[Olio su tela 70X50. Chiedo venia ma non sono una brava fotografa...]
Avanza lenta e sinuosa
brecciando brume di ricordi
che credevo cancellati.
Nel minuscolo giardino
tra l’erba fresca di rugiada
eccola far capolino :
la lumaca.
Risuona nella mente
la vecchia cantilena
che tu, che noi, bambini,
recitavamo a squarciagola:
- Bucalaci nesci i corna,
dui pri tia e dui pri to’ nonna.*
Mastico zucchero filato
di forchette di dolore
che mi lasciano in bocca
il gusto salato della caliggine.
Da tempo immemore,
vivo il presente dando le spalle
a quel futuro che avrei voluto.
Funambolo sospeso nel vuoto resta
il pensiero incapace di guardarsi dentro.







buon giorno…come vedi sono passata a salutare, ti aspetto in parolarte per il nuovo tema settimanale, il sogno…a presto!
E’ una delle cose più belle che ho letto di te … mescolare tradizione con introspezione non è facile