Ciao mondo!!

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Pubblicato in Senza categoria | 1 commento

LIBERIAMOCI DEL MAIALE: MARINIAMOLO!

Del maiale, dicono, non si butta via niente. Ma con certi maiali, specie se maschi, è meglio averci a che fare il meno possibile. Dunque, ricettina veloce veloce che, meno vi curate del suino, più vien bene.
Aromatizzate abbondante olio extravergine d'oliva con uno o due spicchi d'aglio sminuzzati e con un battuto composto da:

un pizzicotto di rosmarino
qualche foglia di salvia
mezza foglia d'alloro
un pizzico di timo
un paio di fogliette di mirto
tre-quattro bacche di ginepro
un cucchiaino di bacche miste aromatiche (pepe nero, verde, rosa, bianco, coriandolo)
mezzo cucchiaino di curcuma
un cucchiaio di aceto balsamico di modena
sale.
(Anche se non avete tutti gli aromi indicati, non importa: sono sufficienti anche i tre o quattro più comuni, basta che siano abbondanti e profumati!).
Prendete delle fattine di lonza di maiale (tre o quattro a testa), battetele col pestacarne e poi ungetele ben benino con la mistura di cui sopra. Poi, dimenticatevele. Almeno per mezz'ora. Anche per un paio d'ore (se è estate e fa caldo, mettetele in frigo). Infine, quando avvertirete quel famoso languorino, accendete un bel fuoco vivace sotto una padella e, quando sarà ben calda, prendetevi la soddisfazione di arrostire il porco, un minuto per parte.

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Pubblicato in casa dolce casa, navigando, politicamente corretto grappa, seriamente | 6 commenti

VANTAGGI CONTRATTUALI

Lo so, latito. Ma, sapete, quest'anno la mia favolosa cattedra della serva mi concede l'inusitata opportunità di godere dei privilegi dovuti agli insegnanti di lettere (cinque pacchi di robetta da correggere nel weekend e consegna schede ai genitori) e, insieme, di quelli degli insegnanti delle educazioni, quelli con nove classi (triplo giro di scrutini questa settimana con strascichi settimana prossima). Son cose belle, eh, quindi è il caso di godersele appieno. Quando ne esco, vi faccio un fischio.

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Pubblicato in la cattedra della serva, ordinaria amministrazione | 8 commenti

ORA, LABORA ET DISPERA

la gggente crede che le prof entrino in classe, spieghino, interroghino, facciano le verifiche, diano i voti, calcolino la media , la scrivano sulla pagella e bon. Invece no. O meglio, sì, anche, ma le prof – che conoscono i loro polli – sanno anche che una buona fetta della classe non ce la farebbe a star dietro a spiegazione-interrogazione-verifica-spiegazione e così via. Così s'inventano tutta una serie di cosine: e sottolineiamo e cerchiamo le parole-chiave e facciamo gli schemini e costruiamo le mappine concettuali e disegniamo la carta storica e coloriamo la linea del tempo. Ma, soprattutto, la brava prof sa che deve offrire a tutti la possibilità di recuperare, quindi, a fine quadrimestre assegna un lavoro da svolgere a casa – così lo fate con calma, così non avete il panico da interrogazione alla cattedra, così non avete la fifa blu da verifica scritta, così potete guardare il libro, così potete farvi aiutare – e valutare, per tirare su medie a dir poco disastrose. Quindi, dopo aver spiegato, si prende una buona mezz'ora di lezione per dare indicazioni sul compito: e queste sono le (dodici, non settantatrè) parole-chiave sul Monachesimo in Europa da collegare tra loro, ci fate una bella mappina come quella che avete appena copiato dalla lavagna sul Monachesimo in Oriente, mi raccomando, prima studiate il capitolo e gli appunti, potete usare questo o quell'altro programmino, o più semplicemente scrivere le parole su un foglio, ritagliarle e spostarle finché non trovate la sistemazione giusta… e poi potete anche fare così, cosà, colì, e colà.
E poi, questi sono i risultati:

La vita di San Benedetto fù veramente intensa, e disolito diceva: è lamico dell'amima. Ora et labola è una regola molto famosa, fatta nel 534 nella rivoluzione, dal motto "Pregha e lavora". I monasteri sono dei luoghi dove i monaci preghano, feggono, scrivono i manoscritti sui i papiri.

Tuttofumoenientearrosto

I monasteri nel VI sec. copiavano i manoscritti quindi gli amanuensi lavoravano nella chiesa e la chiesa è un centro importante. Inventarono la regola e la comunità era felice perché c'era la chiesa così poterono pregare e così si diffuse lo scriptorium. La chiesa diventò un'Ora et labora. C'erano tanti parrochi ma il più importante è S'an Benedetto di Norcia.

Cosìpiccoloefragile

E dire che i peggiori non si sono neppure presi la briga di consegnare il compito.

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Pubblicato in giuro non glielo ho insegnato io, prof inside | Lascia un commento

GLI IRREGOLARI

Tranquilli, non stiamo parlando dell'ultimo pamphlet sugli immigrati clandestini, né di un film culto con giovani e fighissimi attori tormentati e allo sbando, ma semplicemente della verifica di verbi. Purtroppo per me.

Io avevo arduto
tu eri apparita
egli davano
io assisti
io assisteggo
io stassi
avessi ardo
che
farente
apparre avuto
faconte
tu stasti
egli appendò
che noi vada
fante
farente
assisi
che noi stestimo
voi ammiste.

Lo ammisto, alcune sono davvero una schifezza.

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Pubblicato in giuro non glielo ho insegnato io | Lascia un commento

GARANTISMO

Ho sottomano la normativa che regola il procedimento amministrativo per comminare un provvedimento disciplinare ad uno studente. Insomma, quello che si deve fare quando si intende sospendere, per uno o più giorni, qualche studentello che l'ha fatta grossa. A dire il vero, ho sottomano non la quarantina abbondante di pagine della normativa completa, che è conservato a scuola (e introvabile sul web, nonostante una ricerca di un'ora e passa) come se fosse un manoscritto pergamenaceo del Corpus Iuris Civilis, ma la sintesi che l'USR ha gentilmente inviato ad ogni istituto sabaudo.
Leggo, rileggo, rileggo ancora, e mi dico che forse c'è lo zampino di Ghedini, Alfano e Taormina, casomai Berlusconi junior combinasse qualche marachella a scuola.

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Pubblicato in carte e scartoffie, didattichese | Lascia un commento

QUEL CHE NE PENSO IO

Ieri sera, al telefono con mia madre, commentavamo le squallide vicende dell'attualità politica. Lei mi chiede, speranzosa: "Ma secondo te ce la facciamo, questa volta, a liberarci di Mr.B?"
"No, mamma, temo proprio di no. Ma non lo vedi? Il suo partito è comunque con lui, prime della fila le donne… forse perché hanno fatto o fanno parte dello stesso caravanserraglio. I cattolici, che hanno affossato una come la Bindi sui DICO, non fiatano. E comunque, anche se fosse e si andasse alle elezioni, la cosa che mi spaventa di più è che l'italiano medio – in prima fila la vecchina che guarda Rete4 e sostiene "Eh, ma poverino, ce l'hanno sempre con lui", così come il maschio italico grondante invidia, che con un filo di bava alla bocca butta lì "Eh, dai, cosa sarà mai, per un po' di fi**" – continuerebbero a votarlo. L'unica speranza che abbiamo è che mentre gioca a fare il paziente porcellone o lo studentello indisciplinato gli parta un embolo o gli scoppi un aneurisma. Solo una morte buffa e imbarazzante potrà togliercelo di torno".

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Pubblicato in meditazioni, politicamente corretto grappa, seriamente | Lascia un commento

CHI VUSA PUSÉ LA VACA LÈ SUA

Il professor Stentoreo sembra uscito da un ipotetico Manuale del perfetto professore, MinCulPop edizioni: portamento militaresco, baffone canuto alla Ceccobeppe, pizzetto balbesco e accenno di panzetta ducesca, occhiali cerchiati di tartaruga, rigorosamente ingiacchettato e panciottato. La sua inflessibilità è leggendaria: puoi esser arrivato ieri dall'Uzbekistan che lui ti somministrerà, sempre e comunque, lo stesso test d'ingresso sperimentato da anni; se non sai rispondere, è perché non sei preparato o non hai capacità. Trent'anni di prossimità al Lingotto non sono riusciti a smorzare il suo accento altofrusinate, il che, in sé, non sarebbe un problema, se solo il professore non ne facesse rimbombare le volte e i corridoi e le aule della scuola. Rimbombare forte. E senza interuzione alcuna. Alla mia prima tornata di consigli di classe nella SecondaScuola, mi sono incautamente e inconsapevolmente seduta accanto a lui: roba che ne sono uscita cinque ore dopo con timpano, padiglione auricolare e financo lobo sfondati da tale potenza vocale sparata senza ritegno alcuno a trenta centimetri dal mio orecchio. Purtroppo, tra le malattie professionali degli insegnanti rientrano la sindrome da burnout e i danni alle corde vocali, non certo la sordità – questo significa che non potrò neppure rivalermi presso gli organi competenti.
Se il problema consistesse solo nella presenza ai consigli, sarebbe facilmente risolto con una collocazione strategica a distanza di sicurezza, ma il problema è ben altro: il fatto è che, per metà del mio M.M., lavoro gomito a gomito col professor Stentoreo, nel senso che abbiamo diverse ore in classi contigue, il che significa che le mie precisazioni ortografiche o le mie disquisizioni etimologiche e lessicali sono sovente sovrastate dall sue lezioni sulle fonti energetiche o sulle caratteristiche del legno. Questa mattina, però, avevo verifica: dettato ortografico.
Il bosco di querce era sconquassato da un fortissimo acquazz…
il petrolio è un idrocarburo che…
…un ottimo rosolio liquoroso all'aroma di arance…
la trivellazione dei pozzi avviene a profondità…
Allora, io ho notoriamente un apparato fonatorio in grado di produrre suoni a parecchi decibel ma, per quanto alzassi la voce, ho dovuto interrompere la dettatura alla seconda frase e bussare gentilmente alla porta della TerzettaStronzetta, in cui il temibile collega stava tenendo il suo proclama.
Buongiorno, scusate, scusa collega…

Cos'è, cos'è, questa intromissione?
Nessuna intromissione, volevo solo chiederti se puoi per fevore abbassare un po' la voce…
Ma… come ti permetti di intrometterti nel mio modo di insegnare?
…di abbassare un po' la voce perché sai, sto dettando e i ragazzi non capiscono… è una verifica!
Vai, vai via! Io sto lavorando!
Beh, anch'io sto lavorando, e se tu non abbassi la voce io non ci riesco.
Questo è innammissibile, entrare nella mia classe e dirmi come devo far lezione!!!
Sì, certo… comunque, collega – acidissima – grazie come sempre per lo spirito di collaborazione!
E ho chiuso la porta con il fumo che usciva dalle orecchie.
Ma quando, due ore dopo, sono entrata nella TerzettaStronzetta, sono stata accolta (novella Pulzella D'Orléans che ha sconfitto il PerfidoInvasor) da applausi e fischi di approvazione: un'ovazione che ha dissolto in un baleno l'eco della voce del professor Stentoreo.

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Pubblicato in caro collega ti scrivo, tutti in classe | 13 commenti

ROME WASNT DESTROYED IN A DAY

Invece, ai miei alunni sono bastati i sessanta minuti della verifica.

L'oligarchia è lo stato che tiene i soldi per se.
L'oligarchia è una religione di governo.
L'oligarchia è credere in un solo dio.
Romolo Augustolo aveva un fratello che Romolo l'aveva ucciso e quindi Romolo Augustolo fu il Re.
L'ostracismo è che i poveri potevano essere schiavi.
Il dittatore è una persona che stava per essere .
Il dittatore era quello che dettava le leggi.
Roma si sviluppò perché c'era un imperativa.
I consoli sono delle persone che andavano.
I cristiani erano perseguitati dalle guerre.
I cristiani erano perseguitati perché disturbavano.
Tutti amavano Romolo Augustolo, cioè a tutti gli piacevano come governava il suo impero.

Bonus track: Breve sinossi di Storia Romana by Diavoletto Biondo.
Si fondò Roma e prese il trono Romolo Augustolo e favorivano le guerre puniche e civili. I cristiani erano perseguitati perche non si fidavano e perché potevano avvisare i nemici. Con l'Editto di Milano si riuniscono tutti per l'assemblea, con l'Editto di Tessalonica si fa un'assemblea e con l'editto di Caracalla si litiga in assembea. Quando muore Teodosio si continuano le guerre puniche.

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Pubblicato in giuro non glielo ho insegnato io | 29 commenti

LIEVE COME UNA PIUMA

In questa casa fa un caldo boia. Che sono malaticcia, infatti, l'ho capito quando ieri, verso le cinque, sopra al maglione nero a collo alto ho infilato anche la vestaglia di pile. Malanni a parte, dicevo: in questa casa fa un caldo atroce, venticinque, ventisei gradi costanti; di giorno giriamo in maglietta, la notte si dorme con le finestre socchiuse e la sottovestina setosa estiva. Io, naturalmente, non il Benza. Il Benza apprezza, però. Fatto sta che non mi è nemmeno passato per l'anticamera del cervello di utilizzare il piumone imperiale al cui calduccio solevo accoccolarmi quando vivevo da sola in terra lombarda. Ciò che mi scocciava maggiormente, però, è che l'anno scorso avevo dotato tale piumone imperiale di deliziose parure copripiumone con lenzuola e federe coordinate, che ora giacevano tristi e sconsolate sul ripiano alto dell'armadio. Quindi, durante le vacanze natalizie, armata solo di caparbietà, mi sono recata dal signor IKEA ad acquistare un piumone di quelli leggeri, che nelle lande scandinave chiamano "estivi". Mi ci sono volute un paio di prove di tipologie e pesantezze diverse con conseguenti ritorni per cambi scontrino alla mano, ma finalmente penso di avercela fatta: qualche giorno fa sono arrivata a casa portando sottobraccio l'imballo sottovuoto. Il Benza sonnecchiava avvolto nel copripiumone vuoto e ha risposto al mio "Ehi, guarda, ho comprato il piumone nuovo!" con un gutturale e solenne grugnito. Consapevole del fatto che non avrei potuto contare su di lui per la prova del mio ultimo acquisto, ho provveduto, da sola e con scatto felino ed agile mossa collaudata da anni di rifacimento di letto matrimoniale in solitudine, ad infilare il prezioso e morbidoso oggetto nella foderona colorata, preservando anche il sonno del mio amato.
Oggi, dopo aver disfatto il letto e mentre stavo preparando il pranzo, lo vedo armeggiare in camera.
"Che fai?"
"Cambio le lenzuola, non vedi?"
"Ah, che bravo! Butto la pasta e ti do una mano!"
"Nooo!!! So fare da solo, cosa credi! Se tu ce la fai da sola, posso farcela anch'io!".
Soprassediamo sul fatto che, inizialmente, ha tentato di infilare il piumone in una parure di lenzuola normali, senza copripiumone. Insomma, vedendolo un po' in difficoltà mi dirigo in camera.
"Dai, facciamo in due, così facciamo in un attimo"
"No, no e no! Io sono capacissimo da solo!"
"Ehm… veramente, dovresti girarlo nell'altro verso…"
"Sì, beh, comunque… io ho la mia tecnica, guarda: prendo in mano l'angolo destro del piumone e lo infilo nell'angolo del copripiumone… poi prendo l'angolo sinistro e infilo anche questo… poi non mi resta che infilare anche… e… voilà!!!"

Questo è stato il risultato.

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