Questione meridionale

10 luglio 2009

Questo volantino annunciava la partecipazione di Borghezio al “Congresso contro l’islamizzazione”  svoltosi nel settembre 2008 a Colonia, cui hanno preso parte partiti xenofobi, razzisti, neofascisti e neonazisti d'Europa.

Da qualche giorno l’Italia è per legge un Paese razzista, grazie alla Lega Nord che tiene sotto ricatto il Governo. Per l’occasione, ci siamo imbattuti in un ottuso blog leghista che attacca il sindaco di Acquaformosa il quale ha deleghistizzato il Comune. In questo blog si scrive che il Nord mantiene il SUD, il quale esporterebbe solo ‘ndrangheta (perché? della ‘ndrangheta non fanno parte anche i settentrionali…?). Questi ignoranti, che ahimè non sanno cosa siano il mare e ricorrono alle lampade per sembrare più belli, suscitano in noi che gestiamo questo blog un forte senso di nausea e vomito. Ma vomitare salsicce, soppressate, nduja, pizza, spaghetti al  pescespada e quant’altro ci danno la terra e i mari del SUD non vale la pena. Si fosse trattato di polenta, sarebbe stato diverso. Perciò abbiamo provato a trasformare il disgusto in parole razionali e abbiamo deciso di scriver loro una lettera.

Cari settentrionali, andate a scuola. Non fino a 18 anni, eh! Andate oltre! Andate all'università... E imparate l'italiano! Si dice che in ampie zone del triveneto e della brianza si parla e si scrive solo il dialetto,  problema dunque non solo meridionale.

Smettetela di fare i provinciali, di pensare che la cosa più bella da fare nella vita sia aggiustare la macchina in assetto corsa e andare a fare un giro a Milano la domenica pomeriggio! Rendetevi conto che la Terra non finisce sul Po... masticate cultura, aprite la mente alla globalità, ai diversi, agli 'altri'; parlate con la gente per strada e anche se al mattino c’è la nebbia, dite buongiorno alle persone che incontrate uscendo di casa e fate un sorriso che la vita è bella!

Leggete Corrado Alvaro, Franco Cassano, Luigi Pirandello, Leonardo Sciascia, Giovanni Verga. Noi li conosciamo bene, e voi?

Leggete i classici. Leggete l'Odissea, splendida metafora della vita. Scoprirete un mondo fantastico del quale è ancora possibile visitare i luoghi...

Imparate la storia. Scoprirete, nel vostro passato di Longobardi (...o di Celti? di chi vi sentite "figli"?), che nelle scorribande sulle Alpi sapevate solo saccheggiare e si e no zappare la terra (con tutto il rispetto per la civiltà contadina, della quale noi terroni andiamo fieri) mentre al SUD si era iniziato molti secoli prima a mercanteggiare con i fenici e i persiani e più tardi le nostre terre erano state scelte dagli antichi Greci come colonie (Sybaris, Locroi Epizephiri, Krimisa, Kroton, Kaulonia, Rhegion): “ Le città calabresi della Magna Grecia raggiunsero ben presto un grado notevole di prosperità economica e di sviluppo politico e civile; grazie all'intraprendenza dei loro abitanti si affermarono nell'agricoltura, nell'allevamento (da notare in particolare l'allevamento di cavalli dei Sibariti e dei Locresi), nel commercio e nell'artigianato. Testimonianza della loro floridezza sono le monete coniate da Reggio, Sibari, Crotone e Locri e da altri centri minori.”

In altre parole, qualche secolo avanti Cristo mentre voi padani eravate organizzati ancora in tribù, la Calabria (e la Sicilia) erano le regioni più ricche d’Europa e il centro culturale del Mediterraneo con forme di architettura costituzionale avanzatissime per l’epoca. Tra le viti di Cirò, gli ulivi della piana di Sibari e le acque dello Ionio cresceva gente come Zaleuco (il primo legislatore del mondo occidentale, di Locri), Milone (pugile e atleta di Crotone che vinse 6 olimpiadi), Alcmeone (il primo medico a sezionare uomini e animali, di Crotone), Democede (secondo Erodoto “il medico più abile nella sua arte a quei tempi”, di Crotone), Nosside (la più grande poetessa della Magna Grecia, di Locri), Filolao (cosmologo di Crotone), Filippo (scienziato di Rosarno) e attirava pensatori come Pitagora di Samo. Poi, dato che tutto finisce, e i Romani e i Bruzi accelerarono la decadenza della civiltà magnogreca, la Calabria divenne terra di conquista: si susseguirono Romani, appunto, Bizantini, Saraceni, Normanni, Albanesi, Spagnoli, Borboni, Francesi, di nuovo Borboni fino al 1860.

Poi ci fu l’Unità d’Italia. “Al momento dell'Unita' d'Italia, nel 1861, la Calabria era dotata di una sola strada che l'attraversava da Nord a Sud fino a Reggio; la ferrovia era inesistente ed il 90% dei Comuni era senza strade interne ed esterne.” Alla condizione sociale gravissima lasciata dai Borboni seguì la pulizia etnica dei Savoia , con l’uccisione di oltre un milione di meridionali e la distruzione totale di 47 paesi, e la ‘rapina’ dei beni e dei prodotti del meridione che vennero portati nelle nascenti fabbriche del Piemonte. Del resto, Emanuele Filiberto di Savoia aveva detto: “L’Italia? E’ un carciofo di cui i Savoia mangeranno una foglia alla volta”. In tutto ciò ci furono due ondate migratorie imponenti verso il settentrione e le Americhe, una ai primi del ‘900 e una nel 2. dopoguerra. Cari settentrionali, 3.300.000 di lire vi dice qualcosa? E’ il contributo dato in 30 anni allo sviluppo del Paese dai "terroni" emigrati nel Nord, 5 volte il PIL del Centro-Nord, 32 volte quello che la Cassa per il Mezzogiorno spende nello stesso periodo al SUD. Guardate il video che segue se non ci credete, per favore.

http://www.youtube.com/watch?v=AthEMZMVWCg&feature=player_embedded

Dal 1860, dunque, per il SUD solo tante, tante parole sulla questione meridionale a fronte delle responsabilità di uno Stato assente e anzi colpevole di aver tenuto per quasi 150 anni i popoli calabresi prima nell’analfabetismo, poi nell’arretratezza economica e ancora oggi nella condizione di chi, per poter vivere ha tre possibilità: emigrare, accontentarsi, vendersi al potente di turno o diventare un delinquente. I calabresi onesti, laboriosi e civili, cioè la maggioranza, aspettano un cambiamento o almeno uno Stato più presente e una politica nuova.

Ora, cari padani, siete ancora sicuri di conoscere la vera storia? Siete ancora sicuri che il Nord mantenga il SUD? E ammesso che sia così, siete ancora sicuri che tra Nord e SUD d’Italia il Nord sia in credito verso il SUD?

Cari padani, in tutta sincerità, noi del SUD ci sentiamo molto più a nostro agio con un marocchino o uno spagnolo o un palestinese o un turco che non con un veneto o un brianzolo. E’ per questo che noi accogliamo gli immigrati mentre voi volete le ronde e il reato di clandestinità. Semplicemente perché la nostra patria non è l’Italia né il Po bensì il Mar Mediterraneo. Flamenco, taranta e danze africane. Polpette, cous cous e feta. Ma che ne sapete? Ma quale Mameli? Ma quale tricolore? Il nostro inno è Grande sud di Eugenio Bennato oppure Ad esempio a me piace il sud di Rino Gaetano, la nostra bandiera è blu come il mare, gialla come il sole e verde come le nostre montagne. Siamo cose diverse, veniamo da patrie diverse, è vero, e noi non lo neghiamo, ma voi, cari settentrionali, dovete imparare la storia e soprattutto il rispetto: noi lo conosciamo da secoli perché siamo sempre stati a contatto con i popoli, a voi servirà quando diventerete terra di conquista perché la storia è come una ruota e si ripete sempre e un giorno i clandestini potreste essere voi.

« Lo stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l'Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d'infamare col marchio di briganti. » (Antonio Gramsci in L'Ordine Nuovo, 1920)

IL SUD NON DIMENTICA. 1.000.000 di meridionali uccisi, le nostre donne violentate, i nostri figli uccisi, i nostri uomini trasferiti nel LAGER PIEMONTESE DI FENESTRELLE E LASCIATI MARCIRE...

Raphael Lemkin (che ha definito il primo concetto di genocidio combinando la parola greca ‘genos’ (razza) con la parola latina ‘cide’ uccidere) nel 1944, sosteneva: "genocidio non significa necessariamente la distruzione immediata di una nazione…esso intende designare un piano coordinato di differenti azioni miranti a distruggere i fondamenti essenziali della vita dei gruppi nazionali. Obiettivi di un piano siffatto sarebbero la disintegrazione delle istituzioni politiche e sociali, della cultura, della lingua, dei sentimenti nazionali, della religione e della vita economica dei gruppi nazionali e la distruzione della sicurezza personale, della libertà, della salute, della dignità e persino delle vite degli individui…non a causa delle loro qualità individuali, ma in quanto membri del gruppo nazionale".