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Life is what happens to you, while you’re busy making other plans

Irriconoscibile. Mi chiedo se il ricordo di un passato che abbiamo giudicato lontano ed imperfetto può, in qualche modo, ancora influenzare i nostri sentimenti verso l’altro. Lo dicevi spesso anche tu…irriconoscibile…svegliando in me una sorta di ribellione profonda verso quel tuo atteggiamento che mi sembrava più un rifiuto del ricordo che una mancanza vera e propria. Quasi a dire che tutto deve restare uguale e la vita deve continuare a viaggiare sui binari consueti, fatti e rifatti, percorsi mille e più volte nello stesso modo e con lo stesso passo, permettendoci una continuità in grado di fornirci tutte le risposte. E’ stato difficile viverti accanto, una pausa della vita, il lento addormentarsi dietro a passi tutti uguali pieni di risposte, tetra prigione dell’intelletto e delle idee con appuntamenti tutti simili e frasi mai finite. Un mondo di uomini arroganti e donne costrette a mentire, sentendosi ogni giorno più piccole e vuote. Una vita piena di certezze, inesorabili e vuote come le stessa vita che hai deciso di vivere. Percorro un’altra strada e mi sento libera e pura…è stato duro il cammino ma il manto di polvere dolorosa è, d’un tratto, svanito. Fa quasi paura, se non fosse così bello. Tipo quei paesaggi da togliere il fiato, più l’alba del tramonto. Non ricordo più quando è successo. Ho cercato ancora il profondo squarcio che per tanto tempo ha sanguinato, non c’è più e non saprei dirti quando si è rimarginato. Forse ero distratta, presa a riparare i mille guai che hai voluto darmi, questa era l’alba e non lo sapevo. Mi basta per ringraziarti…avrei voluto farlo oggi quando mi sono accorta di un ombra alle mie spalle e lo sguardo fisso sulla nuca. E non avrei mai creduto…irriconoscibile. Sei stato.

Nel fantastico mondo DiLà, i Paesi non accumulano debito pubblico, non sanno neanche cosa sia il debito pubblico.
Nel mondo Di Là, ognuno fa il lavoro che vuole fare e trova almeno una decina di lavori che gli piacciono.
Nel mondo DiLà, nessuno vende quello di cui hai bisogno ad un prezzo inaccessibile. Tutti hanno il necessario e nessuno impone di avere il superfluo.
Nel mondo DiLà non c’è affatto bisogno di avere più soldi.
Nel mondo DiLà non esistono uomini più o meno prepotenti, ambiziosi, orgogliosi.
Nel mondo DiLà non esistono, liti, frodi, accordi illeciti. Ognuno sa ciò che è giusto avere e cosa non è giusto chiedere.
Nel mondo DiLà si sprecano i sorrisi, tant’è che dopo un pò tutti sono allegri ed anche un pò spensierati.
Nel mondo DiLà i bambini sono solo bambini, giocano e crescono.
Nel mondo DiLà, i figli crescono felici e i genitori non hanno pensieri
Nel mondo DiLà, l’amicizia è una cosa bellissima, nessuno ha mai imparato a tradirla.
Nel mondo DiLà, i cittadini partecipano alla costruzione di una società, ognuno come può.
Nel mondo DILà, non esistono ministri, capi di stato, governi forti e governi deboli.
Nel mondo DiLà, una volta, qualcuno propose di crearele banche ma nessuno ne aveva bisogno.
Nel mondo DiLà, nessuno paga per gli altri, parole come “debitore” e creditore” non esistono.
Nel mondo DiLà, la menzogna è una barzelletta, nessuno la prende sul serio e ci ride sopra.
Nel mondo DiLà, nessuno deve scegliere chi sposare, basta amare.
Nel mondo DiLà, i sogni non se ne restano abbandonati nei cassetti e non ci sono i sogni impossibili.
Nel mondo DiLà, non c’è nemmeno bisogno di usare troppe parole.
Nel mondo DiLà, nessuno fa agli altri ciò che non vorrebbe ricevere.
Una volta uno ci ha provato a fondare un mondo solo DiLà, ma subito intervennero quelli del mondo DiQua che non volevano perché secondo loro doveva vincere il merito e conquistarlo era diventata una cosa facilissima. In quel modo, dicevano, con un mondo solo DiLà, tutti erano come tutti, le cose non si potevano avere in base al merito ma in base al diritto.
Sostenevano che in un mondo fatto solo DiLà, immancabilmente, quelli che credevano anche in un mondo DiQua sarebbero stati esclusi, guardati con disinteresse, costretti a creare piccoli mondi deboli DiQua contro un unico mondo forte DiLà e questa cosa appariva, ai loro occhi, ingiusta.
Si parlava di grandi vantaggi economici, di più libertà per tutti, di risorse infinite divise fra tutti i popoli, di barriere inesistenti. Di un mondo, insomma, a portata di tutti e siccome era un grande mondo fatto un pò DiLà e un pò DiQua era necessario che alcuni, disinteressatamente, badassero al bene comune.
In effetti quelli del mondo DiLà valutarono la cosa, decisero che questa situazione li avrebbere resi più liberi e disponibili, sarebbe stato innaturale per loro creare delle differenze e si decise che era possibile condividere la vita in quel mondo fatto un pò DiLà e un pò DiQua.
Si decise anche che coloro che dovevano controllare avessero nomi importanti e compiti incomprensibili perché, sostenevano quelli del mondo DiQua, questa scelta avrebbe fatto in modo che solo chi era veramente interessato al bene comune vi partecipasse e fosse disponibile a sacrificare il proprio interesse a quello di tutti gli uomini.
Sapete già com’è andata a finire.

Egregio Signor Presidente,
Ci sarebbe da piangere a vedere com'è ridotto il nostro Bel Paese, eppure in molti ridono…
'Ché, se non fosse una cosa seria, si penserebbe d'aver sbagliato posto.
Di stare a teatro per una commedia, al cabaret tanto per passare il tempo.
Il sogno dei nostri padri è diventato un sogno per i nostri figli.
L'amata terra natia che i nostri tanti padri, zii, nonni, abbandonarono addolorati coltivando il sogno di tornare indietro diventati signori, lasciando nel mondo il ricordo di quei bravi Italiani, onesti, intraprendenti e buoni lavoratori.
La terra dei musei, dei meravigliosi poeti, dei magnifici ingegneri, pittori… dei bravi padri, delle brave mamme, delle fanciulle che non hanno mai capito che la bellezza si può vendere.
L'Italia dell'innocenza, del pallone per strada tra i bambini di quartiere…
La Patria dei nostri tanti ricercatori, partiti anch'essi come i nostri padri, zii, nonni, con lo stesso dolore nel cuore ma non lo stesso orgoglio, defraudati, traditi, sminuiti, in cerca di un mondo in grado di dare il giusto compenso anche solo in termini di lavoro, fatica e riconoscimento.
La terra nostra, il Bel Paese che non lascia ancora indifferenti i nostri figli, che ancora li spinge a lottare, a ribellarsi, a studiare, ricevendo in cambio il solo appellativo di bamboccioni e sfaticati.
L'Italia che vibra ancora nelle voci di chi non si rassegna.
Di chi ha perso il lavoro e ricomincia.
Di chi continua a cadere e si rialza.
L'italia che da ogni parte ogni uomo sogna di vedere almeno una volta nella vita, quella ch'è un miraggio, l'avventura di molti, la speranza dei popoli perseguitati.
L'italia da ridere, la barzelletta.
Disumana, straziata, corrotta.
La sentiamo talvolta ancora contorcersi, opporsi, ribellarsi nelle voci di quei nostri figli che danno la vita per la nostra bandiera, così tante volte derisa.
Ancora, talvolta, di sera, quando il sole tramonta sulle mie colline mi sembra di vederla tristemente sorridere, quasi a dire "Son qua, resisto, non vado via".
Dov'è finito il nostro Popolo buono e generoso, onesto e allegro, vivo e laborioso?
Dov'è andata a riposare questa nostra bellissima Patria…quando, chi, cosa le hanno fatto?
Che tristezza Signor Presidente, guardarsi intorno, perdere ogni speranza, dirsi che lentamente soccombe la nostra terra in mano a governanti che fanno da comici e comici che vorrebbero far da governanti.
Come un mondo alla rovescia, dove ogni strada finisce all'inizio e la fine ogni giorno inizia.
Forse è vero, è tutta una cosa da ridere, eppure sarebbe meglio piangere ricordando il giorno in cui a dire: "Io sono Italiano!" ti si riempivano gli occhi d'immagini e il cuore di struggente amore.
Eri orgoglioso … quando si stava insieme e tutti uniti, a cantare a squarciagola l'Inno di Mameli, 'chè la sentivi una cosa tua, per davvero, questa Italia!
Ora la senti, qualche volta grida ma il più delle volte tace.
E s'addormenta.
Quasi vorrebbe dire "Forse, domani" …

" … Il fiume che si apre piano
toccando le curve della montagna
è così vecchio come il tempo.
Fiume luce, fiume musica,
fiume specchio, fiume che bagnava
le mie mani e il mio volto.
Fiume che non sento più,
fiume che non bagna più,
le mie mani né il mio volto.
Fiume che già non è più,
il mio specchio
ma è rimasto dentro di me.
Dentro i miei occhi.
Dentro la mia anima.
Fatto di tempo ed acqua.
Io sono acqua …"

Tanto hai quanto speri.
Spera molto, avrai molto.
San Pio da Pietrelcina
" … La gravissima crisi economica globale, e la connessa crisi della zona euro, non si risolveranno attraverso tagli ai salari, alle pensioni, allo Stato sociale, all’istruzione, alla ricerca, alla cultura e ai servizi pubblici essenziali, né attraverso un aumento diretto o indiretto dei carichi fiscali sul lavoro e sulle fasce sociali più deboli.
Piuttosto, si corre il serio pericolo che l’attuazione in Italia e in Europa delle cosiddette “politiche dei sacrifici” accentui ulteriormente il profilo della crisi, determinando una maggior velocità di crescita della disoccupazione, delle insolvenze e della mortalità delle imprese, e possa a un certo punto costringere alcuni Paesi membri a uscire dalla Unione monetaria europea …."
[Lettera degli economisti]
Terminato il vertice Tremonti-Bossi-Berlusconi, oggi finalmente si gioca a carte scoperte, non solo è chiaro il disastroso risultato prodotto dalla politica ambiziosa e dal neoliberismo rampante ma si è deciso che a pagare, per i disastri prodotti da altri, saranno i cittadini.
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“L’Italia ha le prove sugli ordini impartiti dal Colonnello Gheddafi, come quello di trasformare Lampedusa in un inferno. Esistono prove che Gheddafi ha dato ordini di collocare migliaia di disperati sulle barche per gettare l’isola nel caos”
Lo ha affermato oggi il Ministro degli Esteri, Franco Frattini.
Con ben 12 mesi di ritardo.
Evidentemente quando nell'Agosto del 2010, accompagnato dalle sue tende e dalle sue amazzoni, il leader libico, in visita a Roma, aveva avvertito [minacciato?] L'Europa tutta alla benevola presenza del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e del Governo Italiano al completo, chiedendo "5 miliardi o l'Europa si ritroverà nera come l’Africa". questi sorridevano o dormivano.
Soltanto.
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