
PORTO EMPEDOCLE (AGRIGENTO) – Il suo profilo facebook è aperto ed è lì che 18 ore fa Giovanni Traina scrive: «Ciao a tutti quelli che mi hanno veramente voluto bene. Vi voglio bene». Poi un cuore. Un annuncio che sembrava uno scherzo per vedere la reazione degli amici (ne ha 924 su Fb) e che invece poche ore dopo, ieri verso le 23, si è trasformato in dramma: il diciottenne che frequentava l’istituto tecnico commerciale, con l’hobby del Dj, si è impiccato nel garage della sua abitazione a Porto Emepdocle (Ag).
CHI ERA. Giovanni Traina, il diciottenne che si è impiccato, nel magazzino attiguo alla sua casa, a Porto Empedocle, frequentava il quarto anno dell’istituto tecnico commerciale «Leonardo Sciascia» di Agrigento. Era molto conosciuto in città perché la sua passione per la musica lo aveva portato a fare, saltuariamente, il dj in vari locali di Porto Empedocle ed Agrigento. Il padre della vittima fa l’impiegato, la madre è casalinga, e la coppia ha un’altra figlia più grande di Giovanni. Pare, secondo le ricostruzioni della polizia, che il ragazzo nelle ultime settimane fosse depresso perché si era lasciato con una sua coetanea, con la quale aveva una storia sentimentale che durava già da diversi mesi. Il giovane non aveva problemi scolastici.


luna
Sì, è vero «Un giorno ti sembra di essere la persona più felice al mondo, e il giorno dopo invece sembra che ti sia crollato il mondo addosso». Questa è la vita che si impara a vivere e la cosa più incredibile è che man mano che si va avanti con la tecnologia ci si chiude in se stessi e si vivono realtà parallele. Troppe volte lo si è detto.
E’ per questo che pur essendo computer e web il mio lavoro non riesco a condividere e credere fino in fondo che questo possa essere il futuro.
924 amici su Facebook corrispondono a quanto tempo si sia perso dietro ad un monitor ed amici virtuali anzi che uscire di casa e vedersi di persona con 924 amici.
L’idea di potersi vedere e sfogare con un amico è molto più confortante all’anima che pensare di scrivere un messaggio pubblico a tutti quei tuoi amici che ognuno, rinchiuso nella propria abitazione, ti risponde da dietro ad un monitor. A questo io dico no ed in prima persona sto commentando sul web un fatto terribile…ma la Vita non dev’essere questa. Non è tutto dietro al silenzio che ci vede seduti in casa e fa scorrere parole solo nei pensieri, pensieri da stendere su una tastiera.
Tutto questo porta ad una chiusura malata ed è molto più facile arrivare a deprimersi.
Si parla di meno, ci si confronta di meno…
Ciao Giovanni,
avresti potuto dare tanto al mondo, ma la tua fragilità nascosta e giovane età ti ha portato nella peggiore delle scelte.
Un saluto a tutti i ragazzi.
nobodyridesforfree
Credo che questa persona fosse disturbata per arrivare a tanto… e che se nessuno dei suoi parenti/amici se ne sia accorto, perchè erano intenti a cliccare su un “mi piace” credo sia un po’ sconcertante.
Per quanto riguarda Facebook, credo che i giovani debbano essere più tutelati e che queste piattaforme debbano avere maggiori restrizioni.
Poi ovviamente un caso esclude l’altro.
Jorkele
Sono scosso da quanto letto.
Ribadisco un mio pensiero: è impossibilie o molto difficile per i giovani comprendere la differenza dei due mezzi di comunicazione, quello verbale fatto di sguardi, e tatto, e quello virtuale fatto di codici e unterpretazioni più o meno azzeccate di quanto si capta dal web, nel bene e nel male.
Vedo ragazzini inchiodati ore sui monitor a ridere delle ” stupidate” di amici e “amici di fb”, sdraiati e annoiati tra un click e l’altro.
Vero, i genitori dovrebbero mediare come si fa con la tv…( sempre meno “accattivante”) ma i genitori spesso sono altrettanto “presi” da conversazioni virtuali e accesi testa a testa con il contatto di turno.
Ho avuto la fortuna di staccarmi dai social per un periodo. I primi giorni ho subito una sorta di crisi da social.
Ciò mi ha fatto pensare alla fragilità di una mente in evoluzione…facendomi giungere alla conclusione che la fusione tra reale e virtuale, se non regolata, sia disgregante.
Detto ciò, togliersi la vita a 18 anni per un amore andato male, è terribile…ma non impossibile…gli amori romantici rasentano la follia.
18 anni sono pochi per riuscire ad avere la situazione sotto controllo e i genitori, spesso, anche volendo…faticano ad avvicinarsi ai figli…a patto che ci provino.
Io se potessi, consiglierei di vivere la vita fuori dai social almeno fino ai 16 anni….ma sarebbe comunque complicato.
Io sono della generazione della camporella e a 16 anni, e dei “giornaletti” trovati nei fossi; fino a 18 anni, molte cose erano TABU’, ora con un click trovi cose a dir poco impensabili…..
Le regole ci sono…ma spesso vengono “mal Applicate”. Il controllo e il senno dovrebbero prevalere…ma non dalle autorità….dalle persone stesse che dovrebbero in alcuni casi essere meno superficiali ma più reali…è che capire questo mondo…non è facile.
Metteteci del vostro…direi direi di farlo con coscienza e anche….con il cuore
Condoglianze e forza con coraggio a chi resta.
Guli