<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Formiche</title>
	<atom:link href="http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/</link>
	<description>Misero tentativo di elevare le parole a versi poetici</description>
	<lastBuildDate>Mon, 16 Apr 2012 19:34:28 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.1</generator>
	<item>
		<title>Di: ArditoEufemismo</title>
		<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1188</link>
		<dc:creator>ArditoEufemismo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 07:03:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1188</guid>
		<description>Una sferzata all&#039;umana ipocrisia. Una sorta di altezzoso aventino che arriva a rifiutare l&#039;istinto di conservazione della specie. E se la specie è questa, come darti torto?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Una sferzata all&#8217;umana ipocrisia. Una sorta di altezzoso aventino che arriva a rifiutare l&#8217;istinto di conservazione della specie. E se la specie è questa, come darti torto?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michelazan</title>
		<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1187</link>
		<dc:creator>michelazan</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 13:00:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1187</guid>
		<description>avevo letto la tua poesia proprio su parolarte e sono passata qui, a rileggerti, un saluto, michela.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>avevo letto la tua poesia proprio su parolarte e sono passata qui, a rileggerti, un saluto, michela.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Korus</title>
		<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1186</link>
		<dc:creator>Korus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 08:44:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1186</guid>
		<description>&lt;i&gt;Da&lt;a href=&quot;http://parolarte.splinder.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; &quot;Parolarte&quot;&lt;/a&gt; riporto il commento di &quot;Anghelu&quot; e la mia risposta:&lt;/i&gt;La differenza tra la formica e l&#039;uomo sta che la formica ha motivo d&#039;essere solo all&#039;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#039;uomo ha motivo d&#039;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#039;unicità del pensiero, ma per l&#039;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.Buona lirica.Francesco***Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#039;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc...) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#039;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#039;individuo non è nessuno. E&#039; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &quot;branco&quot; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#039;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &quot;libertà&quot;.Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;Parolarte&#8221; riporto il commento di &#8220;Anghelu&#8221; e la mia risposta:<br />
La differenza tra la formica e l&#8217;uomo sta che la formica ha motivo d&#8217;essere solo all&#8217;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#8217;uomo ha motivo d&#8217;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#8217;unicità del pensiero, ma per l&#8217;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.<br />
Buona lirica.<br />
Francesco</p>
<p>***</p>
<p>Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#8217;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc&#8230;) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#8217;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#8217;individuo non è nessuno. E&#8217; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &#8220;branco&#8221; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#8217;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &#8220;libertà&#8221;.<br />
Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Korus</title>
		<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1207</link>
		<dc:creator>Korus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 08:44:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1207</guid>
		<description>&lt;i&gt;Da&lt;a href=&quot;http://parolarte.splinder.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; &quot;Parolarte&quot;&lt;/a&gt; riporto il commento di &quot;Anghelu&quot; e la mia risposta:&lt;/i&gt;La differenza tra la formica e l&#039;uomo sta che la formica ha motivo d&#039;essere solo all&#039;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#039;uomo ha motivo d&#039;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#039;unicità del pensiero, ma per l&#039;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.Buona lirica.Francesco***Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#039;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc...) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#039;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#039;individuo non è nessuno. E&#039; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &quot;branco&quot; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#039;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &quot;libertà&quot;.Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;Parolarte&#8221; riporto il commento di &#8220;Anghelu&#8221; e la mia risposta:<br />
La differenza tra la formica e l&#8217;uomo sta che la formica ha motivo d&#8217;essere solo all&#8217;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#8217;uomo ha motivo d&#8217;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#8217;unicità del pensiero, ma per l&#8217;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.<br />
Buona lirica.<br />
Francesco</p>
<p>***</p>
<p>Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#8217;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc&#8230;) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#8217;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#8217;individuo non è nessuno. E&#8217; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &#8220;branco&#8221; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#8217;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &#8220;libertà&#8221;.<br />
Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Korus</title>
		<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1243</link>
		<dc:creator>Korus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 08:44:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1243</guid>
		<description>&lt;i&gt;Da&lt;a href=&quot;http://parolarte.splinder.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; &quot;Parolarte&quot;&lt;/a&gt; riporto il commento di &quot;Anghelu&quot; e la mia risposta:&lt;/i&gt;La differenza tra la formica e l&#039;uomo sta che la formica ha motivo d&#039;essere solo all&#039;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#039;uomo ha motivo d&#039;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#039;unicità del pensiero, ma per l&#039;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.Buona lirica.Francesco***Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#039;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc...) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#039;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#039;individuo non è nessuno. E&#039; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &quot;branco&quot; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#039;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &quot;libertà&quot;.Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;Parolarte&#8221; riporto il commento di &#8220;Anghelu&#8221; e la mia risposta:<br />
La differenza tra la formica e l&#8217;uomo sta che la formica ha motivo d&#8217;essere solo all&#8217;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#8217;uomo ha motivo d&#8217;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#8217;unicità del pensiero, ma per l&#8217;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.<br />
Buona lirica.<br />
Francesco</p>
<p>***</p>
<p>Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#8217;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc&#8230;) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#8217;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#8217;individuo non è nessuno. E&#8217; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &#8220;branco&#8221; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#8217;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &#8220;libertà&#8221;.<br />
Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Korus</title>
		<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1271</link>
		<dc:creator>Korus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 08:44:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1271</guid>
		<description>&lt;i&gt;Da&lt;a href=&quot;http://parolarte.splinder.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; &quot;Parolarte&quot;&lt;/a&gt; riporto il commento di &quot;Anghelu&quot; e la mia risposta:&lt;/i&gt;La differenza tra la formica e l&#039;uomo sta che la formica ha motivo d&#039;essere solo all&#039;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#039;uomo ha motivo d&#039;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#039;unicità del pensiero, ma per l&#039;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.Buona lirica.Francesco***Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#039;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc...) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#039;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#039;individuo non è nessuno. E&#039; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &quot;branco&quot; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#039;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &quot;libertà&quot;.Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;Parolarte&#8221; riporto il commento di &#8220;Anghelu&#8221; e la mia risposta:<br />
La differenza tra la formica e l&#8217;uomo sta che la formica ha motivo d&#8217;essere solo all&#8217;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#8217;uomo ha motivo d&#8217;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#8217;unicità del pensiero, ma per l&#8217;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.<br />
Buona lirica.<br />
Francesco</p>
<p>***</p>
<p>Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#8217;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc&#8230;) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#8217;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#8217;individuo non è nessuno. E&#8217; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &#8220;branco&#8221; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#8217;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &#8220;libertà&#8221;.<br />
Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Korus</title>
		<link>http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1297</link>
		<dc:creator>Korus</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 08:44:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://logga.me/frammenti/2009/06/20/formiche/#comment-1297</guid>
		<description>&lt;i&gt;Da&lt;a href=&quot;http://parolarte.splinder.com/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt; &quot;Parolarte&quot;&lt;/a&gt; riporto il commento di &quot;Anghelu&quot; e la mia risposta:&lt;/i&gt;La differenza tra la formica e l&#039;uomo sta che la formica ha motivo d&#039;essere solo all&#039;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#039;uomo ha motivo d&#039;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#039;unicità del pensiero, ma per l&#039;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.Buona lirica.Francesco***Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#039;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc...) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#039;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#039;individuo non è nessuno. E&#039; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &quot;branco&quot; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#039;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &quot;libertà&quot;.Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Da &#8220;Parolarte&#8221; riporto il commento di &#8220;Anghelu&#8221; e la mia risposta:<br />
La differenza tra la formica e l&#8217;uomo sta che la formica ha motivo d&#8217;essere solo all&#8217;interno di un formicaio, ed è questa è la sua forza, l&#8217;uomo ha motivo d&#8217;essere solo se riesce a distinguersi dalla massa, il suo problema è che ciò non avviene quasi mai per l&#8217;unicità del pensiero, ma per l&#8217;ostentazione di ciò che si vorrebbe essere.<br />
Buona lirica.<br />
Francesco</p>
<p>***</p>
<p>Ciao Anghelu quanto dici è solo parzialmente vero. Gli studi sociali dicono che l&#8217;uomo non può vivere al di fuori di una comunità. Per questo si prolificano le sette, le religioni, i gruppi (letterari, artistici, filosofici, politici etc..etc&#8230;) ed è in questi gruppi, grandi o piccoli che siano, che si creano le gerarchie sociali. Si costituisce e si elegge il leader ed i gregari. Si individuano coloro che avranno un ruolo predominante ed uno subalterno. E tutto ciò è possibile perché c&#8217;è il gruppo, compatto e coevo. Fuori dal gruppo l&#8217;individuo non è nessuno. E&#8217; tale e quale a una formica, appunto. Senza identità, senza storia. Un discorso a parte meritano gli eremiti. Quelli che abbandonato il &#8220;branco&#8221; vivono una vita in ascetica e mistica solitudine. Ma per loro, come dicevo, il discorso si fa diverso. A loro non interessa essere qualcuno; in loro si esalta e si rivendica la libertà dell&#8217;IO. E la cosa si complica nel momento in cui si parla di &#8220;libertà&#8221;.<br />
Grazie per le tue osservazioni e buona giornata a te.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

