E’ a vida…

" … E falta sempre uma coisa, um copo … uma brisa … uma frase … E’ a vida, dói quanto mais se goza
e quanto mais se inventa …"
Fernando Pessoa

" … E falta sempre uma coisa, um copo … uma brisa … uma frase … E’ a vida, dói quanto mais se goza
e quanto mais se inventa …"
Fernando Pessoa
" … Para que tú me oigas
mis palabras
se adelgazan a veces
como las huellas de las gaviotas en las playas.
Collar, cascabel ebrio
para tus manos suaves como las uvas.
Y las miro lejanas mis palabras.
Más que mías son tuyas.
Van trepando en mi viejo dolor como las yedras.
Ellas trepan así por las paredes húmedas.
Eres tú la culpable de este juego sangriento.
Ellas están huyendo de mi guarida oscura.
Todo lo llenas tú, todo lo llenas.
Antes que tú poblaron la soledad que ocupas,
y están acostumbradas más que tú a mi tristeza.
Ahora quiero que digan lo que quiero decirte
para que tú las oigas como quiero que me oigas.
El viento de la angustia aún las suele arrastrar.
Huracanes de sueños aún a veces las tumban.
Escuchas otras voces en mi voz dolorida.
Llanto de viejas bocas, sangre de viejas súplicas.
Ámame, compañera. No me abandones. Sígueme.
Sígueme, compañera, en esa ola de angustia.
Pero se van tiñendo con tu amor mis palabras.
Todo lo ocupas tú, todo lo ocupas.
Voy haciendo de todas un collar infinito
para tus blancas manos, suaves como las uvas … "
Pablo Neruda

" … Indietro non si torna, mai e rimpiangere è sbagliato, sempre … Eppure ogni volta che posso resto a guardare quel posto che mi ha visto crescere e nel quale ero felice, resto a guardare ed a chiedermi se chi occupa oggi quello che una volta fu il mio spazio è altrettanto felice, se sente lo stesso amore per quelle mura … se sente lo stesso profumo che capitava tante volte di sentire a me … se alla sera apre le finestre per farsi accarezzare il volto dalla brezza del mare … se guarda mai quell’unica stella che puntualmente mi fermavo a guardare anch’io e che giocavo a scambiare con il lieve luccichìo intermittente di un’aereo che sorvolava il cielo, diretto chissà dove … oltre l’orizzonte … ed in un attimo m’accorgo che è tutto vero, che non sei più mia, casa mia … che non decorerò più le tue finestre per Natale, non giocherò più a trovare stelle, non curerò più le piante che con tanto amore avevo piantato nel tuo giardino … non mi cruccerò più del tempo che passa ed invecchia le tue mura … la brezza del mare non entrerà più dalla mia finestra … e mi manchi e lontana da te mi sento sperduta e sola … "

" … Capita davvero di rado di guardare un cielo ed un mare così, stamani sembravano unirsi e compenetrarsi senza limiti, solo il semplice chiarore del sole a dividerli … Sarà per questo che ogni tanto il pensiero vola ad altri tempi, in un altro mare e sotto un’altro cielo … Così, semplicemente, senza troppa nostalgìa … solo la certezza di esser stati fortunati …"

" … E’ difficile combattere con il desiderio del proprio cuore. Tutto ciò che desidera lo compera … al prezzo dell’anima …"
Eraclito

" … E’ molto diverso vivere nel 2006 d.C. dal vivere nel ’200 a.C. … E’ diverso … le cose son cambiate, la vita è diversa, le donne e gli uomini son diversi … Eppure … eppure mi rendo conto che alcuni aspetti della società restano immutati nei secoli. Così una donna che è libera da ogni condizionamento è, alle volte, anche nel 2006, una poco di buono … Una donna che non si limita ad avere e basta, anche se non vuole assolutamente avere e basta, è solo una coi grilli in testa … Una donna che decide di cambiare se stessa e ciò che la vita le ha dato, forse perchè quello che ha ricevuto non le basta più o non era quello che aveva sperato fosse, è una che chissà cosa crede di volere … Così un giorno scopri che in una piccola provincia dell’Italia del 2006, una donna non può desiderare di essere amata e rispettata ancora dal proprio marito, non può desiderare qualcosa che vada oltre al semplice farsi (…orrore…) scopare quando e se a lui va … perchè l’amore è una cosa dei primi tempi, poi resta solo quello, solo quando e se a lui va….e scopri che una ragazza fidanzata da due anni non può avere amici maschi perchè è poco serio averne, perchè tutti i maschi ti prenderebbero per una poco a modo … e ti fa impressione scoprire che qualcuno è capace di costringere la propria figlia a vedere solo e soltanto l’amatissimo fidanzato e solo e soltanto nei giorni comandati alle visite … solo e soltanto per il suo bene, solo e soltanto perchè un genitore sa come vanno certe cose ed il resto non ha poi molta importanza … e le lacrime che vedi in quegli occhi di ragazza ti toccano fino in fondo all’anima … Ti chiedi quanto abbiano fatto le donne, le mogli, le madri e le figlie per cancellare questo pensiero … per allontanare da se stesse questo modo di pensare, per agire in maniera diversa, per determinare e conquistare un diverso stile di vita …Forse nulla, forse troppo poco e capisci che poi, in fondo, vivere nel 2006 d.C. non è così diverso dal vivere nel ’200 a.C.!! … "

" … Mi è sempre piaciuto quel nomignolo, ci hai abituati negli anni a non chiamarci per nome ma solo ‘Amore mio’ … e già nel sentirlo ognuno di noi sapeva d’essere il tuo amore. Forse è vero, forse nella vita si cerca il proprio uomo a seconda di chi s’è avuto per padre … Si cerca ancora qualcuno capace di proteggerti, di capirti … di essere lì, presente, sempre e comunque … qualcuno in grado di amarti per come sei e per quel che sei, qualcuno che non debba mai chiederti scusa perchè ha sbagliato … perchè non ha capito, perchè non ti ha amato … E ci sono quei momenti nei quali vorresti davvero tornare al tempo in cui non dovevi preoccuparti di nulla … Che hai amore mio? Nulla papà … ma stringimi forte a te …"

" … ‘A mamma è n’ata cosa: ‘o cereviello,
ll’ asse d’’a casa, ‘o sciato, ll’ armunìa;
è chella ca cumanna ‘a cumpagnia,
sta ‘ncapa ‘o capo ‘e casa, è nu cappiello.
Attuorno tene sempe nu ruciello,
abbada a mille cose, fa ‘a Maria;
e si nun sbatte pe’ na malatia,
va ascianno sempe ll’ ago cu ‘o rucchiello.
A chi nu punto, a chi na cera storta,
a chi nu vaso, a chi n’ avvertimento.
E se capisce ‘a mamma quann’ è morta,
quanno nun ce sta cchiù sta scucciantona,
ca pare ca t’accide ogne mumento e,
doppo nu minuto, te perdona … "
Raffaele Viviani
" … Tanti auguri a tutte le Mamme … "

La strada era più trafficata del solito in quella umida mattina di Novembre … era successo tutto così in fretta, la telefonata di suo padre, la corsa a prenotare il volo, l’ansia per sua madre…Le discussioni con lui per fargli capire che doveva assolutamente partire…Si sentiva stanca mentre la macchina sfrecciava verso l’aeroporto…guardò fuori dal finestrino ed immediatamente chiuse gli occhi, la velocità le dava sempre la nausea…Aveva sbagliato a dire che erano in ritardo, si era adirato ed ora si limitava a guidare senza rivolgerle la parola …Scesero di corsa, recuperando dal portabagagli le poche cose che si era portata dietro e si diresse a passo spedito verso il controllo…L’addetta le fece notare che era in gravissimo ritardo…accelerò il passo e prima di passare il controllo…si girò verso di lui…Era stato in silenzio tutto il tempo… e lei si sentiva in difficoltà, avrebbe voluto spiegare, ma il suo sguardo le fece cambiare idea … Fece per baciarlo con passione, ma sentì il suo distacco…S’infilò attraverso la porta e si diresse verso l’imbarco, senza voltarsi mai, con un unico pensiero, stava finendo tutto…così…piano piano…senza dolore e senza disperazione…Cercò con lo sguardo il suo posto all’ultima fila, notando con stizza che qualc’un altro era seduto vicino al finestrino, si tolse il cappotto, sistemò la borsa sopra di lei…e si sedette lasciando che l’assistente le sistemasse la cintura ed il sedile…Chiuse gli occhi e sentì l’aereo che s’alzava in volo…sempre la stessa tensione alla bocca dello stomaco, sempre la stessa paura…aspettò finché non sentì il rombo dei motori stabilizzarsi e socchiuse gli occhi … Le sorrideva, mentre osservava che anche a lui quei momenti davano il panico…Sorrise a sua volta, guardandolo con più attenzione…Il volto abbronzato, gl’occhi scuri … i capelli appena macchiati di fili d’argento alle tempie …. l’abito scuro delineava un bel corpo, sebbene le faceva immaginare una vita dedicata all’ufficio … Parlarono qualche minuto, fino a che una voce non li riportò alla realtà … Gli assistenti chiedevano ai passeggeri di non alzarsi visto l’imminente atterraggio a Milano per i rifornimenti…I due si guardarono sbalorditi, come molti altri passeggeri, di solito i voli internazionali non facevano scalo per i rifornimenti…Chiara si stizzì bruscamente, lei odiava gli atterraggi, quel ronzio insistente alle orecchie … e poi non vedeva l’ora di riabbracciare sua madre…
Sedettero in silenzio e nello stesso silenzio mangiarono…non senza scrutarsi più volte… lo sentì chiedere da bere, per due…Lei lo guardò e lui gli sorrise…il sorriso di un bambino birichino…Le luci si spensero del tutto, ognuno si accingeva a guardare il film che ormai iniziava quando sentì una mano sfiorarle la camicetta…proprio all’altezza dei seni e si ritrasse di colpo…subito la sua bocca sulla sua…con la lingua che non le dava pace, la cercava attraverso la stoffa della gonna…teneramente…Affondò la bocca tra i suoi capelli, sul collo…e poi sempre più in basso…furiosamente, fino al suo seno…mentre Chiara sentiva il battito del suo cuore aumentare a dismisura….Le portò subito un dito alla bocca…facendole segno di tacere…Sentì la sua mano scivolarle sotto alla gonna e subito provò un piacere indescrivibile….si lasciò scivolare sul sedile per facilitargli il compito … desiderava quel contatto, le sue carezze … Chiara infilò le mani tra la sua maglietta ed i pantaloni….facendole scivolare all’interno e guardandolo mentre ogni suo più piccolo movimento gli procurava un sussulto…Sciolse con tenerezza prima la cintura….poi la cerniera dei pantaloni….Lo sentì scivolare sotto di lei….Le appoggiò la schiena contro il petto e s’abbandonò a quell’attimo di pazzia….La possedeva con forza e delicatezza allo stesso tempo…tenendole una mano davanti al viso per farla tacere….più una carezza che un bavaglio…Finalmente i loro corpi pieni di desiderio e passione sembrarono placarsi e restarono a lungo…così….una sull’altro…ad assaporare fino all’ultimo attimo di passione….Le braccia la cingevano ancora … la sollevarono delicatamente e la posarono sul sedile affianco al suo…con movimenti decisi si rivestirono … Si sentiva stanca, esausta … sentiva il calore di quell’uomo affianco a sé …. Senti le sue mani stringerla ed appoggiò il capo alla sua spalla. Finalmente serena s’addormentò risvegliandosi quando sentì annunciare l’arrivo … Un’ultimo sguardo, prima di allontanarsi … ognuno per la propria strada …”

" … Cerca la tua strada come se fossi una bambina, perchè l’innocenza è fondamentale … "
Paulo Coelho
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