Eluana è tornata al Padre, ma restano tra noi le sue speranze.
Sono le speranze di chi vive in coma vegetativo persistente.
La più grande speranza è che gli uomini non abbiano paura di quella estrema forma di disabilità e che sappiano accogliere ed assistere fratelli e sorelle da cui non si riceve alcun cenno di coscienza.
L’altra grande speranza è che la scienza scopra come riportare le coscienze sopite al contatto con il mondo circostante.
Lo studio delle degenerazioni del sistema nervoso è una frontiera della medicina di questo millennio.
Laddove è necessario conoscere si ha bisogno di sperimentare.
Per questa ragione nei laboratori si usano le cavie. Inoltre, teniamolo presente, gli effetti delle malattie del sistema nervoso e delle terapie contro di esse non possono essere individuati se una cavia è sedata.
Non vogliamo nascondere dunque che i laboratori siano luogo di morte e sofferenza. Non vogliamo neppure dichiararci insensibili di fronte al sacrificio di esseri creati da Dio.
Vogliamo però dirci consapevoli che abbiamo di fronte la responsabilità di una scelta.
Quando Gesù Cristo lasciò che i demoni annegassero un branco di porci per restituire alla loro vittima il dominio di sé, non aveva forse la potenza per sprofondarli all’istante nelle viscere dell’inferno? [Mc 5, 1-20]
A Dio infatti è possibile ricondurre l’universo al Suo disegno originario di luogo di perfetto Amore. Noi non siamo l’Onnipotente.
Per questo ci viene mostrato il prezzo da pagare per sanare un uomo, come ci viene insegnato che un uomo vale più di molti passeri. [Mt 10, 29-31]
Ecco allora che, mentre un cucciolo di beagle viene sottratto dal recinto in cui era atteso da un destino di morte e sofferenza, si compie un passo verso un uguale atrocità per chi oggi è indifeso come Eluana.