
" … Era così freddo ora che non ricordava l’ultima volta che aveva avuto caldo. L’aria pesante lasciava cadere ad intervalli regolari minuscole gocce di vapore … lente sfere che scivolavano sulle grandi finestre ormai spente, lungi dall’essere anfore di luci … Quel tempo ormai non esisteva più. Lucia … occhi color del miele … labbra accentuate … sorriso sempre presente … < …Impossibile …> sussurrava qualcuno. <… Non avrei mai creduto …> lamentava un altro … Pochi coloro che ricordavano i lunghi silenzi e sguardi persi nel nulla. Il direttore, seduto sulla scrivania, continuava ad alimentare la meraviglia dei presenti, ognuno in cuor suo provava una certa emozione, alcuni impassibili alimentavano una certezza, occhi impavidi mostravano l’orgoglio di non appartenere a coloro che si perdono … < …Vi giuro era lei. Irriconoscibile. Gl’abiti sporchi e consunti … l’ho riconosciuta solo quando mi ha fissato… > Erano settimane che Lucia mancava dal lavoro. <Una malattia> avevano pensato in molti. < … Non tornerà più … > asserivano altri. < … Avrà trovato di meglio … > ripetevano tutti coloro che avrebbero voluto, anche loro, trovar di meglio. Lucia no, era andata via una mattina, l’alba s’affacciava sul mare. La notte non era ancora disposta a lasciare il posto al giorno. La luce filtrava appena, quel tanto che bastava a lasciarle intravedere il contorno del viso dei suoi bambini … Li aveva accarezzati a lungo, senza far rumore … Ad ognuno un bacio, per ognuno una preghiera, poi le scuse…. Era rimasta ferma lì, le parole avevano rotto gl’argini, erano esplose a riempire l’aria. Aveva spiegato tutto …. Era terribile spiegare che ogni sorriso era soltanto una speranza … Era terribile ammettere la sconfitta … Ora Lucia non era più lì, di tanto in tanto quell’aria pesante, quel freddo nel cuore, quella vita da scordare … e minuscole gocce di vapore che si fermavano a prenderla per mano … "
Commenti recenti