Tutto ok! ;)

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Il kefir si è ambientato alla grande e, da circa 20 gr di grani, ora me ne sono ritrovata quasi 70/ 80 gr. Perciò devo metterli a bagno in ca. 700/800 ml di latte, quotidianamente e mi ritrovo una produzione che procede con progressione geometrica….

Inutile specificare che, in casi analoghi, come non pensare a….Fantasia di W. Disney: in particolare all’ Apprendista Stregone, con la moltiplicazione delle scope. Io già mi vedo i granuli impossessarsi dell’appartamento e cacciarci giù dalle scale…;-).
Ma non divaghiamo.
Ora c’è un ma.

Domani, all’alba, volo a Berlino, ufficialmente per far fare delle firme a Micol, firme che avrei potuto falsificare anch’io in privato ma che, per motivi di serietà, è meglio far fare in originale.
E poi….dove la trovo un’occasione migliore per fiondarmi lassù, ora che il gelo si è sciolto e dare un’occhiata sia alla città, che non conosco, sia alla location dove vivono figlia e moroso? ;-) Direi un’occasione di quelle da non perdere.
Il neo è la partenza all’alba: del resto da Orio è così. Il marito mi accompagna, con partenza alle 4.00/4.15. Poi lui tornerà a casa a dormire e io ciondolerò tutto il giorno.

E qui mi è sorto il problema dei grani di kefir, paragonabili davvero al cane o al gatto di casa….;-) Escluso di rifilare al consorte l’impegno di “accudirli”, mi sono documentata sul web. Fino a una, due settimane si può lasciarli in frigo, annegati nel latte: il freddo rallenta la produzione.
Al ritorno si buttano via le prime due secchiate e poi dovrebbero “ripigliarsi”.
Lo spero, perché erano proprio bellini: tutti accrocchiati a cavolfiore, come nelle foto di google e il kefir iniziava a diventare cremosetto e anche buono.
Pazienza…ricominceremo da capo il trattamento!

A presto con delle belle foto ( spero!).

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Aspettando Godot…..

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http://www.kefirkefir.altervista.org/kefir%20latte.jpg

 Ho ordinato sul web dei grani di kefir. Premessa: non sapevo minimamente che cosa fosse questo elemento finché un giorno, all’Ipercoop ne ho preso un flaconcino nel reparto yogourth. Mi è piaciuto molto e ho cercato info sul web….scoprendo un mondo!
A parte che, sotto la voce “benefici del kefìr” si apre un’enciclopedia di promesse degna di certi alchimisti o speziali del tempo che fu…
Insomma, parrebbe risolvere tutto e il contrario di tutti, dato che possiede la bellezza di una trentina di ceppi bacilliferi.
Si può anche produrre in casa, con un notevole risparmio, il problema è che i “grani” che servono per la prima produzione, non vengono venduti nei negozi. Nemmeno in quelli BIO, nemmeno a peso d’oro.

E allora, che fare? Bisogna chiederli a qualche conoscente oppure acquistarli su Internet.

Ma qui: attenzione, perché ci sono persone approssimative, che te li spediscono in modo poco adeguato, per cui ti arrivano acidi, oppure morti, oppure tracimano dai sacchetti e si devastano….;-)
Fortunatamente sono capitata su un sito molto benfatto dove una persona, estremamente precisa, dà tutte le indicazioni per ottenerli e per il loro futuro trattamento, garantendo una spedizione asettica e adeguata.
Inoltre ha spiegato che i grani si presenteranno sotto forma gelatinosa e la loro colorazione varia dal bianco opaco alla quasi trasparenza. Sono costituiti da lieviti agglomerati, batteri e da un polisaccaride.

Ora, sul web ho letto che qualcuno li chiama ( orrore), “vermetti”, trattandoli come se fossero loro, i grani, ad essere esseri viventi, che si muovono ecc ecc. In realtà la parte biancastra che aumenta progressivamente di volume, è soltanto l’ambiente dove i batteri fanno il loro lavoro!
Insomma, diciamo che mi ha convinta e così ho inoltrato l’ordine.
Poi ho aspettato con ansia il loro arrivo.
Ieri, sbirciando la traccia sul sito delle Poste ho scoperto che dal primo mattino erano arrivati nella mia città. Diluviava e il postino non è passato, nemmeno con il mio pacco raccomandato!! >:-(
Immaginandomi già un cimitero di batteri inaciditi ho telefonato al Centro di smistamento e mi è stato detto che “il postino era fuori, che si trattava di un trimestrale ecc ecc”.
Morale, nel tardo pomeriggio il responsabile che mi aveva risposto al telefono, mi ha portato personalmente il pacchetto e, tempo 10′, già mi ero procurata i ferri del mestiere ( bricco di vetro, latte pronto e colino e cucchiaino di plastica).
Ora l’insieme riposa al buio, nell’interno di un mobile, fino a stasera.

Poi dovrò colarlo e buttare il latte. Ripeterò il procedimento per altre tre volte e alla fine, martedì sera potrò avere il mio primo kefìr artigianale.

Se questo blog si interromperà per più di tre mesi, ci sarà da preoccuparsi!! ;-)

 

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BENVENUTI A Berlino di Siberia !

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Non sono stata a Berlino a trovare la figlia, come il titolo potrebbe suggerire, ma ho notizie abbastanza attendibili sia dal meteo che dalla voce diretta della new entry, anzi..direi Neuer Entrag!! Insomma, hanno collezionato giornate a – 15°/-17° di minima e -4°/-6° di max.
Ecco spiegato perché non sono ancora andata a trovarli, come mio solito……;-D

Quando sono andata in pensione, le varie colleghe ( ovviamente molto più giovani) non facevano che ripetermi “beata te, che adesso, chissà che viaggetti ti farai e in bassa stagione!
In realtà, invece, non ho ancora realmente approfittato dello stato e, per il momento, mi sono concessa, in periodo scolastico ( e non nego la soddisfazione…) alcune puntate, coincidenti con le sarabande delle figlie: a Londra a trovare la prima, a Edimburgo e  a Ibiza a trovare la seconda, che è più irrequieta perché, ovviamente, non ha ancora trovato una stabilità lavorativa, altrimenti se ne starebbe nella Isla blanca, senza andare a congelarsi là, a Kreuzberg, vicino al Checkpoint Charlie!

Lo sai che tutte le mattine controllo il meteo, sia di qui, che di Ibiza e ovviamente SVENGO, ma perché anche voi siete a 17°????!!!!!!!!!” mi dice l’altro giorno….
A dire il vero qui il discorso è più allegro ( la solita fantasia italiana), perché si passa dal lunedì a 17°, al martedì a 3° e via delirando…
Ma non parliamo più del meteo, che non siamo inglesi! >:-(

Che succede a Berlino?
Ormai sono là da due mesi e, per il momento, non hanno ancora trovato nulla. Ovviamente non è proprio il periodo adatto, visto che, con il freddo polare, in giro non circola nessuno e anche i vari locali o ristorantini non hanno bisogno di personale.
Del resto, senza conoscere la lingua non trovi nulla e, al momento, la priorità è quella!

A parte che un mesetto abbondante è andato per procurarsi il famigerato Anmeldebestätigung, ovvero il certificato di residenza, senza il quale non puoi nemmeno respirare.
Peccato che gli ostelli non te lo rilascino e, se non vivi in un appartamento sei fritto.
Ma trovare una stanza , in appartamento condiviso, per una coppia, non è semplicissimo…
Preferiscono i singoli e la cosa è un po’ strana, perché un singolo potrebbe essere uno dei soliti allegri Erasmus che poi ti organizzano feste a ritmo serrato. Una coppia dovrebbe dare un maggior senso di stabilità.
Non è così, rispondendo a tantissime inserzioni, hanno incontrato  difficoltà a iosa finché,  alla fine e per fortuna, hanno trovato una stanza di 40mq, in un appartamento subaffittato da una signora tedesca che vive lì col bambino.
L’appartamento è in pieno centro e la sciura, essendo stata sposata con un argentino, parla correntemente anche il castillano. Dunque si intendono.
Già, ma allora come imparerai il tedesco???”
Pare che la Dame sia bendisposta a parlare per un’oretta e il fatto che conosca anche lo spagnolo è sicuramente un vantaggio per la comunicazione. Anche il bambino è molto disponibile e talvolta organizza una lezione di tedesco con i suoi libri di scuola…
Ma i tedeschi ferrei e tetragoni di una volta? ;-) Forse qui intervengono i geni paterni sudamericani??? Chissà….
Nel frattempo come vivono?
Con i proventi dell’affitto dell’appartamento sull’Isla si pagano l’affitto e con i risparmi accantonati in estate per il momento campano.
La vita non è molto cara .
Per il momento il tutto non è che  sia ….di tutta tranquillità! ;-)
Nel complesso, però, mi sembrano piuttosto contenti….e questo è quanto !
 

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Ecosippo!!

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Ecosippo, il papa argentino!!!”, questo è stato il sms che mia figlia Alice mi ha spedito da Milano mercoledì sera mentre, finito il turno, rientrava velocemente a piedi nell’appartamento condiviso di zona Corso Como….
E io sono scoppiata a ridere.
“Ecosippo” è un’espressione prettamente delle Valli dell’Alto Veneto, utilizzata quando si vuole sottolineare, in modo efficace, la sorpresa per qualcosa di inaspettato…
Lei l’ha mutuata dall’antico moroso hockeista ( che abitava) e abita tuttora , in un ridente paesino di una delle vallate intorno a Cortina.
Con una sintesi che ha dell’incredibile, PapaFrancesco è riuscito a condensare il suo passato ( ultimo ex-moroso argentino), con il presente ( attuale moroso assisano). Il minimo che potesse scrivermi era appunto “Cosippo!” ;-)
E qui si evidenzia la potenza della parola.

Sul fb, invece, si è evidenziata, come sempre, la “tuttologia” più sfrenata da parte di scatenati esegeti della dottrina che, pochi secondi dopo la fumata bianca ( il gabbiano aveva appena finito di filar via dal comignolo rovente) già dissertavano dello scibile umano, sfegatandosi in certi copiaeincolla denigratori della figura del nuovo eletto.
[Di contro, sulle home pages delle mie mancate-parenti della fine del mondo, con le quali, peraltro, ho mantenuto civilissimi rapporti era tutto un tripudiare, un postare foto di tale Francisco, uno scrivere "No paro de llorar....qué emociòooooooon !!!!!"
Proprio agli antipodi, nel vero senso della parola.]

Io non sono praticante, per vicissitudini varie ho “fatto” la Prima Comunione a 16 anni, dato che la mia cattolicissima insegnante di Filosofia delle Superiori si attivò in modo fervido per sopperire alla mancanza. Non sono cresimata perché successivamente nessuno lo venne a sapere, per cui non sono soldato di Cristo, come si diceva una volta. Ma, diamine, la tolleranza non è proprio più di questo mondo.
E, soprattutto, vogliamo dare alle persone il beneficio del dubbio e, prima di giudicarle, vederle all’opera?
Per tutta la mia carriera scolastica ho sempre cercato di mettere in guardia gli studenti contro il pregiudizio. Ma talvolta temo che sia stata una battaglia contro i mulini a vento…

 

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Vedi Napoli……

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Ecco qua: questa è stata l’immagine di Napoli che mi è balzata all’occhio, non appena arrivata nella camera dell’hotel, al 28^ piano di un grattacielo che spiccava nel cielo in modo prepotente!

Posso dire soltanto: impressionante!
Il mio unico contatto con Napoli risale ad una gita scolastica di almeno 10 anni fa, una gita a dir poco “sciagurata”, effettuata in pullman, con un viaggio notturno di 11 ore, passato con le ginocchia di alcuni grezzetti, ovviamente costretti in sedili troppo ravvicinati, che mi perforavano la colonna vertebrale. Senza chiudere occhio, ovviamente, ricordo che eravamo approdati in zona Porto verso le 8 del mattino e, successivamente, avevamo fatto una “toccata e fuga”col bus, in alcune zone strategiche della città, praticamente senza veder nulla!

Ma, dopo una veloce ricerca, ho ritrovato gli appunti…e me li riscrivo. Lo so, è un po’ autoreferenziale, ma personalmente, sono ricordi che voglio riaccarezzare…;)

Non avevo ancora disfatto la valigia di Lisbona, dopo la gita con la VM che , causa un’improvvisa ( e secondo me “mirata”) defezione del collega accompagnatore della IV A , mi sono ritrovata sul famoso pullman per la “Gita giapponese.”( Partenza di sera alle 11, arrivo previsto a Napoli per le 9 del mattino…subito la guida per una breve visita
alla città..e così delirando per altri due giorni!!)
Ok, come in ogni programma nipponico, ogni previsione è stata rispettata completamente. Il commento di un alunno, al termine del viaggio è stato ” Prooaf, è stata la gita più pulmanata della mia vita!”
E come dargli torto? 11 ore per raggiungere Napoli…incastrati nei sedili, con le loro teste appoggiate ai vetri umidi e freddi nella notte e le gambe lunghissime stipate contro il sedile davanti….Io avevo le ginocchia di Marco praticamente infilate nelle mie costole, ma tacevo e vegliavo. Gli altri non erano in condizioni migliori…solo una delle colleghe, che è 1.50…..riuscendo ad accoccolarsi su due sedili , riusciva anche a dormicchiare.
Ma più dei disagi osceni del viaggio notturno ( sia in andata che al ritorno) quello che mi ha allibito è stato il trattamento “culinario” degli studenti.
Allora, quando si va a Praga ( per fare un nome a caso) si passano le ultime settimane a far capire ai palestratoni ben pasciuti dalle mamme, che il cibo là è leggermente diverso.
Si suscitano scenari di zuppe alle cipolle, alle patate, di bocconcini lessati con riso…e li si minaccia di non fare boccacce, né di comportarsi come dei provinciali, tanto, esaurito il pranzo in hotel, ci saranno cento birrerie a disposizione, con wurstel o gulash ad ottimo prezzo…..
E loro rispettano i patti, anzi, spesso qualcuno poi mangia la zuppa e commenta che non è nemmeno male!
Ma una gita a Napoli e in Costiera si porta addosso grandi aspettative….di pizze, pesce, fritti misti, bufale…( essendo in
programma anche la Reggia di Caserta….).

E allora capirete che, quando per tre giorni consecutivi questi si vedono parare davanti pasta al sugo e …….carne con patate…nel Residence di Sorrento, con i bungalow appollaiati su una ridentissima costa a picco sul mare, qualcosa non funziona.!!
E quando il secondo giorno si riesce a raggiungere Amalfi, la perla, e nel Ristorante sul mare ai proff vengono servite penne con le cozze e ai ragazzi …ennesime penne al sugo…e a me che, imbufalita, chiedo conto e ragione del tutto, viene data la perentoria risposta ” Prof,
questo prevede il menu studentesco!” accompagnata dal classico allargamento delle braccia…allora è chiaro che queste Agenzie di viaggi proprio ci marciano su questi ragazzi. [Lo si sa da sempre, ma questa è stata la scontata riprova.>:-( ]

Il risultato è stato che, dopo l’ennesimo arrosto con patate, i ragazzi si sono ordinati dei fritti di pesce ( a pagamento). Due, inviperiti, dopo aver mangiato carne e patate sono usciti sullo splendido lungomare, sono entrati in un Ristorante dove li hanno
accolti con ” I signori desiderano?” E questa frase li ha ipnotizzati…hanno ordinato pesce, hanno mangiato come dio comanda, hanno speso 24 euro a testa, sono usciti soddisfatti e, davanti al Duomo splendido e luccicante sotto un sole partenopeo, mi hanno raccontato il tutto, con l ‘aria pasciuta di perfetti uomini di
mondo….. :-) )))
Ovviamente sorvolo sulle bellezze dei luoghi, sulla Trattoria fantastica in via della Speranziella ( indicataci da una collega
napoletana) dove abbiamo mangiato di tutto e di più! ( Un’ora, però, per trovarla…ai quartieri spagnoli, credo…), sorvolo anche sul caffé alla nocciola……..mmmhmm….una bomba calorica che è valsa la pena di provare…Sorvolo sul nervoso che ci ha fatto venire fare in Napoli solo una toccata e fuga di tre ore…..
Un’ultima annotazione ….folcloristica.. :-) Col pullman Gran Turismo abbiamo impiegato 3h e mezzo per percorrere…60 km in Costiera….. :-) 

Ogni due su tre eravamo inchiodati per qualcosa che arrivava in senso contrario ( e che, spesso, non avrebbe dovuto…) tipo certi mostruosi camion a rimorchi….assolutamente proibiti!!
Uno degli autisti scendeva e lì iniziava il teatrino ” Dentro lo specchiètto, spécia…va’…alt!!!!” e intanto dietro di noi si allungava una fila di macchine ruggenti….Al primo slargo il pullman accostava verso il parapetto a mare……..per farle passare, preceduto in questa gentile manovra dai claccson impazziti delle auto in coda che, essendo guidate da “locali”, erano pronte a lanciarsi nelle a loro note vie di fuga… E qui…scatenamento generale!!!! Le auto balzavano in corsa, sorpassando noi allibiti e dai finestrini delle stesse si levavano volti feroci, mani, braccia, dita……:-)))

Giuro, delle scene esilaranti nella loro immediatezza e l’autista leghista, all’ennesimo gestaccio, urlava dal finestro:” Ueh….ti, col cü che te passèt d’ora innanz!!!” I ragazzi si piegavano dalle risate e noi mandavamo uno sguardo imperturbabile e assente sul luccichio dello splendido mare…… :-)

Ok, torniamo all’oggi! Questa volta il mio contatto con Napoli è stato decisamente più “personale”…Sono stati pochi giorni, ma sufficienti a rendermi lo “spirito” della città ( così lo definirei. A partire dalla foga con cui qualsiasi persona cui ti rivolgevi per avere un’informazione, si faceva poi in tre, per non dire in quattro, per spiegarti la rava e la fava con dovizia di particolari e con una disponibilità a dir poco sorprendente!

Per farla breve è stata una visita proprio  ”a volo d’uccello”, passando il centro storico, senza nessun tipo di approfondimento, ma cercando di vedere, almeno superficialmente, tutto quello che offriva e rimandando gli approfondimenti ad un’ulteriore visita!
Però…sono riuscita a incontrarmi con Mafalda! Proprio davanti alla Chiesa de Gesù!! Abbiamo bevuto un caffé, sedute ad un tavolino insieme a mio marito che, naturalmente, non ha avuto nemmeno il tempo di dire un “ba…”, zittito dalle nostre ( seppur brevi) chiacchiere di recupero!
Ci siamo accorte , com’era prevedibile, che avevamo entrambe l’impressione di essere in presenza di un’amica con cui si erano condivise esperienze, seppure virtuali,  che avevano però, una valenza profonda.
Questo è il frutto dell’esperienza del blog che lascia, è inutile dirlo, un segno davvero tangibile! ;-)
 
 

 

 

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Passata è la tempesta, odo……. ;-)

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Non ci posso credere! Sono trascorsi più di due mesi dalla mia ultima “passata” da queste parti! Sorvolerei sulle ovvietà relative al trascorrere veloce del tempo, ma è un dato…
La “tempesta“? In realtà è stato un piacevolissimo turbine.
Avrei DOVUTO registrare quotidianamente tutto l’ambaradàn che la presenza delle figlie coi morosi ( per una settimana siamo stati in sei!) ha comportato a tutti i livelli. Ma non avevo proprio la testa per piazzarmi di giorno sul blog: essendo occupata a registrare tutto quello che c’era nel frigo e a riprogrammare gli acquisti di cibarie…..;-).
Poi io, che notoriamente non sono mai stata una cuoca, ho il vizio di strafare quando mi trovo ospiti.
Non avendo, però, la perizia delle consumate cuciniere, finisco per strozzarmi con le mie stesse mani…..Poi, alla fin fine il risultato non è nemmeno male, ma, nel frattempo, vivo di mille fottoni e mi sento per ore estremamente precaria! ;-P

Ok, a Natale non sono stata da meno e ho organizzato il pranzo con almeno 5 eccessi, che poi mi sono ritrovata puntualmente nel frigo per giorni e, alla fine, quasi mi vergognavo a ripresentarne in tavola alcuni esemplari. Fortunatamente avevo chi faceva la festa a tutto! ( Inutile specificare..”el chico!” :-D ).

Stamattina riscrivo, un po’ per lasciare una traccia di queste giornate davvero divertenti, ma anche per evitare l’accumulo, visto che sono in partenza e non vorrei, poi, far passare altri secoli.
Vado a Napoli per quattro giorni e la cosa mi rallegra moltissimo per vari motivi:
1) La mia famosa cognata cantante partecipa, ormai da anni, ad una manifestazione canora ( per chi ha 50…e più!) che tutti gli anni si tiene al Teatro Mediterraneo ( credo). Quest’ anno ho deciso di accompagnarla, così avrà un po’ di claque…;-).
Siamo alloggiati in un Hotel grattacielo del centro e finalmente avrò modo, mentre lei fa le prove, di visitare un po’ la città, che praticamente non conosco!
2) Molto probabilmente riuscirò a conoscere Mafalda ( tà-dàn) e a bere un caffé con lei!!!
Maf è stata una delle più assidue compagne-di-blog almeno degli ultimi 8 anni , poi se ne sono perse le tracce. Mi piaceva moltissimo come scriveva e non vedo l’ora di poterla incontrare…..L’ho contattata su fb e speriamo di riuscire a combinare…;-)))

Insomma, gli argomenti non dovrebbero mancarmi, prossimamente….Volutamente non ho toccato l’argomento figlie, che merita ben altri approfondimenti….;-)))
Ora mi spiccio che fra poche ore abbiamo il Frecciarossa che ci attende….;-)

 

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Com’è andata? ;-)

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Ovviamente bene!
Quando siamo arrivati, in largo anticipo, perché occorreva fare tutti i collegamenti, con le casse, il mixer…e tutta quella fuffa di fili che sono necessari in questi casi, c’erano già 6 o 7 vecchietti che si erano preparati in prima fila…!

Una, una certa Diana, che già l’anno scorso, chiedendomi il nome, aveva trillato “DIANA??? Ti chiami come me!!” e io a spiegarle che ero “Liana, ma che, vedi, ci chiamiamo quasi uguale...” e poi mi ero detta che magari potevo anche lasciar perdere e dirle che sì, avevamo lo stesso nome! :-)
Questa volta mi branca il vestito e mi dice “Bello! E’ di seta, vero? Io ho lavorato in tessitura per 40 anni, torcevo i fili…” Ovviamente è di viscosa, ma non glielo dico….;-)
E fa il gesto con le mani che vanno su e giù.
Mi accorgo che ha uno smalto grigio-azzurro sulle unghie e ricordo allora che anche lo scorso anno aveva unghie dipinte con colori moderni. Ha quasi 80 anni e ne dimostra  10 di meno.
Prosegue ” Ah, io sono un tipo sincero, disi semper la verità…! E peu, sun sempre cuntenta. Chi, ai gent che la piang de bùn. Ma cosa piangi a fare? Poi che ci guadagni?”
Che è un tipo sincero me ne accorgo dopo un po’, quando mia cognata M., la maggiore, quella che canta da soprano, intona “Non ti scordar di me”: Diana inizia ad accartocciare la faccia e a fare no con la testa. Non contenta  bofonchia “La me piàs no!”, riferendosi alla canzone.
Spero che mia cognata non la veda, dato che, se non sei abituato, cantare davanti ad un pubblico è sempre ansiogeno, se poi hai questi riscontri…..;-))))

Comunque va tutto bene e, dopo due canzoni, i vecchietti sono lì a cantare a squarciagola i cori..”Rose rosse per teeeeeeeee…” e via discorrendo.
Mio marito ha abbandonato per questa volta il suo solito repertorio di Una lacrima sul viso/ Sapore di sale/ Guarda che luna/ Si è spento il sole  perché proprio non ne poteva  più…e si è lanciato su It’s now or never ( la versione Di Elvis Presley di ‘O sole mio, e Storie di tutti i giorni di Fogli, che sono state apprezzate.
Io ho fatto le mie e anche lì, giù applausi….ah ah ah. Poi ho cantato con l’altra cognata un duetto su “Reginella campagnola“, ma, siccome non era stato preparato, secondo me è uscito penoso…Però sul Lallaleru-larì-lallà i vecchi cantavano e penso che abbia sortito il suo effetto..;-)))

Alla fine Micol e Alex non hanno cantato Adèle , però la zia l’ha convinta a cantare su una base . Ha scelto una canzone assolutamente sconosciuta di una cantante ( per me) ancora più sconosciuta:  Norah Jones.
Ma ha riscosso un grande successo: beh, insomma, dalla sua aveva l’età e la presenza, oltre al fatto che canta molto bene! Anche l’occhio, comunque, vuole la sua parte…;-))
Certo, questa volta il labiale dei vecchietti era muto, in compenso ho visto che tre delle giovani animatrici seguivano cantando …Insomma, questa Jones forse è sconosciuta alla mia generazione…;)

E’ stato un bel pomeriggio e devo sottolineare come lo staff di questa struttura ( legata alla figura di Don Guanella) sia molto sensibile al discorso dell’animazione! I vecchietti seguono laboratori di decoupage, artigianato vario e hanno loro stessi un coretto che a Natale si esibisce.  Sicuramente queste attività sono una manna: direi che lo è tutto quello che può spezzare la monotonia di giorni altrimenti sempre uguali.

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Cantando….sotto la neve?

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Domani è l’8 dicembre e, come da 6 o 7 anni a questa parte, andremo a cantare alla Casa di Riposo di Como.
E’ un appuntamento ormai quasi decennale. Tutto è partito da mia cognata, che era stata invitata anni fa a collaborare alla festicciola di Natale, cantando una serie di canzoni per i vecchietti…Lei canta da sempre, così, per suo piacere ed è anche molto brava.

Negli anni successivi, pian piano, ha cercato di coinvolgere via via anche i fratelli e infine anche la cognata riottosa ( io)!! ;-)
Non vi dico la prima volta che ho dovuto cantare davanti a questo pubblico così particolare: parte in carrozzella e parte autonomo; parte vispo e in parte un po’ perso nel proprio mondo, ma in generale sempre attento a seguirti, battendo il tempo oppure muovendo le labbra, per seguire la canzone….
E avevo preparato “Summertime” in Inglese e La Paloma in spagnolo….

E qui, da un po’ di anni a questa parte, abbiamo capito che lo spettacolo è per loro, per cui occorre adeguare anche il repertorio…..;-).
In genere ci troviamo per 3 o 4 volte nella taverna di mia cognata che ha un karaoke elettronico e facciamo le prove e cerchiamo canzoni adeguate.
Sembra facile!
Un anno io avevo cantato “Gita ai Castelli” e lei aveva cantato alcune arie napoletane, vedi “Tammurriata nera”, vedi “Tu vuo’ fa’ l’americano” ecc, ma ad un certo punto, dal pubblico si era levata una voce :” Ma chì sèm lumbaard !! Forza con la Bela Madunina…” 

E allora vai a cercare qualcosa di adatto, ma non è facile! Un certo tipo di canzone appartiene soprattutto al nostro Sud!
Poi c’è quello che ad un certo punto grida “Barbera e champagne!!!” oppure “Porta Romanaaaa!”
E allora occorre accontentarlo!

Un anno io avevo preparato “Casa bianca” della Sannìa, ma poi ero in dubbio, perché sembrava un po’ tristanzuola. In realtà, alla fine, l’ho cantata e una vecchietta mi ha detto, commossa, che era una delle sue preferite…
Quest’anno replico il repertorio dello scorso anno ” Il cielo d’Irlanda” della Mannoia, che ha una musica trascinante; “You are my destiny” di Paul Anka, che è una delle mie preferite degli anni ’60 e la dovrebbero conoscere…e infine “Fotoromanza” della Nannini, che anche quella era famosa quando i “vegèti” erano sui 40/50 anni, perciò non dovrebbe suonare strana…

Quest’anno “forse” dovrebbe cantare anche Micol, visto che si trova momentaneamente in Italia, che ha scelto una canzone di Adèle, con Alex che la accompagnerà alla chitarra…Certo, non si sentono ancora molto sicuri e non so se lo faranno.
In fondo ho capito che i giovani hanno molte più remore ad improvvisare e, se tutto non è perfetto, si vergognano;  mentre noi, vecchie galline da brodo, ormai “rotte” a tutte le esperienze, siamo molto più intraprendenti e sfacciate….

Speriamo che vada tutto bene!! ;-) ))

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Se prima eravamo in due a ballare l’hully gully…..

Number of View: 192

Aiut! Siamo entrati in un turbine!
Sono tornati i due da Ibiza e la scorsa settimana è rientrata anche Alice da Assisi.
Il prestigioso Hotel duLac de Como, dove ha lavorato la scorsa stagione ha organizzato, come tutti gli anni, la Festa del personale, cui non si poteva certo mancare.

Sculture di ghiaccio, banchetto fastoso, la serata è stata all’altezza del prestigio, a quanto pare…..
Però un po’ la crisi si è sentita anche lì: nel senso che gli sponsor, che di solito spedivano regali per la estrazione dei premi abbinata alla cena, quest’anno sono stati un po’ “tirchietti”, per cui la “PRESTIGIOSA LOTTERIA” che accompagna l’evento, si è dovuta accontentare di ciabattine da doccia firmate col logo prestigioso,  creme della Spa prestigiosa ecc ecc, un po’ di fuffe, insomma…

Hanno estratto i numeri e, mentre il manager di turno sproloquiava perché gli era capitato il portachiavi ( col logo prestigioso…) “Ecchecaspita, manco nell’ovetto kinder…!“, mia figlia si è guadagnata un soggiorno per due persone nell’Hotel affiliato in zona Firenze! Non male ;-)
E quindi per tre giorni siamo stati in cinque!

Cavoli, passare da cucinare per due, a cucinare per 5 è un bel salto!! Poi, però, sono spariti tutti e tre nel Centro Italia per qualche giorno e adesso siamo tornati in quattro….

Il mio Mac viene quotidianamente occupato dal chico, che, in attesa di recuperare il caricatore del suo portatile,  deve comunicare col parentado ibizenco ( poco) e con gli amici di Barcelona ( spesso)… Io ho campo libero al mattino presto, dato che loro non si alzano prima delle 10 e poi cerco di ricordarmi di scollegare l’account, visto che altrimenti potrebbero sgamare che parlo di loro in questo blog.
Non che dica chissà che, ma sarebbe comunque seccante. ;-)
Talvolta, però, mi dimentico e , aprendo il mio facebook, mi ritrovo notifiche di Pablo, Maria Heléna, Jorge, Jordi, Pepe…e così mi accorgo che Alejandro ha dimenticato aperto il suo di account…….
Siccome sono una “casi suegra” molto discreta, chiudo subito tutto e, roba da non crederci, quasi mi sento in colpa!!! :-D

 

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IBIZA, ultimo atto….( per ora! ) ;-)

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LA PUESTA: SI REPLICA….

Dopo una settimana siamo stati raggiunti dalla figlia maggiore che, non volendo perdersi nulla ( come è nella sua natura) eh eh, era riuscita a farsi accumulare 4 giorni di riposo!

Insieme a lei abbiamo ripercorso i luoghi clou dell’Isola e, naturalmente, ci siamo incaponiti con la puesta del sol…..
Dove?
A Sant’Antony ( vade retro!), a Cala Tarida? A Cala Comte?
Ma no, a Sant’Agnès, por supuesto!! ;-)

Questa volta, saltiamo tutta la parte nord selvaggia e puntiamo al sodo. Arriviamo con un’ora di anticipo, per non correre alcun rischio!

Alice, rasentando i precipizi, mette in atto le stesse scene che avevo fatto io, perché, contrariamente all’altra figlia che si piazza sempre sugli speroni più protesi, facendoci venire un fottone, lei, purtroppo, soffre un po’ delle mie vertigini…

Il sole splende e il cielo diventa rossastro: la puesta del sol sarà fenomenale, questa volta!

Inganniamo il tempo facendo fotografie, manco a dirlo…

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando manca circa una mezz’ora al tuffo…vediamo con sospetto che la parte prospiciente l’orizzonte si sta colorando di una tinta vaga e a poco a poco una massa nerastra si addensa proprio sopra il mare…( MA VA’????????)

Proprio cosí. La “puesta” va in vacca, perché il sole si dissolve in una coltre oscura.
E va beh, ma non sarà certo l’ultima volta che verrò a Ibiza. Certo che no!

I LUOGHI MAGICI

Probabilmente sull’isola sono una quantità incredibile, ma nel poco tempo che ho potuto risiedere, ne scelgo due.

1) La spiaggia di Sas Illetes di Formentera.

Probabilmente chi ha fatto viaggi ai Caraibi o in qualsiasi altra Isola tropicale, ha visto quello e altro. Ma per me è stata un incanto.

Abbiamo beccato una giornata splendida e con il traghetto in mezz’ora siamo approdati a Formentera.

 

La spiaggia era bianca tipo cipria e l’acqua di un colore affascinante: più delle parole, secondo me, qui valgono le immagini!

 

2) L’Isola di Es Vedrà a Cala d’Hort.

Esce dal mare con una suggestione impressionante. E’ selvaggia, abitata solo da capre e da una specie endemica di lucertole. Intorno a lei sorgono leggende di tutti i tipi, la più parte esoteriche. Pare comunque che nell’antichità i Fenici, primi abitatori di Ibiza, venerassero la dea Tanyt in una delle grotte dello scoglio.

 

Certo è che trovarti su un’altura, davanti a questo spettacolo è estremamente affascinante e incute anche un po’ di timore. Pare che da sempre molti si rechino sulla spiaggia di fronte , dedicandosi alla meditazione…
Già, perché questa isola è circondata anche da un alone di mistero esoterico.
Si narra di strane forze che attirano la notte chi si trovi nei dintorni in barca e suggestioni da Triangolo delle Bermude…..brrr!

Già perché, manco a dirlo, tra Ibiza e Maiorca pare sia collocato l’ennesima area maledetta!

A questo proposito pare che la leggenda rimandi questo luogo ai tempi di Atlantide, all’incontro di Odisseo con le Sirene.

Una cosa , però, è certa. Il frate carmelitano Don Francesco Palau ( quello che successivamente fondò l’ordine delle suore carmelitane, visse in eremitaggio in una grotta dell’isolotto, potendo osservare fenomeni inspiegabili, con l’apparizione, durante le meditazioni, di esseri luminosi…………Infine, per non farci mancare nulla, lo stesso Nostradamus, nel XV secolo, parlò di Ibiza nelle sue profezie, dicendo che rappresenterà il luogo di salvezza della terra nel caso di una guerra nucleare, grazie alle strane correnti dei suoi venti.

Ok, visto e considerato che i progetti di figlia e novio, dopo una puntata in Germania, di cui avrò modo di parlare prossimamente, sono quelli di riapprodare in un prossimo futuro sulle sponde dell’Isla blanca ( e vorrei ben vedere, mica si butta via una fortuna del genere!!), vorrà dire che, nel caso del succitato  infausto evento, raccogliendo velocemente le massrizie, avremo già anche un tetto sicuro dove poter rifugiarci ( sempre che Ryan air non mi cacci dall’aereo per troppi bagagli!!) ;-) ))))_ ( Fine)

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