Fenice…
E così a malincuore mi allontano dalla Fabbrica Alchemica. Altrove dirige i miei passi l’Anima Mundi…Lei sola ha continuato a parlare in questi lunghi mesi in cui la luna sembrava non dover mai cedere il posto al sole.
Lunghe le veglie mentre la clessidra molto lentamente lasciava scorrere la sua sabbia…
Ho vagato per le immense distese terrestri… Terra temprava il mio spirito… Acqua ne calmava la sete che l’arsura del Fuoco provocava mentre sol l’Aria lasciava che il mio pensiero si perdesse nell’Etere…
A lui ho parlato, con lui che è stato e sempre sarà …Fuoco per me, quel Fuoco che mi ha alimentato facendomi amare ancor di più l’Ars. Grazie a lui ne ho sentito il richiamo, netto…e deciso, ed ha quello ho ubbidito. Per questo era giusto e doveroso parlarne con lui e poi col Maestro…
Ed il Sole ha deciso e l’Etere ha sostenuto… Non vado… resto pur se altre vesti or indosso…
Quelle verdi della Fenice perché è giusto che sia così…
Altrove devo muovere i miei passi e seguire la mia Leggenda Personale.
Tornerò, è ovvio , per mettere la mia Conoscenza al servizio dell’Ars e di quanti a lei hanno prestato giuramento…
Ma ora è tempo che mi incammini. Nella mia borsa sol poche cose. Qualche veleno e qualche pozione medicamentosa… Una cerbottana dalle punte avvelenate [ son tanti i nemici che tramano nell'ombra... e come qualcuno ha detto...siate mansueti come agnelli e astuti come serpenti ]… e poi i miei adorati tomi.
Quelli viaggeranno a parte in un baule che vien portato sulle spalle dal mio fedele servitore…
Null’altro mi serve…
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