Fa un freddo becco a Torino, almeno per me, sardo temporaneamente trapiantato in Piemonte. Mi chiedono spesso cosa ci faccio qui… che domanda del cazzo, lavoro, no? Però non rispondo mai così, anche se vorrei. Di solito invece mi affido all'ironia e dico "Cerco di ricostituire il Regno di Sardegna" , così strappo una risata, rompo il ghiaccio e faccio dimenticare una domanda senza senso.
Però, insensatezze a parte, Torino è davvero bella. Sono belle le strade, questi corsi infinitamente lunghi segnati da mille incroci e semafori agli angoli dei giardini delle palazzine ottocentesche e liberty. Sono belle le piazze, i portici frequentati da universitari che invidio per la loro spensieratezza ingiustificata. Sono belli i mercatini, pieni di ogni ben di dio e pieni di gente di ogni tipo, come quello di Porta Palazzo, colorato e disordinato, come racconta quella bella canzone di Gian Maria Testa. Sono belli i negozi che a causa della crisi infinita non riescono mai a essere affollati. Sono splendide le cioccolaterie con delizie di ogni forma, dalla minisacher al megagianduiotto, cui non puoi dire di no, anche perché con questo freddo un paio di chili in più possono sempre servire. Sono belle le montagne innevate che la cingono in un abbraccio incantato e gelato. Sì, è davvero bella Torino, ha solo due difetti, non ha il mare ed ha la Juve, ma sono difetti sopportabili di questi tempi.
Non ascolto molta musica di questi tempi. Forse perché ne ho ascoltata troppa, oppure perché non trovo cose memorabili da un paio di mesi. Con questo non voglio dire che ho smesso di frequentare negozi di dischi, anzi. L'altro giorno sono passato alla Fnac, era come il paese dei balocchi di Pinocchio per me: cd, vinili, libri, computer, hi fi… però c'era troppa confusione natalizia e sono scappato via, non senza aver prima afferrato un libro: L'ultimo disco dei mohicani di Maurizio Blatto. Avevo sentito parlare di questo libro al concerto degli Offlaga Disco Pax. Storie di musica, di clienti di un negozio di musica, il Backdoor. Storie esilaranti, assurde e inverosimili, ma vere. Ho letto il libro in un paio di giorni e ho riso come un imbecille dall'inizio alla fine. Maurizio Blatto è – guarda caso – di Torino e il Backdoor è in Via Pinelli 45. Sabato mattina passo in negozio. Mi guardo un po' in giro, guardo qualche disco, respiro l'atmosfere delle pagine del libro, incontro Maurizio, ci scambio due parole, mi complimento per il libro, è simpatico. Trovo fra il cd usati "Master and Everyone" di Bonnie "Prince" Billy, disco favoloso che qualche folle idiota ha deciso di svendere, costa 7,50 €, lo prendo, saluto Maurizio e riprendo a vagare per questi corsi infiniti. Fa meno freddo.