Posts Tagged ‘school days’

I’M LOSING YOU.

martedì, dicembre 8th, 2009

Mi ricordo che ventinove dicembri fa, stavo frequentando la quarta superiore, entrò in classe bianco in volto, il mio compagno di banco (nato in italia da padre belga e madre francese, musicalmente preslei-bitolziano convinto che abitava in quel momento nello stesso condominio dove abitava il mio compagno di banco delle scuole elementari) mestamente annunciando a tutta la classe: hanno ucciso GionLennon.

ADULT EDUCATION.

sabato, settembre 12th, 2009

Stamattina mi sono recato nella biblioteca comunale a restituire un libro ed ho prelevato un volantino. Corso di lingua italiana per adulti. Il corso di lingua italiana per adulti è offerto a tutte le persone che sentono il bisogno di parlare questa lingua e di inserirsi nel nostro territorio. La prima cosa a cui ho pensato è stata: interessante ‘sta cosa, speriamo sia da intendersi rivolta a comunitari ed extracomunitari. Perchè a sentire parlare molte persone (e pure a sentirle addirittura parlare nei telegiornali, come ho più volte sottolineato via posts), sembra che la scuola l’abbiano poco (oppure male, malissimo) frequentata.
[hall & oates]

MMM SKYSCRAPER I LOVE YOU.

mercoledì, maggio 7th, 2008

Vicenza, 25 febbraio 1971. Scrivo dei pensieri, usando cinque nomi di case di tipo diverso. La caverna è la prima casa dell’uomo. Il grattacielo è una grande casa dove possono vivere tante famiglie e anche tanti uffici. Il castello è l’abitazione dove vivevano i re e le regine. Il palazzo è la casa dove si ricevono i signori e le signore. La villa è una casa dove abitano gli uomini che hanno tanti soldi.
[underworld]

SUNDAY BLOODY SUNDAY.

mercoledì, aprile 30th, 2008

Vicenza, 8 marzo 1971. Pensieri. Domenica sono andato alla messa, poi finita la messa sono andato fuori ed ho giocato a palle di neve e le buttavo alla mia nonna. Poi quando sono andato a casa ho guardato la televisione e quando il programma fu finito andai a giocare al pallone con il mio fratellino e alla sera ho letto tre Topolini e un Comix.

SCHOOL OF ROCK.

martedì, marzo 11th, 2008

Dopo aver letto questo post di Valentina al quale vorrei aggiungere, io nei miei otto anni di scuola media inferiore e superiore non ho quasi mai studiato il pomeriggio primo perchè il pomeriggio lo impiegavo in altre faccende tipo ad esempio giocare a pallone con gli amici oppure ascoltare musica solo soletto nella mia cameretta, primo a pari merito perchè stavo attentissimo in classe, e dopo l’ennesimo servizio televisivo sulla malaistruzione, ai giovani alunni e studenti vorrei dire…beh penso sia chiaro cosa volevo dire no? Altro che vermi in classe, altro che uscire non autorizzati un’ora prima della fine delle lezioni, altro che 164 modi per copiare nei compiti in classe, fate come hanno fatto (quasi) tutti i vostri predecessori…STUDIATE!!!

COMPAGNO DI SCUOLA.

mercoledì, febbraio 6th, 2008

Vorrei indire una raccolta firme. Per alfabetizzare coloro i quali scrivono le notizie che scorrono al tiggì due delle venti e trenta. Perchè capisco e comprendo che dalla frenesia e velocità nel battere i ditini sulla tastiera è facile ci scappi l’errore ma gli errori da un po’ di tempo cominciano ad essere troppi. E quando si scrive disinpegno così e non così (disimpegno) forse il punto non è la velocità. Tutti a scuola!

CHEMICAL.

martedì, novembre 13th, 2007

Stamattina mentre facevo colazione mi è tornata in mente una parola, anzi due. Dodecilbenzensolfonato sodico.

GOOSE.

mercoledì, ottobre 24th, 2007

Tabula rasa. Repulisti. Delete. Reset. Ricomincio da zero. Il mio primo quaderno di prima elementare lo ricordo pieno zeppo di aste e lettere dell’alfabeto in successione. Aaaaaaa bbbbb cccc xy zzz. Vogliate gradire questo particolare della prima pagina del mio secondo quaderno di prima elementare, dove si nota che già cominciavo a scrivere parole sghembe di ben tre lettere.

TURN IT ON AGAIN.

martedì, luglio 10th, 2007

Qualcuno sarà, in parte felice, per ciò che sto scrivendo. Mi capita spesso di sentire e vedere lo spot pubblicitario del Telecomcerto dei Genesis con, in sottofondo, Turn it on again. A me quella canzone, ogni volta che la sento, fa tornare alla mente la pizzata di fine anno scolastico, terza superiore, ed un compagno in particolare che ascoltava alla noia questo disco dei Genesis.

HURRICANE.

sabato, aprile 21st, 2007

Nel 1976 alla fine dell’anno scolastico un mio compagno delle scuole medie portò il 45 giri di Hurricane a scuola a fine anno scolastico il mio professore di musica permetteva che ogni alunno portasse un 45 giri da ascoltare in classe io non mi ricordo cosa portai il mio compagno portò hurricane di Bob Dylan anzi Bob Dailan come era solito chiamarlo lui deve essere stata quella l’ultima volta che ascoltai un brano di Robert Zimmerman

O MI GOD.

mercoledì, febbraio 14th, 2007
mi ricordo quel mio compagno di classe delle superiori che si ostinava a scrivere ripetutamente sulla lavagna sending s.o.s. to the world mentre il realtà il biondo ossigenato cantava I’ll send an s.o.s. to the world I’ll send an s.o.s. to the world che poi era lo stesso compagno di classe che scriveva ripetutamente sulla lavagna leaving kids alone quando il coro nei PinFloi cantava Hey! Teachers! Leave them kids alone! che poi era lo stesso compagno di classe che era idolatrato dalle compagne di classe e poi dopo qualche anno ha cambiato sponda e volete sapere come si chiamava? si chiamava marco volete sapere l’anno? era il 1979 in entrambi i casi ecco quindi due forse tre validi motivi storici per non andare a vedere i police ricostituiti ah sì ma tanto non ci sarei andato comunque sì avete ragione post scriptum sempre allo stesso compagno un giorno medesimo anno (im)prestai il secondo disco dei Cars (Candy-o) e lui per farmi capire che gli piacevano tre canzoni me le puntinò con la biro sulla retro copertina di cartone mossa che mi costrinse a comperare una seconda copia del disco (quella fallata la conservo ancora qui in negozio) quante cose sono successe nel 1979 l’ultima a mio vedere ma non per il suo punto di vista particolarmente spiacevoli

COLOSSAL YOUTH.

venerdì, febbraio 9th, 2007

Penso di aver capito, a distanza di anni, il reale motivo del mio essere stato rimandato a settembre in tecnica e merceologia, nel 1980 in terza superiore. In realtà i motivi sono più d’uno e mi è venuto in aiuto il volumone Post-punk di Simon Reynolds, tra parentesi terminato stamattina. Esaminiamo, ad esempio, alcuni avvenimenti del marzo 1980. Gli Orange Juice debuttano per la Postcard con Falling and laughing. Le Slits e il Pop Group inaugurano la Y Records con un singolo congiunto, In the beginning there was rhythm/There’s a will. For how much longer do we tolerate mass murder? secondo album del Pop Group. Atmosphere dei Joy Division. Colossal youth, primo album degli Young Marble Giants. Treason (it’s just a story), terzo singolo dei Teardrop explodes. A forest dei Cure. Tecnica e merceologia?

FIJACIÓN ORAL.

venerdì, gennaio 26th, 2007

Ieri, se non ho capito male, ho sentito una nota signora affermare, durante un tiggì di un network nazionale, la necessità di ridurre il fatto di cronaca scolastica accaduto nelle Marche, ad un bravata, una ragazzata. Adesso, io capisco che i tempi sono cambiati, capisco che in ogni tempo e luogo le assemblee di classe sono noiose, capisco che quando c’è la voglia c’è la voglia, capisco che i gestori di telefonia mobile devono pur guadagnare qualcosina con ‘sti benedetti (del Tronto?) mms ma (a me) hanno insegnato una cosa. Ogni cosa e luogo aggiungerei, (h)a (il) suo tempo.

LORELEI.

sabato, gennaio 13th, 2007

Ci deve essere qualcosa da psicanalizzare se mi capita di svegliarmi la mattina con in testa la parte finale di una poesia di Heinrich Heine portata all’esame di tedesco di terza media Ich glaube die Wellen verschlingen am Ende Schiffer und Kahn und das hat mit ihrem Singen die Lorelei getan.
[cocteau twins]

ORAL FIXATION.

venerdì, ottobre 27th, 2006

Ho sempre preferito gli esami scritti o di pratica piuttosto che quelli orali. Non sopportavo la permanenza di un volto davanti ai miei occhi nè la cantilena di una voce che pareva non dovesse concludersi mai. (Ilaria Bernardini: La fine dell’amore, ISBN). Personalmente, a distanza di più di ventanni dal mio ultimo giorno di scuola, posso affermare che la (mia) situazione si è capovolta.
[lydia lunch]