
" …Anche noi siamo persone … non è un’affermazione, semplicemente il significato di Wuaorani in quechua.
Il piccolo popolo dello Yasuní, il popolo degli indigeni dell’Amazzonia ecuadoriana che chiedono ed ottengono di vivere la loro natura in maniera degna e rispettosa. Un’eresia per il mondo capitalista. I due miliardi e mezzo di barili di petroleo presenti nelle viscere della terra resteranno dove sono e la vita dei piccoli popoli naturali, del guerriero antico…la vita degli Aucas, gli uomini della foresta, è per ora salva.
Non senza un prezzo.
L’hanno pagato già il loro prezzo in termini di uomini e benessere.
Fino agli anni ’50 vivevano in un territorio di circa 20.000 chilometri quadrati che si estendeva al nord dal Rio Napo, fino ai fiumi Villano e Curaray, al sud Huespeiri.
All’inizio degli anni ’70 la popolazione Wuaorani ha iniziato a disperdersi, spostandosi in aree esterne dalla zona protetta messa a disposizione dal Governo. Attualmente vivono in zone di protezione raggruppati in piccole comunità come Tona Empari, Dayuno, Cononaco e Yasuni. L’introduzione di alcuni prodotti come macheti, fucili e asce, ha spinto molti di loro a lavorare come salariati presso compagnie petrolifere per poterseli procurare. Negli ultimi anni sono aumentate notevolmente le unioni tra le donne Wuao con i Quechua, nelle varie comunità non esistono uomini che detengono il potere; la donna ha un ruolo importante nella vita degli Wuaorani….la loro piccola società è regolata dalla natura, ognuno è importante per la vita dell’altro. Sono considerati un modello eccezionale di adattamento all’ambiente amazzonico, circa 2500 persone organizzate in comunità vivono nelle province di Orellana, Napo e Pastaia, nella regione amazzonica situata tra i fiumi Napo e Curaray. Dividono il territorio con i popoli Tagaeri e Taromenane, di cui sono rimaste circa 400 persone che hanno deciso di evitare il contatto con altri gruppi umani. Per queste popolazioni indigene la foresta è un luogo sacro perchè conserva lo spirito dei loro antenati, la loro storia e moltissime forme di vita.
L’incontro del popolo Wuaorani con il resto del mondo è stato, di fatto, segnato profondamente dalla presenza delle compagnie petrolifere. Questo legame ha comportato, nel corso dei decenni, una trasformazione dell’ambiente e del modo di vivere della comunità
Sono comparse nuove malattie come l’epatite B e C portando gravi conseguenze, sifilide, alcolismo, infezioni della pelle nei bambini e varie tipologie di cancro soprattutto tra le donne. Uno studio condotto da Acción Ecológica ha dimostrato, infatti, che il cancro è responsabile del 32% delle morti nelle zone petrolifere dell’Amazzonia ecuadoriana, un dato superiore alla media nazionale che è del 12%.
Con il Decreto 1572 del 5 Febbraio 2009, si segna l’inizio della prima vera opera naturale del mondo intero. La natura per noi ed il rispetto della natura per la nostra vita, un piccolo passo.
Sumak kawsay, in quechua, significa "buona vita".
E, allora, sumak kawsay a tutti noi.
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