Il capo “supremo”

Nell’azienda dove lavoro ci sono mille e più livelli aziendali: direttori, dirigenti, quadri vari, responsabili "semplici", responsabili di responsabili, capi supremi, … abbiamo un organigramma che fa invidia all’albero genealogico dei Windsor!
Ho notato, però, che man mano che una persona fa carriera si instaura un processo (credo irreversibile, ma di questo non ho certezza assoluta) di rincretimento totale.

Esempio: nel mio gruppo è finita la cancelleria per cui ho provveduto a compilare i vari moduli per la richiesta di penne, carta e cose varie per TUTTO l’ufficio.
Dopo aver aspettato 3 settimane senza aver ricevuto nulla, ho chiesto notizie al capo:

"boh? ho mandato avanti la richiesta, rivolgiti al super capo".

"Buongiorno super capo, ha notizie sulla mia richiesta di cancelleria?"
"Buongiorno Clara, ma cerrrrto che ho notizie. Io sono il super capo, sono sempre al corrente di tutto, io SO tutto …ehm… mi vuole gentilmente rinfrescare la memoria?"
"è la richiesta di cancelleria XYZ che ho fatto il giorno DD/MM/YYYY"
"ahhhh, QUELLA richiesta, l’ho mandata avanti si rivolga al capo supremo"

"ehm… mi scusi capo supremo se la disturbo per una richiesta indegna della sua attenzione, ma ha notizie sulla mia richiesta di cancelleria? Ormai ci siamo a ridotti a scrivere sul retro degli scontrini…"
"Ohhh ma che bella sorpresa, entri pure nel mio ufficio. Se non sbaglio lei deve essere PAOLA la segretaria dell’ufficio XX"
"No signor capo supremo, io sono CLARA l’INGEGNERE dell’ufficio YY".
"Ma come mai in questa azienda gli ingegneri si occupano di cancelleria? Poteva mandare la sua segretaria o lei ha tempo da perdere?"
"Gentilissimo capo supremo mi occupo di cancelleria perchè NON ho una segretaria a disposizione e gli altri componenti del gruppo non possono farlo in quanto consulenti o interinali  dunque NON autorizzati ad alcuna procedura aziendale."
"ah. Ma come fa a lavorare senza segretaria!!! Questa cosa non mi piace neanche un po’, adesso vedo cosa riesco a fare"
"no no, grazie del pensiero, per me è sufficiente che lei autorizzi la mia richiesta di cancelleria. Dopotutto nemmeno capo e super capo ne hanno una…"
"lei è troppo modesta. Insisto: DEVE avere una segretaria
"
 
Morale della favola: da lunedì avrò una segretaria, ma per ora niente cancelleria. Chissà come la prenderanno i miei capi.

Clara

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Micetto

Micetti

Il micetto abbandonato è uno di quelli grigi, per il momento pesa 80gr.

Clara

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Miracolo!!!!

Il tabellone con i treni in partenza dopo "soli" 5 mesi di inattività ha ripreso a funzionare.
Ovviamente la scala mobile è ancora fuori servizio come si può vedere qui:

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/binariomorto/grubrica.asp?ID_blog=256&ID_articolo=57&ID_sezione=&sezione=

e se piove si allaga tutto il sottopassaggio, ma per lo meno io e gli altri pendolari abbiamo avuto un regalo di Natale in anticipo…

Clara

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Da ruspante ad apparecchiata

Colleghi: "Sai Clara che non sei affatto male?"
"ehm. grazie"
"no no davvero, se solo ti APPARECCHIASSI meglio saresti proprio uno schianto!"

Oggi, 30 novembre 2009 ho scoperto una cosa nuova: anche le persone si apparecchiano. mah.

Clara

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Eccomi!

Dopo aver lottato per giorni e giorni con l’influenza finalmente sono guarita!!!!!!
Alè!

Clara

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Gente da treno

Dopo anni di pendolarismo sui treni piemontesi, mi sono fatta una classifica delle persone che per necessità o per scelta utilizzano questo mezzo di locomozione.

C’è il gruppo di pendolari doc: ormai si conoscono da una vita, conoscono il significato di ogni singola oscillazione del treno. Riescono ad intuire su che binario sbarcheranno dal semplice rumore degli scambi; solitamente sono pacifici e silenziosi, ma al minimo secondo di ritardo si trasformano in soldati da combattimento e all’urlo di "SPARTANIII" si lanciano sul primo ferroviere che trovano.
C’è il gruppo degli studenti fuori corso: simili ai pendolari doc, ma più pacati. Effettivamente non hanno alle spalle anni e anni di soprusi da parte di trenitalia per cui si illudono ancora di poter dare una svolta alla loro vita.
C’è il gruppo degli studenti neo universitari: si riconoscono da lontano. Viaggiano in gruppo, sono casinisti, non si preoccupano dei disagi del viaggio perchè "tanto a lezione si può entrare quando si vuole, non come alle superiori". La loro nuova condizione di universitari (e quindi adulti a tutti gli effetti) dà loro una certa aria di superiorità: loro saranno la nuova classe dirigente di domani, loro salveranno il mondo… Poveri illusi.
C’è il gruppo di studenti delle superiori: viaggiano in branchi, sono più simili ad animali che a persone. Sporcano il più possibile, rovinano qualunque cosa gli si pari davanti, comunicano a gesti, sigle e urla. Si slogano le falangi pur di scrivere il maggior numero possibile di sms al secondo e non conoscono l’uso delle vocali (tantomeno dell’educazione).
C’è il viaggiatore occasionale: si arrabbia se non trova posto, se fa troppo caldo, se fa troppo freddo e considera il ritardo come uno smacco personale. Mentalmente ripete come un mantra "da domani solo la macchina, da domani solo la macchina, da domani solo la macchina, …"
C’è la coppia (italiana) in vacanza: decine e decine di bagagli di ogni forma e dimensione da cui non si allontana nemmeno un secondo. Rinuncia ad un posto pulito e confortevole solo per tener d’occhio le proprie cose "che nn si sa mai…".
C’è la coppia (straniera) in vacanza: ci guardano come se fossimo nel terzo mondo e ancora si domandano come mai hanno scelto i mezzi pubblici. Ovviamente sono sul treno sbagliato, ma non
osano chiedere indicazioni perchè tanto sanno che nessuno capisce la loro lingua.
C’è la coppia anziana che va a Torino per una visita medica da un "grande dottore". Prendono 2 treni prima del dovuto, indossano l’abito della festa, hanno mille fogli e foglietti con ricette, analisi e quant altro e non si capacitano del circo umano in cui sono finiti.
Infine c’è il pendolare in pensione che ogni tanto si concede il lusso di verificare da vicino quanto sia fortunato ad essersi lasciato alle spalle questa bolgia infernale. Si riconosce subito: è l’unico con il sorriso.

Clara

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Pessimismo cosmico

Saranno i postumi dell’influenza, la perenne lontananza di Marito o un periodo un po’ così, ma oggi mi sento proprio uno schifo.
Una collega mi ha detto una bellissima notizia e non solo non sono stata capace di gioire sinceramente con lei, ma l’unico pensiero che da ore mi frulla nella testa è: "perchè sempre agli altri e a me no?".
Sono una persona piccola e meschina… e me ne vergogno a morte.

Clara

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Non ho più il fisico…

Stufa dei soliti jeans e scarponi ieri mattina ho deciso di fare un salto di qualità: gonnellina e paperine carine carine. I colleghi quasi quasi non mi hanno riconosciuta, limitandosi a ridacchiare sotto i baffi alla mia esclamazione: "da oggi sarò una persona fashion come tutte le altre donzelle degli altri uffici".
Stamattina quando ho telefonato in ufficio per avvisare che stavo a casa malata ho solo sentito un boato, poi il capo (signore come al solito) mi fa: "tu non sei nata per essere fashion, al massimo puoi essere un po’ meno ruspante del solito…"
ehm… devo prenderlo come un complimento?

Clara

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Grrrr…..

Cari muratori, idraulici, antennisti, meccanici e categorie affini, il semplice fatto di avere una protuberanza tra le gambe non è condizione sufficiente, tantomeno necessaria, a garantirvi quell’aria di superiorità con cui spesso (se non sempre) vi ponete nei confronti di una povera donzella che richiede i vostri servigi.
Prima di tutto mettetevi bene in quella zucca vuota che IO VI PAGO. Non mi state facendo un favore: è il VOSTRO lavoro. Come il farmacista, il macellaio o il commesso mi trattano con rispetto e cortesia PRETENDO di essere trattata nello stesso modo da voi.
Ovviamente il fatto di aver studiato per anni e anni materie prettamente maschili (ma chi l’ha detto poi che sono maschili?!) quali meccanica, telecomunicazioni, elettronica, elettrotecnica, sistemi di trasmissione, idraulica, … non fa di me un essere onniscente, ma fortunatamente ho anche il "dono" di saper leggere
un libretto di istruzioni per cui se lì c’è scritto che una cosa NON VA FATTA IN UN CERTO MODO è perchè NON SI DEVE FARE COSI’.

MASCHILISTI DI MERDA CHE IL VENTO VI DISPERDAAAAA!!!!!

Clara

P.S. Post dedicato a mio Papà che, per fortuna, non appartiene a questa categoria. Ma anche a Marito(talvolta) e Suocero (sempre) che soffrono di questo complesso di superiorità.

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macchie di Rorschach

Nell’azienda dove lavoro nel momento in cui c’è la necessità di assumere una nuova persona si fa richiesta di una nuova “risorsa” all’ufficio del personale (da me non esistono persone, solo risorse). Da quel momento in poi si mette in moto una sorta di macchina infernale che porta alla selezione di una rosa di 4 o 5 candidati scelti per le loro caratteristiche relazionali e gestionali (selezione che meriterebbe un post a parte sulla qualità degli psicologi che abbiamo…) da parte di psicologi esperti in materia di lavoro.
A questo punto scatta la selezione “tecnica”: alcune persone che hanno le stesse competenze di chi ha materialmente fatto richiesta della risorsa esaminano i candidati senza ovviamente avvertire il gruppo coinvolto, così facendo si dovrebbero limitare/eliminare i conflitti di interesse e le raccomandazioni.
Quando sono stata assunta io ho dovuto superare una serie di colloqui di gruppo, test di logica, matematica, comprensione del testo, … Ma il meglio del meglio è stato quando ho fatto il colloquio con lo psicologo.
Essendo il mio primo colloquio di questo tipo, ero abbastanza agitata. Ricordo di aver cercato informazioni in rete e da amici su cosa avrebbero potuto chiedermi, ma mai e poi mai avrei pensato una cosa simile.
Avete presente quei film dove c’è l’omicida che viene interrogato da una coppia di poliziotti (il buono e il cattivo) mentre davanti a lui c’è una vetrata che cela altre persone che osservano? Ecco: io ho fatto una cosa simile.
Sono entrata in uno stanzone con una grande vetrata a specchio, mi hanno fatto accomodare ad una scrivania e due psicologi hanno iniziato a farmi domande abbastanza generiche sulla mia vita e sui test che avevo fatto durante la prima selezione. Uno dei due sembrava il poliziotto cattivo: domande a raffica (a volte assurde), tentativi di mettermi in bocca parole non dette,… L’altro più mansueto mi dava conforto.
Ad un certo punto, tirano fuori i classici fogli con le “macchie” e mi dicono di osservarle bene e dire la prima cosa che mi viene in mente. Volevo assolutamente quel lavoro, mi ero preparata a lungo per fare bella figura, ma di fronte a tanta assurdità non ce l’ho proprio più fatta e sono scoppiata a ridere.
scusate, ma mi sta  venendo in mente un episodio di Si-Es-Ai dove al presunto omicida fanno vedere le stesse macchie mentre gli accusatori sono dietro al vetro in attesa di farlo fuori….”
A quel punto sento solo una grossa risata e dalla vetrata compare quello che poi è diventato il mio capo. Per fortuna l’ha presa bene

Clara

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