Posts Tagged ‘dream within a dream’

WELCOME TO MY NIGHTMARE.

sabato, settembre 27th, 2008

Stanotte ho sognato che stamattina mi svegliavo alle dodici e cinquanta. Poco male, direte, è sabato in fondo, sì ma io il sabato lavoro. In tutta la mia vita non è mai successo che abbia dormito fino a quell’ora. Probabilmente la colpa va addebitata alla visione, fortunatamente di pochi secondi in totale, di una trasmissione su RaiUno ieri sera. Avevo da poco finito di cenare, ero a casa da solo e stavo facendo zapping televisivo. Mi blocco sul primo canale perchè leggo la scritta 1967 (l’anno), e mi ritrovo davanti quello che cantava, sei felice ti tirano le pietre, sei bello ti tirano le pietre eccetera. Ci ricapito, scorrendo di nuovo i canali, qualche minuto dopo e mi becco don bachi che canta nell’immensitàààà e non contento, concludo in bellezza, al terzo passaggio c’è il professore che canta samarcanda. Vorrei non scrivere che mi è venuto il magone, lo sgranfo (come si dice da noi in veneto) e che mi sono sentito veramente adulto (in realtà la parola alla quale ho pensato è stata un’altra ed è facile da dedurre).

VOLTAGE CONTROLLED DREAMING.

mercoledì, gennaio 23rd, 2008

E sempre a proposito di sogni, mi capita spesso di risognare o riprendere sogni già sognati. Marzullo forse si chiederebbe se la vita è un sogno. Io preferirei chiedermi, se possibile poter scegliere, mica sempre a volte, cosa sognare. Perchè sognare il mare a gennaio non fa che accrescere la voglia di tornarci, al mare. Comunque sia, sempre sogni strani e strambi. E se non posso addebitare la colpa nè al passato verdura nè all’insalata, cotoletta alla milanese carote mozzarella e maionese, di ieri sera, la addebito al libro che sto leggendo in questi giorni. Questo.
[unlimited dream company]

LAST NIGHT I HAD A DREAM.

martedì, gennaio 22nd, 2008

Stanotte I had a dream. Stavo passeggiando nelle vicinanze di via Mazzini. Incontro un mio amico, il quale abita poco distante. Passeggiamo assieme per un tratto di strada, fiancheggiando le mura imbrattate del recente nuovo teatro comunale cittadino. Mi invita a casa sua. Abita all’ultimo piano della palazzina ora anzichè al primo. Portone d’ingresso, altri ragazzi e ragazze che attendono l’arrivo dell’ascensore, riconosco alcuni visi conosciuti che però non associo ad alcun cognome che ricordavo. Capisco dopo un po’ il perchè di questo affollamento, nella palazzina sono state eliminate le scale in favore dei soli ascensori. Finalmente dopo una lunga attesa riusciamo a salire ed arrivare all’ultimo piano. Pare ci sia una festa, scorgo bicchieri, bibite e tranci di pizza. Il mio amico mi dice che è la migliore pizza della zona, pizzeria al taglio Wom. Per vostra conoscenza, Wom (World of music) è forse la più grande catena di negozi di dischi della Germania. Durante tutto il sogno mi è sembrato di essere in un romanzo di Bret Easton Ellis. E ieri sera ho cenato solo col passato di verdura.

ATROCITY EXHIBITION.

sabato, novembre 24th, 2007

Stanotte ho fatto un sogno a metà tra un racconto straordinario di Edgar Allan Poe ed un racconto straordinario di James G. Ballard. I pochi particolari che ricordo stamattina a riguardo sono: un’auto il cui freno a mano non teneva, una baita sulle Dolomiti, una bouvette d’ospedale, un animale simile ad un procione, un armadietto di tipo militare.

SPIDERS.

giovedì, novembre 22nd, 2007

Stanotte ho sognato ragni. Grandi, pelosi, illuminati, sì so che è difficile immaginare un ragno illuminato ma il mio aveva una lampada sull’addome che illuminava il soffitto. Ragni verdi. Che poi, ad onor del vero, nelle ultime settimane un paio di ragni in casa li ho avvistati. Ragno porta guadagno, dicono, non molto nell’ultimo mese che tra assicurazioni vita e auto e inps eccetera il guadagno non si è nemmeno avvicinato. A parte ciò, dovrò consultare qualche fonte online per capire il significato del sognare ragni. Magari potrei chiedere allo scrittore Patrick McGrath, del quale anni fa lessi il romanzo Spider oppure al gruppo di pop inglese Space, autore di questo disco. Stanotte ho sognato ragni. Verdi, illuminati, enormi.

POWER OF THE MIND.

martedì, maggio 15th, 2007

Stamattina, pochi minuti prima del suono della sveglia, ho aperto gli occhi e le prime parole che la mia mente ha pronunciato sono state: Antonio Skarmeta. Devo capire il perchè. Io, di lui, scrittore cileno, nulla ho letto, lo conosco di fama e non l’ho nemmeno nominato in mie conversazioni, i giorni precedenti.

MONACO 74.

lunedì, aprile 23rd, 2007

Da ieri mattina, dalle ore undici circa, sono felice possessore di una Adidas Holland Tee. Dopo le Onitsuka Tiger, un altro dreams made reality.

ABDUCTION.

sabato, aprile 14th, 2007

Stamattina mi sono svegliato con un leggerissimissimo mal di schiena. E questo ci sta tutto, la mezza stagione, le temperature che s’alzano e s’abbassano, la postura davanti al pc, last but not least l’età. Ieri pomeriggio stavo discorrendo qui in negozio con lui riguardo alieni, maya e aztechi. Sarà stata quella la causa oppure no, stamattina ho pure notato la comparsa di un brufolo, all’altezza del bicipite sinistro, dove piego l’avambraccio. Il mio primo pensiero è stato: io speriamo che mi ci hanno rapito gli alieni stanotte. Ho pensato di essere stato vittima di un abduction, come dicono gli inglesi, rapimento. Nello specifico, parlando di UFO, rapimento di esseri umani da parte degli alieni. Abduction che mi fa venire in mente questa copertina di cd.
[eat static]

DREAMS.

domenica, aprile 1st, 2007

Non oso immaginare quali potrebbero essere i miei sogni se, solo per aver cenato ieri sera a pizza al pomodoro con mozzarella di bufala, ho sognato che: uscivo dal negozio lasciando la porta aperta, mi perdevo in una città che pareva essere Torino e cercavo senza riuscirci di tornare in negozio che preciso, non è dislocato nella medesima città; mio fratello si era licenziato; mia madre dava alla luce un terzo figlio, una bimba che decideva di chiamare Elisabetta.

SKATEAWAY.

martedì, agosto 1st, 2006

Mi capita spesso di sognare di pattinare a piedi nudi su pozzanghere formatesi in piazze di città che conosco. Sia le piazze che le città, conosco. Scivolo pattinando da una pozzanghera all’altra e da una piazza all’altra. Anche stanotte. E’ un sogno ricorrente. Cosa significherà?
[dire straits]

BIG APPLE.

martedì, maggio 31st, 2005

Eccomi di nuovo nella Grande Mela. Come le altre volte, dopo il volo intercontinentale, sbuco in Times Square salendo la scala mobile della metropolitana la cui fermata è all’interno di un mall cittadino. Un centro commerciale in pieno centro città. La Grande Mela è un centro commerciale. Non vedo l’ora di uscire attraverso la porta scorrevole. Forse dieci anni tondi tondi passati a spacciare musica in un centro commerciale mi hanno ammalato. Claustrofobia. Esco e mi incammino a destra, in direzione della vasta piazza con l’enorme monumento. Un personaggio a cavallo. Non riesco a leggere la targa per sapere chi sia. Non sono mai riuscito a leggere il nome. Mi siedo sulla scalinata del Palazzo di Giustizia e sfoglio un libro nell’attesa che giunga l’orario di apertura del Museo di Storia Nazionale. Finalmente ci siamo. Toh, hanno inaugurato la sezione Roma città eterna. Interessante, hanno persino ricostruito una parte dei Fori imperiali. Eh sì, quando vogliono fare le cose in grande ci riescono. C’è troppo da vedere al museo cosìcche a pranzo non mangio. Merenda verso le sedici. La solita pizzeria al taglio. Hanno posizionato davanti all’ingresso un mega manichino di un pizzaiolo per pubblicizzare al meglio la tavola calda. La volta scorsa non c’era. Trancio di pizza e passeggiata lungo il viale alberato che mi conduce alla chiesa di St. Patrick. Anzi le due chiese. La vecchia e la nuova. La vecchia ha avuto un incidente. Un reattore staccatosi malauguratamente da un aeromobile ha demolito l’ala destra della costruzione. E vedendo nell’incidente un segno del destino, hanno pensato bene di alzare una nuova cattedrale. Forse parlare troppo di Donnie Darko ha avuto il suo effetto. Stop. Mi sveglio perchè l’alba sta penetrando attraverso le fessure della tapparella semi alzata. E pensare che non ho mangiato pesante. Spaghetti zucchine e gamberetti. E pensare che non sono mai stato nella Grande Mela. Never.



IMITATION OF LIFE.

giovedì, maggio 12th, 2005

E` quasi mattino e sono nella fase rem, probabilmente l’ultima delle fasi rem della nottata. Il sonno paradosso. Dicono sia la fase dei sogni intensi. Comunque mi trovo, solo, all’interno di una stanza quadrata, aperta completamente da un lato. Un paio di casse acustiche, appese alle pareti, irradiano musica. Riconosco la voce di David Sylvian in un paio di canzoni e un pezzo dei Japan, Imitation of life. Sono secoli che non ascolto pezzi dei Japan e non esistono canzoni dei Japan intitolate Imitation of life. La fase rem coincide col nome di un famosissimo gruppo americano. Il gruppo, i R.e.m., nell’album Reveal, includono una canzone dal titolo Imitation of life. Io però sento i Japan che eseguono una canzone che si chiama Imitation of life. Sicuramente è un inedito ed esiste solo nella (mia) fase rem…