Ho riempito un numero di cartoni
con acrilico e smorfie impossibili
pennellate di sudore
come la ciotola del gatto:
un’automa senza grazia nè godimento,
la fata turchina scaricata per mancato biglietto
gonna lunga, braccia mangiucchiate, naso da rifare
al nuovo.
Ho visto nello specchio mia madre
chissà quante stanze uguali porta
tra le gambe,
avrei voluto che facessimo l’amore
dormire sul suo seno,
vomitare.
Conoscerai i miei uomini
quando smetteranno di ballarmi negli occhi
e ci sputeranno sui piedi
inchiodandoci le lingue ai muri
con le caviglie legate
alle paure dei boschi e
la testa di un padre
un uomo senza testa
…ho visto nello specchio la testa di mia madre.
(addirittura senza chiedere permesso)
ho visto il viso di mia madre
come un'accusa
guardarmi nello specchio
versi inquietanti che segnano….
ho visto il viso di mia madre
come un'accusa
guardarmi nello specchio
versi inquietanti che segnano….
ho visto il viso di mia madre
come un'accusa
guardarmi nello specchio
versi inquietanti che segnano….
tanto
ma tanto di cappello.
( e non mi riferisco alle teste).
M'inchino e seguito a leggere, così,a memoria.
Questa poesia è una Cifra,nuova, la Tua.
tanto
ma tanto di cappello.
( e non mi riferisco alle teste).
M'inchino e seguito a leggere, così,a memoria.
Questa poesia è una Cifra,nuova, la Tua.
tanto
ma tanto di cappello.
( e non mi riferisco alle teste).
M'inchino e seguito a leggere, così,a memoria.
Questa poesia è una Cifra,nuova, la Tua.
(Alla fine siam sempre qua tutti tutti, dietro dei monitor. )
digrignavo denti, leggendo….e fu bruciatura di corde.
ma chi sei tu?