WELCOME TO MY NIGHTMARE.
sabato, settembre 27th, 2008Stanotte ho sognato che stamattina mi svegliavo alle dodici e cinquanta. Poco male, direte, è sabato in fondo, sì ma io il sabato lavoro. In tutta la mia vita non è mai successo che abbia dormito fino a quell’ora. Probabilmente la colpa va addebitata alla visione, fortunatamente di pochi secondi in totale, di una trasmissione su RaiUno ieri sera. Avevo da poco finito di cenare, ero a casa da solo e stavo facendo zapping televisivo. Mi blocco sul primo canale perchè leggo la scritta 1967 (l’anno), e mi ritrovo davanti quello che cantava, sei felice ti tirano le pietre, sei bello ti tirano le pietre eccetera. Ci ricapito, scorrendo di nuovo i canali, qualche minuto dopo e mi becco don bachi che canta nell’immensitàààà e non contento, concludo in bellezza, al terzo passaggio c’è il professore che canta samarcanda. Vorrei non scrivere che mi è venuto il magone, lo sgranfo (come si dice da noi in veneto) e che mi sono sentito veramente adulto (in realtà la parola alla quale ho pensato è stata un’altra ed è facile da dedurre).

Eccomi di nuovo nella Grande Mela. Come le altre volte, dopo il volo intercontinentale, sbuco in Times Square salendo la scala mobile della metropolitana la cui fermata è all’interno di un mall cittadino. Un centro commerciale in pieno centro città. La Grande Mela è un centro commerciale. Non vedo l’ora di uscire attraverso la porta scorrevole. Forse dieci anni tondi tondi passati a spacciare musica in un centro commerciale mi hanno ammalato. Claustrofobia. Esco e mi incammino a destra, in direzione della vasta piazza con l’enorme monumento. Un personaggio a cavallo. Non riesco a leggere la targa per sapere chi sia. Non sono mai riuscito a leggere il nome. Mi siedo sulla scalinata del Palazzo di Giustizia e sfoglio un libro nell’attesa che giunga l’orario di apertura del Museo di Storia Nazionale. Finalmente ci siamo. Toh, hanno inaugurato la sezione Roma città eterna. Interessante, hanno persino ricostruito una parte dei Fori imperiali. Eh sì, quando vogliono fare le cose in grande ci riescono.
E` quasi mattino e sono nella fase rem, probabilmente l’ultima delle fasi rem della nottata. Il sonno paradosso. Dicono sia la fase dei sogni intensi. Comunque mi trovo, solo, all’interno di una stanza quadrata, aperta completamente da un lato. Un paio di casse acustiche, appese alle pareti, irradiano musica. Riconosco la voce di David Sylvian in un paio di canzoni e un pezzo dei Japan, Imitation of life. Sono secoli che non ascolto pezzi dei Japan e non esistono canzoni dei Japan intitolate Imitation of life. La fase rem coincide col nome di un famosissimo gruppo americano. Il gruppo, i R.e.m., nell’album Reveal, includono una canzone dal titolo Imitation of life. Io però sento i Japan che eseguono una canzone che si chiama Imitation of life. Sicuramente è un inedito ed esiste solo nella (mia) fase rem…










