Della buona novella

C’è, sulla nuova Imposta Municipale Unificata, una verità che molti tacciono, anzi più d’una. Si tace, ad esempio, sull’origine dell’imposizione giù prevista tra quelle norme facenti parte del pacchetto sul federalismo fiscale, tanto combattuto nel precedente Governo e tanto accettato e votato dall’allora maggioranza e da buona parte dell’opposizione. Nel lontano marzo del 2009 il via libera della Camera al disegno di legge sul federalismo fiscale con 319 voti a favore, 35 contrari e 195 astenuti- Astensione dei deputati del Pd, favorevole invece il voto dell’Italia dei Valori, mentre l’Udc si dichiarava contraria.
Si era mostrato soddisfatto dell’esito del voto il leader, Silvio Berlusconi
“Un nuovo passo sul cammino di modernizzazione dello Stato”
Entusiasmo, commozione e festeggiamenti nella Lega Nord, Roberto Maroni esclamava:
“Ormai è fatta. Questa è luna delle giornate politiche più belle della mia vicenda politica. Sono anche un po’ commosso. Quest’anno sono 30 anni dal mio primo incontro con Bossi. C’è voluto un po’ di tempo per tradurre in legge l’intuizione di Bossi, ma adesso ce l’abbiamo fatta”
Eppure già in quella legge si scrivevano i presupposti, sebbene non identificati, di quello che sarebbe stato il risultato in merito di tasse ed imposte, imponendo a Regioni e Comuni l’acquisizione delle risorse necessarie alla propria sopravvivenza in modo diretto.
Art. 2. (Oggetto e finalità)
q) previsione che la legge regionale possa, con riguardo ai presupposti non assoggettati ad imposizione da parte dello Stato:
1) istituire tributi regionali e locali;
2) determinare le variazioni delle aliquote o le agevolazioni che comuni, province e città metropolitane possono applicare nell’esercizio della propria autonomia con riferimento ai tributi locali di cui al numero 1);
E allora di cosa stiamo parlando? Come vi permettete , signori, di raggirarci ancora, di sfruttare in modo così colpevole e subdolo la nostra rivolta? E ancora i sindaci, detentori di una giustizia e di una equità che non esiste. In rivolta per la sola volontà di rientrare a far parte del grande banchetto. Non per desiderio di giustizia ‘ché, se così fosse, basterebbe rinunciare alle tante spese accessorie e non necessarie, in nome di quelle necessarie ed utili ai cittadini. l’IMU non entrerà nelle vostre tasche? Ed è un bene, un bene per noi cittadini che non vedremo sperperare quella cifra in inutili feste di quartiere e manifestazioni canore necessarie a ridipingere la faccia di molti primi cittadini, non vedremo i nostri soldi finire in fumo coi botti di fine anno, non li vedremo utilizzati all’ultimo minuto, giusto un attimo prima delle elezioni comunali
Spese pazze, in ogni dove e per qualunque ragione, senza limiti e senza vergogna al punto di meritarvi il Fatcat dei vostri colleghi Europei. Circa 2.200 miliardi in rimborsi elettorali a fronte di una spesa effettiva di 579 milioni. Soldi che sono stati versati ed utilizzati nonostante il parere contrario dei cittadini, soldi che in 10 anni si sono quintuplicati passando da 1€ per elettore a ben 5€. Una cifra alla quale non intendete rinunciare, nemmeno in tempi di crisi, nemmeno consapevoli del fatto che gran parte di quel denaro è “un regalo”. Lo stesso regalo che vi viene fatto con gli stipendi e gli innumerevoli privilegi, per le spese che ogni cittadino paga di tasca propria senza pretenderle, quelle stesse spese che oggi molti cittadini rinunciano a fare nel nome di un risparmio imposto e dettato dal bene comune. Denaro sonante e contante che oggi serve al nostro Paese, denaro che insistete nel chiedere ai cittadini camuffandolo da sacrificio.
E allora è giusto che una volta tanto siate voi a dare il buon esempio, è giusto tacere, vergognarsi di ciò che è stato fatto. E’ giusta la nostra rabbia, la disperazione e il dramma di molti che Voi oggi usate a vostro vantaggio….Ancora una volta schierandovi dalla parte dei cittadini vessati ed inseguiti da Equitalia, ente istituito e fortemente voluto nel Governo Berlusconi III, art. 3 del decreto legge n. 203 del 30 settembre 2005, ministro delle Riforme Istituzionali e Devoluzione Roberto Calderoli, suo predecessore Umberto Bossi. Le stesse persone che oggi si schierano contro il mostro esattore, sfuggitovi di mano. ma per vostro volere nato. Tutti voi avete per anni derubato colpevolmente i cittadini sfruttando un sistema che vi consentiva di farlo ed oggi li invitate a commettere un reato, a sottrarsi ad un dovere e ad imposte che sono in essere soltanto per vostra scelta e per la necessità di uno Stato spolpato fino all’osso.
La scoperta di una “cittadinanza” tardiva per pochi uomini che fino ad oggi hanno sfruttato, in piena consapevolezza ed accordo, tutti i mezzi più o meno leciti atti a procurare un vantaggio personale, non può essere per noi motivo di orgoglio e convincimento ma è il mezzo attraverso il quale oggi vi riconosciamo “meglio”, quasi identici seppur appena appena scoordinati nel fornire aiuti che non vi sono richiesti e non vi potrebbero essere richiesti perché siete voi i primi ad aver abbandonato i cittadini. Stranieri in terra propria, lontani e disperati al punto da non poter comprendere neanche la vera disperazione e il vero sacrificio…forse perché da tanto vi è sconosciuto. E allora, in quest’Italia, ormai ridotta a niente, capita di aprire un mattino il giornale e di ritrovarsi un’eroe… un soldato Italiano che combatte l’ingiustizia sociale, da più parti acclamato, da più uomini assistito…uno spot pubblicitario in piena regola dove vince il più furbo ed il più lesto, la carcassa di un diritto sulla quale conviene buttarsi al più presto per aggiudicarsi il pezzo migliore. Un disperato come tanti con l’idea giusta, che forse non sono in grado di comprendere…eppure non credo di poter considerare un’eroe chi fa del male, o ha pensato di poterne fare, per qualunque motivo ma più ancora per uno futile. Non credo di poter giudicare lo strumento prima ancora di chi lo ha creato. E come allora, in un tempo non molto lontano, in uno spettacolo che a tutti i costi s’ha da tenere vivo, ecco spuntare quasi per miracolo promettenti uomini di legge ed i loro clienti, questa volta vivi, che ci fanno rimpiangere i giorni in cui i panni sporchi erano faccende da lavare dentro le mura della propria casa. Decine e decine di uomini ingiustamente vessati, come ce ne sono tanti e come tanti altri che hanno compiuto coi loro doveri. Sento di uomini con debiti dalle cifre impronunciabili e non posso davvero evitare di chiedermi dove inizia l’anomalia e dove potrebbe arrivare quella furberia tutta italiana che porterà alcuni, se non molti, a cavalcare ancora il momento propizio. Ci sono in Italia oggi milioni di cittadini che ogni giorno vivono in modo onesto, milioni di uomini e donne che salutano e sorridono, che aiutano se possono, che semplicemente sono vicini a chi ha bisogno, che semplicemente si sforzano di arrivare al giorno dopo, che avanzano col loro sacco pieno di problemi, anche molto più gravi, restando invisibili e spesso soli. Ci sono in questo Paese un sacco di eroi che non fanno male a nessuno, che non hanno mai pensato di farlo, che non lo farebbero mai. Veri eroi.

























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