Monthly Archives: marzo 2011

私はあなたの翼の平和を書きます

14 marzo 2011

Nel luglio del 1945 l'atomica è diventata una realtà.
Alle 5,30 del 16 luglio una luce incredibile ha illuminato il deserto del New Mexico. Una luce d'oro, di porpora, d'indaco, di viola, di verde striato di bianco. Ed una nube simile a un fungo è salita fino a 13.000 metri d'altezza. La forza d'urto dell'immane scoppio è stata calcolata uguale a quella di ventimila tonnellate di tritolo.
Alcuni giornalisti ignari di quanto era accaduto riportano che ad Alamogordo un deposito di munizioni è saltato «con straordinari effetti luminosi ».
Uno era presente: è William L. Laurence, il redattore del New York Times, che si esaltò allo spettacolo, e scrisse:
« Fu come il gran finale di una possente sinfonia degli elementi: affascinante e terrificante, entusiasmante e deprimente, minacciosa, devastatrice, piena di grandi promesse e di grandi minacce… In quel momento comprendemmo l'eternità. Il tempo si fermò. Lo spazio si ridusse a una punta di spillo. Fu come se la terra si fosse aperta e il cielo si fosse squarciato. Sentimmo di essere stati prescelti per assistere alla nascita dell'universo, per essere presenti al momento della Creazione in cui il Signore disse: "Sia fatta la luce" ».
Harry Truman si trova in Europa, alla Conferenza di Potsdam, lo raggiunge un messaggio strano:
«I bambini sono nati felicemente ».

Comunicato ANSA, Washington, 6 agosto - Anno 1945 - Harry Truman, il 33° Presidente degli Stati Uniti d'America annuncia:

«Sedici ore fa i nostri aerei hanno sganciato sulla base giapponese di Hiroshima il più grande tipo di bombe finora usate nella guerra, la "bomba atomica", più potente di ventimila tonnellate di alto esplosivo. Con questa bomba noi abbiamo ora raggiunto una gigantesca forza di distruzione, che servirà ad aumentare la crescente potenza delle forze armate. Stiamo ora producendo bombe di questo tipo, e produrremo in seguito bombe anche più potenti »

Comunicato ANSA, Londra, 8 settembre – Anno 1945 – La Domei ha dichiarato:

« 254.000 persone sono rimaste vittime della bomba ad Hiroshima. 60.000 sono morte bruciate istantaneamente. 60.000 per ferite. 10.000 sono scomparse. 14.000 sono gravemente colpite. 100.000 leggermente. Soltanto 6.000 dei 250.000 abitanti della città sono rimasti incolumi »

 


 
 
Sadako Sasaki, ha solo due anni, l'urto la scaraventa a 1,7 kilometri dalla sua casa. La madre la trova illesa e con lei in braccio si rifugia nel vecchio magazzino di legname che non c'è più. Dieci anni dopo Sadako morirà, senza essere riuscita a finire le sue mille gru di carta. La leucemia la porterà via, le sue piccole mani si fermeranno sulla 668esima gru…su ognuna avrà scritto:

"Scriverò pace sulle tue ali e intorno al mondo volerai, perché i bambini non muoiano più così"

Sei mesi dopo il giorno più nero del Giappone, in un messaggio agli intellettuali italiani Einstein scriverà:

« Il nostro mondo è minacciato da una crisi la cui ampiezza sembra sfuggire a coloro che hanno il potere di prendere le grandi decisioni, per il bene o per il male. La potenza scatenata dell'atomo ha tutto cambiato, salvo il nostro modo di pensare, e noi stiamo scivolando così verso una catastrofe senza precedenti.
Perché l'umanità sopravviva, un nuovo modo di pensare è ormai indispensabile »

 


 
Un nuovo giorno nero ha sorpreso un popolo forte ed orgoglioso.
…ma il Mondo ha ancora un debito.

LUBRICA NOX

13 marzo 2011

Miré, airado, tus ojos, cual mira agua un sediento 
mordí tus labios como muerde un reptil la flor; 
posé mi boca inquieta, como un pájaro hambriento, 
en tus desnudas fromas ya trémulas de amor.
Cruel fue mi caricia como un remordimiento
y un placer amargo, con mezcla de dolor,
se deshacía en ansias de muerte y de tormento,
en frenesí morboso de angustias y de furor.
Faunesa, tus espasmos fueron una agonía.
¡Qué hermosa estabas ebria de deseo, y que mía
fue tu carne de mármol luminoso y sensual!
Después, sobre mi pecho, tranquila te dormiste 
como una dulce niña, graciosamente triste, 
que sueña ¡sobre el tibio regazo maternal!

Luis Gonzaga Urbina

A bassa voce…

7 marzo 2011

" … A bassa voce
per poter attraversare la fragilità dei tuoi sogni
ti rivelerò le forme
ti racconterò la bellezza
di quello che mai si vive
le meraviglie che nascono improvvise
dalla passione
ti insegnerò a camminare con tenacia nell'oscurità
a illuminare la notte con i desideri
a cercare il segreto immortale
le avventure galanti allineate in ordine
cronologico
Alla vigilia 
le cancellerai dal sogno che cerca la donna che tutti
rifiutano
la donna che accende il suo spirito cadendo nelle
meraviglie d'amore
Io
sveglio
predico l'assurda tecnica dell'irrisolto
immobile
a bassa voce
ti rivelo che il mondo è una graziosa bugia inventata 
per il buon umore dei martiri …"



Aldo Pellegrini  [Argentina, 1903-1973]

πάΘος

3 marzo 2011


Opera di Colette Canascione

Un piacere senza rischi piace meno

[Ovidio]

Fuga…

1 marzo 2011

Opera di Angela Demontis

Una vita troppo stretta.
Responsabilità, delusioni, voglia di libertà.
A volte persino troppo larga, agiata, immatura.
Li avevo conosciuti qualche anno fa.
Fratello e sorella.
Vivevano sotto un ponte.
Loro che, se solo avessero voluto fare una telefonata, avrebbero avuto un taxi e il viaggio pagato.
Un padre lasciato da solo a godere degli agi, una verifica dura della propria vita dopo la morte della madre
"Non avevamo nulla in realtà, ora siamo come loro. Li vedi? Nulla di superfluo, solo se stessi"
E alla volontaria della Caritas che offriva loro un aiuto psicologico, poche parole:
"No, grazie. Ci basta una doccia e un po' di cibo"
Che puntualmente portavano via.
Se non fosse per quel sentimento che anch'io mi porto dentro non riuscirei a capire. 
In fondo la fuga, non è fuga ma ricerca.
Difficile comprendere che le persone non fuggono da te ma da se stesse. 
Il viaggio, i preparativi, l'adrenalina che scorre calda, la pelle arsa e il terrore che qualcuno possa capire la tua eccitazione dal colore della pelle, dal sogno che illumina gli occhi. 
Domani…domani…il giorno si avvicina.
Nessuno mai capisce ed ogni volta ti chiedi se era possibile capire.
Forse non sono stata troppo attenta?
Potevo intuire che qualcosa non andava?
Come se fuggire fosse una specie di punizione per chi resta.
Come se tutto quel che hai già, fosse lì per dirti che non puoi avere più bisogno di nulla.
Come se l'amore potesse trattenere dall'essere completamente liberi e non avesse bisogno di Libertà per vivere.
Un'egoista, forse si fugge perché essere egoisti è più semplice del non esserlo.
E se fosse il contrario?
Se fuggire fosse finalmente smettere di essere egoisti con se stessi?
Franz avrà su per giù la mia età, sempre attento, premuroso, non il solito lavavetri al semaforo. anche perché i vetri lui non te li lava affatto.
Beve birra, lo senti quando si avvicina al finestrino dell'auto.
Occhi di un azzurro così intenso da togliere il fiato, sguardo profondo, accento straniero…forse tedesco.
Sorride:
"Buongiorno. Ha visto oggi che tempo? Spaventoso!"
Nemmeno ti dice se puoi dargli qualcosa…se ne sta lì appoggiato appena al finestrino.
Sorride e scuote il bicchiere.
Un euro.
"Grazie, le auguro una buona giornata. Magari dopo esce anche il sole"
"Anche".
Come se il diluvio che si sta scatenando in questo momento. e lo inzuppa dalla testa ai piedi, portasse qualcosa di buono.
Intanto il semaforo è verde e lui fa cenno all'auto in fila dietro di  me che deve passare.
Stamani mentre percorrevo la strada di Franz, un auto mi ha schizzato addosso tutto il fango possibile.
"Un maleducato! Mi lasci che l'aiuti…"
E mi ha offerto un fazzolettino di carta per pulire il cappotto.
Il solito sorriso indecifrabile, il solito sguardo.
Il solito euro.

In Italia, ogni giorno, spariscono 19 persone. 4 non saranno mai più ritrovate.