Monthly Archives: gennaio 2012

La libertà è un dovere

29 gennaio 2012

Fatti non foste a viver come bruti

25 gennaio 2012

Colpita e affondata, si potrebbe dire. Così come colpisce ed affonda nelle tenebre della paura e dell’incomprensione la tragedia della nave di proprietà Costa,  e nella rabbia… già quando senti che fare altro è, era, “impossibile”. E la pietà. L’uomo che si sottrae alle sue responsabilità e l’altro che lo richiama al dovere. Non sono riusciti a sfuggire al loro destino, uno condannato a vita per l’errore, l’altro per l’atto eroico semplicemente determinato dal dovere.
Come il secondo, migliaia di uomini e donne ogni giorno.
Come il primo, anche.
L’inchino? Una prassi consueta. A quanto pare. Pare anche che nessuna Capitaneria di Porto se ne sia mai accorta prima e nessun admin manager commosso si sia sbalordito, e un tantino adirato, davanti al pericolo sfiorato tante altre volte in passato. Pare anche che nessun Sistema di Monitoraggio Automatico, AIS, abbia mai registrato prima una tale, azzardata, irresponsabile e pericolosa, manovra e, se registrata, pare ci siano grandi difficoltà nel consultare dati, gratuitamente consultabili da tutti, sul web. Ci dicono anche che nessuna società navale è informata in tempo reale di ciò che fanno, e fecero, i suoi comandanti a bordo, nonostante l’obbligo del monitoraggio costante.
La scelta della rotta? Anche quella, alla benemeglio, come viene viene. Per fortuna c’era uno scoglio e non una petroliera e per fortuna che gli itinerari non li definisce né li controlla più nessuno. Si chiameranno crociere a sorpresa, in un prossimo futuro. Se ci sarà.
Il capitano al comando del grattacielo marino? Di tanto in tanto, secondo disponibilità e voglia. Senza ore, doveri, cartellini da timbrare. Da piccoli tutti volevano fare i marinai, in costante sfida, uno con l’altro. A chi fa meglio.
Lo scaricabarile? Un’attività più che nota nell’Italia ante e post-moderna. Poco importa se stiamo parlando di milioni di barili in mare, un terremoto, un naufragio, un paese in crisi, appalti truccati, ville economiche.
Nell’Italia delle mazzette a destra e manca, dei SUV padroni di strada, dei parcheggi in doppia e terza fila, delle dichiarazioni dei redditi dimezzate, degli scontrini fiscali mai ricevuti, delle ricevute fiscali al bisogno, dei malati immaginari, delle pensioni dorate, dei cartellini timbrati dai compagni di giochi [e venture], delle file interminabili agli uffici postali in pausacafféchescusimelomeritoancheio, delle esenzioni a chi è più furbo, dei politici assenteisti, del mercato parlamentare, del dito medio della Santanché e delle infinite ed inutili leggi sostituite dai più convenienti usi e costumi, sorprendersi per così poco sembra persino troppo.
Nel paese dove non paga chi approfitta del sistema pensionistico spacciandosi per malato o invalido, ma paga colui che vede ridotta la propria pensione in nome del sacrificio;nel paese in cui non paga uno Stato che ancora, dopo 77 anni, chiede ai cittadini un contributo per la conquista dell’Etiopia, ma paga il lavoratore;nel paese in cui non paga chi ha sfruttato e profittato del bene comune, ma paga chi ha contribuito alla crescita di quel bene a beneficio di tutti, ancora una volta forse non verrà punito chi  sapeva e non fece nulla per evitare. Senza sorprese.

Europa e dintorni

11 gennaio 2012

Giocano, ridono, si spalleggiano. Discutono, accettano, chiedono. Illustrano, ringraziano, elogiano, richiamano. Promettono o credono e sperano?
E’ il trio d’oro, o il duo che si vorrebbe far diventare trio, ma i Merkozy sono cauti e mentre il primo un po’ entusiasma ed un po’ limita, la seconda è certamente più incline ad accettare ed elogiare. Sarà perché c’è stato quel sottile riferimento alla rabbia degli Italiani se non arriveranno risposte certe dall’Europa? Sarà che il buon conte francese vede sfumare il suo bonus elettorale se sfuma la tobin tax?
Intanto si attendono le misure per la crescita, illustrate da Monti prima a Sarkozy e poi a Merkel e chissà se piaceranno tanto anche a noi.

Monti sottolinea che l’Italia è stata sempre un Paese molto favorevole all’Europa, ma se qualcosa non cambia, e in tempi rapidi, “potrebbe gettarsi nelle braccia dei populisti”.

E se Monti sente già aria di proteste contro la Germania e la Banca Centrale Europea c’è da preoccuparsi.
Secondo l’Istat, nelle Marche, il numero degli occupati nel terzo trimestre del 2011 diminuisce pesantemente con 12mila lavoratori in meno rispetto al trimestre precedente. Il maggiore calo si è registrato nell’industria manifatturiera con quasi 13mila occupati in meno rispetto allo stesso periodo del 2010, in diminuzione sia gli autonomi che i dipendenti, tra i quali sono penalizzate soprattutto le donne. Scendono gli occupati anche nelle costruzioni, 12mila in meno, -22,7%, e nel commercio-turismo, -0,5%, solo parzialmente compensati dall’incremento degli addetti nel’agricoltura e negli altri servizi,+14 mila occupati di cui 11mila donne. Il quadro è ulteriormente aggravato dal tasso di disoccupazione che torna a salire al 6,7%. In crescita la disoccupazione maschile al 5,2%, e soprattutto quella femminile che raggiunge l’8,4%: il valore più alto degli ultimi 15 anni.
Coloro che cercano lavoro raggiungono così la cifra record di 46mila persone prevalentemente donne: in quattro anni, disoccupati e tasso di disoccupazione sono praticamente raddoppiati. Particolarmente preoccupante il numero di coloro che cercano lavoro per la prima volta: 12mila persone, soprattutto giovani. Una cifra record mai registrata prima d’ora. Dati che sarebbero stati decisamente peggiori se molti lavoratori non avessero potuto beneficiare di ammortizzatori sociali. Nel 2011 sono state richieste e autorizzate complessivamente 27,6 milioni di ore di cassa integrazione di cui 5,2 milioni di cassa ordinaria, 9,7 milioni di cassa straordinaria e 12,6 milioni di CIG in deroga. Delle 220mila assunzioni promosse o registrate dai Centri per l’Impiego nei primi 9 mesi dell’anno, solo il 9,3% è avvenuta con contratto a tempo indeterminato, dunque una su undici, mentre il 90,7% dei casi ha visto il ricorso a diverse tipologie contrattuali a vario titolo precarie: numeri che collocano le Marche tra le regioni con la maggiore incidenza di precarietà nelle assunzioni.

Tutto vero, attendiamo risposte. Nel frattempo mi permetta Sig. Monti: Populisti un corno.

Madrigale

4 gennaio 2012

” … Più trasparente
di quella goccia d’acqua
tra le dita del rampicante,
il mio pensiero tende un ponte
da te stessa a te stessa.
Guardati,
più reale del corpo che abiti,
ferma in mezzo alla mia fronte.
Sei nata per essere un’isola …”


Octavio Paz

…..

2 gennaio 2012

E’ un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perchè se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina.

Henry Ford