menta agganciata al manubriopartiamo ridendo di quel gallo che canta così maleanche se è primo pomeriggio.presto saremo a casa.
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Tirando le somme
Strana sensazionela non condizionequestione di fame ed il tavolo si rivelamezzo. la non condizionedettata fisiologicae la mancanza d’appoggiosvelato sentimento solitudinesu questo fiume di boccheche scorre mutoche scorre in cerchio rissa di gallineattorno a me centroalla sostanza del confine“persona”: inviolato. Tavolo … Continua a leggere
7:15. Antimeridiano
Quella finestraverso l’Orientealba che strappal’ordito tra i denti Quella luceda brocche su labbrache in un tempo vedrannoquando un tempo sarò poichè un tempo saròvoce-tempesta, e ventosu teste d’argillasu labbra di sole. Ma non assolve orala preghiera d’Orienteil sangue che è … Continua a leggere
se non ci sei (ed ora non ci sei) quel contorno che colmi complici i miei occhi si tramuta in filo sottile da stringere tra mani da serrare tra i denti in mimiche di malessere fisico perché se non ci … Continua a leggere
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Trasloco Accidenti non ricordo più come avevo fatto ad infilare questo cuore rigido in questa gabbia di ossa. Tira di quà tira di là: potrebbe infrangersi.
SIGN La ragazza è vicino al banco. Seduta su uno sgabello. Sorseggia una bibita. La musica alta. Luci spaccate. Fumo. Ha paura, ma pensa che tanto non si accorge nessuno. Due ragazzi si baciano poco distante. I corpi incollati a … Continua a leggere
Non Manifesto Tendere la vita ritrarla stirarla nell’accostamento di eventi minimi tesa al limite dello strappo tra i due volti della causalità. Minime luci e minime ombre minimi movimenti e minime stasi minimi sogni accostati a minime realtà Dilatare oltre … Continua a leggere
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In morte a lato: Back Room Daguerre spogliava le ombre le stesse che lascio ora alle spalle In questo nastro continuo ti sfoglio col vento tra i raggi di una corsa alla fine di questa pellicola bici su asfalto funebre … Continua a leggere
Aracnoi per quanto tempo ancora? insistere desistere all’appoggio del velo su occhi ciechi per quanto tempo ancora? Esistere debole persistere formica trasparente in cerca di tracce Lambire di voglia trame d’intreccio giù per il labirinto privo di sensi di tempo … Continua a leggere
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uovo che cade che rotola più oltre uomo che cade che rotola più oltre Cesto slacciato mani giunte succedono nel vuoto
e se ti dico che sono felice, non voltarti a guardare quella compagnia di ragazzi verdi e grigi acidi e interessanti. e se ti dico che sono felice, e che il bicchiere che ho in mano è un po’ vetro, … Continua a leggere
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…come polvere posato su questa fredda corda del suono, come lampo di vuoto accado tra me e me in dissonanza. Di certo ci fu in tempi altri una voce di denuncia, di smascheramento del dolore che solo ora so vivere … Continua a leggere
Nella Memoria di un topo avvelenato
Come questa paura che ti costringe attonito ad una buffa fuga agli occhi del gigante che avanza ombra e forza ti nascondi ma di te celi solo gli occhi e la coda trema lì e l’addome che pulsa nel pugno … Continua a leggere
sognandomi oggetto in stupida caduta per oggettiva causalità rido di me stesso. Già pare inutile qualsiasi intenzione di raccoglimento.
Al confine di una linea giace e riposa il vuoto gelo legato alla follia di una direzione. E se la piego questa linea e ne faccio parola e senso e se la spiego questa vita stesa innanzi e silenzio, ecco: … Continua a leggere
Transustanziazione . . Sorrido e tu scappi ti mostro i denti ti voglio mangiare e sapere che gusto sei e sorrido ma tu , preda non ricambi e non mi fai paura e scappi muta e non sorridi più. . … Continua a leggere
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Santi,poeti e navigatori Diario interiore di un marittimo Prefazione. Questo inchiostro messo a caso è frutto di considerazioni,ricordi e avventure ancora calde.Tutto ciò che vi è riportato è stato rovesciato su carta per solo diletto personale durante le pause … Continua a leggere
La natura è un tempio ove pilastri viventiemettono talvolta parole confuse.L’uomo la attraversa tra foreste di simboli,che lo osservano con sguardi familiari. Charles BaudelaireLes Fleur du Mal
Le nostre immagini recedono, la rosa ritornaa ciò che era prima che noi la guardassimo.Togliamo lo sguardo da dove l’acqua scorreed è di nuovo un puro fiume, non scriviamo nessun emblema,sugli alberi. Comincia un modo di viveredove non sentiamo il … Continua a leggere
Scende a colpi di accetta la vecchiaia,l’uomo si spacca come un tronco.Nel cavo di simili piante un fugace rifugiotrova talvolta qualcuno più giovane.Ma chi vorrà servirsi di questa piroga scheggiatacon mille puntini di spari di tosse,di questa saggezza da sbriciolare … Continua a leggere