CINEMATOGRAFO.(LAUDATOR TEMPORIS ACTI).

Caligari

Amo il cinema muto. Anzi, adoro il cinema muto! Guardare quelle immagini incerte, un po’ accelerate, consumate dal tempo, mi da’ un’emozione sorprendente. Ricordo il film che mi ha fatto nascere questa passione: "La morte di Sigfrido", primo capitolo della saga dei Nibelunghi di Fritz Lang. Dopo quella visione, sono andato alla ricerca di rassegne, mostre, visioni d’essai, tutto quanto insomma potesse offrirmi l’occasione di altri viaggi in quel tempo passato. Ho seguito non so quante rassegne di cinema, visto non so quanti film (anche perché studiavo cinema all’Università)….ricordo con un po’ di nostalgia -oggi il lavoro non mi lascia più certe libertà…- i pomeriggi d’autunno passati nelle salette del festival internazionale del cinema muto (organizzato ogni anno dal M.I.C.S.), a volte completamente solo nella sala! E qui veniamo ad un altro punto: sì, perché condividere questa passione con un altro essere bipede pensante è cosa pressoché impossibile! (A meno di non accontentarsi di uno/a di quegli/lle pseudo-intellettuali spocchiosi/e che lo farebbero magari solo "per darsi un tono"…ma in tal caso mille volte meglio la solitudine, ovviamente). Ho spesso immaginato, in queste mie peregrinazioni cinefile, "che bello sarebbe condividere questo con una ragazza che mi piace!". Ah, che fantasie! Ma dove la trovo una ragazza che viene con me a vedere un film  muto… Sì, qualche tempo fa ce ne sarebbe stata una, ma forse sarebbe venuta solo perché le interessavo io, non il cinema muto! (Oddio, se il sentimento fosse ricambiato, potrei anche accettare un simile compromesso….purché la "lei" non si addormenti davanti allo schermo). Non nascondo che la troverei una situazione romantica, che appunto per questo vorrei provare con una donna. Visto che ci sono, mi spingo oltre: se una (ipotetica) ragazza che mi interessa, ricambiato, accetta (desidera) di venire a vedere un film muto, LA SPOSO!!!!!

Provo a immaginare….tardo pomeriggio, Accademia di Romania (Valle Giulia), saletta cinematografica, io e lei. film: "La morte di Sigfrido", oppure, meglio ancora in questo caso "Addio giovinezza" (dall’opera di Nino Oxilia, profumo primi Novecento). Dopo la proiezione, cena al ristorante L’A**** (dietro Ss. Apostoli), passeggiata per Roma notturna(rigorosamente giorno feriale), varie ed eventuALI.

Mmmmhhh, come al solito sto divagando. Ero partito dall’elogio del cinema muto e finisco nell’elogio del romanticismo da nostalgica assenza!! Cosa direbbe Freud a questo punto?

Dicevo: quando nel buio della sala scorrono le immagini antiche, e dal proiettore proviene il "gracchiare" della pellicola, quel rumore che si sente appunto perchè il film è muto (in alcuni casi infatti non c’è neppure il commento sonoro), e sembra di essere "proiettati" in un’altra epoca, di partecipare ad eventi mai vissuti realmente -quando avviene tutto ciò, mi convinco che davvero l’arte (in questo caso la cosiddetta settima) ha un potere enorme. Liberatorio, propulsivo, stimolante, eccitante, creativo. Non è qualcosa di diverso da quello che può avvenire di fronte a un quadro di Monet, di Van Gogh, un affresco del Quattrocento, e mille altri; di fronte a un’ardita architettura di Borromini e mille altri; ascoltando Chopin, Grieg o i Pink Floyd o mille altri; passeggiando in un campo d’estate; leggendo Dante, Manzoni, Ungaretti, Saint-Exupéry, Kundera o mille altri….insomma tutto ciò che porta il segno di una creazione (umana o divina che sia). (Tenersi per mano con la ragazza di cui sopra…).

L’assenza di colonna sonora nel film muto impone un’assoluta concentrazione sull’immagine, e a ben pensarci sarebbe lo scopo primo del cinematografo, quello che ne permise la nascita dagli esperimenti di fotografia, cinetoscopi e via dicendo. Eppure l’assenza di voci, dialoghi, suoni, fa credere erroneamente che esso sia noioso.  E’ solo che forse richiede uno sforzo maggiore per comprenderlo ed entrarci dentro.

Certo, ci sono film muti noiosi, esattamente come ci sono film sonori noiosi.

C’è un brevissimo cortometraggio, francese, mi pare della metà degli anni dieci, che si chiama "Amor pedestre" (interpretato dall’allora famoso comico Robinet), in cui tutta la storia è narrata inquadrando solamente i piedi e la parte finale delle gambe dei personaggi. L’effetto è incredibile, nel senso che si riesce a capire esattamente quello che avviene, solo da quei pochi dettagli. A suo modo è un "film" geniale, e geniale è l’interpretazione.

Il gesto, lo sguardo, le movenze, sono ovviamente fondamentali in una cinematografia di questo genere (questo spiega anche una certa teatralità della recitazione, il trucco vistoso, le scenografie evocative, etc.). Questo che dico è lapalissiano, certo. Ma in fondo voglio dire quanto tutto ciò abbia un valore anche simbolico, o almeno lo ha per me: il gesto, lo sguardo, le movenze….quanto sono rivelatori di una persona, e quanto è importante prestar loro attenzione, al di là delle parole che si dicono (troppe spesso; gli sguardi non lo sono quasi mai, a meno che non siano "violenti"). Torno di nuovo su una mia "ossessione": i particolari, che svelano molto più dell’insieme. Anche a livello di rapporti umani, non solo di realtà osservata. In questo senso il cinema muto rivela un’assonanza con il mio modo di guardarmi intorno, di intendere i rapporti, e anche -perché no?- di guardare all’amore uomo-donna.

Ecco anche, probabilmente, il perché di una mai sopita attesa di una ragazza che venga a vedere con me un film muto!

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11 risposte a

  1. …vorrei vedere il film..il clamore del silenzio dei monaci..lo hai già visto bellissimo da te..una carezza

  2. AsTr3a scrive:

    “Riposare”
    Sai.. penso che sia giusto riposare solo dopo aver percorso una buona parte del “proprio cammino”.. e io, purtroppo, non sono neanche all’inizio..
    Comunque ti ringrazio per il supporto :o )

  3. utente anonimo scrive:

    Il mio commento è per Petalo: adoro il tuo sito è come se mi ritrovassi nelle tue parole, in quelle immagini.Ti ringrazio di essere lo specchio dei miei pensieri…

  4. paramuricea2 scrive:

    Come sei dotto.. mi sembrava di ascoltare una lezione del mio insegnante di storia della recitazione.. ;) non ho mai visto il cinema muto.. ma al racconto del cortometraggio tutto incentrato sui piedi mi si sono drizzate le orecchie perchè a lezione ci fanno spesso esprimere un’emozione solo con le mani ed io la trovo una cosa tremendamente difficile.. mi piacerebbe vederlo.. ma penso che alla videoteca 24H non ce l’abbiano.. help!

  5. utente anonimo scrive:

    ciao! ho “rubato” il fotogramma di questo post. prima di andare a vedere un film muto insieme e in seguito sposarci in una chiesetta in mezzo ai boschi e con un banchetto felliniano in un campo di papaveri, mi sapresti dire da che film è tratto? ;)
    ottimi argomenti sul tuo blog, complimenti.

    robi

  6. albatros900 scrive:

    grazie per i complimenti e benvenuta qui, robi. mi metti in crisi: non ho presente che film sia….all’inizio avevo pensato all’atalante (la chiesetta, la campagna)…be, fammi sapere! ;-)

  7. utente anonimo scrive:

    in realtà, ho notato una cosa che prima mi era sfuggita. quando passo il mouse sopra la foto, esce una scritta: “CALIGARI”. Forse che forse…. che dici, sarà il gabinetto?!?

  8. utente anonimo scrive:

    ehm… mi sono scordata la firma nel precedente.

    robi :)

  9. utente anonimo scrive:

    a me i film muti piacciono molto :-)

  10. utente anonimo scrive:

    u.a., mi fa piacere! hai un blog?
    alb

  11. Io ero una maniaca della settima arte (ora, non so perchè, ha perso un po’ di fascino, forse è l’età – mia – o le pellicole – fuori sincro con me – che proiettano), adorerei partecipare ad una di quelle serate da lezione cinematografica di cui ho sentito parlare tra altri conoscenti blogger e che invidio ai tuoi studi.

    Non ho ancora visto film muti, a parte Chaplin da bambina mentre ero a letto ammalata (da piccola ho visto le pellicole migliori: le davano ancora a orari decenti!), ma se prometti di non volermi sposare (nulla di personale) ;-) con amici concittadini, provare a vedere se mi piace, lo tenterei.

    Anche le persone si capiscono non dalle parole e i particolari, se li notassimo sempre, rivelerebbero già tutto.

    PS: Se ti piace il cinema muto forse potresti amare anche film tipo “In the mood for love” di Kar Wai Wong. Lo hai visto?

    Lì “recitano” le parole non dette, gli sguardi, le dita, i vapori lungo le strade..e la musica.

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