Vademecum semi-serio per una crisi semi-annunciata

8 maggio 2012

VITTO
- Non girate mai per supermercati senza la lista della spesa e sempre senza “carrello” e “cestino”.
- Dimenticate appositamente le buste in macchina e la borsetta nel portabagagli.
- Munitevi solo del portafogli e vestite abiti con tasche piccole e strette. Le vostre braccia hanno una capacità limitata!!
- Non acquistate mai prodotti fuori stagione, costano di più e valgono di meno.
- Quando dovete infornare qualcosa, approfittate per preparare anche pizzette, pane, verdure gratinate, magnifici pilaf, soufflè d’ogni forma e tipo, parmigiane e dolci per la prima colazione. In fondo quei sei giorni di permesso, ai quali avete rinunciato, vi spettano!!
-Ricordate che la Terra sta per esaurire la sua infinita pazienza, tra un po’ il grano inizierà a scarseggiare e vi pentirete di aver buttato negli anni quelle fette di pane avanzate. Abituatevi a riciclarle unendole a quei pochi biscotti che giacciono dimenticati nelle buste, pizzette iniziate e mai finite, fette biscottate o crackers lasciati a vigilare il pacchetto. Volete mettere questo con quello che trovate al supermercato??
- Per le grandi spese approfittate delle promozioni, se il supermercato non è troppo distante o fuori dal vostro abituale percorso. Eviterete di perdervi e passare per le solite femminucce inesperte!
- Crisi è anche rinuncia ma considerate la possibilità di rinunciare in modo divertente con una vita tutta green!! [anche qui, un mare di idee!!]

ALLOGGIO
- Se siete proprietari, da quest’anno, lo Stato vi impone di pagare l’IMU, le scadenze sono tre:
16 Giugno 2012 – 33%
16 Settembre 2012 -33%
16 Dicembre 2012 – a conguaglio.
Ricordate a tal proposito che l’IMU pagata per la prima casa ha una detrazione di 200€, più 50€ per ogni figlio minore di 26 anni. Rivolgetevi ad un Centro di Assistenza Fiscale perché il contribuente, che prima pagava sul suo immobile non locato l’Irpef in base alla rendita catastale, dal 2012 pagherà per quell’immobile soltanto l’IMU.
- Se invece siete in locazione non dovete pagare l’IMU, diverso era il discorso per l’ICI, e potete rivolgervi al Comune di Residenza per chiedere un contributo sull’affitto.

DIFFICOLTA’ ECONOMICHE.
- Con la legge 214/2011, Decreto Salva Italia, è  stato rifinanziato per il biennio 2012 e 2013 il fondo di solidarietà per i mutui accesi per l’acquisto della prima casa che permette, a chi si trova in situazione di temporanea difficoltà, di chiedere alla propria banca la sospensione delle rate del mutuo per un massimo di 18 mesi.
- Con il DL 5/2012,  Decreto Semplificazione, art.60, si istituisce la sperimentazione di una nuova “social card europea” nelle 12 città Italiane con più di 250.000 abitanti, molte le novità. Informatevi presso i servizi sociali del vostro Comune.
- Molti Comuni e Regioni d’Italia hanno previsto vari bonus alle famiglie per far fronte alle difficoltà economiche. Tra questi,  i bonus libri e figli universitari. Chiedete ragguagli nel vostro Comune o presso un Centro di Assistenza Fiscale!
- Stipulate un’assicurazione personale con un premio minimo che copra anche l’eventuale perdita del posto di lavoro, si può detrarre il premio dalla denuncia dei redditi.
- Ricordate che potete detrarre anche interessi sui mutui, eventuali locazioni, attività sportive dei vostri figli ed interventi in merito al risparmio energetico. Una lista più completa qui
- Prendete l’abitudine di conservare gli scontrini [e pretenderli!!]. Se prendete nota di ogni spesa che sostenete, è più facile scoprire dove potete tagliare.
- Recatevi in un Centro di Assistenza Fiscale e fatevi compilare il modello ISEE, non serve essere monoreddito o a basso reddito ma è necessario per usufruire delle eventuali agevolazioni, è anche un diritto che è bene pretendere visto che pagate regolarmente le tasse!!

ENERGIA ELETTRICA
- Ricordate di chiedere il bonus.
- Investite in lampadine a basso consumo e prese elettriche on-off, così da eliminare i carichi elettrici aggiuntivi dovuti alle famosissime “lucine rosse”….certo, vi costerà un occhio della faccia e ci vorranno dieci mesi per ammortizzare la spesa, ma poi vi rifarete!!
- Acquistate solo elettrodomestici a basso consumo…. costano il doppio ma consumano la metà.
- Staccate le prese tutte le volte che avete finito di utilizzare gli elettrodomestici. Vi prenderanno per pazze ma potrete incorniciare le vostre bollette elettriche!
- Evitate i lavaggi superiori ai 30° e il pieno carico. Se non avete figli, se non siete restate senza mutande pulite, se non piove da settimane.
- Utilizzate il detersivo in bustine ed un misurino per anti-calcare e additivi vari. A proposito avete mai provato ad aggiungere “semplicemente” del bicarbonato? Azione deodorante, disinfettante ed anti-calcare tutto in uno con un solo “soldino”!!
- Scegliete una tariffa bi-oraria ed attenetevi scrupolosamente agli orari. L’anziana signora che abita al piano di sotto se ne farà una ragione,  dopo la mini serie di maledizioni.

GAS
- Ricordate di chiedere il bonus.
- Spegnete la caldaia appena dopo le grandi nevicate, aggiungendo più coperte ed evitando di lasciare finestre aperte e eliminando spifferi vari. Scotch da pacchi  e cartone.
- Evitate il più possibile di prolungare le cotture, utilizzando coperchi e pentole a pressione. Imparate ad accatastare pentole su pentole sfruttando il calore! Le cotture, ed i relativi consumi, si riducono di un terzo.

RICICLO, RISPARMIO ED ECOCOMPATIBILI
- Avete mai sentito parlare di “posta certificata”? Utilizzatela per dialogare con la P.A., ridurrete tempo, fatica e denaro per recarvi personalmente negli uffici.
- Utilizzatela anche al posto delle raccomandate con ricevuta di ritorno. Perché devo pagare se è gratis??
- Stampate direttamente in pdf, con la stampante virtuale, e conservate la documentazione importante in una pendrive.
-Fornite la documentazione richiesta direttamente in formato elettronico, tanto OGNI VOLTA FANNO LE FOTOCOPIE e a noi restano milioni di fogli inutili!!
- Se siete proprio costretti a stampare su carta, utilizzate gli “ecofont”. Hanno un nome terribile ma fanno risparmiare e, a noi, serve quello!!
- Evitate la documentazione via fax e, se vi chiamano perché non è arrivato il tal pagamento, armatevi di coraggio. Rispondere: “Si arrangi!!” non ha mai ucciso nessuno.
- Se proprio vi siete innamorati di quella tecnologia “a distanza”, usufruite dei servizi online, sono ottimi  e, se non avete grandi esigenze, potrete fermarvi alle versioni free.
- Lasciate accumulare carta, plastica e tutto il riciclabile [nei limiti delle vostre forze!], depositate direttamente alla discarica, utilizzando il bonus per ridurre la tassa relativa.

CARTE, BANCOMAT E C/C
- Perdete un’ora del vostro tempo a cercare la prepagata più conveniente.
Esempio:
- Postepay -
costo €5
ricarica ed altre operazioni €1 se effettuate negli uffici postali e online, presso ATM abilitati €1, presso ATM circuito VISA €3, ricevitorie €2
prelievi 1€, ATM altre banche zona euro €1,75, ATM circuito VISA paesi fuori dall’euro €5.
Bollette €1,10
-Paypal -
costo 5€
ricarica 0,90, ovunque.
ha un suo codice IBAN ed effettuare bonifici €1, riceverne €1.90
prelievi Banca Sella €0, ricevitoria  €1,50, ATM altre banche €1,75 in Italia e Europa, ATM circuito Mastercard paesi extra Ue €3.
Bollette €0,90.
- Perdete un’ora del vostro tempo a cercare un conto corrente con minori spese e nessun costo aggiuntivo e state molto attenti alle commissioni. La Legge 02/2009 abolisce la Commissione di Massimo Scoperto ma molte banche se le sono reinventate, giusto per rimanere in tema. [es: CAF, Commissioni di Affidamento, BNP Paribas - Commissione disponibilità fondi, UniCredit - Corrispettivo Sull’Accordato, Mps - Spese per Sconfino, Popolare di Milano e Corrispettivo Disponibilità Creditizia, Popolare di Lodi)
- Non utilizzate MAI il vostro c/c per la domiciliazione delle utenze, i costi vanno da 1€ a 20€!!
- Evitate di riscuotere assegni in "tempo reale" e sforzatevi di aspettare l'accredito azzerando eventuali costi supplementari.
- Le carte di credito sono il NEMICO.
- Non effettuate prelievi da sportelli ATM di altre banche, se siete stati in grado di arrivare fino alla filiale per aprire il conto, neanche Giove vi impedirà di tornare lì ad effettuare i prelievi!
- Evitate di chiedere prestiti e finanziamenti non necessari. Considerate la possibilità di rinunciare ad una spesa prima di accettare un prestito o il pagamento dilazionato. Se lo avete già fatto e non siete più in grado di onorare i vostri debiti, non lasciatevi prendere dal panico e seguite due semplici regole:
MAI firmare cambiali.
MAI lasciarsi intimidire.
E rivolgetevi ad una Associazione Anti-Usura per chiedere aiuto. Voi siete nel giusto, coraggio!!

AUTO, BENZINA, RC AUTO E VARIE
- Spostatevi in auto solo se strettamente necessario e sforzatevi di andare a piedi o in bicicletta nei giorni liberi.
- Armatevi di tutta la pazienza disponibile e fate rifornimento usando la modalità self service, sembra difficile ma considerate che è  stata inventata dagli uomini per gli uomini e nessun uomo è disposto a svelarvi il segreto!!
- Vi hanno insegnato che i controlli periodici possono essere effettuati solo dal meccanico? Beh...vi hanno mentito!
- Se dovete interrompere un rapporto di "amicizia" che durava da anni, dopo aver scoperto che vi applicavano un premio assicurativo molto più alto di quello "ufficiale", fatelo. Nessun vero amico si sognerebbe mai di lucrare sulle vostre già scarse risorse.

VESTIARIO
- Prima di comperare il prossimo capo firmato leggete  "Il lato oscuro della moda italiana". Vi passerà la voglia, garantito.  Non che il lato dell'altra moda sia meno oscuro...sapete, ad esempio, quanto costa  alla Disney produrre una felpa ad Haiti? 0,04 dollari! Tanto il valore di 10 minuti di lavoro per le operaie haitiane.

UTENZE
- Perdete una settimana a studiare la migliore tariffa possibile, tenuto conto dei vostri orari e delle necessità specifiche, vi tornerà utile al momento di pagare le bollette.
- Non  utilizzate mai il fisso per i cellulari e viceversa a meno di non averne davvero bisogno.
- Alle telefonate sostituite gli sms, adottando le tariffe più adatte.
- Non mantenete apparecchi telefonici o altro in locazione.
- Non accettate mai nessun pacchetto in promozione, diventerete pazzi nel momento in cui dovrete farvi staccare la promozione prima che diventi "automaticamente" fissa!!
- Abituatevi ad avere numero telefonico "privato", eviterete così un sacco di tentazioni inutili ed avrete il vantaggio di poterlo comunicare solo a chi vi pare!
- Se, nonostante tutti gli accorgimenti, vi ritrovate a dover rispondere al telefono ogni due ore, a chiedere scusa perché non avete tempo per ascoltare, a dare spiegazioni a dei perfetti estranei....iscrivete il vostro numero al Registro delle Opposizioni!!

TEMPO LIBERO
- L'unione fa la forza, abituatevi a dividere le spese con chi ha le vostre stesse difficoltà.
- Se dovete organizzare un evento, tenete a mente che il dono per gli invitati probabilmente finirà nel cestino dei rifiuti, non riciclabili, prima che sia trascorso un anno.
- Se organizzate una festa, evitate di comperare quel che potete preparare da soli e comunque, per cose di cui non potete assolutamente fare a meno, cercate sempre il miglior rapporto qualità-prezzo.
- Le palestre sono state create per farvi dimenticare la bellezza di una passeggiata all'aria aperta. A proposito, ve la ricordate l'ultima??
- Avete presente il costo di una bottiglietta d'acqua da 1/2 litro? Eppure viene riempita come fareste voi a casa!
- 0,300 lt d'acqua, il succo di un'arancia, il succo di un limone, un pizzico di sale e tre cucchiaini di zucchero produrranno un ottimo integratore idro-salino senza spendere 3€ ogni volta che il caldo vi ammazza!
- Gli operatori turistici pregano tutto l'anno aspettando la bella stagione e guadagnano in 4 mesi quello che voi guadagnate in 12 mesi di duro lavoro. Vi sembra giusto? Abituatevi a preparare panini, insalate, crostini, pagnottine ripiene o polpettoni vari. Si conservano benissimo e avrete sempre lo spuntino pronto per andare in spiaggia.

ASSISTENZA MEDICA
- Alcune Regioni hanno reintrodotto l'obbligo di autocertificazione del reddito per avere diritto all'esenzione, totale o parziale, dei ticket sanitari. Informatevi e, se non lo avete ancora fatto, fatelo. Potete anche rivolgervi agli sportelli URP del presidio ospedaliero di zona.
- Molti, nonostante esenzioni e varie, pretendono il pagamento delle prestazioni o una piccola tassa [ancora?!?] sulle analisi di routine. E’ bene recarsi al proprio Distretto Socio-Sanitario, chiedere chiarimenti in proposito e rifiutarsi di sostenere costi aggiuntivi, se non necessari.
- E’ capitato anche a voi di entrare nel tunnel delle prestazioni senza fattura ma con sconto aggiuntivo? Bene, preparatevi ad uscirne, le spese relative a prestazioni medico-sanitarie generiche e specialistiche sono esenti da IVA, ma è dovuta l’imposta di bollo, nella misura di 1,81€  sulle fatture, o ricevute, di importo superiore a 77,47€.
- Volete un’altra sorpresa?? Lo sconto in realtà ve lo fate da soli perché non versate l’IVA al professionista ma otterrete una detrazione del 19%! Ricordate però la storia del bollo, se manca o il prestatore d’opera ha fatto il furbo, l’Agenzia delle Entrate vi da la possibilità di sanare l’anomalia, entro 15 giorni col pagamento del bollo presso le sedi di competenza. Approfittatene per denunciare chi vi voleva impedire di poter detrarre la spesa! [e magari, la prossima volta, diteglielo!!]
- Volete una terza sorpresa?? Potete detrarre anche la spesa del bollo!

POST SCRIPTUM….
- Se ancora non riuscite ad arrivare a fine mese potete mettervi a dieta o sostituire il pasto di almeno tre giorni con l’acqua. Dicono faccia tanto bene.
- Se anche questo non funziona guardate questi cosa si sono inventati.
- Se nonostante tutto non siete riusciti a venirne fuori, non demoralizzatevi…guardate quelli di prima come si sono ridotti!!

BUONA FORTUNA!!

σκέπτομαι

28 aprile 2012

Ciascuno chiama idee chiare quelle che hanno lo stesso grado di confusione delle sue.
Marcel Proust

Del cammino lontano

19 aprile 2012

Irriconoscibile. Mi chiedo se il ricordo di un passato che abbiamo giudicato lontano ed imperfetto può, in qualche modo, ancora influenzare i nostri sentimenti verso l’altro. Lo dicevi spesso anche tu…irriconoscibile…svegliando in me una sorta di ribellione profonda verso quel tuo atteggiamento che mi sembrava più un rifiuto del ricordo che una mancanza vera e propria. Quasi a dire che tutto deve restare uguale e la vita deve continuare a viaggiare sui binari consueti, fatti e rifatti, percorsi mille e più volte nello stesso modo e con lo stesso passo, permettendoci una continuità in grado di fornirci tutte le risposte. E’ stato difficile viverti accanto, una pausa della vita, il lento addormentarsi dietro a passi tutti uguali pieni di risposte, tetra prigione dell’intelletto e delle idee con appuntamenti tutti simili e frasi mai finite. Un mondo di uomini arroganti e donne costrette a mentire, sentendosi ogni giorno più piccole e vuote. Una vita piena di certezze, inesorabili e vuote come le stessa vita che hai deciso di vivere. Percorro un’altra strada e mi sento libera e pura…è stato duro il cammino ma il manto di polvere dolorosa è, d’un tratto, svanito. Fa quasi paura, se non fosse così bello. Tipo quei paesaggi da togliere il fiato, più l’alba del tramonto. Non ricordo più quando è successo. Ho cercato ancora il profondo squarcio che per tanto tempo ha sanguinato, non c’è più e non saprei dirti quando si è rimarginato. Forse ero distratta, presa a riparare i mille guai che hai voluto darmi, questa era l’alba e non lo sapevo. Mi basta per ringraziarti…avrei voluto farlo oggi quando mi sono accorta di un ombra alle mie spalle e lo sguardo fisso sulla nuca. E non avrei mai creduto…irriconoscibile. Sei stato.

…..

17 aprile 2012

E crisi sia!

13 aprile 2012

Aumenti record per elettricità e gas, benzina, mense universitarie. Si stima un’incidenza del 19,5% sui redditi delle famiglie ed un maggiore ed inatteso sfondamento del sistema socio-assistenziale costretto a definire in continuazione nuove misure, e nuovi stanziamenti, per far fronte ai bisogni sempre maggiori in vista delle maggiori, e per alcuni insostenibili, spese. Un cane che si morde la coda. Nessuna redistribuzione finora, nessuna equità e le manovre che, da Luglio dell’anno scorso ad oggi, si sono susseguite mostrano chiaramente che il rischio di ostacolare la ripresa della domanda e la crescita è quanto mai reale. Una stangata da 2.500 € a famiglia

“Aumenti fiscali e anche tariffari, su parte dei quali sono pronto ad assumere anche le mie responsabilità, sono stati decisi da questo governo”. Sono aumenti “rozzi” ma “devo sempre far presente agli italiani che meno visibile ai loro occhi ma molto più grave per il destino delle loro famiglie sarebbe stato finire come la Grecia”.

Così il presidente del Consiglio Monti, a Pechino, ha parlato dei recenti aumenti fiscali e tariffari in Italia, utilizzando ancora una volta l’uomo nero, lo spauracchio, l’errore da evitare ad ogni costo e destinando alla fantasia dei singoli la scelta della “parte” sulla quale è pronto ad assumersi ogni responsabilità senza scomodare troppo la macroeconomia e le variabili di causa-effetto. Mentre già si pensa ad una nuova accisa sulla benzina, o sugli sms, non è dato di capire, per rimpinguare i fondi della Protezione Civile sperperati durante la precedente legislatura. Mentre già alla riunione d’emergenza del direttivo della Lega viene espulsa Rosy Mauro [vicepresidente del Senato della Repubblica, "asina" per sua stessa ammissione] e salvato in extremis il figliol prodigo ma Bossi assicura

Se si accerterà davvero che qualcuno della mia famiglia ha preso dei soldi appartenenti alla Lega, io farò un assegno per rimborsare l’intero importo”.

Con buona pace del Codice Penale e con buona pace del cittadino richiamato al sacrificio per il bene comune.

Potremmo finire come la Grecia, avverte il Premier, e la politica fiscale del Governo non allontana il rischio, anzi…semmai lo avvicina, rispondendo passo passo alle richieste sempre più imbarazzanti dell’Europa Unita. Così come è ed è stato per la Grecia. L’alternativa a tutto questo è finire come gli USA e la Gran Bretagna, con milioni di poveri e pochi ricchissimi. Vorremmo invece finire come l’Islanda, con investitori stranieri che guardano con sempre maggior attenzione ad eventuali investimenti. Non per azzardati aumenti delle tasse alle famiglie, non per fantomatiche riforme strutturali, non per la riduzione delle tutele ai lavoratori ma per un reale progetto di crescita con sgravi fiscali alle imprese che assicurano la creazione di posti di lavoro, che acquistano strumentazione prodotta in Islanda, che si avvalgono di progetti credibili a risparmio energetico e basso impatto ambientale.
Quando si dice guardare al futuro, senza ipoteche.
E mentre si continua a provare, seguendo da bravi scolaretti le direttive dell’Europa Franco-Tedesca, che, scaltra, resta in silenzio per non dar ragione ad idee “strambe e inesistenti”, ma tacitamente segue ed approva [paventando addirittura una nuova piccolissima manovra aggiuntiva...giusto per bilanciare i conti], i mercati non sembrano essere tanto convinti. Del resto, se l’unica ragione alberga nell’errore di altri e mai nei nostri, se l’unica possibilità è colpire chi sicuramente pagherà, se l’unica alternativa è continuare a fare il bello ed il cattivo tempo sulla pelle dei cittadini, giocarsi la fiducia del prossimo è il minimo.

Il buongiorno si vede dal mattino.

…..

8 marzo 2012

C’è un confine sottilissimo, passarlo o non passarlo è questione di un attimo, di una decisione che si prende o non si prende; della sua importanza ti rendi conto soltanto quando l’attimo è trascorso.

[im]pertinenti

8 marzo 2012

bruno_parretti_la_giovane_italia

Alcuni anni fa, nei salotti meno limpidi e ricchi delle città, probabilmente tra giochi di carte e fumo di sigarette, era d’uso raccontarsi delle barzellette. Ce n’era una in particolare che immancabilmente suscitava l’ilarità generale, quella del Re Leone che forte ed orgoglioso si aggirava nella foresta con un taccuino.

Incontrata la zebra disse:
“Io sono il Leone, Re della Foresta! Tu che cosa sei?”
E quella:
“Io sono la Zebra!”
“Benissimo” – fece il Leone – “oggi ti segno e domani ti mangio!”
Incontrò poi la Giraffa e gonfiando il petto in un ruggito esclamò:
“Io sono il Leone! Re della Foresta! Tu che cosa sei?”
E quella:
“Io sono la Giraffa!”
E di nuovo il Leone:
“Benissimo! Oggi ti segno e domani ti mangio!”
E così via via il Re della Foresta se ne andò segnando di volta in volta tutti  quelli che il giorno successivo avrebbero deliziato il suo pasto da re e tiranno, finché non incontrò l’Elefante che poco incline ad essere mangiato costrinse il grande Re a cancellarlo dal taccuino.
Ieri uno spot televisivo invitava i consumatori a spendere bene il loro denaro, probabilmente il solo pensiero di poter spendere meglio il denaro rallegra la vita di tutti coloro che hanno perso il lavoro o non lo hanno mai trovato, immagino possa rallegrare anche i pensionati al minimo ‘ché un conto è sapere di avere 580€ al mese da spendere male ed un conto è sapere di poterli spendere bene, non parliamo poi dei precari e dei laureati con lode, nei tempi giusti, che lavorano nei call center con uno stipendio medio di 400€ al mese, senza stare vicino a mammà o fare i bamboccioni. Spendere meglio 400€ al mese è quasi una roba da eroi e invece loro sono gli invisibili del mondo del lavoro. Ma tanto di ingiustizie è pieno il mondo.
Come quell’altra cosa della TAV, l’incidente ad Abbà e il manifestante che ha dato del pecorella e dello stronzo al carabiniere, bravissimo [tra l'altro] a non reagire. Però ammetto di non sapere se è peggio “sfigato” di “stronzo” o “bamboccione” di “pecorella”. E’ più grave e forte la parola di un rappresentante del Governo o quella di un quacquaracquà qualunque? O la gravità è costituita dal fatto che l’insultato fosse un rappresentante della legge? Vogliamo un encomio speciale anche per chi non ha reagito nel sentirsi chiamato “coglione” dal Sig. Silvio Berlusconi, lo vogliamo per tutti quelli che non hanno reagito al “bamboccioni”. Vogliamo un encomio speciale anche per tutti quei genitori che non chiedono ai propri figli di restare a casa e cercare la monotonia del posto fisso ma si rassegnano a vederli partire in cerca di un futuro.  Vogliamo un encomio speciale ai genitori di Rossella Urru e ai genitori e parenti di Stefano Cucchi, Manuel Eliantonio, Aldo Scardella e tutti i morti di Stato o per lo Stato. Vogliamo un encomio che parli di giustizia per tutti, di pietà, di umana misericordia…un encomio che ci parli dello Stato presente e giusto. Vogliamo un encomio speciale per tutti noi cittadini che assistiamo inermi alle richieste assurde dell’ Europa Franco-Tedesca, che attendiamo stanchi la riforma del lavoro, l’equità, il risparmio dello Stato e la crescita.
In mancanza siamo disposti ad accontentarci di un taccuino.

Lo straniero

1 febbraio 2012

Prendo spunto dal bellissimo post di Linda, per trattare l’argomento che spesso, in tema di stranieri, ci vede contrapposti e confusi, spesso persino ingiusti ed ottusi, il più delle volte meramente orgogliosi. Suscita non poco scalpore l’affermazione del Ministro Cancellieri:

No a jus soli, ma la cittadinanza derivi da serie di fattori, Lo jus soli creerebbe la condizione per far nascere in Italia i bambini di tutto il mondo.
La cittadinanza deve derivare da una serie di fattori, ad esempio se un bambino e’ nato in Italia e se ha gia’ fatto in parte degli studi.

E leggendo i commenti all’articolo che ne riporta la notizia ci imbattiamo in imbarazzanti dichiarazioni. Si sostiene che il figlio dello straniero non debba usufruire in “automatico” della possibilità di avere la cittadinanza italiana senza aver iniziato, per non dire preferito, un percorso di studi che lo renda a tutti gli effetti un Italiano vero. Un uomo in grado di sentire il paese dove è nato completamente suo, studiando, e preferendo, la cultura italiana a quella del paese di origine dei genitori. Un uomo in grado di fare scelte quasi unilaterali, sostenendo la piena indisponibilità a regalare la cittadinanza, a fare partecipi dello status di Italiano, gente che non si sa bene cosa è venuta a fare nel nostro paese, ai figli di coloro che, quasi certamente, pur accettando l’eccezione minima di buon grado, vengono in Italia per usufruire di diritti e servizi in modo pressoché gratuito, ai figli di coloro che, in fondo in fondo, ci rubano il lavoro, i soldi, la serenità e l’identità nazionale. Nel nostro piccolo mondo perfetto ed integrato, il piccolo italiano-straniero vorrebbe usufruire del nostro diritto, del diritto riservato ai nostri figli… quasi a volerne usurpare il posto. E’ necessario porre una condizione, anticipare il ricatto, se non quello ideologico almeno quello culturale.

Niente di più falso ed ipocrita.

E’ il 17 agosto 1893, siamo a Aigues-Mortes, una cittadina della Francia meridionale, tra Provenza e Linguadoca.

Enormi pietre vengono lanciate da ogni lato, ad ogni passo si è obbligati a lasciare per terra vittime indifese che dei forsennati, con indicibile efferatezza, finiranno a randellate. Impossibile fuggire o ripararsi dai colpi. La sola via di scampo è rappresentata da una casa, protetta da una cancellata di ferro. Viene chiesto al proprietario di aprire. Quando ci si dispone ad entrare quest’ultimo, intimidito dalla folla, chiude improvvisamente il cancello. Allora ci fu un vero e proprio massacro! Come bestie portate al macello, gli italiani si sdraiano sulla strada, sfiniti, aspettando la morte, lapidati, storditi, lasciando ad ogni passo uno dei loro

Queste le parole del giudice istruttore che si occupò della vicenda.  Aigues-Mortes è all’epoca una cittadina dall’economia sonnolenta. Si risveglia solo ad agosto, quando ha luogo la raccolta del sale prodotto nella palude di Peccais. Arrivano allora centinaia e centinaia di stagionali, molti dei quali italiani, che si contendono un lavoro che in un paio di settimane può far guadagnare, come dichiara uno di loro, di che vestirsi e calzarsi decentemente per tutto l’anno. Un lavoro durissimo:

Chau aver tuat paire e maire per anar a Pecais

Bisognerebbe aver ucciso il padre e la madre per andare a Peccais, afferma in occitano un canto operaio. Le componenti sul terreno sono tre: gli abitanti della città, gli stagionali francesi e quelli italiani. Componenti, inoltre, decisamente articolate al loro interno: tra gli abitanti della città c’è chi ha pagato duramente i costi della Grande Depressione e chi invece ci ha lucrato; tra gli stagionali francesi vi sono i contadini delle vicine Cévennes e i trimard, nomadi ai margini della società e della legalità, che sbarcano il lunario come possono; tra gli italiani prevale l’aggregazione regionalista: i piemontesi, i toscani, i liguri, i bergamaschi e i parmigiani, saranno messi tutti nello stesso sacco e colpiti con la stessa brutalità, mentre i francesi ricorreranno al concetto di nazionalità per cercare di legittimare la violenza di cui erano portatori.

Da un quotidiano:

Ho appena assistito ad una scena di un’efferatezza senza precedenti e indegna di un popolo civile. Verso le due e mezza del pomeriggio, in piena piazza San Luigi, un povero disgraziato è stato assalito da una banda di bruti ed è stato letteralmente massacrato. I forsennati lo hanno abbandonato solo dopo avergli ridotto il cranio in poltiglia. Questo nuovo cadavere è stato trasportato all’ospizio

E ancora:

La manodopera straniera toglie il pane dalla bocca agli operai autoctoni, essa rappresenta anche un antigene che attacca il corpo sano della nazione. Gli italiani cominciano ad esagerare con le loro pretese. Presto ci tratteranno come un paese conquistato. Fanno concorrenza alla manodopera francese e si accaparrano i nostri soldi a vantaggio del loro paese. Questa merce nociva, e peraltro adulterata che si chiama operaio italiano, non nutre nessuno e mangia da tutti. E’ necessario prendere dei provvedimenti contro un’orda di affamati che a casa loro languiscono nella miseria. La presenza degli stranieri in Francia costituisce un pericolo permanente, spesso questi operai sono delle spie; generalmente sono di dubbia moralità, il tasso di criminalità è elevato: del venti per mille, mentre nei nostri non è che del cinque per mille.

La tragedia non insegnò nulla a nessuno e sembra ripetersi ogni volta lo stesso programma. Lo straniero fa paura perché noi non siamo  in grado di vedere la realtà, di spulciarla, di farne tesoro. Non siamo in grado di analizzare sinceramente i fatti per trarne un beneficio, la nostra colpa diventa così la colpa loro. Pretendiamo che abbandonino la loro cultura mentre in più modi abbiamo autorizzato i nostri connazionali all’estero a salvaguardare la loro. Un esempio innegabile la scuola italiana all’estero che, indifferente alla necessità di “un percorso di studi”, è promossa, come cita il testo del documento del Ministero degli Esteri, per salvaguardare il patrimonio culturale italiano, all’estero:

Le finalità prevalenti delle istituzioni scolastiche italiane all’estero sono:
• la promozione e diffusione della lingua e cultura italiana negli ambienti stranieri;
• il mantenimento dell’identità culturale dei figli dei connazionali e dei cittadini di origine italiana, anche di seconda e terza generazione.

Nulla di nuovo, nulla di esatto e giusto. Semplicemente l’ennesima scusa, il muro dietro il quale tentiamo disperatamente di nasconderci per apparire giusti. Non lo siamo e non lo comprendiamo.

Fonti:

Ministero degli Esteri, Solidarietà Internazionale, Giornalettismo.

Fatti non foste a viver come bruti

25 gennaio 2012

Colpita e affondata, si potrebbe dire. Così come colpisce ed affonda nelle tenebre della paura e dell’incomprensione la tragedia della nave di proprietà Costa,  e nella rabbia… già quando senti che fare altro è, era, “impossibile”. E la pietà. L’uomo che si sottrae alle sue responsabilità e l’altro che lo richiama al dovere. Non sono riusciti a sfuggire al loro destino, uno condannato a vita per l’errore, l’altro per l’atto eroico semplicemente determinato dal dovere.
Come il secondo, migliaia di uomini e donne ogni giorno.
Come il primo, anche.
L’inchino? Una prassi consueta. A quanto pare. Pare anche che nessuna Capitaneria di Porto se ne sia mai accorta prima e nessun admin manager commosso si sia sbalordito, e un tantino adirato, davanti al pericolo sfiorato tante altre volte in passato. Pare anche che nessun Sistema di Monitoraggio Automatico, AIS, abbia mai registrato prima una tale, azzardata, irresponsabile e pericolosa, manovra e, se registrata, pare ci siano grandi difficoltà nel consultare dati, gratuitamente consultabili da tutti, sul web. Ci dicono anche che nessuna società navale è informata in tempo reale di ciò che fanno, e fecero, i suoi comandanti a bordo, nonostante l’obbligo del monitoraggio costante.
La scelta della rotta? Anche quella, alla benemeglio, come viene viene. Per fortuna c’era uno scoglio e non una petroliera e per fortuna che gli itinerari non li definisce né li controlla più nessuno. Si chiameranno crociere a sorpresa, in un prossimo futuro. Se ci sarà.
Il capitano al comando del grattacielo marino? Di tanto in tanto, secondo disponibilità e voglia. Senza ore, doveri, cartellini da timbrare. Da piccoli tutti volevano fare i marinai, in costante sfida, uno con l’altro. A chi fa meglio.
Lo scaricabarile? Un’attività più che nota nell’Italia ante e post-moderna. Poco importa se stiamo parlando di milioni di barili in mare, un terremoto, un naufragio, un paese in crisi, appalti truccati, ville economiche.
Nell’Italia delle mazzette a destra e manca, dei SUV padroni di strada, dei parcheggi in doppia e terza fila, delle dichiarazioni dei redditi dimezzate, degli scontrini fiscali mai ricevuti, delle ricevute fiscali al bisogno, dei malati immaginari, delle pensioni dorate, dei cartellini timbrati dai compagni di giochi [e venture], delle file interminabili agli uffici postali in pausacafféchescusimelomeritoancheio, delle esenzioni a chi è più furbo, dei politici assenteisti, del mercato parlamentare, del dito medio della Santanché e delle infinite ed inutili leggi sostituite dai più convenienti usi e costumi, sorprendersi per così poco sembra persino troppo.
Nel paese dove non paga chi approfitta del sistema pensionistico spacciandosi per malato o invalido, ma paga colui che vede ridotta la propria pensione in nome del sacrificio;nel paese in cui non paga uno Stato che ancora, dopo 77 anni, chiede ai cittadini un contributo per la conquista dell’Etiopia, ma paga il lavoratore;nel paese in cui non paga chi ha sfruttato e profittato del bene comune, ma paga chi ha contribuito alla crescita di quel bene a beneficio di tutti, ancora una volta forse non verrà punito chi  sapeva e non fece nulla per evitare. Senza sorprese.

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28 dicembre 2011

Niente di splendido è realizzato se non da coloro i quali osano credere che qualcosa, dentro di loro, è superiore alle circostanze.

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