Ciao mondo!!

4 dicembre 2011

E così eccomi qui su worpress anche con questo… mi fermerò o andrò oltre? Poi vedrò. Intanto l’ho salvato dal karachiri di Splinder…

Buoni propositi … cattivi comportamenti

23 febbraio 2012

Per la serie: Fai come ti dico, ma non fare quello che faccio.
Oggi è il giorno in cui si tracciano gli obiettivi a  medio e lungo termine (per usare un eufemismo tratto dalla terminologia scolastica) da portare a compimento in questi 365 giorni.
Giorni che sembrano tantissimi e lunghi… molto lunghi. Solo quando si arriva alla fine ci si avvede che sono passati in fretta. Troppo in fretta. E dei buoni propositi fatti si e no ne abbiamo portati a compimento solo 1/3 ed anche meno.
Ricordo che, al mio debutto in questo mondo virtuale, mi ritrovavo a leggere i profili degli utenti dei vari blog, sparsi sulle varie piattaforme, e mi dicevo: Però, finalmente ecco un mondo dove mi piacerà vivere. Un mondo di gente fatta tale e quale a me, che ama le stesse cose che amo io ed odia le medesime che io odio.
Sono passati gli anni, la mia chioma si è incanutita e l’approccio si è fatto più diretto.
Questa è una cosa che non doveva accadere. Perché nell’approccio diretto quel velo di magia si è dissolto mostrandomi ancora una volta: la vuotezza delle parole, la caducità del pensiero, la frivolezza del cuore, la superficialità dei rapporti umani, l’incapacità degli uomini di essere coerenti – dove per coerenza intendo la capacità, tutta razionale ed umana, di agire secondo il proprio modo di pensare.
Mi sono affacciata su un mondo che credevo parlasse un linguaggio diverso da quello reale, invece mi rendo conto che alla fine anche nella finzione, in questa macchina fatta di bit, la vera natura dell’uomo non si smentisce.
E così nell’elenco dell’odio tutti scrivono: ‘ipocrisia, mettendo di contro, nella colonna dell’amo: la verità…
Ora, a prescindere dal fatto che non sono qui a pronunciare nessuna sentenza di condanna o di assoluzione, non è compito che mi spetta, questo,  mi ritrovo a masticare tutta l’amarezza che provo davanti a tali vuote parole. Ecco, forse il punto è proprio questo: troppe parole.
Torrenti… fiumi… mari di parole si consumano ogni giorno sulle tastiere del mondo. Si scrive e con le parole si ammalia, si affascina, si abbindola. Dolcemente, appassionatamente, la parola si fa carne, pelle, emozione, passione, sentimento. Scivola sull’anima come seta, carezza calda e piena di passione ci stordisce, ci esalta, ci manda in visibilio. Ci precipita all’inferno e poi in un fiat ci porta al settimo cielo.
Poi… poi si spegne la macchina. Ci si abbandona alla sciatteria. Dismessi gli abiti griffati lasciamo libertà d’azione alla parte oscura di noi. A tutti quei sentimenti, emozioni, passioni che fermentano nella nigredo e siamo talmente storditi che non ci rendiamo conto, almeno credo e… spero, che la parte peggiore di noi governa le nostre azioni quotidiane. Ed ecco che, allora, l’ipocrisia, l’invidia, l’odio, l’egoismo etc… etc… spadroneggiano nella nostra vita e distruggono la parte migliore di noi.
In Oriente la teoria dei Chakra dice che ci sono sette livelli di "coscienza" in ognuno di noi. Sette livelli che vengono collegati ai sette colori dell’arcobaleno. Il livello più basso, dominato e governato dal colore rosso, è quello che corrisponde alla sfera genitale. L’uomo che vive a questo livello è l’uomo che vive di istinto e di irrazionalità. Governato solo dalla passione che acceca l’intelletto e la ragione. Il livello ultimo, a cui l’uomo può e deve pervenire, è il settimo, dominato e rappresentato dal colore viola, simbolo di spiritualità pura e del divino. Questo punto ha sede nella parte alta e centrale della fronte. Qualcuno lo chiama il terzo occhio. L’uomo che giunge a questo livello è colui che ha raggiunto l’illuminazione del Buddha, che ha ottenuto il satori.
Partendo da queste considerazioni mi sento di asserire, serenamente, che questa nostra società moderna ed occidentale, è ancora ferma da millenni al primo livello. Viviamo nel più becero epicureismo storico che la mia mente possa ricordare. La cosa che mi colma di rabbia è che io so che da questo si può fuggire. Che l’uomo può migliorarsi e migliorare, basta solo un gesto di buona volontà. Ma la volontà costa fatica e sacrificio e l’occidente crede che questa sia una prerogativa solo dei santi. Sbarazzandosi così la coscienza dicono: prete tu occupati dell’anima e di rimettermi i peccati, magari dietro una buona ricompensa pecuniaria, che io mi debbo occupare di riempire la pancia. Una cattiva religione, dei cattivi capi religiosi (sia in occidente come in M.O.), dei pessimi governanti, dei pessimi elettori, che hanno votato i loro "rappresentanti"(e per rappresentanti intendo persone con gli stessi peccati e le stesse virtù) hanno dato vita ad una società incancrenita, abbrutita. Senza valori e senza identità. La salita è difficile, facile e piacevole la discesa. Per questo ormai ci si abbandona ad un lassismo e ad un permissivismo che ha abbattuto i paletti dell’etica.
Coerenza, signori, coerenza. E’ l’augurio per questo anno che è appena iniziato.
Vogliamo provare a segnare sul calendario, con una x, tutti i gesti, le azioni, le parole che useremo sotto l’egida della coerenza? Chissà che alla fine di quest’anno non ne riceviamo una bella sorpresa?
Sono sicurissima che se ognuno di noi si sforzerà nel suo piccolo di vivere parallellemente a come pensa, ed a come vorrebbe che anche gli altri vivessero, l’anno si chiuderebbe davvero in bellezza.
Io per prima mi ci proverò… Sarà questo il mio impegno per quest’anno che è appena nato.
Buon anno a tutti!

Libero arbitrio

23 febbraio 2012

Porto qui un mio commento ad un intervento dell’amico Renato(Grysbi) su l’Altramusa a proposito del libero arbitrio:

Come sempre interessante e acuta osservazione la tua.
Il libero arbitrio… se penso a quanti filosofi hanno trattato l’argomento, alle varie interpretazioni che ne danno le diverse religioni che nascono dal medesimo ceppo biblico ho paura perfino a dire la mia.
Però colgo la palla al balzo, che non so quando mi si ripresenterà. :P
Il libero arbitrio, a parte le diverse interpretazioni religiose e filosofiche è un’arma a doppio taglio dal mio punto di vista.
Se da un lato, come diceva qualcuno, condanna l’uomo ad essere l’unico artefice del suo destino e lo abbandona a se stesso dall’altro è pur vero che nella "libera interpretazione" laica questo viene visto quasi come una forma di anarchia. Io sono libero di decidere e… decido. Decido chi far vivere e chi morire. Chi amare e chi odiare. Chi osannare e chi denigrare. Ecco a questo porta un’interpretazione elastica di quel concetto.
E’ vero c’è il libero arbitrio ma è anche vero, come sostengono alcuni stregoni africani che la nostra vita è come un ventaglio. Chiuso, tu vedi una sola direzione ma se lo apri ti si presentano davanti diverse strade e qui entra in gioco il libero arbitrio. Tu decidi quale intraprendere, conscio che ad ogni strada incontrerai altri bivi… altri ventagli e così all’infinito ma non conosci la conseguneza delle tue scelte se non quando sei arrivato al capolinea. A questo punto l’unica scelta giusta, insindacabile, quella che non ti farà sbagliare è solo quella che tu hai fatto seguendo il cuore e non la ragione. E il cuore ha una sola legge che si chiama: Amore.
Chi compie queste scelte sotto l’impulso di questo sentimento non può sbagliare mai.
San Paolo, e poi Pascal, affermavano che chi possiede la fede non ha bisogno della legge. Chi ha sviluppato la dentatura permanente non ha più bisogno di nutrirsi di… latte.
Un abbraccio carissimo e grazie per l’opportunità che mi hai dato… sperando di non averti annoiato.

Interrogatorio

23 febbraio 2012

Chissà perchè è solo nei momenti in cui mi metto distesa per riposare, per intenderci la solita pennichella pomeridiana, o per dormire, la sera, che il mio cervello ha un rigurgito di orgoglio e vuol farmi sapere che lui è vivo e ben sveglio e che ha riposato a sufficienza durante la giornata per cui si mette in moto senza bisogno di lucidar gli ingranaggi. E che confusione che fa! Mi sparpaglia per terra tutti i pensieri e dopo averli mescolati ben bene mi costringe ad alzarmi, misero tentativo di acquietarmi la mente. E così dopo aver rimuginato per giorni, dpo aver beccato con insistenza come il picchio sul tronco, si apre uno squarcio e vengono fuori le domande.
Il grande dilemma che ultimamente mi corrode la mente è il conflitto irrisolto tra il Bene ed il Male.
Dall’ inizio del mondo l’uomo si è posto il problema e ha cercato di darsi una spiegazione, plausibile o meno, sempre legata al suo modo di pensare e di vedere le cose. Tutti, da quel che ricordo, sembrano concordare che il Male è ineluttabile ed il Bene necessario. Qualcuno più cinico ha detto che non esisterebbe il Male senza il Bene. Del resto una cosa esiste perché esiste l’altra. Negare una verità non toglie di mezzo il dualismo. Se non  ci fosse il Male che senso avrebbe parlare del Bene? E viceversa?
Le religioni impostano la cosa sull’esistenza dell’ anima e del corpo. Di due entità distinte e separate.
I mistici, di qualunque fede, arrivano a dire che per raggiungere la famosa "Illuminazione" (del Buddha…o dello Spirito Santo) bisogna che l’anima, la mente si stacchi dal corporeo e crei il vuoto dentro.
Affermazione che può anche essere vera ma che può portare uno scettico a dire che uno si procura un’autoipnosi cadendo in uno stato di trance.
Adesso quello che  mi chiedo io è:
E’  proprio necessario dividere, scindere, separare l’anima dal corpo? Se è vero che quello che conta è il qui ed ora. Che tempo e spazio non sono altro che categorie della mente. Che il vuoto non esiste in quanto dove c’è un corpo c’è uno spazio  che senso ha separare adesso il corpo dall’anima?
Perché la Chiesa e le miriade di sette e di religioni, dicono che soddisfare il corpo è peccato e soddisfare l’anima non lo è? Gli animali si pongono questo problema? Perchè se dobbiamo comportarci secondo natura (Gesù dice di guarare i fiori dei campi e gli uccelli dell’aria che non si preoccupano di nulla eppure crescono) non dobbiamo seguire gli impulsi del cuore?
Già Pascal diceva che "il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce".
Perché la chiesa invece di parlare di cuore parla di anima?

Io sono

23 febbraio 2012

E si parlava oggi… e si rifletteva sulla vita vissuta. Quante volte ho sentito la gente dire: Se tornassi indietro non vivrei per come ho vissuto!
 Una affermazione stupida. Che solo la gente superficiale può fare.
Rifletti un attimo, tu, pellegrino. Rifletti su chi sei oggi e solo se riconoscerai che non sei nessuno. Che non vali nulla. Che la tua vita sia stata inutile allora proferisci quell’asserzione, altrimenti… taci e rifletti.
Tu oggi sei quello che sei perché sei la somma delle parti di ciò che sei stato. Nulla avviene per caso. La vita ci pone davanti a delle scelte, momento per momento, minuto per minuto. Sta a te decidere quale via seguire ma sappi che qualunque scelta che compi comporta in te un cambiamento.
Sei pronto ad accettarlo? 
Una volta deciso non potrai tornare indietro e solo se la tua scelta sarà stata sbagliata la vita ti ripresenterà il compito.
Per farmi capire meglio. Chi non conosce quel detto che dice: Errare è umano, perseverare è diabolico?
Ed è così. Se tu, posto davanti al medesimo quid tornerai a fare la scelta che avevi già fatto non fai altro che perseverare nel tuo errore. Ciò comporta solo una cosa: si bloccherà la tua crescita. Non procederai nell’evoluzione. Tutti abbiamo sbagliato e continuiamo a sbagliare, soprattutto tra i 18 e i 20 anni,( a tal proposito mi viene in mente una poesia di Kostantino Kavafis…"Il gran rifiuto"… che fa così… ricordandola a mente:

…Subito appare colui che ha pronto il si.
Lo dice e sale ancora
nel proprio rispetto e nella stima
Chi negò non si pente
ancora no se richiesto direbbe
Eppure il no, il giusto no

per sempre lo rovina…)

Ed è così. Anche io ho fatto miriade di sbagli, alcuni di cui davvero mi vergogno solo al pensiero. Eppure oggi so che se tornassi indietro non cambierei una virgola di ciò che sono stata perché sono sicura che se avessi vissuto diversamente oggi anche io direi come la massa: Voglio tornare indietro e cambiare tutto.
 

Pensieri

23 febbraio 2012

Non si può non apprezzare chi valorizza e sviluppa le proprie potenzialità. Chi vive guardando al "qui ed ora", senza dimenticare il passato e precorrendo il futuro… adesso.
Il passato non ci appartiene più, proprio come un abito dismesso e fuori moda; il futuro non sapremo mai se ci apparterrà…

Come uno specchio

23 febbraio 2012

Mi sento come un piccolo specchio(quelli di una trousse da viaggio per intenderci) che qualcuno ha messo per terra e poi abbia frantumato col tacco disperdendone i pezzi nella grande piazza del mondo.
Sono in cerca di tutti i pezzi, ma finora mi sembra di aver trovato solo minuscole schegge. La parte che mi manca di più è quella del vivere senza farmi tanti problemi. Senza gravarmi di tanti pensieri. Con cuor leggero come suol dirsi.
Da qualche parte ho smarrito il senso del gioco. Mi pesa questo mio prendere la vita in modo così serio. Mi sento come un torero nella Plaza de Toros che affronta impavido il toro che gli si avventa contro. Tremo, so che potrei avere la peggio, ma non retrocedo dalla mia posizione. Lotto per le mie idee.

Deposte le vesti

23 febbraio 2012

dell’alchimista e abbandonato definitivamente il gioco di ruolo avrei dovuto chiudere questo spazio. Ma sono un tipo particolare. Non amo abbandonare le cose. Forse perché conosco il potere distruttore dell’ abbandono e so quanta solitudine e quanta sofferenza si porta dietro. Come la scia lasciata da una lumaca. Un sottile velo viscido e trasparente che si attacca ovunque e che, se pur secco, rimane lì, attaccato alla superficie e lo si nota in controluce.
Così rimango qui a tenere vivo questo spazio. Anche se intendo dargli vita in modo diverso, senza però allontanarmi da un tema che mi sta molto a cuore. Quello dell’alchimia. Dell’esoterismo. Della spiritualità. Insomma di tutte quelle branche, discipline, categorie con le quali ci si accosta alla scoperta del "Mistero del Divino".So di non avere competenze alcune in materia. Non sono nemmeno qualificata per poter fornire una dotta discussione. Mi limiterò semplicemente ad "appuntare" brani di pensieri, di riflessioni. Un po’ come un block notes da cui si strappano ogni tanto dei fogli e li si appiccicano allo sportello del frigo o nella lavagnetta magnetica in cucina, insieme ai promemoria ed alla lista della spesa.

23 febbraio 2012
Ab assuetis non fit passio

Dono

23 febbraio 2012

Ancor un gradito dono dai "Sensali di lot" per il mio genetliaco…

 

http://artiletterarie.altervista.org/compleanno/04/Nemesis/

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