Pioggia…

Oggi piove, ho di nuovo dimenticato l'ombrello, in verità non vedo la necessità di ripararmi. Se non fosse ormai tardi mi fermerei in questo angolo di strada, sotto la pioggia, ad interrogarmi sulla gente che passa. Un tizio suona esasperato il clacson , quello davanti fa un gesto, il solito, con la mano, accelera, tampona la macchina che le sta davanti, maledice con forza, scende e si scaglia violentemente contro la signora alla guida, le urla più volte che è una lumaca.
Guardo inebetita.
Ci sarebbe da fermarsi proprio in questo angolo di strada, di qui passano almeno una volta al giorno, tutti gli uomini, i cittadini, gli operai, i dirigenti, i poveri cristi…qui al semaforo si danno il cambio zoppi, zingari e lavavetri.
Qui sembra iniziare e finire la nostra pazzia quotidiana.
In questo incrocio di strada si va e si torna… rassegnati ed esasperati.
Di qui cento volte è passata Catia. Primo lavoro, commessa in una tabaccheria. Mezzo turno e 350€ al mese, non male s'era detta, meglio di niente. Tre mesi, niente ferie e la soddisfazione quando ha visto arrivare il suo primo stipendio, l'unico.
Per il secondo solo un' acconto, per il terzo 100€.
Di qui mille volte saranno passate Anna, Paola, Luciana.
Mamme con un contratto a progetto, quattro ore e un fisso di 600€.
- E' un pò una noia passare quattro ore al telefono con i clienti che ti mandano a quel paese ma se vendi hai un contributo in più, 2,18€ e poi uno stipendio in più fa comodo.
Di qui passa anche Mariangela, anche lei al call center, dopo aver pulito la palestra comunale e prima di pulire gli uffici in centro
- Mio marito ha perso il lavoro, la bambina la tiene lui e non vedo l'ora di tornare a casa. Sono stanca, stanchissima, ma quando la guardo mi passa tutto.
Ma poi un giorno il call center ha chiuso, di punta in bianco, dalla sera alla mattina si sono portati via tutto. Tutto, neanche un euro di contributi versati, l'INPS non se ne era accorto.
Per fortuna hanno aperto un call center nuovo ma questo è diverso… è proibito parlare al nuovo call center, è proibito vestirsi con tuta e scarpe da ginnastica.
Al nuovo call center è proibito non avere gusto e classe, è proibito fare amicizia…gli amici si aiutano non hanno ambizioni.
Di qui è passata non so quante volte Chiara, lavorava in cucina la sera, ma poi si è ammalata e il titolare della pizzeria l'ha mandata via.
Di qui passa ogni giorno Paolo, l'azienda ha chiuso e lui 53 anni, 30 di lavoro in fabbrica non trova più nessuno che lo vuole.
Catia, dopo l'esperienza in tabaccheria, cerca lavoro. Ore ed ore al telefono…chi non ha bisogno, chi vuole vederla prima di promettere, chi decide di farle fare una prova e chi, per farle fare la cameriera anticipa… "Mi serve una carina, massimo la taglia 40. Se poi sei una 42 ma sei carina, vediamo"
Questa era la strada che percorreva ogni giorno Claudio, fin quando un infarto non lo ha fermato.
Lascia moglie e due figlie, nessun risarcimento. Perch'è morto in pausa pranzo.
Di qui, ogni giorno, passiamo tutti, pieni di speranza, stanchezza, felicità, disperazione… Qui una volta eravamo tutti certi di avere un futuro "se hai voglia di sbatterti… se studi… se sai fare il tuo lavoro".
Qui una volta per lavorare bastava avere necessità, voglia e giusto un pizzico di fortuna.
Piove a dirotto, se non fosse già tardi ci sarebbe da restare per ore a guardare e cercare di comprendere dove stiamo andando, cosa ci porta, dove ci fermiamo.
Questo angolo di strada è un crocivia, a destra la zona industriale a sinistra il centro, alle spalle l'ospedale…laggiù il mare.
Qui è un viavai, una corsa infinita tra speranza e vita.



















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