
Il mare e la terra sono uguali.
Le barche, i barconi, piccole case ormai consuete per tutte quelle centinaia di uomini , donne, bambini che lasciano la propria terra per cercare fortuna altrove. Si nasce sui barconi del Mediterraneo, si nasce, si spera, si prega ed inevitabilmente si muore.
Dispersi li chiamiamo, forse perché dirli morti prima è quasi un deludere la speranza di tutti questi uomini, di tutti questi fratelli. Forse perché semplicemente saperli dispersi calma la nostra coscienza.
Dispersi in 150 solo agli inizi di Aprile, dispersi un numero imprecisato di un barcone che ne conteneva 655…tra i corpi recuperati anche tre neonati.
Muore giovane chi è caro agli Dei o muore ingiustamente chi è vittima degli uomini?
Altri 60, di fame e sete…dopo aver affiancato probabilmente la Charles de Gaulle, orgoglio navale Francese. Di quella stessa Francia del Sarkozy che qualche anno fa accolse in casa Gheddafi cantandone le lodi, c'era in gioco un contratto miliardiario…non pochi uomini affamati ed assetati.
l'Europa li rifiuta, in Italia i cittadini ne hanno abbastanza.
Basta immigrati, sono quelli che ancora credono che "questi vengono qui a rubarci il lavoro", quelli che ci vorrebbero far credere che i loro signorini e le loro signorine si abbasserebbero a fare i lavori umili e privi di alcuna gratitudine, quelli tanto per intenderci che ti danno 10 per farti lavorare per 100.
Badandi, raccoglitori, spazzini, finanche apprendisti idraulici, elettricisti, pizzaioli…in fila li vedi davanti agli Uffici per l'Impiego, emozionati quasi come bambini…un corso significa forse un lavoro, il sogno. Il futuro.
Poco più in là l'Istituto d'Arte… artisti in erba, orecchino al naso, jeans e scarpe di marca, piccoli anoressici, ana, figli di papà che guardano di sbieco la mole infinita di colore aldilà della strada. Dal mercedes di mamma.
Gli stessi che avranno sentito mille volte dire a casa "basta immigrati!!". Gli stessi che "i miei hanno cinque negozi e non vedono tutta questa crisi".
Gli stessi che la domenica al corso distribuiscono volantini contro i negri, li riconosco. Baci da mamma, carezze sulla testa prima di riportarli a casa in macchina.
Gli stessi che la pasticceria di mamma è alla moda, ci vanno tutti quelli "importanti".
Io invece vado da Amin, da quando l'anno scorso lo stesso dolce della pasticceria importante me lo fece pagare il 30% in meno. "Non ti lamenti, giuro". Sono tornata a ringraziarlo ed è diventato rosso. "Grazie a te che se vuoi diventare mio cliente".
Alla pasticceria "importante" invece sembra quasi di dover chiedere scusa ogni volta.
Aspetto Cris per pranzare insieme, mentre guardo il via vai di mocciosi, cerco di immaginarmeli uomini e donne. Un gruppetto si avvicina, una parola di troppo, un giovane africano si ribella e risponde a tono. Viene subito richiamato dal gruppo, si rimette in fila…testa bassa… mentre il gruppetto di Puri Italiani si allontana sghignazzando a più non posso.
Cris li guarda e scuote la testa afflitta…
"Non ci resta più nulla. E' difficile quando dall'altra parte non c'è nessuno ad insegnare il rispetto.."
Mi è venuta in mente un immagine e ho finalmente capito. Non sono loro, non sono i barconi ad essere alla deriva, siamo noi…Un Paese che ormai ha perso tutto, un paese di anziani rifiutati, di bambini viziati, di operai disoccupati, di giovani in cerca di ricchezza e fama, di politici corrotti. Siamo noi che ce ne andiamo alla deriva nel Mediterraneo e di tanto in tanto approdiamo in un barcone di uomini pieni di sogni e speranza. Un barcone con bambini che decidono di venire al mondo lo stesso, nonostante noi, nonostante loro. Nuove generazioni diverse, dal sorriso già amaro… barconi che ci vengono a portare un pò di futuro.
Venite bambini, venite.
Uomine e donne, tirateci in salvo.
Questo è ancora un giro fortunato.
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