Monthly Archives: luglio 2010

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29 luglio 2010

Buone ferie a tutti

Plead for me

25 luglio 2010

Opera di Victor Hagea

Oh, thy bright eyes must answer now,
When Reason, with a scornful brow,
Is mocking at my overthrow !
Oh, thy sweet tongue must plead for me
And tell why I have chosen thee !

Stern Reason is to judgment come,
Arrayed in all her forms of gloom :
Wilt thou, my advocate, be dumb ?
No, radiant angel, speak and say
Why I did cast the world away,–

Why I have persevered to shun
The common paths that others run ;
And on a strange road journeyed on,
Heedless, alike of wealth and power –
Of glory's wreath and pleasure's flower.

These, once, indeed, seemed Beings Divine ;
And they, perchance, heard vows of mine,
And saw my offerings on their shrine ;
But careless gifts are seldom prized,
And mine were worthily despised.

So, with a ready heart, I swore
To seek their altar-stone no more ;
And gave my spirit to adore
Thee, ever-present, phantom thing;
My slave, my comrade, and my king.

A slave, because I rule thee still ;
Incline thee to my changeful will,
And make thy influence good or ill :
A comrade, for by day and night
Thou art my intimate delight,–

My darling pain that wounds and sears,
And wrings a blessing out from tears
By deadening me to earthly cares ;
And yet, a king, though Prudence well
Have taught thy subject to rebel.

And am I wrong to worship where
Faith cannot doubt, nor hope despair,
Since my own soul can grant my prayer ?
Speak, God of visions, plead for me,
And tell why I have chosen thee!

Emily Jane Brontë

Cum Prehendere

21 luglio 2010

Comprendere, dal latino cum-prehendere è composto da Com = Cum [insieme] e Prendere = Prehendere [prendere], prendere insieme, contenere, abbracciare con la mente le idee, afferrare con l’intelletto, intendere appieno.
Significa anche penetrare, entrare, decodificare il disagio, la gioia, l'azione dell’Altro cercando di abbracciare con la mente le sue idee quindi anche la sua intenzione, il suo sentimento, sempre rimanendo distanziati per non cadere dentro i confini dell’Altro. La sovrapposizione dell'Io, al Tu, causata dalla caduta entro confini dell’Altro, crea una fusione insana in cui uno dei due viene assorbito e psichicamente tirato dentro al conflitto stesso e chi crea la coercizione, alla lunga, cede per eccesso di tensione.
Nella autentica comprensione, al contrario, l’Io aiuta l’Altro salvaguardando i luoghi personali mentali e spirituali reciproci. Nella misura in cui l’Io cum-prehende senza fondersi nel Tu, riesce a comprendere sinceramente. Va da sé che il non comprendere presume l’incapacità di abbracciare con la mente il disagio dell’Altro, la sua gioia, le sue azioni. Questa dinamica va vista dalla prospettiva di colui che è incapace di comprendere e da quella di colui che percepisce questa incapacità e ne soffre.
Scheler elabora importanti considerazioni sulla nozione del comprendere.
A Scheler tale nozione serve per decifrare i rapporti umani, che sono poi quelli per cui l’Io riconosce l’altro Io, non su una inferenza o sulla proiezione che l’Io fa delle proprie esperienze interne nell’Altro, ma sulla base dei fenomeni espressivi.
"L’esistenza delle esperienze interne, dei sentimenti intimi degli altri, ci è rivelata dai fenomeni di espressione: cioè ne acquistiamo la conoscenza non in seguito a un ragionamento, ma in modo immediato, mediante una “percezione” originaria e primitiva.”.
Non è quindi un ragionare su ciò che l’Altro avverte e trasmette, ma un lasciar fluire alla coscienza il proprio mondo di emozioni per facilitare la comprensione emotiva. “Quest’ultima dev’essere" – secondo Scheler – distinta dalla fusione emotiva perchè implica l’alterità dei sentimenti. Per esempio, la sofferenza del mio vicino e la mia comprensione simpatetica di essa sono due fatti differenti, e questa differenza appunto stabilisce la possibilità della comprensione: mentre non ha niente a che fare con questa il fatto che io e il mio vicino soffriamo della stessa sofferenza”.
Dalla prospettiva di colui che è privo di questa risorsa, non vi è sofferenza ma una sorta di torpore noncurante, di insensibilità inconsapevole che mantiene la persona molto staccata dall’Altro che soffre o che gioisce. In realtà non si tratta tanto di incomprensione quanto di non comprensione perché l’incomprensione ha in sé il concetto del comprendere, comprendo ma non accetto, quindi inerisce la possibilità che, in alcuni casi, esso si risvegli. La non comprensione è proprio l’irrealizzabilità di avere a disposizione varie possibilità. Colui che non comprende si trova nella posizione di chi non riesce a capire, di chi è fermo …sospeso, razionalmente inibito, impossibilitato.
Per un secondo i piedi si sollevano dal terreno, l'abisso s'intravede, la furia delle tempeste s'affaccia ed io, semplicemente, non comprendo.
Niente è peggio.

Vivo per sempre …

19 luglio 2010

" … L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato quindi quel politico è un uomo onesto. E no, questo discorso non va perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire, beh, ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però siccome dalle indagini sono emersi altri fatti del genere altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato quindi è un uomo onesto. Il sospetto dovrebbe indurre soprattutto i partiti politici quantomeno a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti anche se non costituenti reati …"

[Paolo Borsellino, Istituto Professionale di Stato “Remondini”, 26 Gennaio 1989 - Bassano del Grappa]

Tu eri l’uragano, io l’alta torre..

14 luglio 2010

" … Tu eri l'uragano e io l'alta torre che sfida il suo potere:
dovevi schiantarti o abbattermi…
Non è potuto essere!
Tu eri l'Oceano e io la eretta roccia
che salda attende il suo ondeggiare:
dovevi rifrangerti o sradicarmi!
Non è potuto essere!
Bella tu, io altero;
abituati l'una a travolgere, l'altro a non cedere;
il sentiero stretto, inevitabile lo scontro…
Non è potuto essere!…"

Gustavo Adolfo Bécquer

S’ils n’ont plus de pain, qu’ils mangent de la brioche!

12 luglio 2010

Spettabile Signor Pierluigi Bersani, 

mi rivolgo a lei in prima persona per aver appreso del pericolo imminente per l'Italia nel dopo Berlusconi:
 
”Non vorrei che dopo Berlusconi arrivasse Chávez. Bisogna ripristinare i concetti basici della democrazia parlamentare che non può andare avanti a fiduce, decreti e telefonate ‘riparatrici’.O il parlamento riprende il suo ruolo o non c’è libertà per nessuno”.
 
Che tristezza Signor Bersani…queste sue parole mi fanno comprendere quanto sia difficile per la Vecchia Europa solo immaginare un sistema diverso da quello che per decenni il politico di turno ha gestito, mi fa credere e perdere le speranze perché quella sua frase non solo indica una scarsa conoscenza dell'altro, indica, cosa ancor più grave, che Lei come tanti altri non va oltre le parole, non si interessa di quello che potrebbe essere ma Lei limita [o vuole limitare] la sua conoscenza solo a ciò che si dice e si pensa, a ciò che più conviene alla classe politica.
"S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche!" 
Mi sarebbe piaciuto Lei si fosse soffermato ad analizzare la situazione "democratica" del Venezuela, vorrei l'analizzasse a fondo cercando di scoprire e comprendere quelle idee democratiche che la caratterizzano ma sono così lontane dal pensiero politico Italiano. Le caratteristiche di un sistema che si va formando e che costituisce forse oggi l'unica alternativa possibile al degrado funzionale della politica mondiale…forse non tanto per ripetere ed emulare quanto a trarne con profitto gli elementi adatti ad una profonda revisione dei fradici sistemi politici Europei…dopo tutto che si chiede al nuovo se non di essere "nuovo"??
 
Dice Belkys Guilarte, giovane donna e madre, attiva militante del processo "bolivariano"in Venezuela:
 
"Noi oggi siamo parte integrante della Nuova Repubblica, non siamo più quelli che andavano a votare ogni 5 anni, oggi noi sappiamo, vediamo, ci vengono date informazioni, possiamo decidere"
 
Negli anni di governo di Chávez 2 milioni di venezuelani hanno imparato a leggere e scrivere in un anno e mezzo, e nel giro di poco tempo, agli stessi ritmi, il paese potrà dichiararsi libero dall'analfabetismo e tre milioni di venezuelani prima esclusi a causa della povertà, sono stati inseriti nell'educazione primaria, secondaria e universitaria. 
17 milioni di venezuelani, quasi il 70% della popolazione, ricevono, per la prima volta nella storia del Venezuela, assistenza medica e medicinali gratuiti e, in pochi anni, nelle intenzioni governative tutti i venezuelani avranno accesso gratuito all'assistenza medica. Si somministrano più di 1 milione e 700 mila tonnellate di alimenti a prezzi modici a 12 milioni di persone, quasi la metà dei venezuelani, 1 milione li riceve gratuitamente, in forma transitoria. La questione è centrale in un Paese come il Venezuela dove le persone sottonutrite sono cresciute dal 1992 al 2003 del 7%, raggiungendo la cifra di 4,5 milioni.
Si sono creati 700 mila posti di lavoro, riducendo la disoccupazione di 9 punti percentuali.
Se nel 1998 quasi nessun venezuelano conosceva la Costituzione, oggi tutti ne possiedono almeno una copia.
Le risorse del Paese sono finalmente un bene inalienabile e, finalmente, dopo decenni di sfruttamento, i proventi vengono redistribuiti alla popolazione tramite nuove forme di welfare come salute, istruzione, servizi.
In 10 anni in Venezuela la quota del PIL destinata alla ricerca scientifica è aumentata del 2.000%, la mortalità infantile ridotta di un terzo, la povertà da un costosissimo 70% ad un ottimistico 30%, l'informazione resa "democratica" con la redistribuzione del potere mediatico. Per la prima volta nella storia del Venezuela un operaio ha diritto ai contributi sociali, ha diritto ad una assicurazione sul lavoro, ha diritto ad una pensione e, quel che più conta, ha diritto al rispetto.
E' certo inammissibile in un Paese dove persino la Costituzione, la Bandiera e l'Inno sono carta straccia accettare che sia il Popolo a decidere, quasi un oltraggio alla politica Europea ammettere che qualcuno possa liberamente scegliere di non piegarsi più al FMI, al volere degli USA, all'egemonia delle grandi multinazionali, al potere indiscusso delle compagnie petrolifere…eppure vede, accade, il sistema riscuote consensi e tiene.

Forse ci troviamo davanti ad una strada ed è più importante analizzare del rifiutare a priori un po' troppo consapevoli dei limiti politici che potremmo incontrare.

Non è troppo grave sentire frasi come quella che Lei ha detto…è grave invece scoprire che pensate esattamente quel che dite dimostrando ancora una volta di voler volontariamente arretrare davanti alla costruzione di un futuro più libero e responsabile per il Paese.
Probabilmente 
Chávez non è il meglio ma è un passo in avanti per il Venezuela, un passo che dimostrate di non essere in grado di comprendere pienamente…un passo per il cittadino, per l'uomo, il riscatto sociale, la crescita economica, lo sguardo in avanti e il futuro dietro alle porte.
E' forse poca cosa questa?

 
"A un socialismo patriottico e democratico si chiede di essere umanista e mettere gli esseri umani e non le macchine in condizioni di superiorià nei confronti di tutto e di tutti"
[Hugo Rafael Chávez Frías]

Campeones!!!

12 luglio 2010

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10 luglio 2010

7 luglio 2010

Opera di Yani Venuta

7/7/1997 … 7/7/2010

Ho bisogno di te …

Della vita …

2 luglio 2010


Immagine di Alessandra Placucci"

" … Cosa significa essere un uomo? Significa avere coraggio, avere dignità. Significa credere nell'umanità. Significa amare senza permettere a un amore di diventare un'àncora. Significa lottare. Significa vincere, senza sentirsi vincitori …"

Oriana Fallaci