Monthly Archives: aprile 2011

Pioggia…

26 aprile 2011

una_valigia_è_gialla_l'altra_blu

Opera di Sergio Fedriani

Oggi piove, ho di nuovo dimenticato l'ombrello, in verità non vedo la necessità di ripararmi. Se non fosse ormai tardi mi fermerei in questo angolo di strada, sotto la pioggia, ad interrogarmi sulla gente che passa. Un tizio suona esasperato il clacson , quello davanti fa un gesto, il solito, con la mano, accelera, tampona la macchina che le sta davanti, maledice con forza, scende e si scaglia violentemente contro la signora alla guida, le urla più volte che è una lumaca.
Guardo inebetita.
Ci sarebbe da fermarsi proprio in questo angolo di strada, di qui passano almeno una volta al giorno, tutti gli uomini, i cittadini, gli operai, i dirigenti, i poveri cristi…qui al semaforo si danno il cambio zoppi, zingari e lavavetri.
Qui sembra iniziare e finire la nostra pazzia quotidiana.
In questo incrocio di strada si va e si torna… rassegnati ed esasperati.
Di qui cento volte è passata Catia. Primo lavoro, commessa in una tabaccheria. Mezzo turno e 350€ al mese, non male s'era detta, meglio di niente. Tre mesi, niente ferie e la soddisfazione quando ha visto arrivare il suo primo stipendio, l'unico.
Per il secondo solo un' acconto, per il terzo 100€.
Di qui mille volte saranno passate Anna, Paola, Luciana.
Mamme con un contratto a progetto, quattro ore e un fisso di 600€.
- E' un pò una noia passare quattro ore al telefono con i clienti che ti mandano a quel paese ma se vendi hai un contributo in più, 2,18€ e poi uno stipendio in più fa comodo.
Di qui passa anche Mariangela, anche lei al call center, dopo aver pulito la palestra comunale e prima di pulire gli uffici in centro
- Mio marito ha perso il lavoro, la bambina la tiene lui e non vedo l'ora di tornare a casa. Sono stanca, stanchissima, ma quando la guardo mi passa tutto.
Ma poi un giorno il call center ha chiuso, di punta in bianco, dalla sera alla mattina si sono portati via tutto. Tutto, neanche un euro di contributi versati, l'INPS non se ne era accorto.
Per fortuna hanno aperto un call center nuovo ma questo è diverso… è proibito parlare al nuovo call center, è proibito vestirsi con tuta e scarpe da ginnastica.
Al nuovo call center è proibito non avere gusto e classe, è proibito fare amicizia…gli amici si aiutano non hanno ambizioni.
Di qui è passata non so quante volte Chiara, lavorava in cucina la sera, ma poi si è ammalata e il titolare della pizzeria l'ha mandata via.
Di qui passa ogni giorno Paolo, l'azienda ha chiuso e lui 53 anni, 30 di lavoro in fabbrica non trova più nessuno che lo vuole.
Catia, dopo l'esperienza in tabaccheria, cerca lavoro. Ore ed ore al telefono…chi non ha bisogno, chi vuole vederla prima di promettere, chi decide di farle fare una prova e chi, per farle fare la cameriera anticipa… "Mi serve una carina, massimo la taglia 40. Se poi sei una 42 ma sei carina, vediamo"
Questa era la strada che percorreva ogni giorno Claudio, fin quando un infarto non lo ha fermato.
Lascia moglie e due figlie, nessun risarcimento. Perch'è morto in pausa pranzo.
Di qui, ogni giorno, passiamo tutti, pieni di speranza, stanchezza, felicità, disperazione… Qui una volta eravamo tutti certi di avere un futuro "se hai voglia di sbatterti… se studi… se sai fare il tuo lavoro".
Qui una volta per lavorare bastava avere necessità, voglia e giusto un pizzico di fortuna.
Piove a dirotto, se non fosse già tardi ci sarebbe da restare per ore a guardare e cercare di comprendere dove stiamo andando, cosa ci porta, dove ci fermiamo.
Questo angolo di strada è un crocivia, a destra la zona industriale a sinistra il centro, alle spalle l'ospedale…laggiù il mare.
Qui è un viavai, una corsa infinita tra speranza e vita.

Pasqua

23 aprile 2011

festa_aquiloni

E un anziano della città disse:
Parlaci del Bene e del Male.

E lui rispose:

Io posso parlare del bene che è in voi, ma non del male.
Poiché il cattivo non è che il buono torturato dalla fame e dalla sete.
In verità, quando il buono è affamato cerca cibo anche in una caverna buia e quando è assetato beve anche acqua morta.
Siete buoni quando siete in armonia con voi stessi.
Tuttavia, quando non siete una sola cosa con voi stessi, voi non siete cattivi.
Una casa divisa non è un covo di ladri, è semplicemente una casa divisa.
E una nave senza timone può errare senza meta tra isole pericolose senza fare naufragio.
Siete buoni nello sforzo di donare voi stessi,
Tuttavia non siete cattivi quando perseguite il vostro vantaggio.
Quando cercate di ottenere, non siete che una radice avvinghiata alla terra per succhiarne il seno.
Certo, il frutto non può dire alla radice: "Sii come me, maturo e pieno e sempre generoso della tua abbondanza".
Poiché come il frutto ha bisogno di dare, così la radice ha bisogno di ricevere.
Siete buoni quando la vostra parola è pienamente consapevole.
Tuttavia non siete cattivi quando nel sonno la vostra lingua vaneggia.
E anche un discorso confuso può rafforzare una debole lingua.
Siete buoni quando procedete verso la meta, decisi e con passo sicuro.
Tuttavia non siete cattivi quando vagate qua e là zoppicando.
Anche chi zoppica procede in avanti.
Ma vi è agile e forte, non zoppichi davanti allo zoppo stimandosi cortese.
Voi siete buoni in molteplici modi e non siete cattivi quando non siete buoni.
Siete soltanto pigri e indolenti.
Purtroppo il cervo non può insegnare alla tartaruga ad essere veloce.
Nel desiderio del gigante che è in voi risiede la vostra bontà, e questo è un desiderio di tutti.
In alcuni è un torrente che scorre impetuoso verso il mare, trascinando con sé i segreti delle colline e il canto delle foreste.
In altri è una corrente placida che si perde in declivi e indugia prima di raggiungere la sponda.
Ma chi desidera molto non dica a chi desidera poco:
"Perché esiti e indugi ?".
Poiché, in verità, chi è buono non chiede a chi è nudo:
"Dov'è il tuo vestito ?"
Né a chi è senza tetto:
"Cos'è accaduto alla tua casa ?".

Lietissima Pasqua a tutti voi

Quelli che siamo.

14 aprile 2011

“Negli anni terribili delle purghe io trascorsi diciassette mesi in code d’attesa fuori dal carcere, a Leningrado. Un giorno qualcuno mi riconobbe. Allora una donna dietro di me, con le labbra livide, che certamente in vita sua mai aveva sentito il mio nome, riprendendosi dal torpore mentale che ci accomunava, mi domandò all’orecchio [lì comunicavamo tutti sottovoce]
- Ma lei questo può descriverlo?
E io dissi: 
- Posso.
Allora una specie di sorriso scorse per quello che una volta era stato il suo volto”

Sono queste le parole che la poetessa Anna Achmatova sceglie come prefazione alla sua opera “Requiem”, da lei dattiloscritto e circolante in forma di samizdat nella Russia degli anni Sessanta.
Sono parole che, al di là della rappresentazione di una società anestetizzata e addormentata dalla menzogna ideologica, possono spiegare in modo efficace il ruolo che ebbe il dissenso in URSS.
Obbligo della memoria, che era innanzitutto obbligo verso i cittadini senza voce e senza pensiero. Impegno a ricordare e a mantenere accesa quella fiammella di individualismo e spiritualismo che decenni di tabula rasa ideologica non erano riusciti ad estirpare completamente.
Da qualche parte dentro di sé, l’homo sovieticus poteva recuperare la propria umanità: era una battaglia dura, ma poteva essere combattuta, e vinta.

“Io disprezzavo l’uomo sovietico", scriveva Vladimir Bukovski in Il vento va, e poi ritorna
”Non quello raffigurato sui manifesti o nella letteratura, ma quello vero, reale, privo di onore, di orgoglio, di senso di responsabilità… che tradirebbe e venderebbe suo padre pur di non essere colpito dal pugno del suo superiore. La tragedia è che egli risiede in ognuno di noi, e finché non ci riuscirà di vincere dentro di noi quest’uomo, nulla muterà nella nostra vita”.
[Ferruccio Gattuso - Il dissenso in Urss dall'Ottobre Bolscevico agli anni 40] 

In qualunque tempo, in ogni periodo storico, l'uomo è caduto travolto dalla falsità…è caduto ai piedi dei falsi ideologi, ha privato la sua anima ed il suo corpo dell'onore, dell'orgoglio, del senso di responsabilità. Oggi, L'Italia, i cittadini, sono chiamati a dimostrare il loro impegno… sono chiamati ad arricchire nuovamente la loro anima, siamo chiamati a ritrovare l'onore, l'orgoglio, il senso di responsabilità, i valori sociali…non è più tempo per chiederci chi siamo, non è più tempo per chiederci in cosa crediamo, non è più tempo per chiederci se siamo o vogliamo essere uomini di destra o uomini di sinistra. Non è più tempo per dividerci, fare ideologicamente la guerra a quei noi stessi che potremmo essere con un pensiero diverso. E' tempo di ritrovarci, ritrovare i nostri valori, combattere per quelli, uniti contro la falsa ideologia, contro il potere arbitrario, contro chi distruggere il nostro Stato, il nostro diritto, il senso civico…contro chi non guarda alla necessità del Paese, della collettività, di tutti e di ognuno.
Uniti ai padri e alle madri di ragazzi della casa dello Studente…sarebbe forse meno forte il nostro dolore se la nostra fede politica fosse diversa?
Uniti ai padri ed alle madri, ai fratelli ed alle sorelle, ai parenti ed agli amici di ognuno di coloro che da oggi verranno privati del diritto alla Giustizia. uniti ed insieme a tutti coloro che non potranno conoscere e veder punire chi non ha rispettato le regole della Società Civile.
Quelle non hanno colore, non conoscono fede politica…ma possono essere ancora scritte sotto un unico desiderio:
Avere Giustizia.

Non permettiamo ancora alla menzogna ideologia di addormentare per sempre la Società Italiana, non chiediamo al nostro vicino in chi crede, a cosa crede…chiediamo in cosa spera, quale futuro desidera per se stesso, per i suoi figli, per i suoi fratelli … non chiediamoci ancora dov'è la Destra e dov'è la Sinistra, restiamo un Paese.
Da qualche parte dentro di noi è ancora vivo e forte l'uomo che siamo. Possiamo recuperare la nostra umanità, è una battaglia dura ma può essere combattuta, può essere vinta.

Alziamo la voce, per noi stessi, per gli altri, per chi non ha più forza per alzare la sua, per chi ha ancora coraggio ma ha dimenticato.

Città

12 aprile 2011

" … S'inebriano d'emozioni
i corpi degli uomini
che non vogliono restare soli.
Raggi rossi e arancio chiudono il giorno.
Sottili increspature sul mare
fuggono inconsumate all'orizzonte. 
Carezze senza età si nascondono agli occhi
di avide comari, profumando l'aria.
Palafitte di ferro racchiudono l'anima?
La sirena del vecchio faro,
conduce gli uomini alla notte …"

Che possiamo fare?

9 aprile 2011

Fantasilandia, ovvero l’Italia che non c’è.

6 aprile 2011

18 Agosto 2009, Silvio Berlusconi ospite a Ness Nessma, programma di Nessma TV, la télé du Grand Maghreb.

Nessm TV è stata acquisita nel 2008, per il 50 per cento, da Mediaset e da Quinta Communications, società di produzione di Tarak Ben Ammar di cui è socio di rilievo anche il gruppo Fininvest e nel cui capitale è entrata la Lafitrade.
Lafitrade è, a sua volta, controllata da Lafico, società di investimenti della famiglia Gheddafi.

Ci sono poeti

5 aprile 2011

Bozza su cartone della Monna Lisa

Ci sono pittori che scrivono con le rime
e disegnano foreste entro cui
vanno a vivere con i loro amori.
Si contentano di un solo pensiero,
lo vestono di rubini e
credono che sia un re.
I poeti non credono alle date,
credono che la loro storia cominci
dalla presenza.

Alda Merini