Uomini di tutti i giorni

9 aprile 2012

Tutto lascia intuire la gravità di quello che si respira qui…tutti uniti su questo assurdo piano parallelo, di così cruda realtà, da aver parvenze quasi di fantasia. Lì fuori sarà pieno di cose così e qui dentro nemmeno me lo chiedo. Si respira nell’aria. Lì fuori sembra una cosa che quasi non ti sfiora, qualcosa che si perde nell’aria e si amalgama al destino, che presa nei colori della vita quasi si scolora diventando effimera. A caso ne senti parlare sommessamente per qualcuno, quasi fosse una vergogna che quel tale improvvisamente ha da combattere una dura battaglia, è quasi già una sconfitta della quale conviene non discorrere troppo. Non è questa realtà strana che ti sfiora senza lasciarti il tempo di decidere quando e ti occupa senza nemmeno chiedere se sei pronto. Qui è diverso, non fa più tanta paura se è un destino condiviso. Dai camici verdi o blu e, per viaggiare un pò fuori da questo mondo che forzatamente ti ha voluto dentro, alle mille ipotesi. Si respira nell’aria anche la stanchezza, la disperazione, la speranza…a giorni per l’uno o per l’altro… la rassegnazione, la lotta, la consapevolezza, l’ammirazione. Anche la vita, ora dopo ora, di chi fa il proprio lavoro, contro tutti e tutto e contro la statistica e il caso. Altro non è possibile sembrano dire questi volti e queste mani caparbie, sarà vero. Non so dire se è una bella vita. Il tuo volto dice molto ma non tutto, avrai imparato col tempo che non tutto si può dire o forse sai dire solo a chi può ascoltare. Certo nessuna promessa, almeno non di quelle espresse, ma il tuo volto e gli occhi commossi per quest’uomo che era il primo e non sarà l’ultimo. Tutti sanno qui, che se ne esci, è come aver ricevuto un miracolo, tutti sanno che tu qualche volta un miracolo sei quasi riuscito a farlo, tutti sanno che se ci sei passato sei diventato quasi un fratello, tutti sanno che a volte condividere un po’ lo stesso assurdo destino è un po’ come fare la strada insieme. E allora sembra quasi una festa, un incontro da ripetere. Ci vediamo fuori perché fuori è già diverso. Ci lasciamo il numero di telefono ‘chè ti chiamo. Mi raccomando non mollare. Ehi!Fatti sentire! Ma mi lasci così e te ne vai? Credevo d’aver trovato l’uomo perfetto! E infine tu, l’uomo di quei tanti quasi miracoli, che ci guarda e dice che è tutto davvero nelle mani del destino, e a guardare le tue mani non si direbbe, col solito vestito verde e il solito aspetto burbero e duro. Anche stavolta non hai quasi parlato. solo un abbraccio…e poi lo hai chiamato “nonno” quando per te può essere un padre. Siete meravigliosi. Grazie.

E, adesso, sono quasi pronta per la parte più difficile.

[la coccinella sulle scale ci porterà fortuna]

Pioggia…

26 aprile 2011

una_valigia_è_gialla_l'altra_blu

Opera di Sergio Fedriani

Oggi piove, ho di nuovo dimenticato l'ombrello, in verità non vedo la necessità di ripararmi. Se non fosse ormai tardi mi fermerei in questo angolo di strada, sotto la pioggia, ad interrogarmi sulla gente che passa. Un tizio suona esasperato il clacson , quello davanti fa un gesto, il solito, con la mano, accelera, tampona la macchina che le sta davanti, maledice con forza, scende e si scaglia violentemente contro la signora alla guida, le urla più volte che è una lumaca.
Guardo inebetita.
Ci sarebbe da fermarsi proprio in questo angolo di strada, di qui passano almeno una volta al giorno, tutti gli uomini, i cittadini, gli operai, i dirigenti, i poveri cristi…qui al semaforo si danno il cambio zoppi, zingari e lavavetri.
Qui sembra iniziare e finire la nostra pazzia quotidiana.
In questo incrocio di strada si va e si torna… rassegnati ed esasperati.
Di qui cento volte è passata Catia. Primo lavoro, commessa in una tabaccheria. Mezzo turno e 350€ al mese, non male s'era detta, meglio di niente. Tre mesi, niente ferie e la soddisfazione quando ha visto arrivare il suo primo stipendio, l'unico.
Per il secondo solo un' acconto, per il terzo 100€.
Di qui mille volte saranno passate Anna, Paola, Luciana.
Mamme con un contratto a progetto, quattro ore e un fisso di 600€.
- E' un pò una noia passare quattro ore al telefono con i clienti che ti mandano a quel paese ma se vendi hai un contributo in più, 2,18€ e poi uno stipendio in più fa comodo.
Di qui passa anche Mariangela, anche lei al call center, dopo aver pulito la palestra comunale e prima di pulire gli uffici in centro
- Mio marito ha perso il lavoro, la bambina la tiene lui e non vedo l'ora di tornare a casa. Sono stanca, stanchissima, ma quando la guardo mi passa tutto.
Ma poi un giorno il call center ha chiuso, di punta in bianco, dalla sera alla mattina si sono portati via tutto. Tutto, neanche un euro di contributi versati, l'INPS non se ne era accorto.
Per fortuna hanno aperto un call center nuovo ma questo è diverso… è proibito parlare al nuovo call center, è proibito vestirsi con tuta e scarpe da ginnastica.
Al nuovo call center è proibito non avere gusto e classe, è proibito fare amicizia…gli amici si aiutano non hanno ambizioni.
Di qui è passata non so quante volte Chiara, lavorava in cucina la sera, ma poi si è ammalata e il titolare della pizzeria l'ha mandata via.
Di qui passa ogni giorno Paolo, l'azienda ha chiuso e lui 53 anni, 30 di lavoro in fabbrica non trova più nessuno che lo vuole.
Catia, dopo l'esperienza in tabaccheria, cerca lavoro. Ore ed ore al telefono…chi non ha bisogno, chi vuole vederla prima di promettere, chi decide di farle fare una prova e chi, per farle fare la cameriera anticipa… "Mi serve una carina, massimo la taglia 40. Se poi sei una 42 ma sei carina, vediamo"
Questa era la strada che percorreva ogni giorno Claudio, fin quando un infarto non lo ha fermato.
Lascia moglie e due figlie, nessun risarcimento. Perch'è morto in pausa pranzo.
Di qui, ogni giorno, passiamo tutti, pieni di speranza, stanchezza, felicità, disperazione… Qui una volta eravamo tutti certi di avere un futuro "se hai voglia di sbatterti… se studi… se sai fare il tuo lavoro".
Qui una volta per lavorare bastava avere necessità, voglia e giusto un pizzico di fortuna.
Piove a dirotto, se non fosse già tardi ci sarebbe da restare per ore a guardare e cercare di comprendere dove stiamo andando, cosa ci porta, dove ci fermiamo.
Questo angolo di strada è un crocivia, a destra la zona industriale a sinistra il centro, alle spalle l'ospedale…laggiù il mare.
Qui è un viavai, una corsa infinita tra speranza e vita.

…..

23 novembre 2010

" …L'uomo non è fatto per la sconfitta.
Un uomo può essere distrutto, ma non può essere sconfitto …"

[Il vecchio e il mare]

Dei cambiamenti …

11 settembre 2010


 

" … Un Settembre strano, improvviso, rifiutato …anomalo come quelle onde che non sai bene da dove vengono e per quanto tempo hanno deciso di coprire l'orizzonte …quasi quasi ti viene da sollevarti sulle punte per guardare oltre. Un Settembre di crisi, negozi chiusi uniti a grande feste d'apertura e grandi sconti. Non amo la pioggia, alle 18 di ogni giorno appare. Improvvisa, come sempre l'ombrello è a casa, forse…forse l'ho perso, come sempre del resto. Se pioggia dev'essere è inutile coprirsi e ripararsi, meglio correre il rischio. I marciapiedi bagnati, i resti del mercato del venerdì, la commessa del negozio che liquida tutto mi appare un po' triste e persa tra mille pensieri, un tempo per un jeans lì ci volevano almeno 80€, due vie più in là prendevi la stessa merce a 5€, nei banconi del mercato, se non ti veniva schifo ad infilare le mani tra tutti quegli abiti … dove vanno a finire tutte le cose che buttiamo? Ci deve essere per forza un mondo parallelo, lì vanno a finire le parole che abbiamo detto per scherzo, le promesse che non abbiamo saputo mantenere, i nostri sorrisi traditi, le preghiere del tipregotipregodiofaichenonsianientevero, quelli che ti dicono che ti amano e poi non è vero niente stanno lì tutti insieme, quelli che uno come noi non l'avevano mai incontrato, le amicizie che non capisci bene cosa siano, le parole che avresti potuto dire, i silenzi fraintesi e tutta quella mole di abiti, telefonini, pile non riciclate, lattine, libri vecchi, vecchi abiti da sposa, cappotti, tutte le Converse che si strappano proprio quando non dovrebbero e conservi a lungo fino al giorno in cui decidi di guardarti intorno e i tacchi a spillo delle scarpe più belle… qualcosa che quello di qui è come là ma alla rovescia. Una volta c'erano le cantine, oggi sono case da abitare. Auto sempre più piccole, abiti sempre più corti, uomini sempre meno importanti, sentimenti imperfetti. Idoli pronti a rimpiazzare e rimpiazzarsi. Finalmente il molo, il vento ha spazzato via anche quelle ultime nubi, lentamente si dondolano i pescherecci, stridono gli assi uno contro l'altro e una donna scatta mille foto alla sua bambina che ride e ride e fa ridere anche chi le sta intorno… l'estate è volata via in un soffio …"

Della vita …

2 luglio 2010


Immagine di Alessandra Placucci"

" … Cosa significa essere un uomo? Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'àncora. Significa lottare. Significa vincere, senza sentirsi vincitori …"

Oriana Fallaci

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24 settembre 2009
" … Senza ali, tu lo sai, non si vola …"

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16 gennaio 2008

" … Niente, a volte ti assenti nel niente. Rimani persa in silenzi assenti ed in parole fatte soltanto di silenzio.
Oggi mi gira in testa "la riga si tira alla fine" e "la vita è una corsa ad ostacoli" che, a ben pensarci, sono pensieri positivi. In effetti, se sbagli, tanto la riga non si tira oggi ma alla fine e se la tua corsa si detiene d’improvviso puoi sempre pensare che c’è un ostacolo che non sei riuscita a saltare. Quindi? Quindi nulla, marcia indietro e provaci di nuovo. Il lunedì non si va in mare ed il mercato è spento … spento nell’anima intendo … niente colori ed inviti. Non hanno provveduto neanche a togliere le luci del Natale, spente pure quelle. Come puoi passeggiare con tutto questo spento che sembra ingoiarti e riempirti d’un buco?? Non rispondo, tanto sono uscita a passeggiare. Da lontano si sentono i ragazzi che stamani non sono andati a scuola, ci sarà lo sciopero, di qualcosa. Ridono. Su due vetrine c’è scritto "Sconti al 70% per chiusura attività" … le vetrine sono sporche di bianco e fanno male, o forse fanno male soltanto a me che ho pensato al buco nello stomaco di chi ha messo il cartello.
Poco più in là il bar dei VIP, che non è per niente il bar dei VIP … Forse lo era un tempo, da molto non puliscono neanche le vetrine ma dentro c’è il solito gruppo di gente bene, quelli che non si sentono mai spenti e non sentono mai il buco di niente. Bugie. Negli occhi di una ragazza leggo il niente, anche lì. Vorrei urlargli che la riga si tira alla fine e la vita è una corsa ad ostacoli ma mi prenderebbe per pazza. Sorrido. Siamo tutti dei pazzi quando pensiamo ad alta voce … e m’accorgo d’improvviso che è tanto che non penso ad alta voce. La fontana è spenta … e basta! Ma dove sono finiti tutti?? … Il cellulare è nella modalità silenzioso, non squilla ma emette un suono ovattato che ci sta benissimo con la nebbia, che piano, vien su dal mare … è arrabiato anche lui. Anche lui non capisce dove s’annida la gioia del mondo. Blu profondo e nebbia fine di sale. A destra la palazzina, dovrebbe essere del colore del mare, un ricordo affiora e sorrido, è celeste non azzurra come dovrebbe. L’auto è là da sola … ho parcheggiato lontano, mi andava di passeggiare e riflettere, mi andava di cullarmi nella nebbia e nel sale … Due mamme passeggiano con i bambini in carrozzina, una corre, l’altra passeggia con calma. La prima sembra avere il vento nei piedi, la seconda tutto il tempo del mondo. Faccio il tifo per la prima, la seconda sembra aver capito tutto. Ecco sono arrivata, alzo il volume dello stereo. Ci sta benissimo questo Special con l’aria che tira …"

Cose di ogni giorno …

10 gennaio 2007


Opera di Mario Franceschini

" … Sembra di essere davvero troppo abituati a tutto ed il ritorno alla vita normale è coronato dai commenti di amici e conoscenti sulle vacanze appena trascorse … Ho notato in pochissimi l’entusiasmo, quasi tutti annoiati … quasi tutti troppo stanchi ed un pò felici di tornare quelli di tutti i giorni. Troppo buoni, forse, durante il Natale appena trascorso, troppo felici anche … Il mio mare è sempre più bello, il mio mattino anche … Ieri pomeriggio un lungo via vai di cose da fare, ma era bellissimo passeggiare per la città non più dipinta a festa, ascoltare e vedere tutto, riempirsi di tutto … Alcuni bambini giocano con le biglie, un gioco vecchio, antico per loro …. ma le grida e le risate nuove riempiono l’aria  … "

Sempre…

9 settembre 2006

http://www.mondomostre.it/images/guggenheim/thumbnails/20%20-%20Kandinsky%20Paesaggio%20con%20Pioggia.800x600.jpg


" … Nei giorni di pioggia, sorriderò per te … "

….

29 agosto 2006

http://img243.imageshack.us/img243/6201/animanudadp9.jpg

" … Ogni seme è un desiderio … "

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