Monthly Archives: marzo 2008

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30 marzo 2008

 
" … Nella vita ho imparato che …
Se sei una persona gentile, molti penseranno che sei una persona stupida.
Se sei una persona comprensiva, molti metteranno a dura prova la tua comprensione.
Se sei una persona cortese, molti attendono il momento giusto per approfittarne.
Se sei una persona giusta, molti derideranno il tuo senso di giustizia.
Se sei una persona libera, molti cercheranno di sottometterti.
Se sei una persona generosa, molti crederanno di poterti togliere tutto.
Se sei una persona rispettosa, molti crederanno di meritare rispetto, pochi di dover ricambiare.
Se sei te stesso, sei uno che non sa bene chi è … se ti adatti agl’altri, sei uno che non ha carattere.
Per molti la vita è un ring, vince chi picchia più duro … 
A volte è davvero strana la vita … "

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28 marzo 2008
Opera di Federica Pagnucco

" … Le cose non vanno mai come prevedi, ma tu puoi fare molto per adattare gli avvenimenti alla tua vita.
Se per una volta nella tua vita senti di dover e poter osare, fallo. Non aver paura di quel che potrebbe essere, perdere un’occasione alle volte può diventare il rammarico di una vita intera.
Se credi nelle tue idee non permettere a nessuno di deriderle e non prendere tempo, tu sei e sei ora … Domani è un altro giorno ed altre cose ti attendono.
Se qualcuno ti offende o ti disprezza non lasciarlo fare, tu hai il stesso suo diritto di stare sulla Terra.
Se qualcuno non ti ama procura di restargli il più lontano possibile … Tu non hai bisogno di essere amato per amare te stesso.
Se qualcuno non è d’accordo con te, comprendilo … ma non cercare a tutti i costi d’esser compreso, in fondo il mondo è bello perché tutti siamo diversi.
Se desideri qualcosa con tutto te stesso, vai e conquista il tuo desiderio, ma se non potrai averlo non disperare ed impara che Amare spesso vuol dire lasciare andare.
Se qualcuno ti ama per quel che potresti essere, ricorda che tu ami già tutto quel che sei e nessuno ti potrà mai amare con la stessa forza e la stessa generosità … "

Il tuo poema …

27 marzo 2008

" … Un giorno ti scriverò un poema
che non parli dell’aria e della notte,
un poema senza il nome dei fiori,
versi senza giacinti, senza magnolie.
Un giorno ti scriverò un poema senza uccelli,
senza fonti, un poema lontano dal mare,
versi che non ammirano le stelle.
Qualche giorno ti scriverò dei versi,
con parole fatte di dita sulla tua pelle,
versi fatti di sguardi come parole.
Senza confronti e metafore,
un giorno scriverò un poema col tuo odore,
un poema col ritmo del tuo cuore,
con l’intensità struggente del tuo abbraccio.
Un giorno ti scriverò un poema,
col canto della mia gioia …"

Darìo Jaramillo Agudelo

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20 marzo 2008

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" … Si svolgerà in 3500 piazze italiane la consueta raccolta a sostegno dell’ AIL, se dovete acquistare un uovo di cioccolata avete l’opportunità di contribuire. I fondi raccolti verranno impiegati per finanziare la ricerca scientifica nel settore delle malattie del sangue [sostenendo il Ginema, Gruppo italiano malattie ematologiche dell'adulto] e migliorare la qualità delle cure; proseguire con la realizzazione di case alloggio "Case Ail" nei pressi dei maggiori centri di terapia del Paese per consentire ai pazienti, che risiedono lontano, di affrontare le cure assistiti dai familiari; collaborare al servizio di assistenza domiciliare ai pazienti ematologici di tutte le età, per curarli come serve ma nel loro ambiente familiare.
Intanto Grazie e Lieta Pasqua a tutti voi … "

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18 marzo 2008

L'immagine “http://www.laboa.org/os%20veritas%20r.JPG” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

" … Il solo fondamento della verità è la possibilità di negarla. Il giorno che la verità o quella che noi riteniamo tale fosse accettata da tutti senza contrasto, dovremmo cominciare a temere di essere caduti in errore …"

Luigi Einaudi

Quelle voci che …

17 marzo 2008


Quando Patrick French era direttore della campagna “Free Tibet Campaign” in Inghilterra, fu il primo a promuovere la consultazione degli archivi del Governo del Dalai Lama, attualmente in esilio. Le sue conclusioni sono sorprendenti:
French è arrivato alla disillusa conclusione che le prove del genocidio tibetano, da parte del governo della Cina sono state falsificate e, di seguito, ha presentato le sue dimissioni come direttore della Campagna per l’indipendenza del Tibet.[
Tibet, Tibet, Une histoire personnelle d’un pays perdu - Patrick French - Albin Michel, 2005.] Durante gl’anni 60, sotto la direzione del fratello del Dalai Lama, Gyalo Thondrup, si raccolsero testimonianza tra i rifugiati tibetani che si trovavano in India. French costatò che le cifre sulle vittime del genocidio erano state aggiunte successivamente. Un altro dato sconcertante è la lotta armata, narrata da cinque diversi rifugiati, cifra che fu contabilizzata cinque volte appunto … tante quante erano le testimonianze. Nel frattempo la notizia di 1,2 milioni di omicdi da parte del governo cinese fece il giro del mondo. French conferma che è semplicemente impossibile: Tutte le cifre si riferiscono ai maschi, ed allora la popolazione maschile ammontava a 1,5 milioni d’individui, se fosse vero oggi nn ci sarebbe praticamente più nessuno e, nonostante tutto ciò, la popolazione è aumentata fino a raggiungere i 6 milioni d’abitanti. Vale a dire il doppio di quanti erano nel 1954.Su questa cifra, sosprendentemente, sono d’accordo sia il Dalai Lama che il Governo cinese. Gli osservatori Internazionali [ Banca Mondiali, UNESCO] accettano la cifra ma ancora oggi il Dalai Lama insiste sul genocidio: i morti furono 1, 2 milioni di maschi.

Il Dalai Lama è una specie di Papa del Buddismo mondiale? Qui si rende necessario relativizzare i fatti. Solo il 6% della popolazione mondiale è buddista. E’ poco, ma ciò nonostante il Dalai Lama non è, in nessun caso, il rappresentante del Buddismo Zen [Giappone], né del Buddismo del Sudeste Asiatico [Thailandia] e nemmeno del Buddismo cinese. Il Buddismo tibetano rappresenta il 60% del totale dei Buddisti ed in Tibet esistono quattro differenti scuole di pensiero. IlDalai Lama appartiene ad una soltanto di queste: la gelugpa [i copricapi gialli], in breve un Papa seguito da pochissimi fedeli e moltissimi  politici…

Chi patrocina il Dalai Lama?

  • Dal 1959 al 1972 il Dalai Lama riscuoteva personalmente 180.000 $, per mezzo di fatture emesse dalla C.I.A. [questa notizia è stata riconosciuta dal governo USA ma il Dalai Lama ha continuato a negare l'evidenza, fino al 1980]
  • 1,7 milioni di dollari sono destinati ad incrementare la rete internazionale del Dalai Lama
  • Più tardi, per mezzo della NED un’associazione USA senza scopi di lucro sostenuta dal governo, gli fu girata la stessa cifra, ma il Dalai Lama sostiene che i suoi fratelli gestistono i suoi affari. I due fratelli, Thubten Norbu e Gyalo Thondrup, erano stati assunti dalla C.I.A. dal 1951, il primo per trovare fondi per la causa tibetana e dirigere la propaganda il secondo per organizzare la lotta armata.

La Bomba atomica in India: Il Budda sorridente.
Dall’inizio, vale a dire da quando era evidente che la Rivoluzione cinese sarebbe uscita vincente nel 1949, gli USA tentarono di convincere il Dalai Lama ad esiliare. Gli misero a disposizione soldi, logistica e tutto un sistema di propaganda, ma il Dalai Lama ed il suo governo non volevano un intervento silenzioso, volevano che gli USA inviassero l’esercito, come avevano fatto in Corea e considerarono la proposta USA troppo blanda.[Modern War Studies, Kansas University, USA, 2002]. Nel 1959 covinsero finalmente il Dalai Lama a lasciare il Tibet ma mancava convincere l’India a concedergli l’asilo politico …fu allora che Eisenhower propose un patto a Nehru: Se l’India accettava di ospitare il Dalai Lama loro si sarebbero impegnati nel concedere una borsa di studio a 400 ingegneri indiani per iniziarli alla tecnologia nucleare. Il patto venne prontamente accettato. [1] Nel 1974, la prima bomba A dell’India fu cinicamente soprannominata " Il Budda Sorridente" [2]

1. Il maggiore americano William Corson , responsabile dei negoziati- Press Trust of India, 10-8-1999
2. Raj Ramanna, vice direttore programma nucleare India – Press Trust of India, 10-10-1997.

Fonti: Solidaire
           
Tlaxcala
Articolo originale pubblicato il 31 Maggio 2006
Autore: Jean-Paul  DE SIMPELAERE
Traduzione originale: Lila Licciardi


Io, che a volte …

15 marzo 2008

" … Io, che a volte ho pianto d’inquietudine,
immergevo lacrime d’acqua e sale
[per il solo piacere di sperimentare]
inventando la lacrima arificiale.
Una sbagliata e l’altra giusta
[non si vedeva la differenza]
l’ho nascoste al pensiero arguto
in fini bicchieri di vetro opaco.
Ognuno ha il suo nome e un senso. Infinito.
Ho poi comperato un vecchio mobile, è antico.
In fila indiana, ho collocato ogni vaso,
decorando con trine di velluto e raso
[perch’è la seta pura in disuso].
Una notte di pioggia e di malinconia
per un pugno di stelle li ho dati via …"

Desiderata …

13 marzo 2008


" … Va’ serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
ma ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.
Finché è possibile, e senza doverti arrendere, conserva
dei buoni rapporti con tutti, ma non rimpiangere mai d’esser stato sincero.
Di’ la tua verità con calma e chiarezza, ma ascolta gli altri,
anche i noiosi e gli ignoranti hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive, esse sono un tormento per lo spirito.
Se ti paragoni agli altri potrai diventare vanitoso e aspro,
perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.
Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benché umile;
e’ un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.
Sii prudente nei tuoi affari, poiché il mondo è pieno d’inganno,
ma questo non ti impedisca di vedere quanto c’è di buono;
molte persone lottano per alti ideali e, dappertutto, la vita è piena d’eroismo.
Sii te stesso. Specialmente non fingere d’amare.
E non essere cinico riguardo all’amore,
perché, a dispetto di ogni aridità e disillusione, esso e’ perenne come l’erba.
Accetta di buon grado l’insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.
Coltiva la forza d’animo per difenderti dall’improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.
Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.
Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E, che ti sia chiaro o no, senza dubbio l’universo va schiudendosi come dovrebbe.
Perciò sta in pace con Dio, comunque tu lo concepisca
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni.
Nella rumorosa confusione della vita conservati in pace con la tua anima.
Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti,
questo è ancora un mondo meraviglioso.
Sii prudente …ma fa di tutto per essere felice …"

Max Ehrmann

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5 marzo 2008

 

13 Febbraio 2002
Il nostro esercito di sicari non giustizierebbe mai più di tre persone alla volta …" questa la dichiarazione che Salvatore Mancuso, capo paramilitare, assassino confesso ed ex socio del presidente Alvaro Uribe, rilascia a Margarita Martínez, corrispondente di Associated Press.
Impressionante cotanta spavalderia, impressionante solo per chi non conosce, davvero, la Colombia di Alvaro Uribe.

" … In Colombia la "violenza degli uni e degli altri" si sviluppa all’interno di uno Stato oligarchico dove "gli uni" sono padroni del 67 per cento delle terre coltivabili [meno del 4 per cento dei proprietari] e "gli altri" aspettano dal 1810 che la democrazia "più-antica-delle-Americhe" sia qualcosa di più che l’immaginazione di politici, scrittori e giornalisti complici o depistati.
Dati recenti delle Nazioni Unite stimano che su un totale di 43 milioni di abitanti, il 31 per cento sussiste nell’indigenza, il 64.2 sta sotto alla soglia di povertà, il 17 è disoccupato (2.5 milioni), il 40 per cento vive del sottoimpiego (6.8 milioni) e 4.1 milioni si muovono nel settore cosidetto informale.
Più della metà dei colombiani economicamente attivi (22 milioni) vive di occorrenza, mentre, secondo la Banca Mondiale, il rapporto ricchi-poveri è di 1-80, quando nel decennio 1990 era di 1-52. E su un totale di 8 milioni di lavoratori, solo la metà guadagna il salario minimo od ha un contratto di lavoro.
In un paese celebre per i suoi stregoni e fattucchieri, sembra che i governanti abbiamo trovato l’alchimia perfetta dell’ingiustizia strutturale: delega del mandato attraverso congiure "democratiche", criminalizzazione della protesta sociale, sterminio sistematico di dirigenti e militanti delle cause democratiche e popolari, massacri nelle campagne ed in città in pieno giorno e con l’assoluta e totale impunità degli assassini sono alcune delle forme, misteriose, dello sterminio sociale.
Senza guerre di invasione che giustifichino ciò, le oligarchie colombiane hanno causato nella scorsa metà del secolo la morte violenta di 200 mila persone, approssimativamente. Nel 1996, mille e 900 candidati rinunciarono a presentarsi ai comizi elettorali locali, 49 sindaci e consiglieri morirono assassinati e più di 80 vennero sequestrati.
Nel 1998 sono state assassinate 23.096 persone, altre 2.609 sequestrate ed in 115 massacri sono morte 685 persone. Medellín appariva come la città più violenta, seguita da Bogotá  con 2.439 persone assassinate e e Calì con 1.871 morti ammazzati
La Colombia è anche il leader mondiale negli assassini mirati di dirigenti popolari e sindacali.
1.500 dal 1987 al 1992,
3.000 da allora ad oggi.
Anche se più scarsa, in termini comparativi, anche la violenza della resistenza si fa sentire. Le FARC detengono circa 3.000 persone, tra le quali figurano la candidata presidenziale Ingrid Betancourt, vari legislatori, ufficiali dell’esercito e della polizia e tre agenti yankee spie della CIA catturati in seguito all’abbattimento di un aereo da parte dei ribelli.
Una commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha precisato che "… nel 2005 si è concretizzata la più grave operazione di impunità, specialmente per quanto riguarda le migliaia di violazioni commesse dai gruppi paramilitari". Un rapporto della Croce Rossa Internazionale stima che nello stesso anno sono stati registrati 55.327 profughi interni e 317 sparizioni forzate, il  del 13.6% in più in relazione al 2004
Secondo la testimonianza di Rafael García, ex direttore informatico del DAS, esistono delle liste nere di professori, sindacalisti ed attivisti per i diritti umani elaborate da tale istituzione, e quindi assassinati. Alfredo Correa de Andreis, ingegnere agronomo, sociologo ed ex rettore dell’Università di Magdalena, venne fatto sparire e quindi ucciso il 17 settembre del 2004 mentre lavorava ad un’indagine sui rifugiati negli stati Bolívar ed Atlántico.
Delle cinque nazionalità che rappresentano la metà dei rifugiati rilevati nel 2005 dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, la Colombia occupa il primo posto con 2.000.000 di rifugiati, l’Iraq è solo al secondo.
Anni fa, il presidente dell’Associazione degli Ex Agenti della Polizia Segreta, Carlos Arbeláez, invitò gli scrittori del genere "crimine e mistero" di tutto il mondo ad una conferenza che avrebbe avuto luogo nell’agosto del 2000 affinché traessero ispirazione dalle storie reali che scuotono il paese … se avesse assistito ai fatti accaduti nel campo di sterminio di Hacienda El Palmar [in corso di indagine] Gabriel García Márquez avrebbe scritto un magnifico racconto del terrore.
Don Rodrigo Mercado Pelufo, Cadena, decideva a El Palmar quali contadini della comunità di San Onofre dovevano essere uccisi, o venire squartati a colpi di machete o con il lento rumoreggiare delle motoseghe. Capo paramilitare ed allevatore, don Rodrigo aveva un metodo infallibile: per ogni dieci che ammazzava, uno lo lasciava libero perché raccontasse quello che aveva visto. A pochi metri da una laguna situata all’entrata della proprietà, i caimani divoravano i cadaveri dei giustiziati. Ed in mezzo alle radure nate dalle carneficine, si organizzavano feste e concorsi di "Miss Maja Internacional" o "Miss Tanga", ai quali officiava come giurato la simpatica deputata Muriel Benito Rebollo, originaria di San Onofre ed affiliata al partito di Uribe.
Bene …  Non crediate che ci si stia appoggiando ai dati malevoli della maledetta sovversione e del "comunismo internazionale", che ancora non ha completamente capito che il Muro è caduto. Nemmeno crediate che stiamo omettendo la violenza "dall’altra parte", che per motivi di spazio rimandiamo ai "notiziari" di Miami ed ai commenti dell’immacolato don Andrés Oppenheimer, vicario della democrazia latinoamericana.
Non desidero aggiungere altro. Non posso. Desidero, come tutti, la pace in Colombia.
Però, nel 1957 il capo guerrigliero liberale Gustavo Salcedo consegnò le armi, negoziò la pace con il governo e venne assassinato.
E mentre si recava ad un’altra riunione di pace, cadde l’aereo del capo guerrigliero Jaime Bateman (M-19, Movimento del 19 Aprile).
E nel 1983, il guerrigliero Oscar Calvo (Esercito Popolare di Liberazione), rappresentante in una commissione per i negoziati di pace, mori assassinato. 
I candidati presidenziali Jaime Pardo Leal (1987), Luis Carlos Galán (1989) e Bernardo Jaramillo (1990) sono stati assassinati.
Carlos Pizarro, altro capo dell’M-19 propizio al dialogo, è stato assassinato (1990).
In pieno negoziato con il governo, il presidente César Gaviria ordinò il bombardamento dell’accampamento centrale delle FARC.
Nel 2001 l’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN) liberò 45 soldati come gesto di buona volontà ed il presidente Andrés Pastrana mandò a bombardare i suoi effettivi.
E nel 2002, al tramonto del suo mandato, Pastrana decise la fine dei negoziati e bombardò gli accampamenti delle FARC.
Ma anche a Washington hanno di che lamentarsi. E non tanto perché gli vada male nell’aspetto militare, ma per quello che veramente li fa soffrire …"
Non poter ancora, abilmente, gestire la situazione politica latinoamericana.
Oggi Alvaro Uribe, forte dell’appoggio americano sconfina in territorio ecuadoregno e, guarda il caso, bombarda una base delle Farc…la stessa in cui si rifugia Raul Reyes, il numero due delle Farc … lo stesso Raul Reyes impegnato nelle trattative per la liberazione di Ingrid Betancourt.
E quindi si sono perse non solo molte delle speranze per una pronta liberazione della signora Betancourt, si è persa anche la stabilità della regione, la speranza di tutti i latinoamericani … e George W. Bush non ha fatto mancare il proprio appoggio "all’alleato democratico" nella regione,  accusato da Chavez di voler destabilizzare la regione con le incursioni militari che in Ecuador hanno ucciso il numero due delle Farc. Quelle del Venezuela, che ha annunciato la chiusura della frontiera e disposto l’invio di unita’ militari al confine con le Colombia, per Bush sono "manovre provocatorie" e quindi per il Presidente Americano, decidere per le proprie frontiere, per le proprie ambasciate e per il proprio paese è di fatto una "manovra provocatoria" se compiuta dal Presidente Chavez. In Israele ad esempio funziona in modo diverso: chiudere le frontiere, ritirare i propri ambasciatori e decidere per i propri cittadini è solo proteggersi.
Territorio che vai usanze che trovi.
Bush ribadisce: "l’America sostiene pienamente Bogotà" e "si oppone fermamente a qualsiasi atto di aggressione che potrebbe minare la stabilita’ della regione". Bush ha, infine, espresso la sua solidarieta’ al presidente colombiano, Alvaro Uribe, nel corso di una telefonata.
Ovviamente tutto questo non ha nulla a che vedere con l’accordo che Chavez ha firmato con l’ENI estromettendo di fatto la statunitense EXXON.
Niente di nuovo sotto al cielo.


FONTE: La Colombia di Alvaro Uribe

AUTORE:  José Steinsleger

TRADUZIONE:  Bocchi Davide
REVISIONE: Fausto Giudici
Si ringrazia TLAXCALA


Dell’esprimere la propria opinione…

4 marzo 2008

1 Febbraio 1945:
Il Consiglio dei Ministri, presieduto da Ivano Bonomi, emana il Decreto legislativo luogotenenziale n°23 col quale si riconosce il diritto di voto alle donne Italiane
Prima …

1869: Le donne ottengono il voto nello Stato del Wyoming
1893: Le donne ottengono il voto in Colorado
1984: Le donne ottengono il voto in Nuova Zelanda
1902: Le donne ottengono il voto in Australia
1903: Le donne ottengono il voto in Tasmania
1907: Le donne ottengono il voto in Finlandia
1908: Le donne ottengono il voto in Danimarca
1912: Le donne ottengono il voto in Arizona, Kansas e Oregon
1913: Le donne ottengono il voto in Norvegia
1914: Le donne ottengono il voto in Islanda
1917: Viene riconosciuto il diritto di voto alle donne inglesi a partire dai trent’anni
1918: Il Congresso americano approva il XIX emendamento e riconosce il voto alle donne, nei successivi due anni verrà ratificato da 36 stati
1918: Le donne ottengono il voto in Germania e Austria, Paesi Bassi, Svezia e Lussemburgo
1919: Le donne ottengono il voto in Svezia, Estonia, Irlanda, Ungheria, Lituania, Lettonia e Polonia
1921: Le donne ottengono il voto in Cecoslovacchia
1928: Le donne inglesi ottengono la piena uguaglianza al voto
1929: Le donne ottengono il voto in Mongolia e Ecuador
1930: Le donne ottengono il voto in Brasile
1931: Le donne ottengono il voto in Spagna e Uruguay
1934. le donne ottengono il voto a Cuba
1935: Le donne ottengono il voto in Cile
1936: le donne ottengono i il voto in India
1937: Le donne ottengono il voto nelle Filippine
1942: le donne ottengono il voto nella Republica Dominicana
1944: Le donne ottengono il voto in Francia
1945: Le donne ottengono il voto in Slovenia

Dopo …

1948: Le donne ottengono il voto in Belgio
1947: Le donne ottengono il voto in Venezuela, Argentina, Birmania e Bulgaria
1952: le donne ottengono il voto in Bolivia, Grecia e Libano
1953: Le donne ottengono il voto in Siria e Messico
1954: le donne ottengono il voto in Colombia
1956: Le donne ottengono il voto nell’Alto Volta, Cambogia, Ciad, Congo, Brazzaville, Costa d’Avorio, Gabon, Guinea, Laos, Madagascar, Mali, Mauritiana, Niger, Repubblica Centroafricana, Vietnam del Sud, Senegal, Togo e Algeria
1960: Le donne ottenono il voto a Cipro
1963: Le donne ottengono il voto in Iran, Kenia, Libia, Malesia
1964: Le donne ottengono il voto in Afghanistan, Iraq, Malawi, Malta e Zambia
1966: Le donne ottengono il voto in Botswana, Lesotho, Guyana
1971: Le donne ottengono il voto in Svizzera
1976: Le donne ottengono il voto in Portogallo

E così via…

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