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Bagliori d’amanti

Nel pallore della luna,
sul fare della sera,
non cercare o poeta
gli occhi innamorati
degli amanti.

Essi risplendono nel riverbero
dell’onde quando, a sera,
si accendono le stelle
che palpitano all’unisono
con il di loro cuore.

Brillano come gemme
preda della passione.
Emanano bagliori
d’infinito presente
nell’immensità del tempo.

Sul letto disfatto
languisce sfinito
l’Amore

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9 Responses to “Bagliori d’amanti”

  1. saganne scrive:

    I vezzi platonici sembrano finiti per sempre.
    Apparenze e parodie spettrali risuonano lungo l'  IIisso, insaziabilmente curioso di eventi e passioni più che di pensieri umani.

    A farci caso sembra più un personaggio insolente da commedia.

    Eppure il delirio si fa incantesimo, ci possiede e ci sconvolge come divino che ci penetra e ci ispira.

    Complimenti per i tuoi versi

    BUON NATALE 

  2. keishia scrive:

    E m'incanto sulle parole della mia poetessa del cuore…
    ti stringo e ti lascio i miei migliori auguri cara Angy
    tvb!

    Francy

  3. Wolfghost scrive:

    Bravissimo davvero! Quel "non cercare o poeta" e' fulcro perfetto!

  4. Wolfghost scrive:

    Grazie, spero sia stato un buon giorno di Natale anche per te, e spero che sia solo il primo di una lunga serie

  5. saganne scrive:

    splendida composizione
    il tuo blog è sempre bello

    Cordialità

  6. saganne scrive:

    Buonasera beneamatissima Korus,
    ho letto di te in passato degli splendidi componimenti.

    Questo, però, perdonami, ma sperando in Dio siamo tutti liberi d'esprimere il nostro gusto e il nostro pensiero, a me non sembra una poesia , ma piuttosto un castigo del cielo.

    Nella speranza che tu ti esprima come solitamente sei capace e nell'attesa di sublime poesia,

    auguro all'animo tuo una lietissima serata e altrettanto dicasi della tua giornata domenicale

    Grazie di esserci

    devotissimo

  7. utente anonimo scrive:

    Saganne, come darti torto?
    Per questo ho abbandonato questo … mondo.
    Quando scrivo è solo perché ne avverto la necessità. Sotto "dettatura" non riesco a combinare nulla. Ahimè, lungi da me il vezzo del poetare… con gran rammarico. Che un poeta è sempre poeta: che scriva per comando o per diletto. O forse sbaglio?

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