Grido d’Italia…

Egregio Signor Presidente,
Ci sarebbe da piangere a vedere com'è ridotto il nostro Bel Paese, eppure in molti ridono…
'Ché, se non fosse una cosa seria, si penserebbe d'aver sbagliato posto.
Di stare a teatro per una commedia, al cabaret tanto per passare il tempo.
Il sogno dei nostri padri è diventato un sogno per i nostri figli.
L'amata terra natia che i nostri tanti padri, zii, nonni, abbandonarono addolorati coltivando il sogno di tornare indietro diventati signori, lasciando nel mondo il ricordo di quei bravi Italiani, onesti, intraprendenti e buoni lavoratori.
La terra dei musei, dei meravigliosi poeti, dei magnifici ingegneri, pittori… dei bravi padri, delle brave mamme, delle fanciulle che non hanno mai capito che la bellezza si può vendere.
L'Italia dell'innocenza, del pallone per strada tra i bambini di quartiere…
La Patria dei nostri tanti ricercatori, partiti anch'essi come i nostri padri, zii, nonni, con lo stesso dolore nel cuore ma non lo stesso orgoglio, defraudati, traditi, sminuiti, in cerca di un mondo in grado di dare il giusto compenso anche solo in termini di lavoro, fatica e riconoscimento.
La terra nostra, il Bel Paese che non lascia ancora indifferenti i nostri figli, che ancora li spinge a lottare, a ribellarsi, a studiare, ricevendo in cambio il solo appellativo di bamboccioni e sfaticati.
L'Italia che vibra ancora nelle voci di chi non si rassegna.
Di chi ha perso il lavoro e ricomincia.
Di chi continua a cadere e si rialza.
L'italia che da ogni parte ogni uomo sogna di vedere almeno una volta nella vita, quella ch'è un miraggio, l'avventura di molti, la speranza dei popoli perseguitati.
L'italia da ridere, la barzelletta.
Disumana, straziata, corrotta.
La sentiamo talvolta ancora contorcersi, opporsi, ribellarsi nelle voci di quei nostri figli che danno la vita per la nostra bandiera, così tante volte derisa.
Ancora, talvolta, di sera, quando il sole tramonta sulle mie colline mi sembra di vederla tristemente sorridere, quasi a dire "Son qua, resisto, non vado via".
Dov'è finito il nostro Popolo buono e generoso, onesto e allegro, vivo e laborioso?
Dov'è andata a riposare questa nostra bellissima Patria…quando, chi, cosa le hanno fatto?
Che tristezza Signor Presidente, guardarsi intorno, perdere ogni speranza, dirsi che lentamente soccombe la nostra terra in mano a governanti che fanno da comici e comici che vorrebbero far da governanti.
Come un mondo alla rovescia, dove ogni strada finisce all'inizio e la fine ogni giorno inizia.
Forse è vero, è tutta una cosa da ridere, eppure sarebbe meglio piangere ricordando il giorno in cui a dire: "Io sono Italiano!" ti si riempivano gli occhi d'immagini e il cuore di struggente amore.
Eri orgoglioso … quando si stava insieme e tutti uniti, a cantare a squarciagola l'Inno di Mameli, 'chè la sentivi una cosa tua, per davvero, questa Italia!
Ora la senti, qualche volta grida ma il più delle volte tace.
E s'addormenta.
Quasi vorrebbe dire "Forse, domani" …






















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