Posts Tagged ‘songs that made me cry’

A VICTIM OF STARS.

giovedì, febbraio 23rd, 2012

A Victim Of Stars 1982-2012 brings together the last 30 years of David Sylvian’s solo career, encompassing material released with Virgin Records, along with more recent work released on his own label Samadhisound, including a new recording ‘Where’s Your Gravity?’ which is exclusive to this compilation.
David Sylvian (born David Alan Batt, 23 February 1958)

BRILLIANT TREES.

mercoledì, giugno 17th, 2009

Un sito/blog che seguo da qualche anno, è solito festeggiare la ricorrenza di albums pubblicati venticinque anni prima. Happy 25th Birthday (titolo del disco). Da quando lo seguo i dischi festeggiati sono stati degli anni ottanta, ovviamente, e molti di loro, ancor di più ovviamente, li possiedo. Non è stato ancora festeggiato, ma probabilmente succederà, l’esordio solista di David Sylvian, ex cantante dei Japan. Intanto ci penso io a festeggiare uno dei miei dischi preferiti di sempre.

SEA SONG.

martedì, luglio 15th, 2008

Senza parole.

HIGH SPEED.

mercoledì, aprile 2nd, 2008

A distanza di otto anni mi viene ancora il brividino lungo la schiena ad ascoltare quella che è secondo me la più bella canzone del loro album d’esordio.

DESTINY.

mercoledì, novembre 7th, 2007

Even though we’re miles apart we are each other’s destiny.

GOODBYE.

venerdì, ottobre 12th, 2007

Goodbye, otto meravigliosi minuti di musica, presenti nell’ultimo omonimo album di Ulrich Schnauss. Ascoltabili nel suo myspace e pure di sottofondo nel mio, poichè ho deciso finalmente di sostituire il brano di The Bird and the Bee. Con questi otto minuti ieri sera ho fatto un esperimento, poco prima della chiusura ho spento le luci del negozio per vedere l’effetto del brano sul mondo reale, leggi le auto sulla statale, i passanti, le luci d’illuminazione. Ho ripetuto l’esperimento questa mattina alle dieci alla luce del sole e considerato che il brano suona ottimamente, sia riprodotto nell’atmosfera serale notturna e riflessiva, sia riprodotto nel bel mezzo di un caotico e rumoroso mattino d’ottobre.

HELLO IT’S ME.

venerdì, settembre 14th, 2007

Ascoltare questa ballata di Todd Rundgren, non è nessuno dei quattro di colore di apertura video e perdonate la sua mise eravamo in fondo negli anni settanta, mi ricorda i miei dieci anni e fa venire voglia di rivedere il film Il giardino delle vergini suicide, nella cui colonna sonora compare.

WAVE.

giovedì, agosto 16th, 2007

Una meravigliosa canzone. Perchè sono un fan dell’autore/esecutore, perchè ho visto due date di quella turnè, perchè nel video si intravede pure il grandissimo Michael Brook alla chitarra infinita (lui ha avuto per primo la chitarra infinita, mica The Edge), perchè il ritornello a due minuti e zero sette è da lacrimuccia. I’ll run to you, nothing stands between us now, nothing I can lose. This light inside can never die, another world just made for two. I’ll swim the seas inside with you and like the waves, without a sound, I’ll never let you down.

STEVE MCQUEEN.

sabato, aprile 21st, 2007

Le ho spedito un sms. Testo. Fossi in te mi precipiterei ad acquistare la specialissima Legacy Edition di Steve McQueen per piangere sulla nuova versione acustica di Desire as. Post scriptum. Moving the river, invece, in acustico non rende quanto l’originale, imho, ma quanto è…è…è…Desire as, originale e nella nuova versione acustica, ecco…insomma…ci siamo capiti…

I DREAM OF YOU INVISIBLE.

venerdì, aprile 13th, 2007

Pretty Boy Crossover.

ALL I NEED.

sabato, gennaio 27th, 2007

E’ finita da un po’ l’epoca in cui ero solito dire: sono in trepida attesa dell’uscita del nuovo disco di (…). Quale sia il mio grado di attesa, il loro nuovo disco esce a marzo. Ho trovato questo video inedito di una delle loro più belle canzoni, imho. All I need. All I need is a little time, to get behind this sun and cast my weight. All I need is a peace of this mind then I can celebrate. Una canzone da inserire nella categoria songs that made me cry.
[air, french band]

RIDE.

venerdì, ottobre 6th, 2006

Nel 1988 acquistai un volumetto dell’Arcana Editrice, David Sylvian & Japan, testi con traduzione a fronte. Nelle ultime pagine erano segnalate delle canzoni sparse, non apparse negli album di Sylvian, quali Bamboo houses e Bamboo music, Forbidden colours e Ride. Ho dovuto aspettare l’uscita di questo doppio cd nel 2000 per poter finalmente ascoltare l’ultima canzone citata, Ride. Una perla, come altre di David, commovente ai limiti delle lacrime, imho specifico sia chiaro, una canzone che mi verrebbe da inaugurare la categoria Songs that made me cry. Uhm, ci penso su e non è detto che…