COLD.
venerdì, marzo 14th, 2008Cosa non si fa per non perdere una giornata lavorativa mentre si dovrebbe stare a casa a curarsi? Ci si riempie di spremute e succhi d’arancia, si fa finta di capire cosa ti dicono i clienti perchè avendo le orecchie abbastanza tappate spesso non ho idea di cosa vadano a chiedermi, si sostituiscono parlando le d alle t, si passa la notte in un angolino del letto tutto raggomitolato con il pile addosso per sudare a più non posso alla stregua di un rifugio peccatorum. Tutto per cercare di far passare al più presto questo raffreddore, di grande intensità e da me rinominato granfreddore, che mi affligge da un paio di giorni. Etciù!
[the cure]

2230. Il brusio della televisione sta accompagnando il post cena. Sono alla tastiera a spedire mails e sms per avvertire gli amici clienti dei nuovi arrivi del giorno e dei dischi prenotati. Mi alzo e per evitare di farlo domattina, senza occhiali potrei far traboccare la miscela, preparo il caffè. La mia colazione: caffelatte, plumcake e spremuta d’arancia. Ritorno alla postazione computer nella cameretta, navigo, scarico la posta e dimentico completamente di controllare la moka. Quanto tempo sarà passato? Cinque, dieci minuti? Più o meno. Sento una voce chiara e forte. Il caffèèè!!! Realizzo. Mi fiondo in cucina. Mi resta un misero trenta percento di caffè nella macchinetta, il resto è schizzato sul piano cottura e sul pavimento. Il suo sguardo è compassionevole. Come tuo solito, non ne fai una giusta!










