Monthly Archives: maggio 2011

Ha vinto la gente ed è una cosa enorme.

30 maggio 2011

" …Davanti a tutti i pericoli, davanti a tutte le minacce, le aggressioni, i blocchi, i sabotaggi, davanti a tutti i seminatori di discordia, davanti a tutti i poteri che cercano di frenarci, dobbiamo dimostrare, ancora una volta, la capacità del popolo di costruire la sua storia …"
 

Buon lavoro Signori, non ci deludete. Non deludete chi ha coraggiosamente deciso di osare, di cercare altrove una soluzione. Non deludete chi ha deciso di sperare e di crederci. Il cammino può essere lungo o breve, a Voi la scelta. Noi abbiamo messo il Coraggio e la Speranza. A voi resta solo la Verità e di questa dovete darci conto, non dimenticatelo.

Ora, se permettete, mi lascio andare ai festeggiamenti!!

Guantanameraaaaaaaaaaaaaaaaaa Guajiraaaaaaaa Guantanameraaaaaaaaaaaaaaaa

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29 maggio 2011

Ritornello

27 maggio 2011

Opera di Giacomo Manzù

" … Torni all'alba e come l'alba diventi
 misterioso,
suggestivo
Torni e mi avvolgi
scatenando la vertigine
nel mio petto scoperto.
Quando il mio tatto
ti guarda nudo,
oso pensare
che forse
Dio esiste.
Conoscendoti famelico volatile
cospargo di grano maturo il mio ventre
tasto di tentazioni,
dove nasce la festa 
di venti dita deliranti,
sconvolgendo il canto che intona
un dialogo di devozione.
Cavalchiamo senza freno
componendo il ritmo di un desiderio
Desiderio che agita
Desiderio che calma.
Passione che cerca e straripa.
Amore maschiaffeminato.
Linfa …"

Dina Posada

Veritas filia temporis

22 maggio 2011

" … I pensatori della politica si dividono generalmente in due categorie: gli utopisti con la testa fra le nuvole, e i realisti con i piedi nel fango …"

George Orwell

Epi-Taphiòn

16 maggio 2011

Il lavoro di Dio…

10 maggio 2011

Il mare e la terra sono uguali.
Le barche, i barconi, piccole case ormai consuete per tutte quelle centinaia di uomini , donne, bambini che lasciano la propria terra per cercare fortuna altrove. Si nasce sui barconi del Mediterraneo, si nasce, si spera, si prega ed inevitabilmente si muore.
Dispersi li chiamiamo, forse perché dirli morti prima è quasi un deludere la speranza di tutti questi uomini, di tutti questi fratelli. Forse perché semplicemente saperli dispersi calma la nostra coscienza.
Dispersi in 150 solo agli inizi di Aprile, dispersi un numero imprecisato di un barcone che ne conteneva 655…tra i corpi recuperati anche tre neonati.
Muore giovane chi è caro agli Dei o muore ingiustamente chi è vittima degli uomini?
Altri 60, di fame e sete…dopo aver affiancato probabilmente la Charles de Gaulle, orgoglio navale Francese. Di quella stessa Francia del Sarkozy che qualche anno fa accolse in casa Gheddafi cantandone le lodi, c'era in gioco un contratto miliardiario…non pochi uomini affamati ed assetati.
l'Europa li rifiuta, in Italia i cittadini ne hanno abbastanza.
Basta immigrati, sono quelli che ancora credono che "questi vengono qui a rubarci il lavoro", quelli che ci vorrebbero far credere che i loro signorini e le loro signorine si abbasserebbero a fare i lavori umili e privi di alcuna gratitudine,  quelli tanto per intenderci che ti danno 10 per farti lavorare per 100.
Badandi, raccoglitori, spazzini, finanche apprendisti idraulici, elettricisti, pizzaioli…in fila li vedi davanti agli Uffici per l'Impiego, emozionati quasi come bambini…un corso significa forse un lavoro, il sogno. Il futuro.
Poco più in là l'Istituto d'Arte… artisti in erba, orecchino al naso, jeans e scarpe di marca, piccoli anoressici, ana, figli di papà che guardano di sbieco la mole infinita di colore aldilà della strada. Dal mercedes di mamma.
Gli stessi che avranno sentito mille volte dire a casa "basta immigrati!!". Gli stessi che "i miei hanno cinque negozi e non vedono tutta questa crisi".
Gli stessi che la domenica al corso distribuiscono volantini contro i negri, li riconosco. Baci da mamma, carezze sulla testa prima di riportarli a casa in macchina.
Gli stessi che la pasticceria di mamma è alla moda, ci vanno tutti quelli "importanti".
Io invece vado da Amin, da quando l'anno scorso lo stesso dolce della pasticceria importante me lo fece pagare il 30% in meno. "Non ti lamenti, giuro". Sono tornata a ringraziarlo ed è diventato rosso. "Grazie a te che se vuoi diventare mio cliente".
Alla pasticceria "importante" invece sembra quasi di dover chiedere scusa ogni volta. 
Aspetto Cris per pranzare insieme, mentre guardo il via vai di mocciosi, cerco di immaginarmeli uomini e donne. Un gruppetto si avvicina, una parola di troppo, un giovane africano si ribella e risponde a tono. Viene subito richiamato dal gruppo, si rimette in fila…testa bassa… mentre il gruppetto di Puri Italiani si allontana sghignazzando a più non posso.
Cris li guarda e scuote la testa afflitta…
"Non ci resta più nulla. E' difficile quando dall'altra parte non c'è nessuno ad insegnare il rispetto.."
Mi è venuta in mente un immagine e ho finalmente capito. Non sono loro, non sono i barconi ad essere alla deriva, siamo noi…Un Paese che ormai ha perso tutto, un paese di anziani rifiutati, di bambini viziati, di operai disoccupati, di giovani in cerca di ricchezza e fama, di politici corrotti.  Siamo noi che ce ne andiamo alla deriva nel Mediterraneo e di tanto in tanto approdiamo in un barcone di uomini pieni di sogni e speranza. Un barcone con bambini che decidono di venire al mondo lo stesso, nonostante noi, nonostante loro. Nuove generazioni diverse, dal sorriso già amaro… barconi che ci vengono a portare un pò di futuro.
Venite bambini, venite.
Uomine e donne, tirateci in salvo.
Questo è ancora un giro fortunato.

 

Asinus in cathedra

9 maggio 2011

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6 maggio 2011

Resistere significa semplicemente tirare fuori i coglioni e meno sono le chance più dolce è la vittoria.

Charles Bukowski

Deseo sencillo…

3 maggio 2011

Piel de papel - Marcos Rey Vicente

" … Hoy quisiera tus dedos escribiéndome historias en el pelo
y quisiera besos en la espalda
acurrucos

que me dijeras las mas grandes verdades
o las mas grandes mentiras
que me dijeras por ejemplo
que soy la mujer mas linda del mundo
que me querés mucho
cosas así
tan sencillas
tan repetidas,
que me delinearas el rostro
y me quedaras viendo a los ojos
como si tu vida entera dependiera de que los míos sonrieran
alborotando todas las gaviotas en la espuma.
Cosas quiero como que andes mi cuerpo
camino arbolado y oloroso,
que seas la primera lluvia del invierno
dejándote caer despacio
y luego en aguacero.
Cosas quiero como una gran ola de ternura
deshaciéndome
un ruido de caracol
un cardumen de peces en la boca
algo de eso
frágil y desnudo
como una flor a punto de entregarse a la primera luz de la
mañana
o simplemente una semilla, un árbol
un poco de hierba
una caricia que me haga olvidar
el paso del tiempo
la guerra
los peligros de la muerte…"

Gioconda Belli

Fantasie e Realtà

2 maggio 2011

" … Si può guardare il pezzo di un puzzle per tre giorni di seguito credendo di sapere tutto della sua configurazione e del suo colore, senza aver fatto il minimo passo avanti: conta solo la possibilità di collegare quel pezzo ad altri pezzi… "

Georges Perec