
Lento sciabordio dell’onde…
insistente cri..cri dei grilli…
e sulla sabbia calda… Noi
Argentei raggi di Luna
si riflettono sui nostri corpi
abbronzati… abbarbicati.
Premono le nostre bocche
nel disperato tentativo di
chetare il respiro ansante di
noi… amanti clandestini
nella frenetica voglia di
appartenerci per una volta

almeno
prendimi
a testimone la Luna e le stelle
mentre la calda sabbia si attacca
sulla pelle tenuta a battesimo
dalla salsedine di questo mare
in cui consapevoli anneghiamo.








questo abbandonarsi sulla spiaggia con testimoni la luna e le stelle è una delle sperienze più “erotiche” che si possano immaginare. Si raggiunge la perfetta fusione di anima e corpo nell’incanto di una notte sul mare, Cìè una pace e un silenzio rotto solo dal “rumore” dei sospiri degli amanti che si cullano al canto delle onde
brava Angela
dora
scusa gli errori…quando scrivo di getto divento disgrafica…
ciao
dora
Anche tu in mezzo ai grilli…
)
Ho capito. L’immagine, troppo grande, sballa il template e quindi non me lo legge…
Mi sono soffermato a leggerti ed è stata uno splendido viaggio. Varie tematiche fanno un bel puzzle.
Complimenti da orso
Cesare
Grazie a te per aver avuto questa pazienza… ^^
saganne mi è dispiaciuto sacrificare il tuo post…se ti va puoi ripostarlo con una dimensione dell’immagine di 400 pixel…
Quel ragazzo….
non aveva mai avuto predisposizione per l’intraprendenza.
E quel giorno,
quando la vide camminare lungo il corridoio
si fermò incantato a fissarla.
Poi rientrò di corsa dove l’avevano assegnato.
accanto a lui aveva un suo coetaneo arabo,
figlio di un ricco petroliere,
padrone di qualche deserto sul mar rosso.
Ed era già da qualche giorno che ne ascoltava distratto
l’arroganza,
i brusii del resto del gruppo,
il tono di disappunto che gli altri manifestavano verso la boria di quello.
Lui non ci aveva ancora fatto caso.
Assorto com’era nelle sue nuvole,
nelle sue fantasticherie.
Ed in quel momento era assorto più che mai….
in quel corridoio aveva assitito ad una visione.
Cercò senza troppo interesse la sua penna.
E la vide nella mano del suo vicino.
Quando gliela chiese
l’altro gli rispose come fosse stata la cosa più naturale del mondo
che lui era il padrone di ogni cosa in quel tugurio.
..che tutti erano come degli schiavi
alla sua mercè.
e che già il semplice fatto di usare quello schifo di penna
l’avrebbe dovuto inorgoglire.
Nel pronunciare quei suoi deliri aveva messo in mostra i suoi cinque orologi ai polsi
e due zaffiri incastonati in maniera meravigliosa
che brillavano sulle sue mani.
Il ragazzo a quele parole non si scompose.
Lo guardò,
lo ascoltò in silenzio,
e senza dire niente gli diede
uno schiaffo violento sul viso.
così violento da farlo cadere con tutta la sedia.
Poi si alzò dalla sua,
mentre la “tutor” blaterava qualcosa.
lo tirò su di forza, incurante di tutto
mentre l’altro scalciava e
lo ingiuriava in quel suo linguaggio curioso.
Allora lo schiaffeggiò in modo ancora più violento,
finchè il figlio di Allah non si piegò su sè stesso pronunciando parole che suonavano come un’implorazione.
A quel punto,
tenendolo per il bavero lo trascinò alla porta.
l’aprì incurante delle proteste ancora più energiche e delle urla della “tutor”
e lo scaraventò fuori di forza,
come fosse stato un sacco di patate
lasciando che rotolasse
e che andasse a sbattere
addosso al muro di fronte
su quel corridoio.
“Se rientri senza chidere scusa a tutti
quando esci ti do il resto…..
Per ora resti li come il salame che sei.
Vallo a dire a papà!…”.
Ma proprio mentre stava per rientrare
si accorse che lei aveva visto tutto.
Era poco lontana, ferma.
E lo stava fissando.
E lui provò vergogna per quella sua impulsività.
E mentre la guardava in silenzio sentì che era già arrossito in viso.
Avrebbe voluto che lei l’avesse conosciuto in modo diverso….più dolce….
ma le cose vanno come devono andare….c’è poco da fare.
E comunque lui era anche così…
impulsivo…
Quando giunse l’orario d’uscita
si ritrovarono tutti su di un prato.
C’era un meraviglioso cielo.
Ed un sole stranamente caldo.
In mezzo ad un paio di amiche poco dopo giunse anche lei….
che gli si sedette proprio di fronte.
Ciò il ragazzo che provava ora
era un misto d’imbarazzo e di eccitazione.
si sentiva perfino goffo.
Evitava di fissarla…..ricordando anche l’episodio del mattino.
Ma ne sentiva il profumo…
e di sottecchi non poteva fare a meno di amare quei suoi splendidi capelli fini, lunghi e dorati….
accarezzati dal vento….
Chissà perchè s’era fatto l’idea che fosse straniera,
e che non si sarebbero capiti mai.
E che lei comunque,
bella com’era
non avrebbe mai fatto caso ad uno come lui….
Il gruppo intanto aveva preso a parlottare sul da farsi…
sul come organizzare la serata.
c’era chi voleva andare ad una mostra….
chi sul lungo mare…
chi in discoteca….
Ecco!!…..la discoteca….
Lui optò per quella scelta.
ma
com’è naturale per qualsiasi gruppo di amici
si fa presto a cambiare idea
sopratutto quando si è in tanti.
Alla fine il ragazzo disse che quella sera sarebbe comunque andato a ballare…
ma essendo nuovo
desiderava che qualcuno gli indicasse
dov’era il locale.
“Ti accompagno io se vuoi!….”
era lei che gli stava parlando.
il cuore gli battè forte.
Non riuscì a dire una parola per l’emozione….trattenne perfino il fiato.
“…naturalmente se non ti do disturbo…se vuoi insomma” continuò la ragazza.
Che non era straniera.
Che era più bella che mai.
che ora gli stava sorridendo.
e gli stava dicendo che desiderava uscire con lui….
“Certo….non ho nulla in contrario a che tu venga!…se proprio ti va!”
E’ incredibile come quando vorresti essere perfetto ed impeccabile
quello è spesso il momento in cui
commetti delle gaffes imperdonabili.
“…scusa tanto!….
se non hai piacere puoi dirmelo!..” gli rispose lei risentita….
“no..no……è che…
niente…scusami tu…
sto facendo la figura del fesso..”
ed abbassò gli occhi..
ebbe appena la forza di mormorare
” sono davvero felice se andiamo insieme a ballare….se ancora ti va”.
” diciamo alle nove?” chiese lei decisa
lui si rianimò e le sorrise con tutto sè stesso
” dove ci diamo appuntamento?”
” ti va bene la statua centrale”?
” quella….”
” si…quella!” lei ora era radiosa..e maliziosa…
aveva capito la sua goffaggine
e ci stava giocando.
“ok….alle nove!….sarò puntuale!”
non l’avesse mai detto!
quel pomeriggio
dopo esser tornato in stanza
si stese sul letto e fantasticò…
ed a furia di fantasticare
lentamente
scivolò nel sonno.
si svegliò alle nove meno un quarto.
non fu puntuale!
corse come un pazzo.
giunse all’appuntamento con tre quarti d’ora di ritardo
convinto che non l’avrebbe trovata più.
Ed invece con sua sopresa
lei era ancora li che lo aspettava…….
E fu una serata che il ragazzo non dimenticò mai più….
E dopo la serata
fu un bacio che entrambi non dimenticarono mai.
E poi….
… una notte in cui una nuova stella si levò nel cielo.
Avrebbe brillato per sempre
e solamente per loro….
anche quando con gli anni
diventarono adulti
ed il loro mondo
nel frattempo aveva continuato a girare
separandoli……
come succede spesso
nell’ordine naturale delle cose.
Non so se tu hai avuto le antenne radar amico mio… e sono sicura che non ci crederai se ti dico che il mio orologio girava un pò in senso antiorario in questo momento…
Grazie, mi hai commosso…