Monthly Archives: dicembre 2006

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30 dicembre 2006
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Buon Anno a tutti …

Caminante, no hay camino…

28 dicembre 2006

 "… Caminante, son tus huellas
el camino y nada más.
Caminante, no hay camino,
se hace camino al andar.
Al andar se hace camino
y al volver la vista atrás
se ve la senda que nunca
se ha de volver a pisar.
Caminante, no hay camino
sino estelas en el mar…
Todo pasa y todo queda,
pero lo nuestro es pasar,
pasar haciendo caminos,
caminos sobre el mar … "


Antonio Machado

Sii l’allegria …

18 dicembre 2006



" … Sii come il fumo. Sali,
pensa che evitandoti
nessuno potrà dire …
Ti ho avuta, ti ho misurata …
Sii come il sogno. Canta,
incanta il sogno,
apri alla gola
il tuo cuore fiorito.
Sii il vino che ubriaca
e per vizio s’ ama,
non il sandalo che la scure
profuma e lo ferisce.
Sii come anima che luccica e rimane
risuonando nell’ uomo,
ma che nessuno possa
indovinare il suo nome …"

( José Hierro, España 1947 )

 


Buone e Serene Feste a Tutti …

A brusca poesia da mulher amada …

16 dicembre 2006

" … Longe dos pescadores os rios infindáveis
vão morrendo de sede lentamente …
Eles foram vistos caminhando de noite para o amor,
oh! a mulher amada é como a fonte!
A mulher amada é como
o pensamento do filósofo sofrendo.
A mulher amada é como
o lago dormindo no cerro perdido.
Mas quem é essa misteriosa que é como
um círio crepitando no peito?
Essa que tem olhos, lábios e dedos
dentro da forma inexistente?
Pelo trigo a nascer nas campinas de sol
a terra amorosa elevou a face pálida dos lírios.
E os lavradores foram se mudando
em príncipes de mãos finas e rostos transfigurados …
Oh! a mulher amada é como
a onda sozinha correndo distante das praias.
Pousada no fundo estará a estrela,
e mais além … "

 

Vinicius de Moraes

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14 dicembre 2006

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" … Dio è coscienza morale, è persino l’ateismo dell’ateo … "

Mohandas Karamcand Gandhi

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11 dicembre 2006

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<  … Maestro, cos’è l’Amore? >
<  … L’ Amore è l’assenza totale di paura … >
<  … E cosa temiamo? >
<  … L’ Amore … >

Oculto…

10 dicembre 2006




" … Quédate en un ángulo
callado de mi pecho,
puéblame los labios
a escondidas,
desátame las cintas
sin que vea,
llena mi tiempo
sin que sienta.
Hazte fantasma
en el castillo de mi cuerpo,
habítame,
láteme,
suspira,
muerde,
toma.
Después
oculta cada letra de mi nombre
y pierde para siempre
mi memoria … "

Liz Durand Goitìa

Tango per Irma, la dolce…

5 dicembre 2006

" … Quì stette, 
scossa dai palpabili pettegolezzi 
e le sveglie. 
Quì, troppo triste alla fine,
i palmi sotto la nuca ed i capelli sparsi,
agresti come barba di cocco,
guardando tutto con semplicità ed ammirazione. 
"Come si vede che sei uno scrittore …" 
mi disse,
a mezza voce nelle tenebre di una stanza col gin, lo stereo 
e fiori di plastica di tutti i colori. 
Lì immutabili, non potevano mancare,
Sosa Beny Moré Gardel,
i classici del tango ed il bolero 
e gli altri,
i Mozart ed i Beethoven di sempre,
infine tutto quello che uno non ha imparato ad ascoltare
ma che sembra 
l’ unica cosa davvero pulita,
adeguata,
per contrastare la brutalità degli eventi. 
Io ero lontano, triste, tentando d’ incoraggiare,
senza riuscirci,
il mio stanco sangue nelle vene 
e lei, larga, quasi nascondeva il letto, 
contemplava superbamente 
con quello che potrebbe chiamarsi la sua bellezza 
la sua verità,
una cosa fatta di caldo, potere e forza.
Uno straripamento,
come una cavalla bianca con le sue zampe posteriori 
ben aperte al galoppo,
argentate e brillanti per la corsa,
in un’esplosione instabile
di luci.
Una fenditura di luce nella persiana 
sale per le sue gambe ed impone al suo corpo una lividità 
d’ avena 
e tutto perde la certezza e l’eternità,
come se la luce stesse davvero inventando 
una forma nuova. 
La notte era finita,
mise la mano sul mio viso e disse 
" …Sono una donna stanca …" 
tanto grato il suo sguardo che mi sentii rammollito,
senza forza.
Volli anticiparmi, spingere la persiana,
ammettere la franchezza del giorno,
la verità,
rompere il miraggio, il sortilegio ingannevole.
" …Perché parli così gattina mia? … Queste sono cose da
intellettuali nevrotiche…" 
" … Lo so, ma credimi, parlo sul serio …" 
e dopo, come fosse la cosa più naturale del mondo 
"… So che l’errore sta in me stessa …" 
Chiama errore la sua vita 
e mi racconta del marito musicista,
suona in un’orchestra,
succhiando la tromba come se fosse marijuana 
fino all’alba. 
"…No, non è un programma essere sola tutte le notti,
credimi …" 
e continuò, parlando e vestendosi d’ un reggiseno modello 
televisione ed un leggero abito nero 
e dicendo "…Che assurdità …" e "…Che sciocchezza…" 
rispondeva a domande conosciute,
ad un’inquisizione cifrata. 
"…Sì, credo che questa sia la cosa migliore" 
aggiunse 
"… non ci sono complicazioni, né numeri di telefono, né lettere 
d’amore, né niente …" 
" … Mi piace la vita libera, il cambiamento …" 
gli dico 
"…ho il terrore del possesso 
ed ora che sai già il mio nome e dove vivo 
è tempo che tutto cominci a finire…" 
E m’invento una storia mediocre, 
profondamente provinciale,
dalla letteratura considerata come l’alibi perfetto. 
Lei non piange né ride,
guarda malinconicamente 
di fronte a sé, come ci fosse un vuoto…
Evidentemente non conosceva né Yago né Otello,
nè "Chéspier" 
e neanche Maupassant 
e quest’ ignoranza la conduceva verso l’infanzia 
dolcemente. 
"…Il mondo è così…" concludo 
come se stesse andando già via, lontano 
e con modi gentili e finti 
finisco con un istantaneo "…Sai la gente…"… 
E’ la sfaccendata, indecisa, parola nella quale ho decretato,
all’improvviso,
la sua fine. 
Fuori, nel tepore mattutino,
le case chiuse avvolte in un vapore smerigliato,
un battente
s’apre come una palpebra e si richiude. 
Cerco di toccare di nuovo 
il suo ombelico odoroso, i suoi seni stretti, foderati 
sotto una diga 
di bottoni e frange 
tentando d’inventare il gesto, l’atteggiamento, la parola 
che diluisca in un’aria gentile e casuale 
la tristezza lunga 
d’un pozzo cieco,
dell’incantesimo morto. 
Ma bisogna andar via, non possiamo sperare troppo,
si copre col velo oscuro, dimessa e lontana 
già andando via,
col suo odore selvatico di sale ed erbe
sotto le pieghe del maglione,
e la carne viva, temperata sotto la pelle
dall’amore… 
"…Chiamami quando vuoi…" mi dice a mò d’addio.
Sugli alberi, le foglie vestite d’argento.
Cominciava un cielo azzurro bandiera …"

Mario Rivero

E’ Natale…

5 dicembre 2006

" … Hugo Chavez vince le elezioni in Venezuela, il clima di terrore e megalomania resiste, la classe media si è ridotta all’8%, i professionisti e commercianti ad un misero 5% ed i poveri sono ormai il 58% della popolazione. I supermercati vendono "a famiglia" ma  il petroleo va alla grande. 8000 tonnellate di bitume naturale arrivano in regalo alla Bolivia ma i malati si portano dietro garze, bende, antibiotici e guanti sterili per poter essere curati. I medici che si ribellano alla situazione vengono prontamente licenziati e sostituiti da ‘hermanos’ Cubani ma la Russia presto inizierà a produrre i mitra AK-103 ed intanto fornisce armi per 3,5 miliardi di dollari. La lista Tascon, sulla quale sono iscritti tutti quelli che votarono nel Referendum Revocatorio del 2004, determina chi sono i buoni e chi sono i cattivi ma Plaza Altamira, la piazza dell’opposizione, presto sarà solo un futile ed insignificante ricordo. Chavez ringrazia … da Miraflores ringrazia El Libertador Simon Bolivar… ringrazia Cristo Redentore e finanche Pancho Villa, tanto è Natale …"

L’assente…

4 dicembre 2006


Opera di Sergio Picatto

" … Amica, infinitamente amica.
In qualche luogo il tuo cuore batte per me.
In qualche luogo i tuoi occhi si socchiudono,
nel ricordarmi.
In qualche luogo le tue mani si serrano,
i tuoi seni si gonfiano.
Muori e cammini,
la tua anima inconsueta mi raggiunge.
Amica, ultima pazzia!
Questa pace rilassa la mia pelle
e i miei capelli. Solo il mio ventre
t’attende, pieno di radici e meraviglia.
Vieni mia amica.
La mia nudità è assoluta.
I miei occhi lo specchio del tuo desiderio.
Il mio petto, supplichevole giaciglio.
Vieni, i miei muscoli attendono la tua bocca.
Aspetta la tua pelle la mia barba.
Vieni e sommergiti in me, come nel mare.
A nuotare in me come nel mare.
Vieni, annega in me amica mia.
In me come nel mare …"

Vinicius de Moraes

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