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Il fantastico mondo DiLà

4 novembre 2011

Opera di Nikola Pankoff

Nel fantastico mondo DiLà, i Paesi non accumulano debito pubblico, non sanno neanche cosa sia il debito pubblico.
Nel mondo Di Là, ognuno fa il lavoro che vuole fare e trova almeno una decina di lavori che gli piacciono.
Nel mondo DiLà, nessuno vende quello di cui hai bisogno ad un prezzo inaccessibile. Tutti hanno il necessario e nessuno impone di avere il superfluo.
Nel mondo DiLà non c’è affatto bisogno di avere più soldi.
Nel mondo DiLà non esistono uomini più o meno prepotenti, ambiziosi, orgogliosi.
Nel mondo DiLà non esistono, liti, frodi, accordi illeciti. Ognuno sa ciò che è giusto avere e cosa non è giusto chiedere.
Nel mondo DiLà si sprecano i sorrisi, tant’è che dopo un pò tutti sono allegri ed anche un pò spensierati.
Nel mondo DiLà i bambini sono solo bambini, giocano e crescono.
Nel mondo DiLà, i figli crescono felici e i genitori non hanno pensieri
Nel mondo DiLà, l’amicizia è una cosa bellissima, nessuno ha mai imparato a tradirla.
Nel mondo DiLà, i cittadini partecipano alla costruzione di una società, ognuno come può.
Nel mondo DILà, non esistono ministri, capi di stato, governi forti e governi deboli.
Nel mondo DiLà,  una volta, qualcuno propose di crearele banche ma nessuno ne aveva bisogno.
Nel mondo DiLà, nessuno paga per gli altri, parole come “debitore” e creditore” non esistono.
Nel mondo DiLà, la menzogna è una barzelletta, nessuno la prende sul serio e ci ride sopra.
Nel mondo DiLà, nessuno deve scegliere chi sposare, basta amare.
Nel mondo DiLà, i sogni non se ne restano abbandonati nei cassetti e non ci sono i sogni impossibili.
Nel mondo DiLà, non c’è nemmeno bisogno di usare troppe parole.
Nel mondo DiLà, nessuno fa agli altri ciò che non vorrebbe ricevere.
Una volta uno ci ha provato a fondare un mondo solo DiLà, ma subito intervennero quelli del mondo DiQua che non volevano perché secondo loro doveva vincere il merito e conquistarlo era diventata una cosa facilissima. In quel modo, dicevano, con un mondo solo DiLà, tutti erano come tutti, le cose non si potevano avere in base al merito ma in base al diritto.
Sostenevano che in un mondo fatto solo DiLà, immancabilmente, quelli che credevano anche in un mondo DiQua sarebbero stati esclusi, guardati con disinteresse, costretti a creare piccoli mondi deboli DiQua contro un unico mondo forte DiLà e questa cosa appariva, ai loro occhi, ingiusta.
Si parlava di grandi vantaggi economici, di più libertà per tutti, di risorse infinite divise fra tutti i popoli, di barriere inesistenti. Di un mondo, insomma, a portata di tutti e siccome era un grande mondo fatto un pò DiLà e un pò DiQua era necessario che alcuni, disinteressatamente, badassero al bene comune.
In effetti quelli del mondo DiLà valutarono la cosa, decisero che questa situazione li avrebbere resi più liberi e disponibili, sarebbe stato innaturale per loro creare delle differenze e si decise che era possibile condividere la vita in quel mondo fatto un pò DiLà e un pò DiQua.
Si decise anche che coloro che dovevano controllare avessero nomi importanti e compiti incomprensibili perché, sostenevano quelli del mondo DiQua, questa scelta avrebbe fatto in modo che solo chi era veramente interessato al bene comune vi partecipasse e fosse disponibile a sacrificare il proprio interesse a quello di tutti gli uomini.
Sapete già com’è andata a finire.