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Si alzi il sipario

Venghino lor signori,
si faccino avanti,
alziamo il sipario,
che la platea è piena
e ci mancano gli attori.
Chi si fa avanti?
Abbiamo la parte del
capo di governo e
quella dei suoi lecchini
che devono ora essere
assegnati. Mi chiedete il
titolo?. Bellissimo:"Le
gouvernement est tombé".
Allora chi si offre volontario?
Garantiamo lauti guadagni
e poi una bella indennità
governativa. Una buona
rendita che vi assicurerà
una lussuosa vecchiaia
e  da mangiare a sbafo
ed a volontà. Iniziate ad
aprire le tasche e, se ce la
fate, portatevi dietro la famiglia
che da mangiare c’è in
abbondanza alla faccia
del popolo cretino
che abbasserà la testa
al prossimo governante.
Tanto, ormai dovremmo
aver capito che, chi si
accinge a governare,
penserà solo al suo profitto.
Ma non c’è nessuno fra
di voi che si presta come
volontario e senza chiedere
ricompensa alcuna?
Solo a lui sarà assegnata
la palma d’oro della Storia.

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6 Responses to “Si alzi il sipario”

  1. soffiodimaggio scrive:

    Eulalia for President! :) )
    Eulalia salvera’ il mondo. E comunque: non mi sembra ci sinao alternative migliori, al momento… :)
    Scherzi a parte,
    BUON ANNO!

  2. provaacapire scrive:

    L’attore

    Anche oggi entro in scena, anche oggi do prova di me stesso.
    Anche oggi il mio nome è stato affisso nella locandina della vita.
    Un nome non l’ho scelto, ma che qualcuno ha stabilito,
    in un giorno dove il sipario si è aperto,
    ed ora… eccomi qua…una volta ancora.
    Recito a braccio un copione suggerito dall’alto, che io stesso
    modifico quando lo sfondo dei desideri mi attrae.
    Interpreto tutti i ruoli nel vortice di luci, e mi inchino e salto,
    offrendomi mentre attendo applausi.
    Così bilancio sulle assi di un palco il bene e il male,
    assecondando ragioni mentre il tempo modifica i miei stili.
    Sono un attore nel teatro più grande del mondo,
    anche se non sono poi così importante.
    Alle mie rappresentazioni seduto nelle prime file qualcuno
    lo conosco più da vicino, gli amici sono nelle quarte,
    nel mezzo ci sono i critici, spine al fianco mentre nel fondo
    della sala nel buio siedono quelli che non vedo da tempo
    ma che affollano ancora i miei pensieri.
    Anche oggi entro in scena, anche oggi sarò Re o Tiranno,
    povero o ricco, padre o figlio, falso, sincero, amato, odiato
    e tutto questo su fondali di cartone
    divenendo servo o padrone.
    Spero di farlo senza recar danni
    …a questi anni,
    segni che non si cancellano…
    qualcuno le chiama ferite…
    io preferisco chiamarle
    magnifiche serate.

  3. flinx53 scrive:

    Quante ragioni nelle tue parole.
    e quanta tristezza dentro, per una umanità incapace di alzare gli occhi.

  4. Pachucha scrive:

    Vengo io a recitare :-)
    Grazie del commento alla poesia…

  5. grazybernabei scrive:

    Anche stavolta, seppur con grande amarezza , devo dire che hai fatto centro.

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