Pensieri di un giorno di festa.

gennaio 1st, 2012 by Sergio Carinci

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Appunto, pensieri in festa; senza capo né coda, liberi di andare e venire.

Pensieri del primo giorno dell’anno. Ricordi di un tempo ormai lontano, anni, decenni anzi, che sfumano e riacquistano vita, come immagini prodotte da una lampada stroboscopica.

Guardo fuori dalla finestra, è giorno, splende un pallido sole; lontano, sulla strada principale, passano rare le macchine; in paese, strade deserte. Nessuno, tutti a letto a “riprendersi” delle fatiche della notte di Capodanno.

Mi vengono alla mente i capodanni della mia fanciullezza, le risatine soffocate che si sentivano al risveglio dietro le porte delle camere delle “donne” di casa che restavano chiuse fino a che il “maschietto” andava a augurare il buon anno, chè portava male se la prima persona che vedevi era una donna.

In tinello già pronto il tavolo con la bottiglia del marsala, lo zabaione, la ciambella, i biscotti; papà seduto a capotavola con i suoi quotidiani, l’Unità, l’Avanti, il Gazzettino, l’immancabile toscano acceso, che scorre distrattamente le pagine e sembra aspettare qualcosa.

Il campanello suona, cominciano ad arrivare amici e conoscenti, tutti rigorosamente maschi, ad augurare il Buon Anno, un bicchierino di marsala, un biscotto, quattro chiacchiere e poi un saluto, una stretta di mano e via, verso la prossima tappa; un pellegrinaggio di auguri e saluti che coinvolge tutta la cittadina.

E la voglia di diventare “grande” per poter andare anche tu a fare il giro degli auguri con il fratello maggiore, e poi una volta diventato davvero “grande” il non poterlo/volerlo fare perchè così hanno voluto i casi della vita…

Anni dopo, altro paese, lo stesso che ora vedo dalla finestra; vicino alla porta di casa un cesto di dolciumi e caramelle e un piatto colmo di spiccioli, cinquanta e cento lire; le strade risuonano di voci giovani, gruppi di due o tre ragazzi (non di più perché non conviene) vanno di casa in casa; suonano, il più intraprendente si fa avanti e: “Bonin bonanno, auguri per tuto l’anno!” e contemporaneamente tende la mano a ricevere la mancia e i dolcetti; ancora qualche amico viene a porgere gli auguri, ma è abitudine sempre più rara.

Riguardo dalla finestra, le strade sono sempre deserte,  ogni tanto rompono il silenzio della casa i trilli dei cellulari che avvisano dell’arrivo di sms di auguri, moderni succedanei delle strette di mano; imparziali e asessuati, annunciano che il monopolio maschile del BUON ANNO è finito.

E almeno questa è cosa buona.

Un augurio sincero che quello che va ad iniziare sia davvero per tutti un Buon Anno.

Ariano nel Polesine - 1949 - Stupore di bimbo - Candid con la mamma


Il mago del Natale

dicembre 22nd, 2011 by Sergio Carinci

Lienz - Gennaio 1993

S’io fossi il mago di Natale

farei spuntare un albero di Natale

in ogni casa, in ogni appartamento

dalle piastrelle del pavimento,

ma non l’alberello finto,

di plastica, dipinto

che vendono adesso all’Upim:

un vero abete, un pino di montagna,

con un po’ di vento vero

impigliato tra i rami,

che mandi profumo di resina

in tutte le camere,

e sui rami i magici frutti: regali per tutti.

Poi con la mia bacchetta me ne andrei

a fare magie

per tutte le vie.

In via Nazionale

farei crescere un albero di Natale

carico di bambole

d’ogni qualità,

che chiudono gli occhi

e chiamano papà,

camminano da sole,

ballano il rock an’roll

e fanno le capriole.

Chi le vuole, le prende:

gratis, s’intende.

In piazza San Cosimato

faccio crescere l’albero

del cioccolato;

in via del Tritone

l’albero del panettone

in viale Buozzi

l’albero dei maritozzi,

e in largo di Santa Susanna

quello dei maritozzi con la panna.

Continuiamo la passeggiata?

La magia è appena cominciata:

dobbiamo scegliere il posto

all’albero dei trenini:

va bene piazza Mazzini?

Quello degli aeroplani

lo faccio in via dei Campani.

Ogni strada avrà un albero speciale

e il giorno di Natale

i bimbi faranno

il giro di Roma

a prendersi quel che vorranno.

Per ogni giocattolo

colto dal suo ramo

ne spunterà un altro

dello stesso modello

o anche più bello.

Per i grandi invece ci sarà

magari in via Condotti

l’albero delle scarpe e dei cappotti.

Tutto questo farei se fossi un mago.

Però non lo sono

che posso fare?

Non ho che auguri da regalare:

di auguri ne ho tanti,

scegliete quelli che volete,

prendeteli tutti quanti.

Gianni Rodari

ho ricevuto questi versi con gli auguri di Natale

dalla mia amica Francesca

voglio condividerli con voi augurandovi

BUONE FESTE !!!

Versi di Gianni Rodari

Foto di Farsergio


Non so più cosa fare

dicembre 12th, 2011 by Sergio Carinci

Sono rimasto colpito dal messaggio trasmesso da questo video che ho avuto la possibilità di vedere ieri, mi sembra importante condividerlo come spunto di riflessione.

 

 

vi invito ad ascoltare le altre canzoni di questo lavoro.


MI PRESENTO

dicembre 3rd, 2011 by Sergio Carinci

A Teatro con Goldoni - La Casa Nova

 

 

Sono approdato qui su logga.me portandomi dietro tutto il mio bagaglio di post.

Chi sono?

farsergio

vecchio nick che mi accompagna da quando sono in rete.

i miei interessi?

due su tutti:

la fotografia, in particolare la foto di viaggio.

il teatro, ho un passato di regista e attore, sento ancora prepotente l’odore della polvere di palcoscenico.

ma amo anche la buona letteratura, in particolare poesia, e la pittura, in specie il quattrocento-cinquecento italiano e l’ottocento italiano e francese.

ora scrivo meno che in passato, ma l’essere approdato qui con questo blog testimonia la mia volontà di continuare a farlo.

la mia lingua è l’italiano.

benvenuti nelle mie pagine e buona lettura,

i commenti sono naturalmente graditi.

 

Canon F1n - Canon New FD 50mm 1:1,4


CIAO SPLINDER

novembre 21st, 2011 by Sergio Carinci

ATTENZIONE!
A partire dal 31 Gennaio 2012 il servizio Splinder verrà dismesso.
A breve verrà inviata una comunicazione con le indicazioni da seguire per recuperare tutti i contenuti dei blog ospitati. Sarà inoltre possibile attivare un redirect su un nuovo indirizzo web.

Questo è il comunicato ufficiale di splinder,  è quindi vicina la data in cui splinder non ospiterà più i nostri blog.
Senza attendere comunicati io, come tanti altri, mi sono dato da fare per conservare i miei post e anche i commenti ricevuti


Un primo indirizzo (blog parallelo che terrà in vita “SERGIO” su splinder, fin che dura) che, come del resto gli altri, comprende sia il vecchio “Carro di tespi” che “Al cavallino bianco” e “Coffee break”
http://farsergio.iobloggo.com/

Ho poi un nuovo blog in formato WP su logga.me (completo e già attivo)
http://logga.me/carroditespi/

che servirà per giungere al blog (già aperto ma in lavorazione)  su WP:
http://nuovocarroditespi.wordpress.com/

in caso di necessità mi trovate anche su FB (ma non frequento molto questo network)
a risentirci presto nel web
un caro saluto
Sergio


Ricordi… ricordi…

agosto 20th, 2011 by Sergio Carinci

PROVOCAZIONE DA LE ULTIME LUNE

Professore: “Dicono tutti che a sognare sono i giovani, ma non è vero. Quelli dei giovani non sono sogni, ma progetti e speranze. Le cose che immaginano sono tutte possibili, tutte realizzabili, perché, se esiste un futuro, non c’è nulla che non possa accadere. Solo i vecchi immaginano cose che non accadranno mai, inventano un futuro che non ci sarà e ricordano un passato che non può tornare. I veri sognatori sono loro… con quelle teste tremolanti piene di episodi consumati, di parole dette, di facce morte… Sono loro gli unici capaci di pensare l’inesistente, e continuano intrepidi a filare fantasie e desideri nella più brutale consapevolezza che non si realizzeranno mai.”

[…]

Professore: “…No, è proprio il mio mondo che a poco a poco se n’è andato. Prima le persone… e poi le idee… Restano solo i ricordi.”

Moglie: “Perché dici le idee? Chi te le può togliere quelle?”

Professore: “Nessuno, certo. Solo che non circolano più: sono moneta fuori corso. La mia bella cultura, solida e svettante come una cattedrale, è diventata merce da rigattiere. […] I concetti che consideravo importanti, oggi sono marginali, l’arte che amavo è superata, i sentimenti che mi commuovevano sono diventati buffi e ciò che sembra buffo a me non fa più ridere nessuno. Insomma il mondo non usa più le mie parole e non ha più i miei gusti… e camminarci sopra senza inciampare è ormai troppo difficile. …”

Da “Le ultime lune” di Furio Bordon, Parte prima.

 

Chi parla è un anziano professore, vedovo, che dialoga, come del resto fa ogni giorno, con la moglie defunta, questo però è un colloquio particolare, sono le ultime ore del vecchio nella sua casa; sia pure per sua decisione sta andando a Villa Delizia, la casa di riposo in cui trascorrerà il resto della sua vita, e in cui non porterà il ricordo della donna che ha amato “perché lei è giovane e là ci sono solo vecchi, e i vecchi sono tristi, non è posto dove portarla

Questo personaggio è stato portato sulla scena nel 1995 da Marcello Mastroianni, e poi da Gianrico Tedeschi, ed è questo ultimo allestimento che ho avuto la fortuna di vedere nel 2002 a teatro. Uno spezzone lo trovate in un mio post dedicato a Gianrico Tedeschi. In questi ultimi tempi ho pensato molto ai ricordi, ai pensieri e alle parole, e ho voluto rileggere il testo di questo bel lavoro teatrale.


Venezia – Ombre

agosto 20th, 2011 by Sergio Carinci

Venezia - Ombre


Chioggia – Pittore

agosto 20th, 2011 by Sergio Carinci

Chioggia - Fondamenta della Vena - Pittore


Venezia – Isola di San Giorgio – Fotografi

agosto 20th, 2011 by Sergio Carinci

Venezia - San Giorgio  - Foto souvenir